Ecco la prima previsione per le prime due settimane di Dicembre, i modelli macro metereologici europei lasciano presagire per la prossima settimana un aumento dell'umidità e un calo delle temperature a seguito di un incursione di aria più gelida dai settori balcanici.
Tuttavia sono ancora molti gli elementi da interpretare per definire con un buon grado di attendibilita' l'evoluzione per il mese di Dicembre. Avremo modo di verificare solo nei prossimi giorni gli andamenti climatici anche per capire l'evoluzione del Nino nel area del Pacifico. Forse molti non sanno che il Nino che è anche definito come ENSO dall'inglese El Niño - Southern Oscillation, consiste in un fenomeno climatico ciclico frutto dell'interazione accoppiata fra oceano e atmosfera che influisce sulle condizioni climatiche dell'intero pianeta.
Per definizione si è in presenza di El-Niño quando la superficie della parte centrale dell'Oceano Pacifico manifesta un incremento della temperatura di almeno 0,5 °C per un periodo di tempo non inferiore ai 5 mesi. Se invece la temperatura è inferiore alla media stagionale di almeno 0,5 °C nello lo stesso periodo si è in presenza della fase opposta detta Niña.
Queste oscillazioni sono periodiche, ma non perfettamente determininabili ovvero con periodo variabile dai due ai sette anni e intensità anch'essa variabile. L'intensità massima di oscillazione di temperatura che in genere si raggiunge è dell'ordine di 3-4 gradi.
Oltra agli effetti diretti in loco ovvero sul Pacifico, l'ENSO è ritenuto essere la più nota causa di variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche e climatiche a scala globale nel mondo, con una frequenza che varia dai tre agli otto anni. Le conseguenze principali di questo fenomeno si possono riscontrare nell'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano. Nell'Oceano Pacifico, nei periodi di oscillazione termica in cui si verifica un forte aumento della temperatura delle acque, si produce il fenomeno del Niño, mentre con una forte diminuzione della stessa si produce la Niña.
Gli eventi dovuti all'ENSO sono sostanzialmente in fase tra l'Oceano Pacifico e quello Indiano, mentre si nota invece un ritardo di dodici-diciotto mesi fra l'ENSO del Pacifico e quello dell'Atlantico.
Gli effetti che il Nino provoca nei periodi invernali sono quelli di inverni miti quando vi è la presenza del NIno forte o detto anche Nino strong, e di inverni più freddi nei periodi in cui invece il Nino è definito like o più leggero
Un Nino piu' intenso associato ad un generale rinforzo dell'Attivita' del vortice polare lascerebbero pensare ad un'evoluzione decisamente piu' tranquilla del mese di Dicembre ma una QBO tendente al negativo ed un anticiclone Russo in consolidamento potrebbero mettere a segno qualche efficace irruzione da est con formazioni vorticose basse sul Mediterraneo e neve a bassa quota.
Di solito per decifrare a grandi linee l'andamento di un periodo piu' o meno lungo e ancora lontano temporalemente, si ricorre agli indici climatici. Ce ne sono molti, e aumentano ogni anno di piu' per la complessita' delle evoluzioni di cui si tiene sempre piu' conto.
Senza entrare nel dettaglio diremo che alcuni elementi in gioco, lascerebbero pensare ad un'evoluzione per Dicembre mediamente piu' tranquilla che per il mese di Novembre.
Incuriose di aria gelida dalla Russia
per info ecco il link
http://www.3bmeteo.com/giornale/meteo_articolo-9489.htm