Prima di tutto un saluto generale! Sono nuovo del forum e mi permetto di intervenire su di un argomento che mi sta particolarmente a cuore.
Concordo pienamente con chi scrive che, alla fine, tutto si aggiusterà ramazzando la monnezza sotto il tappeto.... il problema, però, permane: l'incapacità tutta nostrana, intendo piemontese, a fare del decente turismo.
L'anno passato scrissi praticamente a tutto l'orbe terracqueo lamentando le carenze della Vialattea in merito alla programmazione dell'innevamento... solo la rivista Sciare ed la Valsusa (giornale locale) pubblicarono le mie lamentazioni. In compenso ricevetti un parziale riconoscimento di ragione da parte del presidente di montagne DOC - Luigi Chiabrera - ma, soprattutto, una sentenza di visionario da parte di un alto dirigente della Vialattea.
In buona sostanza: ormai nevica poco; quelli che si salvano sono gli operatori (quasi tutti nel Nord - est) che in epoca di vacche grasse hanno investito negli impianti di innevamento ed hanno garantito un'ampia estensione di neve artificiale sui comprensori. Quando fa freddo (e quello, grazie a Dio, non manca) sparano alla grande creando uno zoccolo duro di circa 40 cm. Dopodichè tutto ciò che cade è manna: anche soli 10 cm sono sufficieni a garantire grandi sciate.
In Piemonte, pressochè ovunque, anzichè investire hanno intascato i profitti ed ora si ritrovano con una copertura ridicola perchè esigua.
Continuano a costruire impianti di risalita moderni: ma a che diavolo servono se non c'è la neve per scendere???

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