Non e' per essere polemica ma gradirei una risposta dai freeriders....

raffaella150

sole neve mare sabbia!!!!
dal sito 3bmeteo...

.......quando, intorno alle 19, una valanga assassina è piombata sul gruppo ancora impegnato nelle ricerche. Il rischio valanghe ieri era di grado 4 su una scala di 5 a causa dell'innalzamento delle temperature e delle piogge dei giorni scorsi.

mi ricordo un certo comico di nome grillo che decenni fa disse:
"montagna assassina o alpinista pirla??"

con un rischio valanghe 4 (o 3 che all'incirca fa lo stesso)
come si puo' essere cosi' incoscenti da uscire fuori pista????
E ben sapendo di mettersi a rischio valanghe???
A parte che ciascuno di se' puo' far quel che vuole ma perche per la propria ignoranza metereologica ci deve rimettere la pelle chi "si sente moralmente e coscenziosamente obbligato" a venire a salvare??????

Qualche freerider mi deve spiegare questo:

Prima domanda:
Cosa vi spinge a soddisfare una voglia cosi' forte di sverginamento nevoso pur sapendo di mettere a rischio non solo voi stessi ma anche chi e' obbligato (o si sente tale per senso civico profondissimo) a venirvi in caso a salvare?

Seconda domanda:
Se sapeste che nessuno verrebbe in caso a salvarvi perche "vi ci siete cacciati da voi, con le vostre manine e nessuno vi ha obbligati" lo fareste lo stesso??? UNA SORTA DI MANLEVA SCIISTICA IN CUI SI DICHIARA CHE IL SOCCORSO ALPINO "NON HA RESPONSABILITA' NE' OBBLIGO DI SALVATAGGIO PER CERCATORI VOLONTARI DI PERICOLI CERTI....."

Terza domanda:
Ma se voi foste padri ci portereste anche vostro figlio di 12 anni come quel deficiente di tedesco???
Se fossi stata la moglie lo avrei ucciso seduta stante appena metteva piede in albergo!!
O meglio non li avrei mai lasciati andare... Il bollettino rischio valanga e' scritto pure in tedesco, da madre avrei fatto una guerra bagascia e non li avrei mai fatti andare!!!

Grazie a tutti coloro che vorranno rispondere...
Sono anni che, ad ogni tragedia in montagna, cerco una risposta a queste domande.
 
il bollettino non è solo un numero... bisogna saperlo leggere e interpretare... se si conosce la zona si può andare fuoripista coscentemente anche con numeri "alti..."

"con un rischio valanghe 4 (o 3 che all'incirca fa lo stesso)" non è proprio la stessa cosa...

se ti riferisci a i 2 escursionisti, non erano lì per sciare ma su un sentiero per andare a fare una cascata di ghiaccio...

cmq ti capisco, e la non conoscenza della neve e della montagna porta a fare certe riflessioni....
 
la differenza tra grado 4 e grado 3 c'è ed è consistente.
Tieni presente che la maggiorparte delle uscite in fuoripista (e statisticamente anche di incidenti) avviene con grado 3.
Questo perchè il grado 2 viene attribuito solitamente diversi giorni dopo le nevicate e spesso è difficile trovare neve "bella". Il freerider coscienzioso, quando esce, non conta assolutamente sui soccorso, bensì sui compagni.
Se rimani sotto a una valanga, trascorsi venti minuti, le possibilità di trovarti vivo calano dell'80%. Quando esco non faccio mai eppoi mai affidamento sui soccorsi, perchè in una giornata di nebbia ad esempio, con un elicottero che non può alzarsi in volo, recuperano giusto il cadavere, sempre ammesso che tu riesca a chiamarli col telefonino e dargli le giuste coordinate (soprattutto se non è un posto che conosci come le tue tasche).
Poi è chiaro che ci sono gli incoscienti, però se ben ricordi l'anno scorso, il grande casino mediatico fatto per recuperare i compagni dell'alpinista gardenese (karl Unterkircher) morto sul Nanga Parbat. loro hanno sempre dichiarato di non aver mai contato o richiesto i soccorsi via elicottero. Sapevano che se succedeva qualcosa se la sarebbero dovuta cavare da soli, tant'è che, dopo aver dovuto abbandonare il compagno, si erano incamminati per rientrare.
La passione non la puoi spiegare razionalmente e chi ne è cosciente, spesso non ci prova, la segue e basta e comunque solitamente non conta sugli altri (intesi come soccorsi).
Poi ci sono gli improvvisati, gli incoscienti e gli ignoranti.....
 
lasciamo stare le polemiche

Come ho scritto nel titolo, oggi per ricordare i nostri 4 fratelli ( io li chiamo così, non me ne vogliano le loro famiglie), si può solo tacere e pregare per loro, e per tutti quelli che come loro hanno sacrificato la propria vita per salvare quella di altri.
Le polemiche fanno ormai parte integrante della nostra cultura sociale, io perdonatemi le lascio volentieri ai mass media e a tutti quelli che che come loro si beano di criticare tizio, caio ecc.
Quando capitano queste sciagure, ne va di mezzo tutto il movimento che ruota attorna alla montagna, avete mai sentito parlare in toni così accesi di quello che avviene tutte le estati al mare???Quindi per favore
Oggi si può solo sperare ( purtroppo solo questo si può fare ), che certe tragedie, anche grazie alle istituzioni ( io ci credo ancora), vengano limitate, la montagna, lo sanno e lo sappiamo a maggior ragione noi professionisti, è una nostra cara amica, a volte non ci dà scampo, quando decidiamo di intraprendere alcuni tipi di lavoro, lo mettiamo in conto, si spera e si prega sempre che vada tutto liscio, poi altro non si può prorio fare.
Concludo osservando che persone negligenti, senza perizia o conoscenza alcuna, frequentano le montagne, come il mare e le nostre strade, non si può fare un test a tutti, si lascia all'intelligenza altrui, purtroppo a tanti l'intelletto in certe occasioni viene scollegato....
 
Non è un ragionamento corretto..andare fuoripista si può fare quando si conosce la zona e ci sono le condizioni..una persona che sa andare fuoripista, oltre a saper sciare in neve fresca, sa sicuramente anche dove e quando si può scendere, in base al bollettino e alle proprie conoscenze...
poi naturalmente c'è gente che queste cose NON le sa e succedono i disastri...ma questo non giustifica la criminalizzazione del freerider, assolutamente
 

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Non è un ragionamento corretto..andare fuoripista si può fare quando si conosce la zona e ci sono le condizioni..una persona che sa andare fuoripista, oltre a saper sciare in neve fresca, sa sicuramente anche dove e quando si può scendere, in base al bollettino e alle proprie conoscenze...
poi naturalmente c'è gente che queste cose NON le sa e succedono i disastri...ma questo non giustifica la criminalizzazione del freerider, assolutamente

A maggior ragione in relazione a quanto è successo sul Sella in cui gli sciatori non c'entrano proprio nulla ...

Sono tornato in ufficio oggi e tutti hanno cominciato a dirmi : "Vedi quello che succede ad andare in fuoripista ? "

... queste generalizzazioni sono qualunquismo all'ennesima potenza... :evil:
 
Bah...le riposte come al solito mi lasciano perplesso.
Io posso dirvi che i pescatori con il mare in burrasca stanno a casa, che siano o meno lupi di mare.
 
Sono tornato in ufficio oggi e tutti hanno cominciato a dirmi : "Vedi quello che succede ad andare in fuoripista ? "

Il problema non sono quelle persone che, "giustamente", ignorando la materia sbagliano approccio.

Il problema, a mio avviso, è quando il clima che si crea attorno a certe questioni viene in qualche modo "recepito" dalle autorità competenti, che emanano leggi o ordinanze stupide e uniformi, per compiacere quelle persone ( elettori ) e dare una "risposta" al problema ( perdonatemi l'eccesso di virgolette.... )

Vale per le birre nel bicchiere di vetro, vale per l'etilometro, vale per i limiti di velocità......speriamo non salti in mente a nessuno qualche geniale legge anche su questo......
 
ci sono già dichiarazioni bellicose da parte di chi vuole fare il politico paladino della sicurezza, speriamo bene....
 
Purtroppo il vero nemico è la mediocrità.
Gente mediocre che conosce poco o nulla il mondo della montagna, rischia di suo e spesso fa rischiare di conseguenza anche gli altri.

A volte basterebbe chiedere a GUIDE ALPINE (SOLO LORO SONO VERI PROFESSIONISTI NON ISTRUTTORE DEL CAI O SIMILARI). Basterebbe chiedere a loro informazioni su quello che si vorrebbe fare, basterebbe affidarsi a persone esperte quando la nostra esperienza non ci aiuta nelle scelte. Ma qui siamo tutti eroi. Tutti convinti che nulla ci può capitare.

Il vero alpinista è colui che sa anche dire di no, sa stare a casa sua quando le condizioni sono sfavorevoli e se uno mi viene a dire che in questi giorni non c'erano condizioni di VERO pericolo è meglio che questo si dia una ripassata ai testi tecnici di alpinismo di base.

I due ragazzi che sono stati soccorsi hanno fatto una cazzata che è costata la vita a loro e PURTROPPO non solo.
 
Prima domanda:
Cosa vi spinge a soddisfare una voglia cosi' forte di sverginamento nevoso pur sapendo di mettere a rischio non solo voi stessi ma anche chi e' obbligato (o si sente tale per senso civico profondissimo) a venirvi in caso a salvare?

mi spinge la ricerca del piacere dei sensi ma lo faccio solo se ritengo la situazione sotto controllo (con un'adeguata preparazione della gita/itinerario si può ridurre il rischio al minimo)i

Seconda domanda:
Se sapeste che nessuno verrebbe in caso a salvarvi perche "vi ci siete cacciati da voi, con le vostre manine e nessuno vi ha obbligati" lo fareste lo stesso??? UNA SORTA DI MANLEVA SCIISTICA IN CUI SI DICHIARA CHE IL SOCCORSO ALPINO "NON HA RESPONSABILITA' NE' OBBLIGO DI SALVATAGGIO PER CERCATORI VOLONTARI DI PERICOLI CERTI....."

Si, lo farei lo stesso. Come detto poc'anzi quando si va in gita si conta sui compagni di escursione non sui soccorsi.

Terza domanda:
Ma se voi foste padri ci portereste anche vostro figlio di 12 anni come quel deficiente di tedesco???

No, non lo porterei ma al situazione è molto complessa, la risposta andrebbe articolata e non ho tempo.
 
Published on Montagna.tv (http://www.montagna.tv)
Sepolta da una valanga: famiglia si salva dentro l'auto

By montagnatv
Creato 2009-12-28 14:51

LIVIGNO -- Il loro fuoristrada è stato investito e sepolto da una slavina. Brutta avventura, per fortuna a lieto fine, per una famiglia originaria di Sarnico, in provincia di Bergamo, che il giorno di Natale è stata travolta da una valanga mentre con la propria vettura, una Toyota Rav 4, stava percorrendo la statale 301 che collega Bormio a Livigno.

Padre (45 anni), la madre (39) e il figlio (appena maggiorenne) devono accendere un cero alla Madonna. Durante il tragitto, arrivati al passo del Foscagno, a un’altitudine di quasi 2.300 metri, dalla montagna si è staccata una slavina che ha invaso la carreggiata.

L'auto è stata investita in pieno. Ha iniziato a spostarsi verso il lato sinistro, poi è stata sollevata e infine sepolta dalla neve con i suoi occupanti.

Per fortuna l'abitacolo della vettura ha resistito. La neve ha rotto il lunotto posteriore ed è entrata nella vettura. Tuttavia la bolla d'aria che si era formata è stata sufficiente per consentire al padre di chiamare con un cellulare il 113. La questura di Sondrio ha rassicurato la famiglia che i soccorsi sarebbero arrivati di lì a poco.

Ma quei minuti sembravano un'eternità. Pertanto padre e figlio, dopo aver abbassato il finestrino, si sono aperti un varco nella neve e sono riusciti ad uscire. Poi hanno prelevato la madre. Pochi minuti dopo sono arrivati i vigili del fuoco.

Una volta fuori i bergamaschi si sono resi conto del rischio che hanno davvero corso. Oltre il guardrail che aveva bloccato l’auto c’era un precipizio senza alberi e con parecchie rocce.

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Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/11529

Quindi? Stavano facendo un safari faidate oppure stavano transitando per una normalissima strada provinciale??
Te lo chiedo perchè la differenza c'è ed è abissale.
Credo che non ci sia bisogno di spiegartela
 
il bollettino non è solo un numero... bisogna saperlo leggere e interpretare... se si conosce la zona si può andare fuoripista coscentemente anche con numeri "alti..."

I due escursionisti evidentemente non lo sapevano interpretare altrimenti non sarebbero stati li.

se ti riferisci a i 2 escursionisti, non erano lì per sciare ma su un sentiero per andare a fare una cascata di ghiaccio...

Mi spieghi a cosa serve questa precisazione? Forse chi cammina su un sentiero in alta montagna di inverno non è paragonabile come rischio a chi si trova nello stesso posto con gli sci ai piedi?
 
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