linee "intelligenti" in neve fresca: cosa non si dovrebbe mai fare?

Yuri76

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Apro questa discussione perchè sarei curioso di capire meglio questo aspetto della discesa in fuori pista....magari molti danno per scontato che sia una cosa intuitiva capirlo, ma secondo me una specie di decalogo non farebbe dei danni: che so' in gruppo scendere ad almeno 15-20 m distanza, chiudere le curve il più dolcemente possibile (perchè so che è il momento in cui si sovraccarica maggiormente il manto nevoso), ecc.....
 
Apro questa discussione perchè sarei curioso di capire meglio questo aspetto della discesa in fuori pista....magari molti danno per scontato che sia una cosa intuitiva capirlo, ma secondo me una specie di decalogo non farebbe dei danni: che so' in gruppo scendere ad almeno 15-20 m distanza, chiudere le curve il più dolcemente possibile (perchè so che è il momento in cui si sovraccarica maggiormente il manto nevoso), ecc.....

Q8 (+ i soliti caratteri).
 
in gruppo non si dovrebbe scendere... men che meno partendo a breve distanza e 15 - 20metri sono pochi...
si dovrebbe scendere uno alla volta lasciando il più capace come ultimo.
il primo raggiunge un punto che ritiene sicuro, meglio se deciso già prima, e poi parte il secondo e così via..
Ma nessuno lo fa..

In genere si parte a turni si aspetta che parta il primo e poi parte il secondo etc..

La cosa peggiore è partire a ventaglio tutti insieme per la fretta di tracciare... a mente lucida nessuno ti dirà mai che è una bella cosa, ma poi in pratica è quello che succede quando parte il cosiddetto embolo.
 
Se mi trovo a dubitare della stabilità del manto faccio così:
1 Non chiuo mai le curve.
2 Scendo il più veloce possibile.
3 Vedo di non cadere.
4 Se c'è una cresta vedo di sciarci sopra senza finire nei due pendiii in parte (in questo caso scendo più piano)
5 Non freno prima di un cambio di pendenza.

Ma in condizioni normali si spera che i manto sia sicuro e quindi faccio la linea che più mi piace.
 
In gruppo si dovrebbe partire uno alla volta appena arrivato fino alla fine,d'accordo con il più bravo per ultimo,e se ha appena nevicato ed senza traccie,ognuno deve scegliere tracciati diversi e mai andare a tagliare le tracce precedenti
 

.

è buona norma scendere uno alla volta,
il primo che scende si ferma in un punto prestabilito e ritenuto sicuro, si ferma e guarda la discesa del secondo.
tutto il gruppo deve guardare le discese dei componenti sia se è a monte che a valle

questo xè in caso di distacco ci sono + occhi sul travolto e si riesce a restringere di molto il campo di ricerca


inoltre i cambi di pendenza le conche le creste sono spesso + a rischio in quanto nascondono lastroni da vento
 
I gruppi devono essere POCO NUMEROSI. L'ideale sarebbe 4, ma anche fino a 6 non ci sono problemi. Quando si è molto numerosi, è meglio dividersi in due gruppi.

In modo che GLI STESSI MESSAGGI vengano trasmessi A TUTTI I COMPONENTI, e si evitino situazioni dove uno si allontana dalla zona che si è stabilita entro cui sciare, perchè non gli è arrivato bene il messaggio.

Si valuta, prima di scendere, tutti insieme la linea di discesa. Nei gruppi è FONDAMENTALE la gerarchia, ci vuole uno che poi alla fine decide per tutti.

I più capaci scendono per primo e per ultimo. I più inesperti, che scendano nel mezzo, meglio per terzo anzichè per secondo, prestando attenzione sia a quello che è stato stabilito a monte, e tenendo conto anche di eventuali indicazioni fornite dai primi che sono scesi (che possono aver individuato una conca, un salto, ecc che da monte non si vedeva).

Il primo, e i successivi, devono aver cura di sostare presso un punto sicuro, nel senso che è fuori dal tiro di una possibile valanga, e visibile dagli altri.

La distanza minima da tenere l'uno con l'altro, dipende.... in campo aperto NON E' ASSOLUTAMENTE 15-20 metri. TROPPO POCO! Minimo 50 metri... Io personalmente conto almeno fino a 6 prima di scendere e seguire chi mi è davanti. Discorso diverso nei boschi, più fitti e a minor rischio... si scende più ravvicinati, ed essere tutti muniti di walkie-takie, è utile, al fine di tenersi tutti in contatto qualora ci si perda d'occhio (nel bosco è facile che accada).

I bollettini vanno MONITORATI SEMPRE.

Scegliere linee con pendenze inferiori ai 27°, si riduce (ma non si annulla) il rischio valanghe.

Evitate pendii dove non riuscite a vedere come si presenta a monte, nè a valle.

Un pendio che presenta delle tracce e non è venuto giù niente, NON VUOL DIRE CHE SIA "SICURO".

Tenete conto di tutti i fattori che possono causare una valanga.

Una forte nevicata del giorno prima non ha ancora avuto il tempo di legarsi col manto sottostante. EVITARE determinate giornate... O sciate il giorno stesso della forte nevicata, oppure aspettate almeno 3 giorni per far sì che il manto si assesti.

Manti nevosi che si sono posati laddove si è creata una brina di superficie piuttosto consistente, sono INSTABILI: lo strato di brina costituisce un piano di scorrimento ideale, essendo uno strato che di fatto si rompe molto facilmente. Per questo motivo, è meglio chiedere a un local e fare il test del cuneo di slittamento e un'analisi stratigrafica (per chi lo sa fare)

Attenti ai cambi di pendenza. Se vi trovate su una pendenza moderata, diciamo fino a 25°, e subito dopo vi è un salto di pendenza molto più pronunciato, EVITATELO.

EVITATE di scendere dove ci sono cornici e placche da vento, che si formano sul lato sottovento della cresta.

FATE ATTENZIONE ai punti di accumulazione creati da speroni e spuntoni rocciosi: lì possono accumularsi strati di neve anche di svariati metri, e per questo con una precaria coesione col manto sottostante.

TENETE CONTO DI UNA COSA FONDAMENTALE: la caduta sulla neve fresca, imprime al manto nevoso una forza che è di 10 volte maggiore il normale passaggio sugli sci. QUESTO E' UNO DEI PRINCIPALI FATTORI che causano il distacco di valanghe. Questo significa che, se cadete ancora troppo spesso, è bene che prima pensiate a migliorare a dovere la tecnica prima di cimentarvi fuoripista. MENO CADETE FUORI, MEGLIO E'.

Se malauguratamente vi trovate su una zona che vi sembra poco sicura, come una gonfia o una placca da vento, non perdete tempo, non fate curve, cercate di scendere il più diritto e il più velocemente possibile (ovviamente per quello che è nelle vostre capacità, non dovete correre più di quanto è nelle vostre capacità, per rischiare una caduta che poi è molto peggio!)

In primavera, fate il fuoripista SOLO nelle prime ore del mattino. Perchè nel corso della giornata, con l'aumentare della temperatura, la neve si scioglie e si formano dei rivoli d'acqua NON SOPRA, MA SOTTO IL MANTO NEVOSO, formando così un piano di scorrimento NON VISIBILE favorevole alla formazione di valanghe.

Queste sono alcune delle cose che ho imparato... sicuramente ho detto qualche "strunzata" (per favore correggetemi se l'ho detta!!!!), e ricordatevi che purtroppo spesso non basta prendere tutte queste precauzioni. QUESTO NON VUOL DIRE "ma sì allora tanto vale prendersi lo stesso i rischi". ASSOLUTAMENTE NO!!!! Quello che voglio dire è che bisogna tenere gli occhi aperti SEMPRE, e che si impara SEMPRE.

Una cosa poi è purtroppo vera: si impara molto più sul campo che a leggere un manuale.
 
Questo è un bel decalogo...adesso lo stampo e domani lo porto al corso SA1 del cai, vediamo cosa ne pensano...

a mio modesto parere mi sembra chestrunzate proprio non ce ne sono...
 
Una cosa poi è purtroppo vera: si impara molto più sul campo che a leggere un manuale.

D'accordissimo...non vorrei dare l'idea che studiando questo "decalogo" la sera prima di andare a letto poi uno può andare dove vuole...assolutamente no!...magari così quando si va a fare una uscita con una guida o un esperto lo si segue un pò meglio nelle sue spiegazioni...
Grazie per il bel intervento
 
I gruppi devono essere POCO NUMEROSI. L'ideale sarebbe 4, ma anche fino a 6 non ci sono problemi. Quando si è molto numerosi, è meglio dividersi in due gruppi.

In modo che GLI STESSI MESSAGGI vengano trasmessi A TUTTI I COMPONENTI, e si evitino situazioni dove uno si allontana dalla zona che si è stabilita entro cui sciare, perchè non gli è arrivato bene il messaggio.

Si valuta, prima di scendere, tutti insieme la linea di discesa. Nei gruppi è FONDAMENTALE la gerarchia, ci vuole uno che poi alla fine decide per tutti.

I più capaci scendono per primo e per ultimo. I più inesperti, che scendano nel mezzo, meglio per terzo anzichè per secondo, prestando attenzione sia a quello che è stato stabilito a monte, e tenendo conto anche di eventuali indicazioni fornite dai primi che sono scesi (che possono aver individuato una conca, un salto, ecc che da monte non si vedeva).

Il primo, e i successivi, devono aver cura di sostare presso un punto sicuro, nel senso che è fuori dal tiro di una possibile valanga, e visibile dagli altri.

La distanza minima da tenere l'uno con l'altro, dipende.... in campo aperto NON E' ASSOLUTAMENTE 15-20 metri. TROPPO POCO! Minimo 50 metri... Io personalmente conto almeno fino a 6 prima di scendere e seguire chi mi è davanti. Discorso diverso nei boschi, più fitti e a minor rischio... si scende più ravvicinati, ed essere tutti muniti di walkie-takie, è utile, al fine di tenersi tutti in contatto qualora ci si perda d'occhio (nel bosco è facile che accada).

I bollettini vanno MONITORATI SEMPRE.

Scegliere linee con pendenze inferiori ai 27°, si riduce (ma non si annulla) il rischio valanghe.

Evitate pendii dove non riuscite a vedere come si presenta a monte, nè a valle.

Un pendio che presenta delle tracce e non è venuto giù niente, NON VUOL DIRE CHE SIA "SICURO".

Tenete conto di tutti i fattori che possono causare una valanga.

Una forte nevicata del giorno prima non ha ancora avuto il tempo di legarsi col manto sottostante. EVITARE determinate giornate... O sciate il giorno stesso della forte nevicata, oppure aspettate almeno 3 giorni per far sì che il manto si assesti.

Manti nevosi che si sono posati laddove si è creata una brina di superficie piuttosto consistente, sono INSTABILI: lo strato di brina costituisce un piano di scorrimento ideale, essendo uno strato che di fatto si rompe molto facilmente. Per questo motivo, è meglio chiedere a un local e fare il test del cuneo di slittamento e un'analisi stratigrafica (per chi lo sa fare)

Attenti ai cambi di pendenza. Se vi trovate su una pendenza moderata, diciamo fino a 25°, e subito dopo vi è un salto di pendenza molto più pronunciato, EVITATELO.

EVITATE di scendere dove ci sono cornici e placche da vento, che si formano sul lato sottovento della cresta.

FATE ATTENZIONE ai punti di accumulazione creati da speroni e spuntoni rocciosi: lì possono accumularsi strati di neve anche di svariati metri, e per questo con una precaria coesione col manto sottostante.

TENETE CONTO DI UNA COSA FONDAMENTALE: la caduta sulla neve fresca, imprime al manto nevoso una forza che è di 10 volte maggiore il normale passaggio sugli sci. QUESTO E' UNO DEI PRINCIPALI FATTORI che causano il distacco di valanghe. Questo significa che, se cadete ancora troppo spesso, è bene che prima pensiate a migliorare a dovere la tecnica prima di cimentarvi fuoripista. MENO CADETE FUORI, MEGLIO E'.

Se malauguratamente vi trovate su una zona che vi sembra poco sicura, come una gonfia o una placca da vento, non perdete tempo, non fate curve, cercate di scendere il più diritto e il più velocemente possibile (ovviamente per quello che è nelle vostre capacità, non dovete correre più di quanto è nelle vostre capacità, per rischiare una caduta che poi è molto peggio!)

In primavera, fate il fuoripista SOLO nelle prime ore del mattino. Perchè nel corso della giornata, con l'aumentare della temperatura, la neve si scioglie e si formano dei rivoli d'acqua NON SOPRA, MA SOTTO IL MANTO NEVOSO, formando così un piano di scorrimento NON VISIBILE favorevole alla formazione di valanghe.

Queste sono alcune delle cose che ho imparato... sicuramente ho detto qualche "strunzata" (per favore correggetemi se l'ho detta!!!!), e ricordatevi che purtroppo spesso non basta prendere tutte queste precauzioni. QUESTO NON VUOL DIRE "ma sì allora tanto vale prendersi lo stesso i rischi". ASSOLUTAMENTE NO!!!! Quello che voglio dire è che bisogna tenere gli occhi aperti SEMPRE, e che si impara SEMPRE.

Una cosa poi è purtroppo vera: si impara molto più sul campo che a leggere un manuale.


Complimenti,
Probabilmente non sono regole da considerarsi come oro colato, lo capisco, ma son consigli e suggerimenti preziosi, oltre che ben espressi..
Discussione che mi son salvato tra le preferite!
 
bell'intervento drey..

Ma i lastroni da vento nn si formano sul versante sopravento? mentre, ovviamente, le gonfie in quello sottovento? e nel caso mi trovo in questa situzione.. con gonfie sul pendio sottovento e lastroni in quello sopravento.. qual'è il pendio "meno pericoloso"?

Un piccolo test che potrebbe essere utile a capire com'è coesa la neve è quello della bacchetta.. se raccogliete la neve appena caduta e agitando leggermente la bacca la neve cade, non è coesa e nn si sono formate tensioni che si potrebbero trasmettere lungo il pendio e nn dovrebbe essere troppo pericoloso se gli strati sottostanti sono ben coesi, se la neve nn cade dalla bacca, ha creato dei legami e potrebbe innescare lo stacco di lastroni nel caso sotto ci sia uno piano di scorrimento..

Poi un'altro segnale che nn è per niente bello è se mentre si sta camminando, raggiungendo un pendio su un piano, ecc si sente un "wrumm" e si vede che si apre una crepa nel manto nevoso.. vuol dire che è meglio stare in pista... l'ho sentito sabato ad artavaggio ed effettivamente quel giorno era davvero pericoloso...

Correggetemi se ho detto cagate.. ho appena finito il corso e voglio vedere se ho capito qualcosa o ho ancora un po le idee confuse..
 
dal versante sopravento la neve viene spazzata via, si deposita su quello sottovento e va a formare i lastroni...da vento.
 
sicuro? io sabato ho chiesto questo all'istruttore perchè ero in dubbio e mi ha detto che sopravento crea lastroni, sottovento accumuli..
 
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