Ognuno fa i prezzi che meglio crede, in base alle richieste del mercato e del suo bacino d'utenza.
Semplice, no?
Dipende anche dal prezzo d'acquisto. Cioè se io, negoziante, la scarpa la pago 180 ivate, dovrò metterci il mio ricarico. Tale ricarico non è solo il mio guadagno, ma anche tutte le spese che devo far fronte per affitto locali, spese per loro gestione, luce, pulizia, stipendi al personale, ecc...
Se prendo 100 scarpe e ne vendo 90 a 250 €, allora posso permettermi di vendere le rimanenti 10 al prezzo d'acquisto.
C'è chi vende in stagione DI LISTINO e poi a fine stagione quel che gli rimane lo vende a metà prezzo.
C'è invece chi di stagione vende a un prezzo GIUSTO (diciamo con circa il 30% di sconto), ma deve essere sicuro di vendere tutto, altrimenti se a fine stagione gli rimane più del 20% della merce, non ce la fa ad avere quel guadagno tale per giustificare la sua attività.
Se invece sono una grande distribuzione, ho un rapporto privilegiato con l'azienda, cioè un prezzo d'acquisto più basso, assumo tanti commessi che non ne capiscono nulla a stipendi da fame, e anche se faccio promozioni strane "compra questo mese ti faccio un buono che per il prossimo mese puoi comprare con un certo sconto" ti costringono in pratica a comprare sempre, e in qualche modo (non sempre) riescono a far quadrare i conti... ma a quel punto bisogna vedere cosa ne è della "qualità d'acquisto" (e cioè se ti hanno consigliato bene). E non è affatto detto che sia più conveniente.
Mi rendo però conto che così sto andando forse un po' al di là della semplice domanda che hai fatto, ma è per cercare di farti capire cosa ci può essere dietro a prezzi diversi....