Skywalker67
Fondatore Bene Gesserit
Avendo sbirciato nei giorni precedenti sia il meteo che le webcam, lunedì ho deciso di festeggiare il mio compleanno sulla neve, prendendomi un giorno di ferie ... dal forum, che avete capito, mica dal lavoro ... :lol:
Comunque che la giornata sarebbe stata eccezionale lo si poteva già intuire sia dal panorama visibile dall'autostrada (il Monte Rosa all'alba) sia dal nebbione tra Santhià e Viverone.
All'arrivo al piazzale della telecabina infilo scarponi e casco e via, pronto a salire.
Come, direte voi, niente skipass?
No, grazie alla notevole organizzazione della società degli impianti di Pila, l'avevo fatto la sera precedente via internet, caricandolo sul supporto magnetico acquistato l'anno scorso ad Alagna, e valido per tutta la Val d'Aosta. Una vera comodità.
Le foto che vedete sono state prese dalla seggiovia Chamolet verso le 8:40, appena aperti gli impianti: il sole non aveva ancora fatto capolino dalle montagne, e le piste erano ancora immacolate ed intonse.
La qualità non è eccelsa, ma avevo con me solo il cellulare.
La prima discesa sulla Chamolet deserta, con il sole che si fa strada tra i rami dei pini, è una goduria che chiunque dovrebbe provare.
Giusto il tempo di rodare un po' le gambe e via di nuovo in seggiovia, questa volta per scendere sulla Du Bois a velocità warp (che per le mie capacità significa a passo di lumaca con le stampelle ... :lol
.
Per tirare un po' è una pista splendida: larga, alterna muretti divertenti e non particolarmente impegnativi a pianetti riposanti, con un paio di curve che anche un semi-principiante può sognare di fare in stile GS.
Arrivato al fondo decido di spostarmi verso le altre piste e mi lancio giù per la Gorraz ... :shock: mannaggia
... avrei dovuto ricordarmi di quel curvone a destra con pendenza da nera ... ma ormai è troppo tardi per rallentare; per fortuna è deserto, quindi posso arrischiarmi a lasciar andare gli sci e tagliarlo in diagonale: butto avanti il busto e mi schiaccio sugli sci confidando nel fondo battuto e nelle mie lamine. :sudato: sono arrivato in fondo intero, questo è già un buon segno ...
... vuol dire che sto imparando a reagire ai cambi di pendenza e di ritmo senza spaventarmi o arretrare vistosamente.
Imbaldanzito da questa inaspettata scoperta decido di provare a scendere per qualche pista più impegnativa, e mi dirigo verso la funivia Gorraz-Grimod, con l'obiettivo di arrivare in cima alla seggiovia Couis 2.
Nel frattempo le piste si stanno animando, è periodo di settimane bianche, e le scuole sci cominciano a fare la loro comparsa sulle piste.
In seggiovia faccio conoscenza con due signori britannici di mezza età, i quali sono per la prima volta a Pila e si dicono stupiti della bellezza del posto e della cura con cui sono tenute le piste: mi dicono che prima di venire a pila sono stati a sciare in Bulgaria dove, a parte la grande quantità di neve, le piste non sono tenute affatto bene.
Salutati i britannici decido di mettere nuovamente alla prova le mie gambe (e le mie vertigini) con una discesa sulla Resselin.
E' curioso, io soffro di vertigini e stare fermo sul bordo di una pista ripida mi fa venire le ginocchia molli, mi sembra di non riuscire a stare in equilibrio (il mio vicino di casa fisiatra ha anche provato a spiegarmi da cosa deriva la sensazione di vertigine, ma a dire la verità ci ho capito poco, e poi dopo una bottiglia di vino mi passa ... :lol
, ma quando sono in movimento non le avverto minimamente.
Comunque mi butto giù, accennando un tratto di cortoraggio (per quello che sono capace, quindi lento, misurato e derapato), poi decido di tornare a fare le mie belle curve larghe.
Et voilà, senza nemmeno accorgermene sono in fondo alla pista: la paura dei pendii ripidi e delle piste nere è domata!
La giornata prosegue sotto un cielo limpido e terso con una serie di epiteti poco gentili nei confronti di due imbecilli che prima decidono di partire da bordo pista tagliandomi la strada mentre sopraggiungevo, poi (dopo essere usciti dalla pista) decidono di rientrare saltando giù dal muretto di bordo pista passandomi praticamente sulla testa ... xgrrr xspac ... taccio per carità di patria sul tipo di attrezzo usato da quei due per sciare ...
Verso l'ora di pranzo la graditissima sorpresa della giornata: ricevo un sms che mi avvisa che la "guest star appearance" di questa puntata è in arrivo alla partenza seggiovia Chamolet, e così faccio conoscenza con il mitico drey, che tanto per non perdere l'abitudine è in giro a provare attrezzatura nuova.
Che dire, discorrendo con lui capisci che è una persona dotata di una sensibilità fuori dal comune, capace di apprezzare sottigliezze di comportamento dei materiali, sfumature che a noi comuni mortali sfuggirebbero o passerebbero inosservate.
Tra una prova e l'altra drey trova anche il tempo di darmi due o tre consigli sui miei errori più grossolani, tanto di tempo per esaminarmi ne ha a iosa: lui pennella le piste come Giotto, io arranco zigzagando e rimbalzando di bordo in bordo come una palla da flipper, e quindi finisce sempre per aspettarmi a fondo pista ... :lol:
Verso le 2 e mezza, a malincuore vista la splendida giornata e l'ottima compagnia, devo abbandonare: una comica caduta da fermo a bordo pista sotto l'occhio divertito di drey mi avvisa che le mie gambe sono ormai alla frutta; 6 ore di sciata non-stop (in cui ho percorso, tra discese e risalite, quasi
70Km ... ) cominciano a farsi sentire, e devo anche guidare per tornare a casa.
Un saluto a drey, con la promessa di riincontrarsi, e mi avvio verso la cabinovia, sacramentando un deficiente che decide di fermarsi ad aspettare i suoi compari con gli sci di traverso nell'unica strettoia del comprensorio ...
Una giornata splendida insomma, coronata alla sera con una cena a base di bagna cauda con famiglia ed amici.
Alla prossima.
Comunque che la giornata sarebbe stata eccezionale lo si poteva già intuire sia dal panorama visibile dall'autostrada (il Monte Rosa all'alba) sia dal nebbione tra Santhià e Viverone.
All'arrivo al piazzale della telecabina infilo scarponi e casco e via, pronto a salire.
Come, direte voi, niente skipass?
No, grazie alla notevole organizzazione della società degli impianti di Pila, l'avevo fatto la sera precedente via internet, caricandolo sul supporto magnetico acquistato l'anno scorso ad Alagna, e valido per tutta la Val d'Aosta. Una vera comodità.
Le foto che vedete sono state prese dalla seggiovia Chamolet verso le 8:40, appena aperti gli impianti: il sole non aveva ancora fatto capolino dalle montagne, e le piste erano ancora immacolate ed intonse.
La qualità non è eccelsa, ma avevo con me solo il cellulare.
La prima discesa sulla Chamolet deserta, con il sole che si fa strada tra i rami dei pini, è una goduria che chiunque dovrebbe provare.
Giusto il tempo di rodare un po' le gambe e via di nuovo in seggiovia, questa volta per scendere sulla Du Bois a velocità warp (che per le mie capacità significa a passo di lumaca con le stampelle ... :lol
Per tirare un po' è una pista splendida: larga, alterna muretti divertenti e non particolarmente impegnativi a pianetti riposanti, con un paio di curve che anche un semi-principiante può sognare di fare in stile GS.
Arrivato al fondo decido di spostarmi verso le altre piste e mi lancio giù per la Gorraz ... :shock: mannaggia
... avrei dovuto ricordarmi di quel curvone a destra con pendenza da nera ... ma ormai è troppo tardi per rallentare; per fortuna è deserto, quindi posso arrischiarmi a lasciar andare gli sci e tagliarlo in diagonale: butto avanti il busto e mi schiaccio sugli sci confidando nel fondo battuto e nelle mie lamine. :sudato: sono arrivato in fondo intero, questo è già un buon segno ...
... vuol dire che sto imparando a reagire ai cambi di pendenza e di ritmo senza spaventarmi o arretrare vistosamente.Imbaldanzito da questa inaspettata scoperta decido di provare a scendere per qualche pista più impegnativa, e mi dirigo verso la funivia Gorraz-Grimod, con l'obiettivo di arrivare in cima alla seggiovia Couis 2.
Nel frattempo le piste si stanno animando, è periodo di settimane bianche, e le scuole sci cominciano a fare la loro comparsa sulle piste.
In seggiovia faccio conoscenza con due signori britannici di mezza età, i quali sono per la prima volta a Pila e si dicono stupiti della bellezza del posto e della cura con cui sono tenute le piste: mi dicono che prima di venire a pila sono stati a sciare in Bulgaria dove, a parte la grande quantità di neve, le piste non sono tenute affatto bene.
Salutati i britannici decido di mettere nuovamente alla prova le mie gambe (e le mie vertigini) con una discesa sulla Resselin.
E' curioso, io soffro di vertigini e stare fermo sul bordo di una pista ripida mi fa venire le ginocchia molli, mi sembra di non riuscire a stare in equilibrio (il mio vicino di casa fisiatra ha anche provato a spiegarmi da cosa deriva la sensazione di vertigine, ma a dire la verità ci ho capito poco, e poi dopo una bottiglia di vino mi passa ... :lol
Comunque mi butto giù, accennando un tratto di cortoraggio (per quello che sono capace, quindi lento, misurato e derapato), poi decido di tornare a fare le mie belle curve larghe.
Et voilà, senza nemmeno accorgermene sono in fondo alla pista: la paura dei pendii ripidi e delle piste nere è domata!
La giornata prosegue sotto un cielo limpido e terso con una serie di epiteti poco gentili nei confronti di due imbecilli che prima decidono di partire da bordo pista tagliandomi la strada mentre sopraggiungevo, poi (dopo essere usciti dalla pista) decidono di rientrare saltando giù dal muretto di bordo pista passandomi praticamente sulla testa ... xgrrr xspac ... taccio per carità di patria sul tipo di attrezzo usato da quei due per sciare ...
Verso l'ora di pranzo la graditissima sorpresa della giornata: ricevo un sms che mi avvisa che la "guest star appearance" di questa puntata è in arrivo alla partenza seggiovia Chamolet, e così faccio conoscenza con il mitico drey, che tanto per non perdere l'abitudine è in giro a provare attrezzatura nuova.
Che dire, discorrendo con lui capisci che è una persona dotata di una sensibilità fuori dal comune, capace di apprezzare sottigliezze di comportamento dei materiali, sfumature che a noi comuni mortali sfuggirebbero o passerebbero inosservate.
Tra una prova e l'altra drey trova anche il tempo di darmi due o tre consigli sui miei errori più grossolani, tanto di tempo per esaminarmi ne ha a iosa: lui pennella le piste come Giotto, io arranco zigzagando e rimbalzando di bordo in bordo come una palla da flipper, e quindi finisce sempre per aspettarmi a fondo pista ... :lol:
Verso le 2 e mezza, a malincuore vista la splendida giornata e l'ottima compagnia, devo abbandonare: una comica caduta da fermo a bordo pista sotto l'occhio divertito di drey mi avvisa che le mie gambe sono ormai alla frutta; 6 ore di sciata non-stop (in cui ho percorso, tra discese e risalite, quasi
70Km ... ) cominciano a farsi sentire, e devo anche guidare per tornare a casa.Un saluto a drey, con la promessa di riincontrarsi, e mi avvio verso la cabinovia, sacramentando un deficiente che decide di fermarsi ad aspettare i suoi compari con gli sci di traverso nell'unica strettoia del comprensorio ...
Una giornata splendida insomma, coronata alla sera con una cena a base di bagna cauda con famiglia ed amici.
Alla prossima.