79el_diablo
"Un odioso Skifoso"
Cannoni sparaneve o fondo in Neveplast??
Negli ultimi decenni quasi tutti i principali comprensori sciistici si sono dotati di dispositivi per la produzione di neve artificiale o "programmata", necessari per garantire la sciiabilità non vincolata alla irregolarità delle precipitazioni nevose.
tuttavia per compattere questo problema ambientale...
Cannone Sparaneve
perchè sappiate che la neve artificiale è un problema per l'ambiente...
In alternativa potremmo sciare su piste di plastica della Neveplast collocate come sottofondo nelle piste poco innevate, ottenendo così la sensazione di essere su un manto di neve compatta tutto l'anno.
Foto del manto Neveplast
"Lì dove la natura non coopera fornendo neve naturale, i cannoni entrano in scena. Sono sufficienti acqua, energia elettrica, e temperature sotto gli zero gradi.Tecnicamente la neve è costituita da piccole particelle di ghiaccio.
un cannone sparaneve compie un procedimento di 4 fasi:
a) rompe l'acqua in piccole particelle b) raffredda l'acqua a 0° c) rimuove calore d) enuclea.
Ecco i maggiori requisiti per produrre neve:
Giganteschi quantitativi d'acqua: per coprire una superficie di 60 metri per 60 metri (1/2 campo da calcio) con una coltre di 15 centimetri di neve saranno necessari 566 metri cubi di neve o 283 metri cubi d'acqua. Cioè 283.000 litri d'acqua, oppure se volete 10 TIR pieni.
La pressione dell'acqua deve inoltre essere attorno all'ordine dei 100 PSI (7 bar, molto rumore), e per produrla a tale livello sono necessari compressori potenti che assorbono una alta quantità di energia elettrica (inquinamento dislocato) o bruciano notevoli quantità di gasolio (inquinamento locale).
Negli Stati Uniti molte aree sciistiche convertono 7.600 litri d'acqua al minuto in neve, anche se abbiamo visto sopra casi di gran lunga maggiori: comunque, per rifare degli esempi, sono praticamente 8 tonnellate al minuto o 500 tonnellate all'ora. Sempre per rimanere nel campo: un tir carico d'acqua ogni tre minuti. Proviamo un breve calcolo a base annua?
Immaginiamo 30 giorni consecutivi 24 ore su 24 di "sparo" per stagione.
30 X 24 = 720 ore di sparo.
Quanta acqua sarà utilizzata?
720 X 500 = 360.000 tonnellate di acqua.
Oppure 14.400 TIR. Oppure un bacino pieno d'acqua di 1/2 kilometro di lunghezza, per 90 metri di larghezza per 16 di altezza...
Tuttavia molti di noi sanno che la neve artificiale, è un vero costo per l'ambiente
I problemi generati da un sistema di innevamento artificiale sono quindi tantissimi. Riassumiamo quelli che riteniamo più evidenti, e attendiamo vostre aggiunte o indicazioni.
-depauperamento delle falde acquifere (carenza di acqua per uso potabile, sanitario, irriguo, antincendio, collassamento terreni)
-impoverimento dei corsi d'acqua (carenze di cui sopra, aumento concentrazione di inquinanti civili - fogne -, agricoli, industriali)
-inquinamento atmosferico (locale - scarichi dei compressori diesel - o dislocato - dove l'energia assorbita viene prodotta)
-inquinamento acustico (i 7 bar di pressione richiesti alla bocca di uscita di ogni cannone provocano un rumore intenso e continuativo: disturbo alla quiete pubblica, disturbo alla fauna selvatica)
-indebolimento della costituzione manto erboso (da pressione - la neve artificiale è più compatta di quella naturale -, da carenza di ossigeno, da maggior durata del periodo "al buio", da agenti chimici eventualmente presenti nell'acqua); per tutto ciò l'erba resiste meno agli agenti atmosferici e perde le capacità di trattenuta: la pioggia dei temporali estivi ed autunnali porta via sempre più materiale: dilavamento. Rischi idrogeologici.
-avvelenamento delle falde acquifere (da agenti chimici eventualmente presenti nell'acqua, essenzialmente sali: questo punto è ancora provare sono in corso diversi studi indipendenti, ma critiche pesanti agli additivi si sollevano in Svizzera e Stati Uniti, principale accusato: lo Snomax, prodotto di un'industria inglese ora acquistata dalla Eastman Kodak Co. (uno dei maggiori sponsor olimpici peraltro).
Ecco perchè ormai l'alternativa è quella di sciare su piste di plastica della Neveplast collocate come sottofondo nelle piste poco innevate, ottenendo così la sensazione di essere su un manto di neve compatta tutto l'anno.
Foto del manto Neveplast
cosa ne pensate tutti voi skifosi??ricordate che dobbiamo mantenere sane le nostre montagne....la montagna è la nostra amica....ricordatelo sempre!!!!
Negli ultimi decenni quasi tutti i principali comprensori sciistici si sono dotati di dispositivi per la produzione di neve artificiale o "programmata", necessari per garantire la sciiabilità non vincolata alla irregolarità delle precipitazioni nevose.
tuttavia per compattere questo problema ambientale...
Cannone Sparaneve
perchè sappiate che la neve artificiale è un problema per l'ambiente...
In alternativa potremmo sciare su piste di plastica della Neveplast collocate come sottofondo nelle piste poco innevate, ottenendo così la sensazione di essere su un manto di neve compatta tutto l'anno.
Foto del manto Neveplast
"Lì dove la natura non coopera fornendo neve naturale, i cannoni entrano in scena. Sono sufficienti acqua, energia elettrica, e temperature sotto gli zero gradi.Tecnicamente la neve è costituita da piccole particelle di ghiaccio.
un cannone sparaneve compie un procedimento di 4 fasi:
a) rompe l'acqua in piccole particelle b) raffredda l'acqua a 0° c) rimuove calore d) enuclea.
Ecco i maggiori requisiti per produrre neve:
Giganteschi quantitativi d'acqua: per coprire una superficie di 60 metri per 60 metri (1/2 campo da calcio) con una coltre di 15 centimetri di neve saranno necessari 566 metri cubi di neve o 283 metri cubi d'acqua. Cioè 283.000 litri d'acqua, oppure se volete 10 TIR pieni.
La pressione dell'acqua deve inoltre essere attorno all'ordine dei 100 PSI (7 bar, molto rumore), e per produrla a tale livello sono necessari compressori potenti che assorbono una alta quantità di energia elettrica (inquinamento dislocato) o bruciano notevoli quantità di gasolio (inquinamento locale).
Negli Stati Uniti molte aree sciistiche convertono 7.600 litri d'acqua al minuto in neve, anche se abbiamo visto sopra casi di gran lunga maggiori: comunque, per rifare degli esempi, sono praticamente 8 tonnellate al minuto o 500 tonnellate all'ora. Sempre per rimanere nel campo: un tir carico d'acqua ogni tre minuti. Proviamo un breve calcolo a base annua?
Immaginiamo 30 giorni consecutivi 24 ore su 24 di "sparo" per stagione.
30 X 24 = 720 ore di sparo.
Quanta acqua sarà utilizzata?
720 X 500 = 360.000 tonnellate di acqua.
Oppure 14.400 TIR. Oppure un bacino pieno d'acqua di 1/2 kilometro di lunghezza, per 90 metri di larghezza per 16 di altezza...
Tuttavia molti di noi sanno che la neve artificiale, è un vero costo per l'ambiente
I problemi generati da un sistema di innevamento artificiale sono quindi tantissimi. Riassumiamo quelli che riteniamo più evidenti, e attendiamo vostre aggiunte o indicazioni.
-depauperamento delle falde acquifere (carenza di acqua per uso potabile, sanitario, irriguo, antincendio, collassamento terreni)
-impoverimento dei corsi d'acqua (carenze di cui sopra, aumento concentrazione di inquinanti civili - fogne -, agricoli, industriali)
-inquinamento atmosferico (locale - scarichi dei compressori diesel - o dislocato - dove l'energia assorbita viene prodotta)
-inquinamento acustico (i 7 bar di pressione richiesti alla bocca di uscita di ogni cannone provocano un rumore intenso e continuativo: disturbo alla quiete pubblica, disturbo alla fauna selvatica)
-indebolimento della costituzione manto erboso (da pressione - la neve artificiale è più compatta di quella naturale -, da carenza di ossigeno, da maggior durata del periodo "al buio", da agenti chimici eventualmente presenti nell'acqua); per tutto ciò l'erba resiste meno agli agenti atmosferici e perde le capacità di trattenuta: la pioggia dei temporali estivi ed autunnali porta via sempre più materiale: dilavamento. Rischi idrogeologici.
-avvelenamento delle falde acquifere (da agenti chimici eventualmente presenti nell'acqua, essenzialmente sali: questo punto è ancora provare sono in corso diversi studi indipendenti, ma critiche pesanti agli additivi si sollevano in Svizzera e Stati Uniti, principale accusato: lo Snomax, prodotto di un'industria inglese ora acquistata dalla Eastman Kodak Co. (uno dei maggiori sponsor olimpici peraltro).
Ecco perchè ormai l'alternativa è quella di sciare su piste di plastica della Neveplast collocate come sottofondo nelle piste poco innevate, ottenendo così la sensazione di essere su un manto di neve compatta tutto l'anno.
Foto del manto Neveplast
cosa ne pensate tutti voi skifosi??ricordate che dobbiamo mantenere sane le nostre montagne....la montagna è la nostra amica....ricordatelo sempre!!!!