I gruppi devono essere POCO NUMEROSI. L'ideale sarebbe 4, ma anche fino a 6 non ci sono problemi. Quando si è molto numerosi, è meglio dividersi in due gruppi.
In modo che GLI STESSI MESSAGGI vengano trasmessi A TUTTI I COMPONENTI, e si evitino situazioni dove uno si allontana dalla zona che si è stabilita entro cui sciare, perchè non gli è arrivato bene il messaggio.
Si valuta, prima di scendere, tutti insieme la linea di discesa. Nei gruppi è FONDAMENTALE la gerarchia, ci vuole uno che poi alla fine decide per tutti.
I più capaci scendono per primo e per ultimo. I più inesperti, che scendano nel mezzo, meglio per terzo anzichè per secondo, prestando attenzione sia a quello che è stato stabilito a monte, e tenendo conto anche di eventuali indicazioni fornite dai primi che sono scesi (che possono aver individuato una conca, un salto, ecc che da monte non si vedeva).
Il primo, e i successivi, devono aver cura di sostare presso un punto sicuro, nel senso che è fuori dal tiro di una possibile valanga, e visibile dagli altri.
La distanza minima da tenere l'uno con l'altro, dipende.... in campo aperto NON E' ASSOLUTAMENTE 15-20 metri. TROPPO POCO! Minimo 50 metri... Io personalmente conto almeno fino a 6 prima di scendere e seguire chi mi è davanti. Discorso diverso nei boschi, più fitti e a minor rischio... si scende più ravvicinati, ed essere tutti muniti di walkie-takie, è utile, al fine di tenersi tutti in contatto qualora ci si perda d'occhio (nel bosco è facile che accada).
I bollettini vanno MONITORATI SEMPRE.
Scegliere linee con pendenze inferiori ai 27°, si riduce (ma non si annulla) il rischio valanghe.
Evitate pendii dove non riuscite a vedere come si presenta a monte, nè a valle.
Un pendio che presenta delle tracce e non è venuto giù niente, NON VUOL DIRE CHE SIA "SICURO".
Tenete conto di tutti i fattori che possono causare una valanga.
Una forte nevicata del giorno prima non ha ancora avuto il tempo di legarsi col manto sottostante. EVITARE determinate giornate... O sciate il giorno stesso della forte nevicata, oppure aspettate almeno 3 giorni per far sì che il manto si assesti.
Manti nevosi che si sono posati laddove si è creata una brina di superficie piuttosto consistente, sono INSTABILI: lo strato di brina costituisce un piano di scorrimento ideale, essendo uno strato che di fatto si rompe molto facilmente. Per questo motivo, è meglio chiedere a un local e fare il test del cuneo di slittamento e un'analisi stratigrafica (per chi lo sa fare)
Attenti ai cambi di pendenza. Se vi trovate su una pendenza moderata, diciamo fino a 25°, e subito dopo vi è un salto di pendenza molto più pronunciato, EVITATELO.
EVITATE di scendere dove ci sono cornici e placche da vento, che si formano sul lato sottovento della cresta.
FATE ATTENZIONE ai punti di accumulazione creati da speroni e spuntoni rocciosi: lì possono accumularsi strati di neve anche di svariati metri, e per questo con una precaria coesione col manto sottostante.
TENETE CONTO DI UNA COSA FONDAMENTALE: la caduta sulla neve fresca, imprime al manto nevoso una forza che è di 10 volte maggiore il normale passaggio sugli sci. QUESTO E' UNO DEI PRINCIPALI FATTORI che causano il distacco di valanghe. Questo significa che, se cadete ancora troppo spesso, è bene che prima pensiate a migliorare a dovere la tecnica prima di cimentarvi fuoripista. MENO CADETE FUORI, MEGLIO E'.
Se malauguratamente vi trovate su una zona che vi sembra poco sicura, come una gonfia o una placca da vento, non perdete tempo, non fate curve, cercate di scendere il più diritto e il più velocemente possibile (ovviamente per quello che è nelle vostre capacità, non dovete correre più di quanto è nelle vostre capacità, per rischiare una caduta che poi è molto peggio!)
In primavera, fate il fuoripista SOLO nelle prime ore del mattino. Perchè nel corso della giornata, con l'aumentare della temperatura, la neve si scioglie e si formano dei rivoli d'acqua NON SOPRA, MA SOTTO IL MANTO NEVOSO, formando così un piano di scorrimento NON VISIBILE favorevole alla formazione di valanghe.
Queste sono alcune delle cose che ho imparato... sicuramente ho detto qualche "strunzata" (per favore correggetemi se l'ho detta!!!!), e ricordatevi che purtroppo spesso non basta prendere tutte queste precauzioni. QUESTO NON VUOL DIRE "ma sì allora tanto vale prendersi lo stesso i rischi". ASSOLUTAMENTE NO!!!! Quello che voglio dire è che bisogna tenere gli occhi aperti SEMPRE, e che si impara SEMPRE.
Una cosa poi è purtroppo vera: si impara molto più sul campo che a leggere un manuale.