Il grazie di cuore va agli amici biellesi, Gian di Axess Sport ed i suoi due amici, Luca e un altro di cui non ricordo il nome. Uno dei due guida alpina.
Ci conosciamo in funivia ed è subito simpatia. Non poteva che essere così, chi conosce Gian sa che il suo entusiasmo è contagioso. Condividiamo la discesa del Toula per poi, come spesso accade, perderci.
Io e uno del mio gruppo decidiamo di risalire e fare il il Cesso che risultava in condizioni perfette. Dall'alto della cabina avevamo visto numerosi sciatori che lo affrontavano con tranquillità
Lo scendiamo, bello come ce lo aspettavamo. Io esco per primo e mi scio gli ultimi 200 m di declivio che ti portano ad unirti alle tracce della cosidetta Toula Normale che punta poi diretta al Pavillon. L'amico mio era in quel momento una ventina di metri a monte dell'uscita del canale. Contemporaneamente vengo raggiunto da Gian che ci seguiva con i suoi due amici e che non avevamo notato. Io e Gian siamo quindi assieme alle tracce del Toula. Guardiamo verso l'altro per cercare gli altri e vediamo l'amico mio che si è appena fatto un bel ruzzolone fermandosi per fortuna ( o sfortuna è meglio dire) subito fuori sulla dx orografica dove c'è un crepaccio e dove, fra l'altro, dovrebbe essere ora sepolto l'elicottero del tragico incidente dell'estate scorsa.
Ha perso entrambi gli sci. I due amici di Gian si avvicinano con cautela e dopo pochi minuti trovano il primo sci. Del secondo però nessuna traccia, appare evidente che potrebbe essersi imbucato 10 m. più in basso ,aimè verso l'area del crepaccio. Ma loro sono molto accorti ed uno, come dicevo, è guida. Mentre uno si posiziona leggermente a monte assicurandosi in modo stabile al terreno l'altro, legatosi al socio, comincia piano piano a camminare verso dove dovrebbe essere lo sci munito di sonda la quale, ad un certo punto, comincia a scomparire per tutta la sua lunghezza. Sono sul buco!
Saltando ulteriori dettagli alla fine, dopo circa una mezz'ora, lo sci viene trovato 2 metri sotto, grazie appunto all'operato dei due amici che, con non poco rischio, hanno salvato il mio compagno da un non piacevole rientro con uno sci solo ( e non voglio neanche immaginare le conseguenze se nel crepaccio ci fosse finito anche lui...).
E questa è la veloce cronaca dell'accaduto ed il giusto credito dovuto agli amici biellesi.
L'amara considerazione nasce invece dal fatto che, mentre loro si spaccavano il culo per aiutare una persona in enorme difficoltà, altri scendevano dal canale e passavano senza un cenno alcuno!
Non eravamo su una pista blu, eravamo all'uscita di un ripido canale che, per quanto frequentato, è sempre un canale in alta montagna! nessuno dei 6/8 sciatori giunti dopo si è fermato a chiedere se serviva ulteriore aiuto ( era evidente che quei due non erano intenti a fotografare il panorama!!...). Magari Luca e l'altro avrebbero risposto semplicemente che erano a posto così, che forse era meglio non sostare in tanti in quel punto ma almeno, io dico, potevano provarci!!
Vabbè, fine dell'avventura. Non ho poi capito se Gian e gli altri due sono sul forum ma sicuramente altri biellesi lo sono, sicuramente quelli dell'Oropa Freeride. Vi prego quindi di trasferire a loro un enorme grazie di cuore da parte mia e del mio amico.
A questo punto, visto che poi non siamo riusciti ad reincontraci al Pavillon, ci toccherà venire all'Oropa Freeride è offrire un tot di medie!!!
Ci conosciamo in funivia ed è subito simpatia. Non poteva che essere così, chi conosce Gian sa che il suo entusiasmo è contagioso. Condividiamo la discesa del Toula per poi, come spesso accade, perderci.
Io e uno del mio gruppo decidiamo di risalire e fare il il Cesso che risultava in condizioni perfette. Dall'alto della cabina avevamo visto numerosi sciatori che lo affrontavano con tranquillità
Lo scendiamo, bello come ce lo aspettavamo. Io esco per primo e mi scio gli ultimi 200 m di declivio che ti portano ad unirti alle tracce della cosidetta Toula Normale che punta poi diretta al Pavillon. L'amico mio era in quel momento una ventina di metri a monte dell'uscita del canale. Contemporaneamente vengo raggiunto da Gian che ci seguiva con i suoi due amici e che non avevamo notato. Io e Gian siamo quindi assieme alle tracce del Toula. Guardiamo verso l'altro per cercare gli altri e vediamo l'amico mio che si è appena fatto un bel ruzzolone fermandosi per fortuna ( o sfortuna è meglio dire) subito fuori sulla dx orografica dove c'è un crepaccio e dove, fra l'altro, dovrebbe essere ora sepolto l'elicottero del tragico incidente dell'estate scorsa.
Ha perso entrambi gli sci. I due amici di Gian si avvicinano con cautela e dopo pochi minuti trovano il primo sci. Del secondo però nessuna traccia, appare evidente che potrebbe essersi imbucato 10 m. più in basso ,aimè verso l'area del crepaccio. Ma loro sono molto accorti ed uno, come dicevo, è guida. Mentre uno si posiziona leggermente a monte assicurandosi in modo stabile al terreno l'altro, legatosi al socio, comincia piano piano a camminare verso dove dovrebbe essere lo sci munito di sonda la quale, ad un certo punto, comincia a scomparire per tutta la sua lunghezza. Sono sul buco!
Saltando ulteriori dettagli alla fine, dopo circa una mezz'ora, lo sci viene trovato 2 metri sotto, grazie appunto all'operato dei due amici che, con non poco rischio, hanno salvato il mio compagno da un non piacevole rientro con uno sci solo ( e non voglio neanche immaginare le conseguenze se nel crepaccio ci fosse finito anche lui...).
E questa è la veloce cronaca dell'accaduto ed il giusto credito dovuto agli amici biellesi.
L'amara considerazione nasce invece dal fatto che, mentre loro si spaccavano il culo per aiutare una persona in enorme difficoltà, altri scendevano dal canale e passavano senza un cenno alcuno!
Non eravamo su una pista blu, eravamo all'uscita di un ripido canale che, per quanto frequentato, è sempre un canale in alta montagna! nessuno dei 6/8 sciatori giunti dopo si è fermato a chiedere se serviva ulteriore aiuto ( era evidente che quei due non erano intenti a fotografare il panorama!!...). Magari Luca e l'altro avrebbero risposto semplicemente che erano a posto così, che forse era meglio non sostare in tanti in quel punto ma almeno, io dico, potevano provarci!!
Vabbè, fine dell'avventura. Non ho poi capito se Gian e gli altri due sono sul forum ma sicuramente altri biellesi lo sono, sicuramente quelli dell'Oropa Freeride. Vi prego quindi di trasferire a loro un enorme grazie di cuore da parte mia e del mio amico.
A questo punto, visto che poi non siamo riusciti ad reincontraci al Pavillon, ci toccherà venire all'Oropa Freeride è offrire un tot di medie!!!