Ciao a tutti!!! Praticando lo sport che tutti noi amiamo, capita di vedere in giro dei divertenti personaggi; anch'essi fanno parte del nostro mondo, e mi sono proposto di descriverli scherzosamente, iniziando da quello che tutti noi (io per primo!!!) che abbiamo purtoppo iniziato tardi, siamo stati, poco o tanto.
Spero vi diverta...
Il Principiante
Alle casse:
Si presenta munito di improbabili buoni sconto rilasciati da :
-supermercati
-cooperative agricole
-dopolavori aziendali
-agenzie immobiliari
-negozi di articoli per giardinaggio
I buoni sono inevitabilmente di 3 anni prima, o validi solo per bassissima stagione, o per comitive di almeno 50 persone; al rifiuto della cassiera di applicare lo sconto, discute animatamente per 10 minuti ed infine tenta di ottenere il biglietto residenti, sostenendo di aver dimenticato i documenti; vista l’impossibilità, acquista il mezzo giornaliero e paga con banconota da 500 euro. La cassiera piange.
In cabinovia:
Occupa tutto il sedile da 4 posti sciorinando casco, maschera, occhiali, bastoncini, guanti, macchina fotografica, zainetto, passamontagna, burro cacao e crema solare. Inizia, con l’assistenza della moglie o fidanzata al seguito, la complessa procedura di preparazione, che richiede 10 minuti, e culmina con la cerimonia della chiusura dei ganci degli scarponi, eseguita con sforzi erculei e sommesse imprecazioni tra l’attonito stupore dei presenti. All’arrivo scende rumorosamente per primo, poi tenta di rientrare perché ha scordato lo zainetto, impedendo agli altri di uscire e provocando l’arresto dell’impianto.
Alla coda della seggiovia:
Se è dietro di voi, vi tallona spasmodicamente calpestando le vostre code, e finendo per franarvi addosso; se è davanti a voi, giunto al tornello fruga freneticamente in tutte le tasche alla ricerca del biglietto, poi si ricorda che l’ha appeso al collo, si incaponisce ad infilarlo al rovescio finchè, al quarto tentativo, un’anima caritatevole gli spiega di girarlo; al beep si catapulta in avanti senza attendere la restituzione; il biglietto, richiamato dall’elastico, gli sciabola sul volto sfregiandolo permanentemente. Nel frattempo, è riuscito a infilarsi la sbarra del tornello tra le gambe, e deve levarsi lo sci e scavalcare; si rinfila lo sci e aspetta la moglie o fidanzata che è 5 posti più indietro, bloccando tutta la fila e facendo ampi gesti per far passare gli altri. Si siede ed abbassa istantaneamente la sbarra senza darvi il tempo di alzare gli sci.
In seggiovia:
Appena seduto e sistemato gli suona il cellulare, che si trova sotto 3 strati di vestiario; esegue spasmodici contorcimenti per recuperarlo, perdendo invariabilmente un guanto, e richiamando a gran voce quelli sotto la seggiovia perché lo riportino alla partenza. Nel momento in cui riesce finalmente ad estrarlo, il telefonino smette di suonare (mh, era quel coglione di Giorgio..). Ripone il cellulare, e intanto cerca qualcosa che ha in tasca e che gli serve subito (sigarette, gomma, fazzoletto…). All’arrivo alza gli sci in verticale, rimane impigliato con lo zainetto, lo libera con uno strattone e scende; se è seduto a destra va a sinistra, se è seduto a sinistra va a destra; se è seduto in mezzo apre istantaneamente a spazzaneve infilandovi contemporaneamente i bastoncini tra le gambe.
In pista, si divide in due categorie.
1)L’imbranato: figura caratteristica di un certo modo di apprendere lo sci (anch’io, un tempo lontano, lo sono stato), sta ormai purtroppo scomparendo, a causa dei moderni materiali e delle attuali lisciatissime piste. Si riconosce per la caratteristica posizione “a spazzauovo”(sci apertissimi, ginocchia in dentro, sedere sulle code, gomiti in fuori, bastoncini indietro e alti, rigidi come antenne di uno strano insetto). La mantiene per tutta la discesa, con qualunque pendenza e condizione di neve o pista; procede lentissimo, con navigazione strumentale perché non appena partito la maschera del Decathlon gli si appanna totalmente. E’ il genere più innocuo, e non costituisce solitamente un pericolo; unica eccezione: nei punti dove occorre un minimo di abbrivio per superare una salitina, molla gli sci, poi si spaventa e frena bruscamente arrestandosi di traverso nel punto più stretto, proprio all’inizio della risalita, che percorre poi a spina di pesce arrancando e scivolando indietro.
2)L’incosciente: è purtroppo in forte crescita, favorita dagli attuali materiali e dalle piste superlisciate; è spesso straniero, soprattutto inglese o dell’ est europa, ma ora anche da noi è ampiamente diffuso. Utilizza la caratteristica posizione “del suicida” (sci paralleli distanziati di un metro, gambe rigide, peso rigorosamente sull’indietro-interno, polpacci schiacciati sugli spoiler, spalle in costante rotazione a monte, bastoncini mulinanti). Costituisce una mina vagante in quanto procede ad altissima velocità, seguendo una traiettoria spezzata con cambi di direzione bruschi e totalmente imprevedibili (anche da lui stesso), tagliando in diagonale tutta la pista. Provoca perciò molti incidenti, con morti e feriti gravi; cade anche rovinosamente, esplodendo al contatto con il suolo in un mulinare di berretti, occhiali, sci, bastoncini, che si sparpagliano in un raggio di 20 metri dall’impatto. Da tali incidenti lui e lui solo esce sempre miracolosamente illeso.
Spero vi diverta...
Il Principiante
Alle casse:
Si presenta munito di improbabili buoni sconto rilasciati da :
-supermercati
-cooperative agricole
-dopolavori aziendali
-agenzie immobiliari
-negozi di articoli per giardinaggio
I buoni sono inevitabilmente di 3 anni prima, o validi solo per bassissima stagione, o per comitive di almeno 50 persone; al rifiuto della cassiera di applicare lo sconto, discute animatamente per 10 minuti ed infine tenta di ottenere il biglietto residenti, sostenendo di aver dimenticato i documenti; vista l’impossibilità, acquista il mezzo giornaliero e paga con banconota da 500 euro. La cassiera piange.
In cabinovia:
Occupa tutto il sedile da 4 posti sciorinando casco, maschera, occhiali, bastoncini, guanti, macchina fotografica, zainetto, passamontagna, burro cacao e crema solare. Inizia, con l’assistenza della moglie o fidanzata al seguito, la complessa procedura di preparazione, che richiede 10 minuti, e culmina con la cerimonia della chiusura dei ganci degli scarponi, eseguita con sforzi erculei e sommesse imprecazioni tra l’attonito stupore dei presenti. All’arrivo scende rumorosamente per primo, poi tenta di rientrare perché ha scordato lo zainetto, impedendo agli altri di uscire e provocando l’arresto dell’impianto.
Alla coda della seggiovia:
Se è dietro di voi, vi tallona spasmodicamente calpestando le vostre code, e finendo per franarvi addosso; se è davanti a voi, giunto al tornello fruga freneticamente in tutte le tasche alla ricerca del biglietto, poi si ricorda che l’ha appeso al collo, si incaponisce ad infilarlo al rovescio finchè, al quarto tentativo, un’anima caritatevole gli spiega di girarlo; al beep si catapulta in avanti senza attendere la restituzione; il biglietto, richiamato dall’elastico, gli sciabola sul volto sfregiandolo permanentemente. Nel frattempo, è riuscito a infilarsi la sbarra del tornello tra le gambe, e deve levarsi lo sci e scavalcare; si rinfila lo sci e aspetta la moglie o fidanzata che è 5 posti più indietro, bloccando tutta la fila e facendo ampi gesti per far passare gli altri. Si siede ed abbassa istantaneamente la sbarra senza darvi il tempo di alzare gli sci.
In seggiovia:
Appena seduto e sistemato gli suona il cellulare, che si trova sotto 3 strati di vestiario; esegue spasmodici contorcimenti per recuperarlo, perdendo invariabilmente un guanto, e richiamando a gran voce quelli sotto la seggiovia perché lo riportino alla partenza. Nel momento in cui riesce finalmente ad estrarlo, il telefonino smette di suonare (mh, era quel coglione di Giorgio..). Ripone il cellulare, e intanto cerca qualcosa che ha in tasca e che gli serve subito (sigarette, gomma, fazzoletto…). All’arrivo alza gli sci in verticale, rimane impigliato con lo zainetto, lo libera con uno strattone e scende; se è seduto a destra va a sinistra, se è seduto a sinistra va a destra; se è seduto in mezzo apre istantaneamente a spazzaneve infilandovi contemporaneamente i bastoncini tra le gambe.
In pista, si divide in due categorie.
1)L’imbranato: figura caratteristica di un certo modo di apprendere lo sci (anch’io, un tempo lontano, lo sono stato), sta ormai purtroppo scomparendo, a causa dei moderni materiali e delle attuali lisciatissime piste. Si riconosce per la caratteristica posizione “a spazzauovo”(sci apertissimi, ginocchia in dentro, sedere sulle code, gomiti in fuori, bastoncini indietro e alti, rigidi come antenne di uno strano insetto). La mantiene per tutta la discesa, con qualunque pendenza e condizione di neve o pista; procede lentissimo, con navigazione strumentale perché non appena partito la maschera del Decathlon gli si appanna totalmente. E’ il genere più innocuo, e non costituisce solitamente un pericolo; unica eccezione: nei punti dove occorre un minimo di abbrivio per superare una salitina, molla gli sci, poi si spaventa e frena bruscamente arrestandosi di traverso nel punto più stretto, proprio all’inizio della risalita, che percorre poi a spina di pesce arrancando e scivolando indietro.
2)L’incosciente: è purtroppo in forte crescita, favorita dagli attuali materiali e dalle piste superlisciate; è spesso straniero, soprattutto inglese o dell’ est europa, ma ora anche da noi è ampiamente diffuso. Utilizza la caratteristica posizione “del suicida” (sci paralleli distanziati di un metro, gambe rigide, peso rigorosamente sull’indietro-interno, polpacci schiacciati sugli spoiler, spalle in costante rotazione a monte, bastoncini mulinanti). Costituisce una mina vagante in quanto procede ad altissima velocità, seguendo una traiettoria spezzata con cambi di direzione bruschi e totalmente imprevedibili (anche da lui stesso), tagliando in diagonale tutta la pista. Provoca perciò molti incidenti, con morti e feriti gravi; cade anche rovinosamente, esplodendo al contatto con il suolo in un mulinare di berretti, occhiali, sci, bastoncini, che si sparpagliano in un raggio di 20 metri dall’impatto. Da tali incidenti lui e lui solo esce sempre miracolosamente illeso.