"Dove si può accedere con gli impianti il rischio è calcolato"

G

Guestmember01

Guest
Prendendo spunto da una domana sollevata da pillows in un altro topic (trailer 10/11); come si può affermare ciò??:-?

Minuto 4.30circa del video sotto, il direttore delle piste Gianandrea Torelli afferma questo:

"Noi teniamo sotto controllo la stazione; dove si può accedere con gli impianti il rischio è calcolato, quindi si va benissimo"

E' possibile dire così? Se sì perchè?

[youtube]o_dlm2iBM4s[/youtube]
 
Ho fatto ascoltare a un amico che era qui... credo che voglia semplicemente dire che a Cervinia, diversamente che altrove (e parliamo di posti A TORTO ultracelebrati), i pendii fuoripista raggiungibili dagli impianti sono monitorati e bonificati. E difatti salendo l'anno scorso in zona Plan Torrette (che se non erro proprio questa seggiovia è stata sostituita dalla Pancheron, di cui si parla nel video), sul lato sinistro era visibile uno (o più) gaz-ex.

Il che però mi suona strano, perchè la parte alta del Ventina (quindi facilmente raggiungibile dalla funivia Cime Bianche-Plateau Rosà) presenta zone crepacciate, quindi quanto asserito da lui non è del tutto vero.

Per non parlare di scariche che ho visto l'anno scorso, sempre in zona Ventina, nel cosiddetto canale della Spazzatura e in un altro punto... e di una valanga nel canale del Teodulo, cui se ne parlò qui sul forum, due o tre stagioni fa.

(si badi bene, qui si parla del versante italiano).

Quindi, occhio... alla fin fine... per me è TUTTA PUBBLICITA'. E, fossi in lui, andrei molto cauto a fare affermazioni simili...
 
Ho fatto ascoltare a un amico che era qui... credo che voglia semplicemente dire che a Cervinia, diversamente che altrove (e parliamo di posti A TORTO ultracelebrati), i pendii fuoripista raggiungibili dagli impianti sono monitorati e bonificati. E difatti salendo l'anno scorso in zona Plan Torrette (che se non erro proprio questa seggiovia è stata sostituita dalla Pancheron, di cui si parla nel video), sul lato sinistro era visibile uno (o più) gaz-ex.

Il che però mi suona strano, perchè la parte alta del Ventina (quindi facilmente raggiungibile dalla funivia Cime Bianche-Plateau Rosà) presenta zone crepacciate, quindi quanto asserito da lui non è del tutto vero.

Per non parlare di scariche che ho visto l'anno scorso, sempre in zona Ventina, nel cosiddetto canale della Spazzatura e in un altro punto... e di una valanga nel canale del Teodulo, cui se ne parlò qui sul forum, due o tre stagioni fa.

(si badi bene, qui si parla del versante italiano).

Quindi, occhio... alla fin fine... per me è TUTTA PUBBLICITA'. E, fossi in lui, andrei molto cauto a fare affermazioni simili...

Grazie Drey, era proprio l'impressione che avevo io, pubblicità e basta....:-?
 
Io l'avevo buttata lì come battuta, dato che molti sul forum sono stati mangiati vivi per affermazioni decisamente meno azzardate :D... E quindi volevo vedere che effetto faceva sentirlo dire da un responsabile impianti... Proprio in VdA :twisted:!!!!


A parte le cretinate, quello che dice è palesemente una cazzata! A St Anton bombano e gasano tutto, ma non ho mai letto da nessuna parte che per questo i loro pendii sono sicuri e tranquilli :evil:!
 
Marchettone classico.

E poi a ben vedere parlano di quella zona che loro chiamano zona Freeride... non penso siano così fessi da dire che tutti i fuoripista sono sicuri... nche xchè sarebbe chiaramente fuorviante e oltretutto in totale disaccordo con alcuni cartelli che dicono che l'avventurarsi fuori dalle piste battute è a rischio dell'utente.
 
Marchettone classico.

[...] oltretutto in totale disaccordo con alcuni cartelli che dicono che l'avventurarsi fuori dalle piste battute è a rischio dell'utente.

così come sulo skipass c'è scritto che anche in pista la responsabilità se ti fai male è solo tua... si parla di aria fritta! (il responsabile dell'intervista intendo) certo sono affermazioni che, viste da un novellino (tipo me) possono essere molto pericolose: io sento dire che il pendio fuoripista è a "rischio calcolato" e mi ci butto senza la minima cognizione di causa... secondo me farebbero una fgura migliore dicendo cose del tipo "stiamo operando per rendere meno rischiosi i pendii al di fuori delle piste, che, come noto, richiedono comunque le necessarie conoscenze e la giusta preparazione per essere afrontati" ma in questo modo ci si fa molta meno pubblicità (una pubblicità più di nicchia se vogliamo)
 
Conosco bene Torelli poichè sono uno dei suoi pisteur nel comprensorio di Cervinia.E' un ottimo e preparato professionista nonchè una persona che conosce a fondo l'alta montagna e le sue problematiche anche al di fuori delle piste battute.E' la persona più attenta alle problematiche della sicurezza in tutto il comprensorio di Cervinia perchè operando come direttore di pista con delega tutta la responsabilità giuridica grava su di lui.
Non essendo lui utente di questo forum mi permetto io di delucidare meglio il suo pensiero.La frase oggetto del topic è estrapolata da un video di chiara natura promozionale per presentare la nuova seggiovia esaposto del Pancheron.In quella frase Torelli intende dire che i pendii non battuti nella zona sottolinea di quello specifico impianto hanno un livello di rischio accettabile.Se notate bene non si parla di "sicurezza" che è un termine, ed una condizione, obbligatorio sulle piste battute ed aperte.Si parla di rischio contenuto.La zona in passato era servita da 2 gaz-ex e con i lavori del nuovo impianto ne è stato aggiunto un terzo.I medesimi gaz-ex servono a rendere sicure le piste e l'impianto e contemporaneamente bonificano i pendii che possono minacciare quello specifico tratto di fuoripista,riducendone il rischio eventuale.Un fuoripista a "rischio zero" non esiste perchè anche in zona bonificata nei pendii superiori è sempre possibile il distacco di un banco che,pur non creando valanghe di grandi dimensioni,può seppellire una o più persone oppure proiettarle contro ostacoli traumatici come sassi o alberi.
Credo che l'equivoco sia nato dall'interpretare una frase riferita ad un contesto specifico e particolare estrapolandola e applicandola come una massima di livello generale e di fatto stravolgendone il senso.
Ricapitolando: sui fuoripista sottolinea del Pancheron ci andate con rischio ridotto(se seggiovia e piste sono aperte),sui pendii fuoripista serviti dagli altri impianti la condizione è quella di "natura totale".In ogni caso la responsabilità nel fuori pista è del solo utente.
Qui aggiungo una mia considerazione personale. Piaccia o non piaccia il fuoripista è una forma di alpinismo.Noto che le persone che oltre allo sci praticano altre forme di alpinismo accettano il fatto di essere autoresponsabili nei territori non artefatti dall'uomo e quindi cercano di incrementare la propria preparazione tecnica e le proprie conoscenze proprio perchè sono coscienti del fatto che il rapporto diretto Uomo/Natura esclude il resto della società e ci mette fuori dall'utero protettivo della garanzia di sicurezza.Noto di contro che le persone che vengono dal solo sci in pista e che ad un certo momento hanno scoperto la pawder(o le croste ventate o da rigelo) pretenderebbero che l'utero sicuritario esistesse ovunque.Ma questo,per fortuna,non è umanamente possibile.
 
Grazie Muntagnin, solo così si può spiegare il senso di quelle parole. Effettivamente i fuoripista di zona Plan Torrette sono relativamente più tranquilli di quelli raggiungibili ad esempio dalla seggiovia Bontadini (canale del Teodulo su tutti) e dalla funivia del Plateau.

Mi fa però rabbia che queste pubblicità estrapolino dei discorsi generali, e mandino un messaggio sbagliato a chi guarda questi video... :FRU
 
Mah, sinceramente, dopo che fai saltare, il rischio di staccare è decisamente più basso...

Sparano in tante stazioni sciistiche, è anzi obbligatorio sopra ogni passaggio piste, ma in molti casi, si spara anche su pendii senza piste sotto proprio per abbassare i rischi di eventuali fuoripista...

D'altronde, in USA, in posto come Jackson Hole e non solo, tutta l'area freeride la aprono solo dopo il passaggio degli addetti alla sicurezza, e da li il tritamento è libero e ben pubblicizzato

Solo qua (e per qua intendo il forum) ormai, sembra che fare powder voglia dire morire...
 
Ovvio che dopo aver tirato il rischio è più basso,più basso non vuol dire però nullo e a restar sotto bastano ridicole colate che persino definir valanghe pare eccessivo.Premesso questo il problema è un altro e te lo sintetizzo in poche righe.Fino agli anni '70 lo sci era considerato uno sport pericoloso e chiunque si facesse male in pista era il solo responsabile.I gestori degli impianti di risalita erano responsabili della sola risalita in virtù di un tipico contratto di trasporto con cui si impegnavano a trasportare i clienti da valle a monte ed eventualmente viceversa se l'impianto era omologato.Poi lo sci è diventato quasi sport di massa,sono aumentati gli incidenti ed hanno cominciato a fioccare contenziosi legali.In assenza di leggi la giurisprudenza ha cominciato ad affermare il principio della responsabilità del gestore anche per incidenti durante la fase di discesa.L'episodio più eclatante fu la valanga sulla pista di rientro del Pavillon,in cui morirono diverse persone,che condusse addirittura al sequestro giudiziario di tutto il versante italiano del Monte Bianco come atto d'indagine della procura di Aosta.Seguì poi il processo con le condanne per i gestori.
Vista l'importanza della materia l'associazione dei gestori chiese una legge che individuasse responsabilità,obblighi e figure di responsabili della sicurezza e del soccorso.La Valle d'Aosta produsse quindi la prima legge sulla sicurezza dello sci in Italia,credo fosse il 1992,individuando la figura del direttore di pista come tecnico ed anche come "parafulmine".Lo stato italiano rimase inerte fino al 2003,anno in cui fu prodotta la legge nazionale sulla sicurezza dello sci.Negli anni successivi altre regioni hanno provveduto a dotarsi di norme.Un principio cardine,condiviso da tutte le norme,sia regionali che statali è che il gestore è responsabile dell'area battuta,delimitata ed aperta e che non lo è di tutto quanto sta intorno.Il gestore ti da l'impianto per salire e la pista sicura per scendere.Punto.Il concetto di sicurezza del gestore si limita esclusivamente alla pista ed all'impianto.Il gestore si interessa all'ambiente circostante solo quando può minacciare pista ed impianti e per questo usa gazex,esplosivi ed altro.Se poi queste bonifiche riducono il rischio su altri pendii,questo è solo un effetto secondario,come a Courma nella zona dello Youla o a Cervinia nel sottolinea della Pancheron.Quello che il gestore ed i tecnici vogliono evitare a tutti i costi è che qualcuno si ammazzi o si faccia male fuoripista e lui o gli aventi diritto facciano partire cause in conseguenza.Nei casi più gravi(morte-lesioni permanenti)potrebbe essere addirittura una procura a procedere d'ufficio.Per ora la giurisprudenza e le leggi correnti escludono responsabilità di questo tipo,ma se i gestori italiani adottassero sistemi di bonifica dei fuoripista su modello Jackson Hole,al primo morto scatterebbero sicuramente condanne pesantissime per gestori e tecnici.Un processo per omicidio colposo non è bello ed anche se la prima volta magari non vai in galera per la condizionale,sicuramente devi cambiar lavoro perchè te la sei bruciata per una eventuale seconda volta.Per quanto ne so negli USA rendono meno rischiose alcune zone ed hanno dei punti di soccorso.Se qualcuno finisce sotto i soccoritori cercano di tirarlo fuori,ma se tiran fuori il cadavere rientra nel rischio accettato e nessuno può fare azioni legali.In Italia ciò non sarebbe possibile.
Detto questo non è assolutamente vero che qua si dice che fare powder significhi morire.Qua si cerca solo di dire che nella powder son tutti cazzi tuoi.Non c'è un responsabile tenuto alla sicurezza e quindi ognuno è responsabile delle proprie azioni e della propria sicurezza.Tutto qui.
Io domani son di riposo e andrò a fare una cascata di ghiaccio.Se valuto male son tutti cazzi miei.Non posso chiedere a nessuno di "bonificare" i pendii che posson scaricare sulla cascata,e non posso neppur lontanamente immaginare di far causa al sindaco se qualcosa mi arriva in testa.Vado,valuto,eventualmente cambio obiettivo oppure rinuncio del tutto.
Se invece vado a scalare sulla plastica e mi faccio male per una sosta fissata male allora si che faccio la guerra legale al gestore....
 
Conosco bene Torelli poichè sono uno dei suoi pisteur nel comprensorio di Cervinia.E' un ottimo e preparato professionista nonchè una persona che conosce a fondo l'alta montagna e le sue problematiche anche al di fuori delle piste battute.E' la persona più attenta alle problematiche della sicurezza in tutto il comprensorio di Cervinia perchè operando come direttore di pista con delega tutta la responsabilità giuridica grava su di lui.
Non essendo lui utente di questo forum mi permetto io di delucidare meglio il suo pensiero.La frase oggetto del topic è estrapolata da un video di chiara natura promozionale per presentare la nuova seggiovia esaposto del Pancheron.In quella frase Torelli intende dire che i pendii non battuti nella zona sottolinea di quello specifico impianto hanno un livello di rischio accettabile.Se notate bene non si parla di "sicurezza" che è un termine, ed una condizione, obbligatorio sulle piste battute ed aperte.Si parla di rischio contenuto.La zona in passato era servita da 2 gaz-ex e con i lavori del nuovo impianto ne è stato aggiunto un terzo.I medesimi gaz-ex servono a rendere sicure le piste e l'impianto e contemporaneamente bonificano i pendii che possono minacciare quello specifico tratto di fuoripista,riducendone il rischio eventuale.Un fuoripista a "rischio zero" non esiste perchè anche in zona bonificata nei pendii superiori è sempre possibile il distacco di un banco che,pur non creando valanghe di grandi dimensioni,può seppellire una o più persone oppure proiettarle contro ostacoli traumatici come sassi o alberi.
Credo che l'equivoco sia nato dall'interpretare una frase riferita ad un contesto specifico e particolare estrapolandola e applicandola come una massima di livello generale e di fatto stravolgendone il senso.
Ricapitolando: sui fuoripista sottolinea del Pancheron ci andate con rischio ridotto(se seggiovia e piste sono aperte),sui pendii fuoripista serviti dagli altri impianti la condizione è quella di "natura totale".In ogni caso la responsabilità nel fuori pista è del solo utente.
Qui aggiungo una mia considerazione personale. Piaccia o non piaccia il fuoripista è una forma di alpinismo.Noto che le persone che oltre allo sci praticano altre forme di alpinismo accettano il fatto di essere autoresponsabili nei territori non artefatti dall'uomo e quindi cercano di incrementare la propria preparazione tecnica e le proprie conoscenze proprio perchè sono coscienti del fatto che il rapporto diretto Uomo/Natura esclude il resto della società e ci mette fuori dall'utero protettivo della garanzia di sicurezza.Noto di contro che le persone che vengono dal solo sci in pista e che ad un certo momento hanno scoperto la pawder(o le croste ventate o da rigelo) pretenderebbero che l'utero sicuritario esistesse ovunque.Ma questo,per fortuna,non è umanamente possibile
.

Personalmente avevo capito che era una marchetta, ma forse xchè sono stato precchio all'interno del settore e i "publiredazioni" li conosco mooooolto bene... :D

Quello su cui mi sono soffermato e ho letto e riletto a fondo, è la prte in rosso.

Io l'ho detto mille volte... spero che questa non sia l'ennesima volta che questa considerazione cade nel vuoto...
 
Top