Ieri mattina ho fatto un giretto con le pelli nella mia valle per chiudere in bene il 2009, giornata di quelle in cui sole si alterna al nevischio e crea bellissimi effetti...raggiungo il rifugio a 2000 metri,molto frequentato e dove le prenotazioni per il capodanno sono già esaurite mesi prima, entro per fare gli auguri al gestore, il Guido.
Guido è un simpatico signore che ormai da 15 anni gestisce questo piccolo rifugio privato al confine con la vicinissima svizzera, e lo fa in ogni stagione tutti i giorni da giugno a ottobre e tutti i w-e nel resto dell'anno, con qualsiasi tempo,anche quando deve salire già il venerdi per apririsi metà traccia e poi tornare il sabato per finirla,lui c'è, il rifugio è sempre aperto per accogliere magari anche solo pochi escursionisti che non si scoraggiano per la neve o la pioggia.
Entro in rifugio e trovo una comitiva già salita in mattinata per festeggiare il capodanno, tanti zaini,belli pieni ed ecco che iniziano a saltare fuori bottigliette e bottiglioni, spumanti, affettati, panini , cioccolati e via così....il Guido con la sua solita ironia spara "ahhh,vedo che siete attrezzati" e il più pirla della compagnia se ne esce con un poco felice " ahh,si, e poi offriamo anche agli altri", ora io mi chiedo,ma come si fa ad essere così pidocchi?
Possibile che questi non capiscono che a capodanno in un rifugio privato e gestito non è ammissibile una condotta del genere? Pensano che la gente sia li a lavorare a gratis per loro? Perchè non vanno a passare il capodanno in bivacco? certo che trovare la traccia fatta, il fuoco acceso e le camerette con i letti a castello è più comodo....Non stupiamoci poi se i rifugisti sono tentati dal lavorare maggiormente con le comitive di motoslittari che salgono a fare i cenoni,piuttosto che con queste fazioni di ciaspolari/scialpinisti un po' dal braccino corto e la faccia da culo....
Guido è un simpatico signore che ormai da 15 anni gestisce questo piccolo rifugio privato al confine con la vicinissima svizzera, e lo fa in ogni stagione tutti i giorni da giugno a ottobre e tutti i w-e nel resto dell'anno, con qualsiasi tempo,anche quando deve salire già il venerdi per apririsi metà traccia e poi tornare il sabato per finirla,lui c'è, il rifugio è sempre aperto per accogliere magari anche solo pochi escursionisti che non si scoraggiano per la neve o la pioggia.
Entro in rifugio e trovo una comitiva già salita in mattinata per festeggiare il capodanno, tanti zaini,belli pieni ed ecco che iniziano a saltare fuori bottigliette e bottiglioni, spumanti, affettati, panini , cioccolati e via così....il Guido con la sua solita ironia spara "ahhh,vedo che siete attrezzati" e il più pirla della compagnia se ne esce con un poco felice " ahh,si, e poi offriamo anche agli altri", ora io mi chiedo,ma come si fa ad essere così pidocchi?
Possibile che questi non capiscono che a capodanno in un rifugio privato e gestito non è ammissibile una condotta del genere? Pensano che la gente sia li a lavorare a gratis per loro? Perchè non vanno a passare il capodanno in bivacco? certo che trovare la traccia fatta, il fuoco acceso e le camerette con i letti a castello è più comodo....Non stupiamoci poi se i rifugisti sono tentati dal lavorare maggiormente con le comitive di motoslittari che salgono a fare i cenoni,piuttosto che con queste fazioni di ciaspolari/scialpinisti un po' dal braccino corto e la faccia da culo....