L'editoriale

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marcussiena

The count of Tuscany
Si sta concludendo una delle più importanti fasi di neve e gelo degli ultimi anni. In queste ore nevicherà solo sul nordovest al piano mentre altrove è già acqua (e ovviamente neve in montagna).

Sentivo nei telegiornali parlare di questa ondata di freddo come qualcosa di eccezionale paragonabile addirittura al freddo inverno del 1929.
Ma per favore! Non diciamo cazzate...non cerchiamo tutte le volte di esaltare più del dovuto ciò che accade. Il 1929 così come il 1956 e il 1985 sono lontani anni luce, irraggiungibili. Se non altro perchè mentre ai telegiornali si fa passare per "Italia" ciò che accade da bologna in su (sappiamo infatti che dalla sicilia fino alla toscana oggi si sono superati bene i 15 gradi), in quei famigerati inverni nessuna regione si salvo da un gelo duraturo feroce.
Già qui in toscana, se escludiamo venerdì e sabato in cui si è veramente tremato ( senza nessun particolare eccesso) sia i giorni precedenti che quelli successivi sono stati particolarmente normali per il periodo. Nel 1985 il termometro vicino casa mia segnò -19 gradi!!! nella giornata più fredda, domenica, siamo scesi ad appena -7,7. Nel 1985, sempre per rimanere sull'episodio minor fra i tre citati, l'intero centro Italia era sepolto da mezzo metro di neve: Roma fu ricoperta di neve!!. Mentre come sappiamo la neve si è fermata nel senese nella sua parte meridionale. Altrove la neve è caduta in alta collina, prevalentemente sopra i 500 metri con accumuli degni di nota. Ed anche in toscana, le provincie di grosseto, livorno hanno visto neve solo a quote di collina.

La stessa situazione del nord Italia non riveste carattere di eccezionalità. E francamente mi stupisce che zone che appena 12 mesi fa erano sotto 30 cm di neve in cui si accumulavano 50 km di coda in autostrada, oggi commettano gli stessi stupidi errori. Non è accettabile che si debba andare a casa della gente e sequestrare le chiavi della macchina per fargli prendere i mezzi di trasporto o fargli allungare le ferie natalizie. Ci vuole solo del buon senso certe volte, specie quando sono giorni e giorni che la protezione civile dirama comunicati di alta pericolosità.

In generale trovo molto più pericoloso quanto avvenuto sulla liguria e sulla zona della bassa emilia, dove il cd. Gelicidio ha trasformato le strade in autentiche piste da pattinaggio!

Tuttavia non cadiamo nell'errore opposto di sottovalutare quanto accaduto in questi giorni. Si tratta sempre e pur sempre di episodi più facili a verificarsi a gennaio inoltrato e febbraio che non a dicembre.

Nelle prossime ore lo scirocco che sta già soffiando impetuoso da ieri carico di piogge, persisterà nella sua attività. Da oggi a Natale cadranno tante di quelle piogge che sarà difficile tenere il conto: alpi, specie le centrali e nordest, si beccheranno un notevole carico di neve, localmente anche sopra il metro. Ma la quota neve per giovedì sarà bruttina, direi sopra i 1800 metri sull'est.

Appennini fuori dai giochi fino a sabato, quando nella serata un forte minimo sul medio tirreno potrebbe portare forti nevicate dall'abruzzo in su: messa peggio la zona del cimone e dell'abetone, ma altrove anche la quota neve sarà ottima.

In attesa di capire cosa ci riserverà il futuro, annotiamo come i modelli sono sensibili a vedere nel lungo periodo un anticiclone in nuova formazione sulla groenlandia e sull'islanda. L'azzorriano stenta a causa di una forte anomalia negativa atlantica che attrae come una calamità gli affondi del "trottorellone" impazzito del VP.

Stante la negativizzazione della QBO c'è da aspettarsi qualcosa di buono nella prima parte del nuovo anno: non escluderei ulteriori fasi molto rigide e prolungate come la attuale. Si tratterà allora di capire se l'azzorriano deciderà di fare qualcosa o se dobbiamo darlo per disperso. Nel primo caso, un eventuale combine con l'HP islandese/groenlandese potrebbe provocare, siamo qui nella prima decade di gennaio, un nuovo forte affondo da nordest. Non si vede da nessuna parte l'HP russo....ma arriverà...al momento giusto! Quest'anno arriverà! Me lo sento!

P.s. Concludo questo primo editoriale avvisando che continueremo normalmente a scrivere tutti nelle varie rubriche meteo della sezione. Qui annoterò esclusivamente gli aggiornamenti giornalieri dei modelli in maniera tale che ognuno ne possa usufruire senza doverli andare a ricercare in centinaia di pagine del forum.

In serata renderò conto degli accumuli precipitativi attesi nei prossimi giorni.
 
Approfondimento: il cuscino padano

Queste giornate sono state molto didattiche per quanto riguarda le nevicate in pianura, in tutto il centro nord, e ci hanno aiutato a capire l’importanza di quello che è il cuscino padano.
L’irruzione gelida ha portato temperature decisamente sottozero dalla toscana in su, spesso con giornate di ghiaccio (ovvero con temperatura che non supera mai lo 0 in tutta la giornata). Inizialmente le precipitazioni sono state logicamente nevose ovunque, fin sulle coste, infatti il freddo era presente a tutte le quote e ciò si è visto anche dalla qualità della neve, estremamente asciutta, tanto da sembrare zucchero. Le giornate serene o nebbiose di sabato e domenica, in seguito, hanno contribuito a creare un forte cuscino di aria fredda nella pianura padana, aria che è rimasta intrappolata tra le Alpi e gli Appennini, raffreddandosi sempre più a livello del suolo, tanto da raggiungere valori fino ai -15 nelle pianure. Gelo favorito anche dall’effetto albedo provocato dai terreni innevati dalla nevicata di venerdì.
L’arrivo delle correnti calde da sud ovest, nella giornata di lunedì, ha poi portato le prime precipitazioni, distinguendo le zone in cui il cuscinetto si è formato e quelle in cui non è mai esistito. Liguria costiera, e toscana sono state subito invase dalla pioggia, l’aria fredda è stata subito spazzata via dalle correnti in arrivo dal mare. Le nevicate hanno inizialmente coinvolto tutta la Pianura Padana, trasformandosi però gradualmente in pioggia da est verso ovest. Friuli e Veneto sono le prime regioni a cedere, seguite poi dalla Romagna e dall’Emilia; le ritornanti sciroccali vedono queste regioni in prima linea, fattore che evidenzia la forte debolezza del cuscino che vi si forma.
Il vero cuscino padano, quello “tosto” è quello che invece si forma su Piemonte e Lombardia occidentale; nella quasi totalità dei casi, in presenza di un’isoterma a 850hPa di 0 gradi, avremo precipitazioni nevose ad ovest del fiume Adda. Come avvenuto nei giorni scorsi, la nevicata ha avuto luogo con temperature anche di 3 o 4 gradi sotto lo zero, mentre in quota era presente una 0 o al massimo una -1. Questo ha portato anche ai frequenti fenomeni di gelicidio (Bologna, Genova ma anche Milano): la colonna d’aria ha visto temperature positive alle quote medie (in particolare tra 800 e 1000 metri), fattore che ha determinato lo scioglimento del fiocco, che è quindi caduto a terra sotto forma di acqua. Una volta giunto al suolo, trovando temperature fino a -3°C, non ha potuto fare altro che ghiacciarsi.
Nella serata di ieri, infine, la neve è ritornata nelle pianure della Lombardia occidentale anche una volta che il cuscino è andato distrutto e la colonna d’aria era sopra lo zero fino agli 850hPa…come mai? Qui dobbiamo analizzare il fenomeno dell’omotermia. Il fiocco di neve, cadendo in fasce con temperatura superiore allo zero, si scioglie e evapora. L’evaporazione, tuttavia, è un processo che richiede calore, il quale verrà quindi sottratto all’atmosfera, la quale quindi si raffredda; il raffreddamento sarà tanto più forte quanto più intense saranno le precipitazioni. In questo modo, se la colonna d’aria si trova sopra lo zero, il calore latente di evaporazione riporta temporaneamente la colonna d’aria sotto lo zero fino al suolo, dove spesso è ancora presente un piccolo strato di cuscino. E questo spiego i 5cm di neve caduti nel comasco e varesotto stanotte nonostante le temperature non facessero pensare a tale fenomeno.
 
La situazione rischia di essere paradossale: il gelo ha preso nella morza l'Italia per diversi giorni con una seconda decade di dicembre davvero scoppiettante. Eppure tutti i comprensori appenninici rischiano di rimanere chiusi per il natale. Quelli che apriranno dovranno fare i miracoli per garantire le solette e le lamine ai propri clienti. Forse si salveranno i comprensori abruzzesi dove sono previsti alcuni cm di fresca. Altrove sarà un macello! Ed anche nei comprensori alpini si dovrà fare i conti! L'unica fortuna è che dopo questa fase sciroccale le termiche in quota scenderanno di molto e che quindi ad esclusione del giorno di natale, sui comprensori alpini e dolomitici per sabato le piste potranno, credo, essere preparate bene con nuova neve sparata. Ma già nella serata di lunedì si preparerà una nuova e potente sciroccata. Stavolta sembra che le quote neve almeno al nord saranno leggermente più basse. Altrove sarà delirio. Anche il nordovest soffrirà dato che il cuscino freddo si sarà completamente dissolto.

In compenso in questo inverno di eccessi (ricordo il novembre eccessivamente mite, il periodo nevoso e gelido delle ultime 2 settimane ed adesso di nuovo un periodo eccessivamente mite) sembra che si stia ripreparando qualcosa di grosso. Non so se ai livelli della precedente ondata di freddo ma in ogni caso interessante perchè stavolta pare che la direttrice sia più mediterranea. Per noi vorrebbe poter dire che nonostante la minore potenza fredda, percepiremmo comunque questa seconda ondata come più fredda della precedente grazie ai forti venti da est che come sappiamo fanno percepire diversi gradi in meno.

L'azzorriano secondo le ultime proiezioni del lungo periodo (ma si badi bene: io credo più alle proiezioni a 10-12 giorni che non a quelle a 5 giorni) dovrebbe riuscire a creare un ponte altopressorio in atlantico tale da inibire un azione disturbante da ovest. Quello che infatti ci ha rovinato un secondo 1985 nell'ultima ondata di freddo è stato proprio l'assenza di una radice alto pressoria in atlantico. L'alta pressione era sulla groenlandia e sull'islanda. Lassù problemi non c'erano. Era alla basse, nella zona delle azzorre, che il fluso atlantico riusciva a creare depressioni che poi attraevano gli affondi del Vp da nordest, dal ramo del VP sulla scandinavia. Al nostro centrosud infatti sono inizialmente toccate correnti da sudovest miti e solo dopo un pò più fredde, grazie ad un paio di affondi diretti su di noi (vedesi l'ultima rodanata).
Io credo che il bello debba ancora venire. E se l'hp russo fa il suo gioco e l'azzorriano fa il suo, allora potremo aspettarci un gennaio scoppiettante. Resto in fiduciosa attesa che il gelo, quello serio, ritorni a facci una visitina...magari più prolungata: dopo tutto siamo in Italia...tutti ci vogliono venire!
 
Inverno strano eh?! non capita spesso di trovarsi dalla paralisi nel freddo e neve, ad una situazione preautunnale, con la quota neve che su 3/4 dello stivale schizza dala collina (bassa) ai 3000 metri. Interessante ma agghiacciante.

Analizziamo cosa è accaduto è cosa sta accadendo.

Un forte riscaldamento stratosferico (parliamo dell'alta atmosfera) ha determinato una netta recisione del Vortice polare, causandone lo splittamento nell'area russo-scandinava di un ramo, e nell'are canadese dell'altro: forte gelo ovunque...tranne al polo...
Durante l'inverno sopra il polo nord il forte freddo determina un fortissimo abbassamento della pressione atmosferica. Questa depressione, enorme tanto quanto il polo, gira su se stessa creando quell'effetto trottola che tanto ci rende felici: di fatti nel suo trottorellare in senso antiorario ( da ovest verso est), sovente nel suo bordo più meridionale si allunga sino a raggiungere le basse latitudini. E' questo allungamento del VP che porta verso di noi, freddo, piogge ma anche caldo ( se affonda troppo ad ovest fa risalire su di noi le correnti meridionali che risalgono sul suo bordo).

Il Vp manda avanti da solo tutta la baracca. Ma è vera questa frase? Secondo alcuni sì, secondo me no. Ma andiamo avanti col discorso.

Per un paese come gli Stati uniti il gelo rappresenta la regola: dal polo l'aria attraversa il continente americano senza trovare ostacoli che ne possano mitigare gli effetti. Purtroppo noi nel mezzo c'abbiamo l'atlantico e l'aria fredda quando arriva da noi è già un spiffero tiepido.

Bisognerebbe che il mondo girasse al contrario: se così fosse l'aria da noi arriverebbe prevalentemente da est, quinda dalla Russia. Ciò ci trasformeremmo nel Giappone, che come sappiamo raccoglie ogni inverno decine di metri di neve grazie all'aria siberiana che si getta nel pacifico.

Purtroppo il mondo però (almeno per adesso, 2012 permettendo) gira da ovest verso est e quindi quello di cui noi abbiamo bisogno e che l'aria riesca a provenire in qualche modo da est oppure che compia il minor tragitto possibile sul mare.

Un tipico esempio del primo caso lo abbiamo avuto ad esempio nel novrembre/dicembre 2007: gran freddo da est con forti nevicate in appennino. Un pò secco però per il nord. Ed allora una soluzione buona è quella propostaci nelle settimane scorse: l'alta pressione si è posizionata sulla groenlandia e sull'islanda così chè l'ondulazione atlantica si è interrotta. Sul nordeuropa il gelo russo ha trovato un tunnel preferenziale e fortunatamente qualcosa è arrivato anche a noi da nordest.

Una soluzione ulteriore sarebbe rappresentata dalla così detta aria artico-marittima: è un tipico esempio del secondo tipo, di aria da nord.

Il VP viene stretto a morsa da alta pressione azzorriana in atlantico ed alta pressione russa ad est: ed allora l'aria fredda non può che meridionalizzare in perpendicolare sull'europa centrale. L'aria non è continentalizzata ma è comunque fredda dato che non ha dovuto attraversare l'atlantico: dalla zona polare è stata letteralmente "strizzata verso sud" da due alte pressioni, per così dire alla sua destra e alla sua sinistra.
Questa dinamica è oramai da più run nell'occhio di Reading e di GFS. Per i due centri di calcolo questa ipotesi sembra la più plausibile, ancorchè la traiettoria potrebbe determinare situazioni completamente diverse per noi: se affondasse più ad ovest, verso la spagna, per noi sarebbe scirocco; se affondasse dritto per dritto sbatterebbe contro le alpi con sfonata italiana e delirio nevoso svizzero/austriaco; se infine riuscisse ad entrare franco dal Rodano, allora il delirio sarebbe per noi: pazzesca rodanata con forti nevicate

Prima di capirci qualcosa limitiamoci a segnalare il freddo per sabato e domenica: per qualcuno "scontato", per me "benedetto".

Sul topic del meteo tra breve avrete i possibili accumuli e le quote neve dei vari comprensori.
 
Situazione generale molto complessa. Il tutto reso ancor più complesso da un fortissimo cooling stratosferico.

Una forte depressione sta iniziando ad attraversare l'intera europa in direzione spagna, da est verso ovest. Una serie di depressioni spingeranno invece piogge oggi e domani mattina dal mediterraneo occidentale verso le regioni centrali. Neve a quote molto basse sulle centrali adriatiche e a quote più alte sulle tirreniche, le quali ultime riceveranno notevoli quantitativi di piogge anche nelle prossime ore.

Da venerdì la depressione attualmente in viaggio verso l'europa occidentale farà ingresso sul mediterraneo determinando una fortissima fase di piogge e nevicate anche a quote molto basse sul nordovest. Forti nevicate sull'arco alpino: riaggiorniamoci per i quantitativi. Da sabato il fendente ARTICO-MARITTIMO formerà una profonda ciclogenesi entrando aria molto fredda dal rodano. Tuttavia il minimo sembra potersi formare un pò occidentale. Nevicate estese sulle centrali a quote di bassa collina sabato: lazio e toscana di nuovo in pole. Ma già qui ci sono fortissime incertezze sia sulle termiche sia sul dove potrebbero formarsi i minimi al suolo. insomma: c'è un gran casino!

Sul seguire del mese la situazione potrebbe cominciare ad essere molto favorevole per avere una nuova fase di gelo diffusa. La Qbo sta andando giù e la la HP russa potrebbe cominciare a rispostarsi nella sede europea orientale. In atlantico pare che l'HP azzorriano possa cominciare a fare il suo lavoro. I modelli non escludono la formazione di un ponte altopressorio tra atlantico e scandinavia. In quest'ultimo caso le possibilità di forti incursioni gelide da est sono alte. Rimaniamo in spirituale attesa che da questo inverno si possa raccogliere qualcosa di interessante dopo la metà del mese. Per adesso le attese sono state tutte rispettate: novembre e dicembre sopra media anche se davvero molto strani...per non dire assurdi.
Novembre con freddo ad inizio mese e molto caldo sui restanti due terzi. Dicembre prima freddo, poi gelido per una settimana ed infine straordinariamente caldo per altre due settimane.

Adesso le piogge di nuovo la neve prima di un ulteriore step freddo previsto per il weekend. Cosa accadrà dopo metà mese? è davvero un' incognita: io credo che da adesso l'inverno cominci davvero a fare sul serio!
 

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C'è da fare un pò di chiarezza nel momento in cui assistiamo ad un vero e proprio gioco al massacro informativo meteorologico.

Oramai da metà dicembre a fasi alterne siamo sotto il tiro a segno di correnti molto umide e a tratti anche fredde. Il carattere europeo di ripetute ondate di freddo, anzi di vere e proprie ondate di gelo, non fa che peggiorare il gioco al massacro, assimilando o comunque mettendo sullo stesso piano episodi di maltempo di matrice completamente differente.

Oramai da un mesetto un ramo del Vp stanzia sul nordest europeo/russia. Non appena un lembo altopressorio riesce ad isolarsi sul nordatlantico , il Vp rilascia correnti gelide che attraversano l'intero comparto europeo. Nel moto retrogado da est verso ovest (dalla Russia verso l'Inghilterra), queste correnti riescono a filtrare anche in pianura padana, la quale non a caso è considerata una delle zone piàù fredde d'europa avendo le carte pienamente in regola per far parte della regione cd. Mittleurope. Il clima di questa zona d'inverno ha molto poco di mediterraneo e molto più del continentale. Se non si capisce questo difficilmente si capisce come mai nel giro di pochi Km la quota neve passi dalla pianura (a Bologna) a 1500 metri in Toscana.

Qual'è la ragione per cui da sempre ( non certo a partire dagli ultimi due anni!!) in pianura padana la neve cade e si accumula? Molto semplice: quando nevica ciò che si osserverà è una perfetta colonna d'aria dall'alto verso il basso, dai 2000 metri sino al suolo, in cui non si superano i 2° centigradi. Per regola per avere neve sui 100 metri d'altezza, occorre che a 850 hpa vi siano almeno -4/-5 gradi centigradi. Tuttavia in pianura padana si verifica uno strano ma semplice effetto. Se il suolo è sufficientemente freddo ( magari a seguito di un'irruzione artica precedente)e la temperatura in quota non è molto alta, può accadere, come accadrà anche domani, che in quota vi sia solamente una -2° e che ciò nonostante nevichi anche al suolo. Il motivo è sì spiegato. Le correnti sciroccali calde scivolano verso nord attraversando l'appennino non si mescolano con l'aria al suolo per il semplice motivo che l'aria calda sta in alto e l'aria fredda sta in basso: la fisica ci dice che le masse d'aria calda sono più leggere e nel caso padano non riescono a mescolarsi con l'aria al suolo. Ecco perchè con una temperatura in quota generalmente in grado di far nevicare non sotto i 700/800 metri, riesce a nevicare al piano. Le inversioni termiche fanno il resto: a cieli sereni e con neve al suolo la pianura padana diventa un autentico congelatore e la neve se ne rimane anche per mesi al suolo.

In tutto ciò questo inverno è semmai stato più povero di nevicate rispetto allo scorso anno. Molto più povero.

Precisato che un ragionamento sulla pianura padana è tutt'altro che estensibile anche al resto d'Italia, va sfatato un altro luogo comune che ho anticipato in cima: non può in nessuna maniera essere assimilata la situazione del nordeuropa con quella dell'Italia. Ciò per una elementare ragione: le masse d'aria che stanno colpendo queste due diverse zone sono d'estrazione completamente diversa.
Sul nordeuropa oramai da un mese vi sono scorribande gelide da est verso ovest. Sull'Italia da un mese e mezzo (ad eccezione di due incursioni fredde ) le correnti sono sistematicamente da sudovest o sudest. E, permettetemelo, tra l'aria continentale e quella atlantica ( anzi addirittura aria ancor più mite come quella mediterranea) ci corre quanto tra Cristo e una fastella.

Come ricordavo nei giorni scorsi, possiamo anche guardare a cosa accade in Inghilterra con un certo interesse ma credo che il sentimento che prevalga maggiormente qua dentro guardando oggi alla francia e l'Inghilterra è uno solo: invidia.

Un'invidia tra l'altro forse anche insonsciamente consapevole di un fatto scientifico: nessun inverno vero potrà mai venire in Italia facendo anche registrare ondate di gelo per l'Europa nordoccidentale. E' una cosa ontologicamente antimeteorologica e quindi antiscientifica: se c'è gelo in Inghilterra da noi potrà solo esserci mitezza; se c'è mitezza in Inghilterra da noi c'è sistematicamnte mal tempo.

Osservate questa mappa, riferita al primo scampolo di gelo del famigerato febbraio del 1956

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Una vasta zona di alta pressione si erige a bloccco tra l'atlantico centrale e la scandinavia, passando per l'Inghilterra. Proprio una forte alta pressione sulla Gran Bretagna è il vero vettore in grado di lanciare su di noi il gelo, quello vero.

E quindi, guardiamo pure all'Inghilterra ( anche se non ho ben capito ad uno di roma cosa gliene dovrebbe fregare dell'inghilterra dovendo sciare a campo felice) ma guardiamoci come un nostro "nemico" meteorologico non certo come un alleato. Diverso il discorso della russia europea: qui sì che il forte freddo è per noi un alleato indispensabile. Ma ricordatevi una cosa: se il gelo va in Inghilterra significa che non sta venendo da noi. Questo da sempre, non da oggi. Ripeto: poi un discorso a parte è la pianura padana dove la neve arriva anche con correnti sciroccali. Ma fintantochè tremeranno in Inghilterra noi non beccheremo che correnti da sudovest.
Sarebbe come se d'estate si dicesse che abbiamo un estate fredda solo perchè in Inghilterra piove tutti i giorni...
 
Finita la cruda fase invernale che in questi giorni ha portato gran freddo su tutta l'europa "ultramontana", si apre finalmente una fase che potrebbe vederci un pò più protagonisti. La parola protagonisti è una parolona! ma certamente se in questa prima fase abbiamo preso le briciole, adesso viene il momento per gettare serie basi sulla nostra riscossa. Già nei prossimi giorni a livello barico di comparto eurasiatico comincierà a cambiare qualcosa. Un forte anticiclone, come da diversi anni non si vedeva, tenderà a posizionarsi dapprima sul comparto russo-scandinavo ( distendendo i suoi tentacoli sino a lambire Germania, Italia e balcani) per poi creare (probabilmente sul finire della seconda decade) un lunghissimo ponte anticiclonico dalle steppe siberiane sino alla nostra europa. Sull'asia orientale si isolerà un profondo ramo del VP ed è pertanto immaginabile che l'oriente subirà un fortissimo raffreddamento condizionando il tempo di paesi come Cina e Giappone per qualche settimana almeno. Un altro ramo del VP si approfondirà per nostra sfortuna tra canada e groenlandia. Quest'ultimo punterà diritto sull'oceano ma forse qualche perturbazione potrebbe arrivare anche a noi con quote neve non male, in ogni caso sotto i 1000 metri. La subtropicale affricana di concerto con l'azzorre tenteranno senza grandi risultati di emerge: l'uno sulla spagna determinando un brusco rialzo termico sulla penisola iberica; l'altro in atlantico senza risultati apprezzabili (almeno secondo gfs: ecmwf vede invece una maggior propulsione verso nord ).

Il forte anticiclone russo-scandinavo è un primo importante tassello ma l'altro ha bisogno di molti altri giorni per formarsi: sto parlando ovviamente del blocco in atlantico dell'azzorriano.

La stratosfera ha subito in questi giorni un fortissimo raffreddamento, uno dei più importanti raffreddamenti di sempre: ma sfortunatamente ciò depone a nostro sfavore. La conseguenza sarà un'inevitabile ricompattamento del VP sul polo ed una difficoltà alta al che esso meridianizzi. Tuttavia due sono gli elementi a nostro favore, e non sono di poco conto:

1) in stratosfera è in atto un leggerissimo riscaldamento termico

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è immaginabile che possa prodursi almeno un minor warming verso la terza decade e c'è chi ipotizza anche un maior warming, con effetti estremamente positivi: pensate a cosa possa accadere in presenza di un forte anticiclone russo e di un coevo forte riscaldamento stratosferico. Il vortice polare subirebbe un clamoroso collasso sotto la duplice sollecitazione dall'alto in stratosfera e dal basso in troposfera.
Aggiungiamo che è in atto già un riscaldamento stratosferico sul comparto canadese: la conseguenza sarebbe quindi il ritorno ad una situazione di PNA positivo con forte probabilità di formazione di alta pressione in atlantico. Insomma doppio blocco (ad est e ad ovest) e forte meridianizzazione, probabilmente da nord-nordest.

2) la Qbo farà cambiare aria al nostro paese: circolazione prettamente nordorientale o orientale, più secca ma più fredda.


Serve anche questo: dopo tanta acqua adesso serve il freddo.


In definitiva dovendo tracciare una tendenza dire: instabilità diffusa sino alle porte del weekend; circolazione fredda continentale a seguire; terza decade con rischio medio di un affondo gelido da nordest.

A risentirci.
 
Ultima modifica:
La giornata si presenta freschina...la mia centralina sta già per scendere sotto zero.
Tuttavia non dovunque è così fresco: molti forummisti meteo ogggi hanno davvero rischiato lo shock cardiaco!

Oramai da diversi giorni un forte anticiclone termico russo ha fatto la ricomparsa! L'orso!! lo attendevamo questo autunno e puntuale è arrivato! Ci ha ascoltato!
Da anni non accadeva però che a gennaio/febbraio l'Orso si presentasse assieme a un HP delle azzorre in grande spolvero. Oramai da giorni i modelli annusano tentativi di collaborazione tra queste meravigliose figure bariche. Oggi si è davvero andati oltre: è partito in contropiede Ecmwf stamani, seguito nel pomeriggio da gfs12 ed infine in serata Ecmwf ha riallungato. Si gioca al rilancio cazzo!! Adesso però, scusatemi, ma io dico :"vedo!" adesso voglio vedere!!! o meglio: vorrei raccogliere quanto stanno seminando Orso e Azzorre. All in!!
L'azzorre nel lungo tenterà il colpaccio: PONTE DI WEJKOFF sparato verso la scandinavia e retrogressione gelida da est! Una fortissima ondata di gelo abbraccierà russia e balcani: io però credo che stavolta non saremo alla finestra ad aspettare; credo che stavolta aspetteremo sulla porta di casa ;)

Non è attraverso il nordeuropa che arriverà il gelo da noi, lo dico simpaticamente ai miei interlocutori di queste settimane. E' da est che arriverà la nostra dose di gelo. E c'è solo un modo perchè il gelo arrivi da noi: il PONTE DI WEJKOFF. Questa meravigliosa alta pressione che unisce in un abbraccio letale l'alta pressione azzorriana in atlantico e l'alta pressione russo/scandinava. E, consentitemelo, non è mai accaduto che il gran gelo inglese abbia reso felici noi italiani: poveri sciocchi sempre alle prese con lo scirocco! Che l'alta pressione si pianti sopra le testacce rosse di inglesi, scozzesi e sopra le testacce bionde scandinave e francesi!

Fine mese al gelo: già dal fine settimana il freddo si farà sentire. Ma non è questo ciò che sto aspettando. Sia benedetto l'appennino! Arriveranno i cm pesi di neve nei prossimi giorni, anche a quote molto basse! Ma non è questo ciò a cui sto dedicando la mia attenzione.
La fine del mese ci dirà se questo inverno avrà gli attributi per passare alla storia o comunque per non rimanere tra gli anonimi inverni di questo secolo! Di quello che accade in inghilterra non me ne frega nulla! Adesso voglio vedere se questo inverno avrà le palle davvero! Solo un inverno cazzuto riesce a regalare gran gelo all'Italia: lo sentivo dire nei giorni scorsi. E questo è vero! Se questo inverno vuole davvero essere storico, non gli basterà regalare neve e freddo dove rappresentano la regola: adesso ci deve massacrare! E che Dio benedica il gelo!
 
Ci presentiamo alla partita dell'anno con le solite defezioni. Siamo in Italia lo si sa...ma non è possibile che tutte le volte che si presenta una situazione appetitosa finiamo per avere sempre qualche giocatore in infermeria.
La Stratosfera finalmente ha preso la giusta via: un pauroso riscaldamento della stratosfera determinerà nei prossimi 15-20 giorni continue meridianizzazioni del Vortice polare con asse presumibilmente (in prevalenza ma non esclusivamente) da nord/nordest-sudovest.
Noi potremmo rientrare nelle mire del Vp che quest'anno ci ha fin troppo spesso lisciato. Tuttavia manca, ecco il senso dell'iniziale frase, un elemento per noi fondamentale. L'alta pressione Russa tenderà ad indebolirsi e a spostarsi più verso oriente nei prossimi giorni. Tra le 120 e le 168 ore, quando sono previsti due affondi del Vp, potrebbe non essere posizionata bene per noi. Se il Vp non trova adeguato blocco sia in atlantico (dove ci sarà grazie all'alta azzorriana) sia ad oriente (sulla russia) rischia di tramutarsi tutto nell'ennesima illusione che a 72 ore scivola tutto sui balcani. Il rischio c'è e secondo me adesso, nonostante che Ecmwf e gfs vedano un coinvolgimento italiano, è l'ipotesi più accreditata. Spero che con l'andare avanti delle ore venga smentito.

Guardiamo tuttavia ai modelli nella speranza che il blocco russo tenga e spinga verso di noi un bel pò di freddo. In effetti il Vp dai modelli viene visto letteralmente crollare verso la mittleurope e la russia. Un'ondata di gelo davvero notevole che tuttavia rischia almeno per il comparto alpino di trasformarsi in giornate fredde (dopo un bel pò di sfonata) e niente più. Se il vp sbatacchia contro le alpi come viene visto chi vedrà neve sarà solo l'appennino. Le quote neve sarebbero davvero interessanti: quasi sino al piano su 3/4 d'Italia.

Io non mi illudo: occorrerebbe che l'ingresso fosse franco dalla valle del Rodano ed allora anche il nord rientrerebbe in gioco. Se il VP invece va troppo ad est forse rimarrebbe in gioco l'appennino centrale ma lo do come poco probabile.


No, io non guardo con molta fiducia (forse scaramanticamente) a questo primo affondo.
Sono molto più interessato ai primi giorni di febbraio.

Quello per cui tifo è il così detto Scand +; ossia una situazione in cui il blocco azzorriano si congiunge con quello scandinavo, creando un taglio al vp. Questo taglio isolerebbe una braccio del VP sulla russia europea ed allora sì! ne vedremmo delle belle.

Rimaniamo fiduciosi per questo primo step previsionale, occorre che il VP non affondi troppo ad oriente: primo, per l'ovvia ragione che già dal weekend potremmo vivere un'importante fase di freddo e neve; secondo, perchè è essenziale affinchè vi sia il taglio e lo Scand+, che il Vp non vada a scalzare l'alta pressione russa che ci sarà (anche se non forte) ad oriente. Se il vp scende troppo ad est sui balcani in un sol boccone si pappa la prima e la seconda fase.
 
L'andamento termico stratosferico continuerà a dirigere le sorti meteo europee per la restante parte del mese. Purtroppo non avremo il supporto azzorriano in atlantico e la QBO non inciderà visto la fase neutra.

Tutti segnali che depongono a favore di una persistenza delle fasi climatiche che hanno interessato l'europa da dicembre ad oggi. Passeremo quindi presumibilmente attraverso fasi più miti ma anche attraverso una o due fasi piuttosto rigide. La prima la collocherei già da questa settimana; la seconda presumibilmente tra la fine del mese e la prima di marzo per ragioni legate alla mia settimana bianca :D (per chi è interessato alla neve fresca quindi il nordest zona valle pusteria dovrebbe essere colpito dal 28 al 6).

Detto questo: vediamo cosa accadrà la prossima settimana.

Il vortice polare tornerà a fare la voce grossa sull'europa ma inizialmente noi saremo più sotto l'influenza di una perturbazione atlantica che dovrebbe portare piogge da deboli a moderate sparse un pò ovunque; da metà settimana la circolazione atmosferica tornerà ad essere diretta invece dal vortice scandinavo che grazie al supporto dell'alta pressione islandese dovrebbe riuescire ad entrare nuovamente dalla valle del Rodano sul ligure gettando l'italia nella morza del freddo e della neve. Bassissimi i geopotenziali: davvero notevoli! come l'incisività di questo affondo: da monitorare soprattutto per i forti contrasti termici alle varie quote che potrebbero generare nevicate anche disattese. Si tratta ancora di capire molte cose quindi mi sembra prematuro parlare di ondata di gelo. Mi sento di dire che non ci saranno grandi variazioni rispetto alle ondate di freddo del mese scorso. Le zone colpite dalla neve saranno più o meno le stesse, almeno inizialmente. Non è da escludersi infatti l'isolamento sull'Italia di una zona di bassa pressione che dal weekend potrebbe coinvolgere anche altre zone, specie al centrosud. Non mi sbilancerò sulle zone colpite dalla neve almeno sino a martedì...ammesso che ve ne siano.

Direi che l'inverno proseguirà su questa falsa riga...augurandoci che cada quanta più neve possibile sulle nostre montagne: adesso mi pare che la situazione sia davvero buona ovunque.
 
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