don sacco

billi

Member
raga lo so che siete a spolverare, a provare i nuovi sci e a ballare con le signorine al piz seteur..ma io che non posso (fraunpo' pero'..)
leggo solo i giornali e volevo portarvi all'attenzione questa notizia..

http://corrierealpi.gelocal.it/multimedia/home/21979929

la notizia mi ha colpito un po' per due ragioni:
questo sacerdote di 65 anni (sembra molto esperto) se ne va da solo a fare una scialpinistica di notte sotto la luna..arriva in cima al monte pore intorno a mezzanotte firma il libro di vetta e si butta in un lenzuolo di polvere da paura..gia' questa la trovo un po' strana..
ma la coincidenza pazzesca e' che per puro caso un fotografo si trova di notte a fare foto dal passo giau e fotografa la traccia di don sacco proprio un istante prima che si stacchi tutto..

per quelli di voi che sono fotografi seri, secondo voi e' possibile che quella foto sia stata scattata in una notte di luna piena?

assumendo pero' che sia tutto vero io vi dico solo che una volta tanto di fronte a un incidente provo meno tristezza del solito.. c'e una certa bellezza e purezza nell'andarsene cosi' nella notte.. e secondo me non e' un caso che ci siano rimaste le sue tracce che finiscono nel niente..

riposa in pace, don sacco
 
Anch'io ho letto questa storia, e devo dire che mi ha colpito per il suo spirito romantico, quasi da sacrificio. R.I.P.
 
Anch'io ho letto questa storia, e devo dire che mi ha colpito per il suo spirito romantico, quasi da sacrificio. R.I.P.

si concordo anche io su quanto sia stato romantico, però nonostante la grande esperienza mi sembra sia stato anche un tantino imprudente...
riposi in pace.
 
Immagini, se vere, da brivido. Sembra che sia venuto giù tutto il pendio. Poveretto che brutta fine.
 
el canalin del pree

Quando ho letto la notizia non conoscendo il nome, ho pensato che poteva essere quel prete che negli anni '70 a Cortina sciava fra i canali della Tofana di Mezzo ..sotto la funivia Ravalles!!
Grande coraggio! ogni volta che salivo in funivia guardavo il canale che mi faceva sempre un certo effetto..solo ora purtroppo, nel peggiore dei modi,
ho saputo chi lo aveva disceso

pace all'anima sua
 

.

da corriere.it

Lo chiamavano «don Slavina». Ed è morto sotto una valanga che lui stesso probabilmente ha provocato tagliando un ripido costone con gli sci. Don Claudio Sacco, parroco di Mas-Peron, a Sedico, un paese ai piedi delle Dolomiti bellunesi, non riusciva a tenerlo fermo nessuno, nonostante i suoi 65 anni. Alla prima nevicata era subito in montagna. Non sulle piste, ma giù per canali ripidi e stretti, in quella rischiosa pratica che è lo sci estremo. Il sacerdote è ai vertici dello scialpinismo dolomitico, un precursore negli anni '70. A lui si devono molte prime discese su montagne famose quali la Tofana di Mezzo da Ovest, il Pelmo per la fessura Nord o il Cristallo. Lo cercavano da giovedì sera quando è scattato l'allarme. Più di 130 uomini del soccorso alpino e dieci cani da valanga. Ieri a mezzogiorno il suo corpo è stato trovato sotto un metro di neve, travolto da un costone staccatosi dal Monte Pore, 2.405 metri, sul versante del Passo Giau opposto a quello di Cortina. Una valanga scesa per 800 metri, un fronte di 700, profonda in alcune zone di accumulo anche tre. Non una pendenza estrema, ma con un rischio marcato che i bollettini indicavano con il grado 3. «Deve avere qualche santo in paradiso», dicevano a Cortina parlando di lui quando dalla funivia vedevano quel puntino con gli sci in mezzo alle rocce. E proprio sulla Tofana di Mezzo, un budello verticale strettissimo senza un nome sulle cartine dove a stento entra un paio di sci (che da Ra Vales sbocca nella famosa pista del Canalone), è da tutti chiamato «il canalino del prete»: fu il «don» infatti a percorrerlo per la prima volta.

«DON SLAVINA» - Quell'epiteto di «don Slavina» se lo era trovato addosso perché spesso era lui stesso a cercare di provocare le valanghe, montandoci sopra, spingendole dall'alto, per poi scendere sicuro nello stesso canalone che aveva fatto scaricare. Questa volta invece gli è stata fatale. I soccorritori hanno visto le tracce dei suoi sci entrare proprio nella slavina. Era salito in vetta al Pore da solo nella notte tra il 2 e 3 dicembre, per godersi l'incantevole spettacolo della luna piena sul vastissimo orizzonte bianco a 360 gradi. L'ultima traccia è la sua firma sul libretto di vetta insieme ad alcune note di una melodia da lui composta. «Lo sgridavo sempre, non gli parlavo più — dice l'amico don Alfredo Levis, parroco anche lui — gli dicevo di non andare, ma non c'era verso; l'ho sentito al cellulare cinque minuti prima che venisse travolto. Mi chiamava dalla cima della montagna per dirmi: oggi ti ho comprato lo skipass stagionale».
 
Pensare di violare quella parete infinita di polvere con il solo chiarore della luna piena...be mi vengono i brividi....
Se potessi scegliere come e quando andarmene...questo sarebbe un modo fantastico.
ciao "DON SLAVINA"
 
don Sacco è stato un grande sciatore e - cosa ben più importante - un grande uomo.
d'isitnto mi viene da dire che voleva incontrare la morte proprio così, ma non vado oltre perchè in queste circostanze è forte il pericolo di scivolare nella retorica delle banalità.
riposa in pace, don Claudio
 
don Sacco è stato un grande sciatore e - cosa ben più importante - un grande uomo.
d'isitnto mi viene da dire che voleva incontrare la morte proprio così, ma non vado oltre perchè in queste circostanze è forte il pericolo di scivolare nella retorica delle banalità.
riposa in pace, don Claudio

se c'e qualcuno sul forum che lo conosceva per prima cosa mi asscocio al dolore della perdita..
se ne ha voglia potrebbe essere bello se ci scrivesse un ricordo personale..
su quello cha ha fatto sia da uomo che da sciatore..
dalle poche notizie che si trovano sullo web sembra davvero una grande persona..
 
...se il fotografo ha scattato alla cieca..
mi pare strano sia la foto riportata dalla notizia del primo post
 
Top