.... Ancora fresco dell'emozione della 37 , e col rammarico di non poter provare la 35 (380m di lunghezza per 140 di dislivello), mi rimetto sulle seggiovia Bosco Express che mi riporta a Les Suches (ma ci pensate che 2200-1400 potrebbe esser il dislivello fatto e finito di un interio comprensorio di medie dimensioni, e qui è solo un assaggio d tutto ciò che propone questo posto? Ma che assaggio ! Col peperoncino!); l'aria è ancora tersa e frizzante, immobile, cristallina; solo qualche voce in più fa notare la differenza rispetto al prmo assaggio a questa quota intermedia, ma i turisti che via via affluiscono si disperdono rapidamente nella vastità del comprensorio... e poi è pur sempre venerdì... Molte piste hanno ancora ben evidente il "millerighe" che tanti di voi amano.
La "2" è la mia prossima conquista... già ne ho visto un muretto iniziale mentre salivo con la seggiovia; nessuno la percorre ancora, la gente è attirata dal sole dei "piani alti" e il bosco ombroso e selettivo fa propendere gli indecisi a rimandarlo "alla prossima pista"; la Diretta è una pista di 2900m di lunghezza per 710mt di dislivello, la tanto blasonata Berthod è di 3800m per 800m di dislivello ... anche i muri di questa richiedono perizia e attenzione: parte subito con un bell'ingresso, ai primi metri della pista "del Bosco" di Piazzatorre per ampiezza e conformazione, e si immette subito nella pineta con una curva a sinistra , un breve passaggio rettilineo un po' strettino (per i canoni valdostani... per quelli bergamaschi la larghezza sarebbe definita "normale") e poi di nuovo due bellissimi schuss alternati a tratti più umani... sono solo... e son solo le mie lamine a produrre fruscii in quell'anfiteatro ancora muto; a me piace fare le piste dall'inizio alla fine senza farmarmi, magari rallentando il ritmo ma comunque senza soluzione di continuità; son contento che quella schifezza di samsung compatta che ho in tasca tema così tanto il freddo... così non mi sento in "dovere" di fermarmi; ho portato anche la reflex a rullino presa quest'estate, ma è nello zaino, e ci resterà finché non appariranno evidenti sintomi di stanchezza muscolare. Mi bevo la 2, e come un buon bicchiere di malvasia delle Lipari il suo sapore rimane anche dopo la conclusione... Tra le 4 piste "basse" (numeri 5 - 3- 37 e 2 sullo skirama) non saprei quale mi abbia dato soddisfazione maggiore; direi , a seconda degli aspetti, la 5 parte iniziale per la combinazione riflessi di sole + pochi cm di neve fresca a metà pista , la 3 per i suoi due muri che già in molti han qui decantato e il senso di vertigine dato se vista nelle sua interezza , la 2 per i bei muri e per il fatto di non concludersi su un pezzettino di rossa, e la 37 per l'assoluta selettività del tracciato e per l'impressione che , nel suo piccolo, offra i pezzi di ripido più ripidi di tutte le altre. La neve , senza alcuna traccia di ghiaccio alcuno o di trasformazone naturale, faceva sì che mi sentissi ai piedi dei cingoli, invece che degli sci. Questo poker di piste fatte consecutivamente però mi ha galvanizzato e mi ha rassicurato sul fatto che non sono poi una schiappa se le ho fatte senza incertezze , nonostante le mie uscite si sian nettamente diradate da quando sono bis-papà. La giornata, da ora, ha un suo senso, se si può dare un senso a un'uscita che prevede 6h di macchina per 4 ore di sci (dovevo esser a casa per le 4... bimbo con febbre dal giorno prima e binba che a quell'ora usciva da scuola). Io lo do. Lo rifarei anche domani, se potessi. Meglio 3 ore da leoni che 8 da pecoroni.
Prendo in sequenza la cabinovia e le seggiovia "Chaz Dura Express" per salire fino ai 2600 della Fourclaz con l'obiettivo di concatenare la 10 (Gran Testa 1200m) e la 6 (La Nouva 6400m) ma , perso nella bellezza del panorama e del Rutor sempre più fulgente ( e dalla scarsità di paline numerate a lato delle piste, caratteristica comune anche a Saint Moritz) mi faccio invece 10+11+2 . Arrivo sotto con i quadricipiti un po' indolenziti. Non mi sono mai realmente fermato da quando son arrivato (a parte le risalite), e il piscino incombe da parecchio; non mi fido a lasciare gli head xrc sulla rastrelliera, e non voglio farla nel bosco per non spaventare i cerbiatti

, così scendo alla macchina, parcheggiata appena sotto le sclae della cabinovia, ed eseguo il già previsto pit stop alternando ai moderni sci i miei cari vecchi Elan MBX , che fremevano da tempo nel portasci; non credo che qualcuno me li freghi... espleto e riprendo la cabinovia; Chalet Express per fare la 14 (Terres Noires , 2km di blu) e la "3 alta" cioè nella sua interezza ; la blu mi serve per riprendere gli automatismi della vecchia tecnica e per gustarmi un po' di velocità in relativa sicurezza; all'inizio la classica sensazione di avere stuzzicadenti insaponati invece di cingoli o gommature da 4x4 , ma dopo qualche curva sempre meglio definita si calca sempre di più coi quadricipiti a centro sci e si fanno i movimenti di flessione-distensione con più determinazione, e si arriva all'imbocco della 3 ; poco prima del primo muro ricevo una telefonata; è mio cugino Andrea, malato di neve come me che vuole ragguagli... rispondo con entusiasmo ma telegraficamente; già che ci sono mando una foto a lui e a Drey. Scendo il primo muro, quello che mi ero perso prima, più velocemente ripetto ai carving , le curve son leggermente più ampie, gli sci (che non vedono la macchinetta delle lamine da almeno 5 anni) tengono comunque bene su questa neve, ma ovviamente sono meno incisivi degli altri nel chiuderle repentinamente, la pendenza si sente di più e anche un po' di scivolamento laterale, prima assente, contribuisce ad affaticare i quadricipiti per tenere l'equilibrio e per pressare bene dove conta; alla fine del primo muro mi compiaccio lo stesso e faccio un'altra foto col cellulare (che non riesco a scaricare) , dato che so che sarà l'ultima volta che oggi farò quella bellissima pista; riprendo la 3 e la faccio con ancor maggior determinazione fino alla fine, lasciandomi andare prima del pianoro all'altezza dell'ultimo innesto sulla 7 e arrivo alle casette ben lanciato dove tutti gli altri arrancano o sracchettano... dossettino finale risolto in poche curve a lato pista e arrivo ; come ultima pista vorrei rifare con questi sci la 37 , ma mi confondo con le seggiovie e riprendo la Bosco express invece della Masion Blanche. Ne approfitto per fare qualche foto con la reflex mentre salgo; riprendo la Chalet Express e continuo con la Chaz Dura: la pista 9, amplissima, mi tenta da quando sono arrivato... è l'ora di fare tutto d'un fiato da 2600 a 1450... senza strafare (tengo famiglia) ma senza esitare; il feeling coi vecchi e fidati sci è ormai quello giusto; ore 12:04 lascio il pannello esplicativo delle cime che compongono il formidabile panorama ( Monte Bianco, Dente del Gigante, Grandes Jorasses - ancor più imponente da qui che dalal Val Ferret - , Aiguille des Triolets, Gran Combin enorme all'orizzonte e, ormai nella foschia delle nubi che sopravanzano dal fondovalle aostano, il Cervino) , parto, incontro non più di 5-6 sciatori in tutto il percorso... qualcuno mi supera con ottima tecnica, qualcuno invece lo supero io ma senza volontà di sfide particolari, se non contro la mia resistenza muscolare limitata dalla nullità di allenamento e di uscite "serie" sugli sci... la 9 e la 14 sfuggono sotto le ottime solette degli Elan, la 3 è espre un cliente particolare ma viene fatta in sicurezza, concludo raccordandola al finale della 2 per evitare quei pochi metri di stradina piatta finale... arrivo a denti stretti e coi muscoli doloranti alle 12:14 .... 10 minuti... qualche anno fa avrei fatto meglio (ero più spericolato e più allenato) , ma sono comunque molto soddisfatto. Non ho tempo nè per rifare la 37 , nè per fare le piste alte in zona Arnouvaz-Belvedere-Passo , nè tantomeno di provare La Rosiere (ci fosse 'na volta che ci riesco a scollinare... é che le altre mi tentan sempre di più)... va bene così... sarà un motivo per ritornarci la prossima volta con lo stesso entusiasmo, sperando in una giornata altrettanto bella e gratificante.
Alle 12:30 avvio la fidata Subby , alle 2:30 sono alle porte di Milano, alle 3:10 sono a casa; mi sitemo la macchina e l'armamentario e do il tempo a mia moglie di andare a prender e Flavia a scuola, intanto gioco con Gabriele (2 anni) e gli dico che son stato sulla neve, gli faccio vedere le poche foto digitali scattate al computer e lui mi dice "Neveeeee... bellaaaa... anche Biele va su neve... con cappe e i sciii... anche Flavia !" ... Sì, gioia, il papà spera un giorno di rifare un giro così con entrambi e vedere nei vostri occhi lo specchio della mia felicità odierna.
Arriva Flavia, bacini e saluti... la mamma mi dice di portarla in fiera (a Treviglio ci son le giostre)... entriamo al "Foro Boario" e mia figlia si dirige a colpo sicuro sullo scivolo gigante... 4 biglietti, prego... saliamo, lei con l'entusiasmo dei 5 anni, io con le gambe cotte e la lingua di fuori... posizioniamo il tappetino... un bimbo, già pronto a partire, ci chiede s evogliamo fare una gara con lui... accetto la sfida (impari per peso e per forza di spinta)... pronti, partenza , via ! Mi sento Hermann Maier all'uscita del cancellino, gli prendiamo un metro nei primi due metri di scivolo, "bye bye... noi andiamo... abbiamo fretta, scusaci, ma dobbiamo vincere..." Mia figlia si sganascia dalle risate; discesa conclusa. Vuole il bis, sia lei sia lui (per la rivincita) ; seconda paga e seconda vittoria... ora mi sento come Giovanni (nel film di Aldo Giovanni e Giacomo) quando vince a braccio di ferro contro il bambino... ma chi se frega! Mia figlia è felice.... e io ho fatto le ultime due discese della giornata ! Le migliori????