macs
Well-known member
Il racconto è un pò lunghetto, ma siccome stasera non mi passava nulla e avevo voglia di scrivere....vi racconto i mio weekend!
Venerdì pomeriggio, guardando fuori dalla finestra dell’ufficio mi accorgo che dopo una settimana di cielo grigio e umido, ho proprio bisogno di vedere un po’ di bell’azzurro!! So che in montagna, guardando le webcam, il tempo al contrario di qui, è bellissimo, per cui la decisione è presto presa: domenica si và in montagna!! La neve però per sciare, in giro, è ancora pochina e i soci, chi per un motivo chi per un altro, latitano. Decido perciò per un giretto solitario a piedi, pestando però un pò di neve....giusto per non perdere "l'abitudine"
!!
Pensa e ripensa, decido alla fine per il Mangart, splendido pilastro delle Alpi Giulie, al confine tra Italia e Slovenia. Decido di salire dai laghi di Fusine, lunghetta ma ambiente sempre bellissimo!:skiamo:
Domenica mattina così, dopo aver percorso tutta la strada sotto quel cielo grigio che sembra perseguitarmi, finalmente all’altezza di Ugovizza, le nuvole cominciano a diradarsi, lasciando immaginare il sole tanto promesso. Arrivo al lago superiore non tanto presto, sono le 9:30 che comincio a camminare, per terra c'è una bella brina che nn smentisce l'aurea di posto tra i più freddi d'Italia che hanno i laghi di Fusine. Temperatura che cmq mi dà l'idea di aumentare invece di diminuire man mano che salgo su per il canale che porta a forcella Lavina, tanto che a un certo punto comincia a tirare un venticello decisamente caldo! Davanti non sembra essere passato nessuno, nemmeno nei giorni precedenti pare, in quanto anche nelle rare macchie di neve che si incontrano nn c'è nessuna traccia. Salendo, l'aria, sempre piuttosto "calda" aumenta via via di intensità. La salita fino in forcella è abbastanza faticosa,risalgo al ritmo del mio veloce respiro il sentiero che sale prima per un greto e poi per un ghiaione piuttosto “mobile”. Cerco di sfruttare le lingue di neve indurita ma sono purtroppo molto poche.
Quando arrivo in forcella il vento, che arriva da sud, mi investe piuttosto violento. Da qui finalmente si apre la vista sull'ampio e soleggiato versante opposto, quello sloveno, dove d'estate una comoda stradina aperta al traffico conduce gli escursionisti a quasi 2000mt, permettendo così un facile accesso e riducendo la salita per questa splendida cima a soli 600mt di dsl, tutta un'altra cosa rispetto al tetro e scuro versante che ci appare da fusine, 1800mt più in alto di noi! Verso sud rivedo,più in basso sulle valli e più giù fino alla pianura, quel mare di nuvole che mi sono sorbito per tutta la settimana, ma visto stavolta dalla parte sopra, fa tutto un altro effetto!! Bellissimo!
La salita prosegue ora tranquilla per piacevoli ampi prati, perlopiù innevati, fino ad arrivare in prossimità dell'attacco del tratto roccioso e attrezzato, che costituisce il tratto più delicato della salita, non tanto per le difficoltà tecniche in se, piuttosto modeste, quanto per la forte esposizione a precipizio sul versante nord per circa 800mt. Vedo cmq che la salita è già tracciata, sono salite e scese già almeno tre persone nei giorni precedenti, probabilmente sloveni. Meglio così. Supero il tratto abbastanza agevolmente, nonostante la poca neve faccia affiorare parecchio ghiaccio vivo, ma la presenza dei cavi in buona parte ancora scoperti, dà una buona mano psicologica. Arrivo così, all'attacco della famosa cengia nord del Mangart, che percorro anch'essa velocemente, grazie alle buone tacche di chi mi ha preceduto. Improvvisamente, quando sto per uscire sulla cresta orientale, scorgo poche decine di metri sopra di me, fuori traccia, una persona! Fa un certo effetto, dopo tante ore passate da soli senza vedere anima viva. E' da solo anche lui...accenniamo entrambi un saluto, io in italiano lui in sloveno. Con le poche nozioni di inglese che conosco cerco di chiedergli se sale anche lui in cima(ovvio penso, però....sai mai
) ma lui ha ancora meno nozioni di me e un pò a motti mi fa capire che sì sale anche lui, ma per un'altra via che mi indica a grandi linee :shock: e appena finito mi risaluta e parte, doppia picca da ghiaccio in mano, in direzione di qlk canalino nascosto :shock::shock:! Che storie sti sloveni, non riesco nemmeno a capire da dove sia sbucato....cmq, tra me e me gli faccio i miei auguri e riparto per la mia strada!
In breve sbuco sulla spalla est da dove mi si apre una superba visione su tutte le Giulie slovene, dalla skrlatica, al prjsonic, spik, razor, triglav, jalovec....bellissime.! Vorrei poter restare qui a fissarle per ore, ma ormai manca un ultimo sforzo e sono quasi in cima. La fatica si fa sentire, ma ormai ci sono. Il sentiero qui torna di nuovo facile e al sole i tratti di neve tornano ad alternarsi a tratti di roccette pulite. In compenso qui il vento torna a farsi sentire abbastanza. Qlk facile canalino e sono in cresta. La vetta ormai è lì, ancora un breve tratto di cresta innevato e ci sono! Butto un occhio a nord curioso di vedere se ci sono "notizie" del tipo di prima, ma il versante qui precipita piuttosto ripido e non riesco a vedere molto...di lui cmq nessuna traccia!
Ancora tre passi...due...uno...vetta!! Purtroppo tira un vento fortissimo qui in cima, si fa quasi fatica a stare in piedi...però non fa particolarmente freddo. Riesco a fatica a scattare giusto qlk foto e poi purtroppo devo scendere perchè è impossibile restare lì. Peccato perchè il panorama a 360° meriterebbe ore di contemplazione! Da una parte le giulie slovene, dall'altra in primo piano quelle italiane dal Canin al Montasio e più oltre tutte le carniche fino alle riconoscibilissime dolomiti! A nord poi, quasi sotto i piedi i laghetti di Fusine da dove sono partito poche ore fa e più oltre la cresta dei Tauri con il Gran Campanaro svettante tra tutte e a sud oltre le cime quell'immenso mare di nubi! Davvero bellissimo.
Ridiscendo velocemente un poco per fermarmi almeno a mangiare un panino, dietro un roccione abbastanza riparato dall'aria. Dieci minuti che si vorrebbe non finissero mai, ma purtroppo è già ora di tornare giù, perchè anche la discesa è lunghetta...
In discesa però si và veloci, la neve è buona e permette una discesa sicura. Tornato sulla cengia a nord, ogni tanto butto un occhio per vedere se scorgo lo sloveno di prima, ma non riesco nemmeno a capire per dove può essere salito
Arrivo velocemente alle roccette finali che mi depositano nuovamente sui dolci e rilassanti prati basali, al termine delle "difficoltà". E qui, dove mi fermo un attimo per togliermi i ramponi, finalmente scorgo il ragazzo sloveno che è appena arrivato in cima! Sono contento per lui...non so per dove sia salito, ma ora anke per lui è tutta discesa! A me ormai non resta che la discesa del canale di forc. Lavina, questa volta molto rapida per ghiaie e nevai, fino al rilassante bosco finale e di nuovo alla macchina, ormai rimasta anch’essa da sola.
Un ultimo sguardo verso la cima appena salita e un ultimo respiro mi aiutano a memorizzare tutte le bellissime immagini che ho goduto in questa giornata ,e mi sento pronto per tornare ad immergermi nel grigiore dell’ufficio in attesa della prossima domenica……sperando che nevichi!
Ora, per chi è resistito fino qui in fondo, alcune foto della giornata!
canalone della lavina, desolatamente senza neve
i laghi di fusine
sguardo da forc. lavina verso sud
la cima
a picco sopra i laghi
le giulie slovene
la cima dalla spalla
Venerdì pomeriggio, guardando fuori dalla finestra dell’ufficio mi accorgo che dopo una settimana di cielo grigio e umido, ho proprio bisogno di vedere un po’ di bell’azzurro!! So che in montagna, guardando le webcam, il tempo al contrario di qui, è bellissimo, per cui la decisione è presto presa: domenica si và in montagna!! La neve però per sciare, in giro, è ancora pochina e i soci, chi per un motivo chi per un altro, latitano. Decido perciò per un giretto solitario a piedi, pestando però un pò di neve....giusto per non perdere "l'abitudine"
Pensa e ripensa, decido alla fine per il Mangart, splendido pilastro delle Alpi Giulie, al confine tra Italia e Slovenia. Decido di salire dai laghi di Fusine, lunghetta ma ambiente sempre bellissimo!:skiamo:
Domenica mattina così, dopo aver percorso tutta la strada sotto quel cielo grigio che sembra perseguitarmi, finalmente all’altezza di Ugovizza, le nuvole cominciano a diradarsi, lasciando immaginare il sole tanto promesso. Arrivo al lago superiore non tanto presto, sono le 9:30 che comincio a camminare, per terra c'è una bella brina che nn smentisce l'aurea di posto tra i più freddi d'Italia che hanno i laghi di Fusine. Temperatura che cmq mi dà l'idea di aumentare invece di diminuire man mano che salgo su per il canale che porta a forcella Lavina, tanto che a un certo punto comincia a tirare un venticello decisamente caldo! Davanti non sembra essere passato nessuno, nemmeno nei giorni precedenti pare, in quanto anche nelle rare macchie di neve che si incontrano nn c'è nessuna traccia. Salendo, l'aria, sempre piuttosto "calda" aumenta via via di intensità. La salita fino in forcella è abbastanza faticosa,risalgo al ritmo del mio veloce respiro il sentiero che sale prima per un greto e poi per un ghiaione piuttosto “mobile”. Cerco di sfruttare le lingue di neve indurita ma sono purtroppo molto poche.
Quando arrivo in forcella il vento, che arriva da sud, mi investe piuttosto violento. Da qui finalmente si apre la vista sull'ampio e soleggiato versante opposto, quello sloveno, dove d'estate una comoda stradina aperta al traffico conduce gli escursionisti a quasi 2000mt, permettendo così un facile accesso e riducendo la salita per questa splendida cima a soli 600mt di dsl, tutta un'altra cosa rispetto al tetro e scuro versante che ci appare da fusine, 1800mt più in alto di noi! Verso sud rivedo,più in basso sulle valli e più giù fino alla pianura, quel mare di nuvole che mi sono sorbito per tutta la settimana, ma visto stavolta dalla parte sopra, fa tutto un altro effetto!! Bellissimo!
La salita prosegue ora tranquilla per piacevoli ampi prati, perlopiù innevati, fino ad arrivare in prossimità dell'attacco del tratto roccioso e attrezzato, che costituisce il tratto più delicato della salita, non tanto per le difficoltà tecniche in se, piuttosto modeste, quanto per la forte esposizione a precipizio sul versante nord per circa 800mt. Vedo cmq che la salita è già tracciata, sono salite e scese già almeno tre persone nei giorni precedenti, probabilmente sloveni. Meglio così. Supero il tratto abbastanza agevolmente, nonostante la poca neve faccia affiorare parecchio ghiaccio vivo, ma la presenza dei cavi in buona parte ancora scoperti, dà una buona mano psicologica. Arrivo così, all'attacco della famosa cengia nord del Mangart, che percorro anch'essa velocemente, grazie alle buone tacche di chi mi ha preceduto. Improvvisamente, quando sto per uscire sulla cresta orientale, scorgo poche decine di metri sopra di me, fuori traccia, una persona! Fa un certo effetto, dopo tante ore passate da soli senza vedere anima viva. E' da solo anche lui...accenniamo entrambi un saluto, io in italiano lui in sloveno. Con le poche nozioni di inglese che conosco cerco di chiedergli se sale anche lui in cima(ovvio penso, però....sai mai
In breve sbuco sulla spalla est da dove mi si apre una superba visione su tutte le Giulie slovene, dalla skrlatica, al prjsonic, spik, razor, triglav, jalovec....bellissime.! Vorrei poter restare qui a fissarle per ore, ma ormai manca un ultimo sforzo e sono quasi in cima. La fatica si fa sentire, ma ormai ci sono. Il sentiero qui torna di nuovo facile e al sole i tratti di neve tornano ad alternarsi a tratti di roccette pulite. In compenso qui il vento torna a farsi sentire abbastanza. Qlk facile canalino e sono in cresta. La vetta ormai è lì, ancora un breve tratto di cresta innevato e ci sono! Butto un occhio a nord curioso di vedere se ci sono "notizie" del tipo di prima, ma il versante qui precipita piuttosto ripido e non riesco a vedere molto...di lui cmq nessuna traccia!
Ancora tre passi...due...uno...vetta!! Purtroppo tira un vento fortissimo qui in cima, si fa quasi fatica a stare in piedi...però non fa particolarmente freddo. Riesco a fatica a scattare giusto qlk foto e poi purtroppo devo scendere perchè è impossibile restare lì. Peccato perchè il panorama a 360° meriterebbe ore di contemplazione! Da una parte le giulie slovene, dall'altra in primo piano quelle italiane dal Canin al Montasio e più oltre tutte le carniche fino alle riconoscibilissime dolomiti! A nord poi, quasi sotto i piedi i laghetti di Fusine da dove sono partito poche ore fa e più oltre la cresta dei Tauri con il Gran Campanaro svettante tra tutte e a sud oltre le cime quell'immenso mare di nubi! Davvero bellissimo.
Ridiscendo velocemente un poco per fermarmi almeno a mangiare un panino, dietro un roccione abbastanza riparato dall'aria. Dieci minuti che si vorrebbe non finissero mai, ma purtroppo è già ora di tornare giù, perchè anche la discesa è lunghetta...
In discesa però si và veloci, la neve è buona e permette una discesa sicura. Tornato sulla cengia a nord, ogni tanto butto un occhio per vedere se scorgo lo sloveno di prima, ma non riesco nemmeno a capire per dove può essere salito
Un ultimo sguardo verso la cima appena salita e un ultimo respiro mi aiutano a memorizzare tutte le bellissime immagini che ho goduto in questa giornata ,e mi sento pronto per tornare ad immergermi nel grigiore dell’ufficio in attesa della prossima domenica……sperando che nevichi!
Ora, per chi è resistito fino qui in fondo, alcune foto della giornata!
canalone della lavina, desolatamente senza neve
i laghi di fusine
sguardo da forc. lavina verso sud
la cima
a picco sopra i laghi
le giulie slovene
la cima dalla spalla