Le previsioni non promettevano un granché ma già il fatto di essere di nuovo fra le montagne mi metteva di buon umore. L'aria fresca e pulita mi entrava nei polmoni dandomi nuove energie. Era quello che ci voleva dopo una settimana a Milano impegnativa.
Per il we avevo programmato pur con i dovuti dubbi iniziali a causa delle pianificazioni familiari, di rifare la gita fino alla malga cigolera, percorrendo prima la valle omonima e proseguendo poi diretti per la pista, fino a punta ces: in totale 700 m di dsl. Ziggy avrebbe dovuto raggiungermi ma alla fine non ce l'ha fatta preferendo le montagne cortinesi alle pale. A differenza di due settimane fa, questa volta avrei trovato neve sul sentiero, per cui sarebbe stato un bel test in configurazione invernale con l'opprtunità di testare il traino della tavola in stile E.
Così domenica mattina, eseguite le operazioni istituzionali e dovute con la prole, posso finalmente partire. Parcheggiata ,l'auto al campeggio mi preparo con tutto il necessario: altre alla tavola lego allo zaino anche le ciaspole essendo il sentiero sgombro dalla neve.
mattina sulle pale
I primi 300 metri di dsl procedo rapido anche se in pò appesantito dallo zaino. Solo nel bosco accompagnato dal cinguettio di qualche uccellino lo spirito è alto, la mente segue felice il rumore dei passi sul terreno gelato accompagnati dal canto del ruscello che scende a valle.
sentiero estivo
bosco fatato
si vedono le prime cime
autoscatto
Chissà se riuscirò ad immortalare qualche animale che per la neve presente sul terreno su fa più audace? (alla fine non ne vedrò nemmeno uno ma pazienza).
tavola al guinzaglio
Verso i 1700 m posso iniziare a togliermi dalle spalle la tavola, lego il cordino con in moschettone all'anello porta materiali dello zaino e poi all'attacco della tavola ringraziando l'azienda che li produce per aver fatto l'attacco con in buco centrale: la tavola così ti segue dritta e non di traverso. Eseguite le facili operazioni riparto. Il sentiero è bellissimo, l'ambiente stupendo, il sole fa capolino tra gli alberi sbucando dalle nuvole. Dopo altri 200 metri indosso anche le ciaspole e riparto. La salita inizia a "tirare" ma seguo le tracce di sciatori che da lì sono scesi.
tracce
malga cigolera
Arrivato dopo un'ora secca alla malga, mi fermo in attimo ad ammirare il paesaggio e valutando il percorso da fare fino alla punta.
cima val cigolera
Decido di prendere la via diretta lungo la pista per fare gambe e .... Via!! I 3 muri mi mettono a dura prova e ogni tanto alterno la salita lungo la massima pendenza con piccoli traversi sfruttando i leggeri avvallamenti che le canaline di scolo creano. Devo dire che il traino della tavola è ben bilanciato e l'asse mi segue senza "scivolare" dritta giù per la pista.
si prosegue per la punta
uno splendido grigiore.....
Sull'ultimo muro mi sorpassa uno skialp in configurazione ultra leggera ma me ne frego. Fra l'altro ero rallentato da in bruciore ai talloni foriero di due belle vesciche dovute agli scarponi nuovi. (ma questo è il dazio da pagare per scarpe nuove). Alla vista dell'arrivo della seggiovia accelero il passo e vi arrivo di slancio.
ecco Punta ces
In totale 2 ore secche. Non so se sia in buon tempo ma chissenefrega non sto facendo il mezzalama. E come sempre quando fai fatica in montagna, la montagna ti fa sempre in regalo: oltre la punta sul versante di discesa uno spettacolo stupendo: in mare di nubi da cui spuntano cime dolomitiche.
panorama affascinante
mare di nuvole
Resto incantato a guardare ringraziando in silenzio per il dono. Poi fatte alcune foto e mangiato un mars, finalmente mi preparo per la discesa.
Prenderò la pista rossa che da lì scende diretta a valle dove mi aspettano le bambine e mia moglie. La prima parte di pista è grumosa per il passaggio dei gatti. E ghiacciata per cui non è in bel scendere anche per il fatto che le sollecitazioni causate dai solchi trasversali dei gatti mettono a dura prova le gambe ormai stanche. Poi scendendo la neve molla e si inizia a poter tirare un pò con delle sensazioni di galleggiamento piacevoli. Arrivo a malga ces e la neve calda e lenta mi costringe a superare un pianetto a piedi, (anche a causa di uno stradino senza neve che attraverso al pista), poi rimessa la tavola ...... Giù a bomba: e qui la parte più divertente. Gli ultimi 500 metri di pista sono intervallati da avvallamenti creati dalle già citate canaline (trappole se ci vai dentro di punta) e a velocità sostenuta, ollando, le salto una a una fino alla fine della pista. All'arrivo sono stanco ma felice col sorrisone ebete di chi se l'è goduta.
Per il we avevo programmato pur con i dovuti dubbi iniziali a causa delle pianificazioni familiari, di rifare la gita fino alla malga cigolera, percorrendo prima la valle omonima e proseguendo poi diretti per la pista, fino a punta ces: in totale 700 m di dsl. Ziggy avrebbe dovuto raggiungermi ma alla fine non ce l'ha fatta preferendo le montagne cortinesi alle pale. A differenza di due settimane fa, questa volta avrei trovato neve sul sentiero, per cui sarebbe stato un bel test in configurazione invernale con l'opprtunità di testare il traino della tavola in stile E.
Così domenica mattina, eseguite le operazioni istituzionali e dovute con la prole, posso finalmente partire. Parcheggiata ,l'auto al campeggio mi preparo con tutto il necessario: altre alla tavola lego allo zaino anche le ciaspole essendo il sentiero sgombro dalla neve.
mattina sulle pale
I primi 300 metri di dsl procedo rapido anche se in pò appesantito dallo zaino. Solo nel bosco accompagnato dal cinguettio di qualche uccellino lo spirito è alto, la mente segue felice il rumore dei passi sul terreno gelato accompagnati dal canto del ruscello che scende a valle.
sentiero estivo
bosco fatato
si vedono le prime cime
autoscatto
Chissà se riuscirò ad immortalare qualche animale che per la neve presente sul terreno su fa più audace? (alla fine non ne vedrò nemmeno uno ma pazienza).
tavola al guinzaglio
Verso i 1700 m posso iniziare a togliermi dalle spalle la tavola, lego il cordino con in moschettone all'anello porta materiali dello zaino e poi all'attacco della tavola ringraziando l'azienda che li produce per aver fatto l'attacco con in buco centrale: la tavola così ti segue dritta e non di traverso. Eseguite le facili operazioni riparto. Il sentiero è bellissimo, l'ambiente stupendo, il sole fa capolino tra gli alberi sbucando dalle nuvole. Dopo altri 200 metri indosso anche le ciaspole e riparto. La salita inizia a "tirare" ma seguo le tracce di sciatori che da lì sono scesi.
tracce
malga cigolera
Arrivato dopo un'ora secca alla malga, mi fermo in attimo ad ammirare il paesaggio e valutando il percorso da fare fino alla punta.
cima val cigolera
Decido di prendere la via diretta lungo la pista per fare gambe e .... Via!! I 3 muri mi mettono a dura prova e ogni tanto alterno la salita lungo la massima pendenza con piccoli traversi sfruttando i leggeri avvallamenti che le canaline di scolo creano. Devo dire che il traino della tavola è ben bilanciato e l'asse mi segue senza "scivolare" dritta giù per la pista.
si prosegue per la punta
uno splendido grigiore.....
Sull'ultimo muro mi sorpassa uno skialp in configurazione ultra leggera ma me ne frego. Fra l'altro ero rallentato da in bruciore ai talloni foriero di due belle vesciche dovute agli scarponi nuovi. (ma questo è il dazio da pagare per scarpe nuove). Alla vista dell'arrivo della seggiovia accelero il passo e vi arrivo di slancio.
ecco Punta ces
In totale 2 ore secche. Non so se sia in buon tempo ma chissenefrega non sto facendo il mezzalama. E come sempre quando fai fatica in montagna, la montagna ti fa sempre in regalo: oltre la punta sul versante di discesa uno spettacolo stupendo: in mare di nubi da cui spuntano cime dolomitiche.
panorama affascinante
mare di nuvole
Resto incantato a guardare ringraziando in silenzio per il dono. Poi fatte alcune foto e mangiato un mars, finalmente mi preparo per la discesa.
Prenderò la pista rossa che da lì scende diretta a valle dove mi aspettano le bambine e mia moglie. La prima parte di pista è grumosa per il passaggio dei gatti. E ghiacciata per cui non è in bel scendere anche per il fatto che le sollecitazioni causate dai solchi trasversali dei gatti mettono a dura prova le gambe ormai stanche. Poi scendendo la neve molla e si inizia a poter tirare un pò con delle sensazioni di galleggiamento piacevoli. Arrivo a malga ces e la neve calda e lenta mi costringe a superare un pianetto a piedi, (anche a causa di uno stradino senza neve che attraverso al pista), poi rimessa la tavola ...... Giù a bomba: e qui la parte più divertente. Gli ultimi 500 metri di pista sono intervallati da avvallamenti creati dalle già citate canaline (trappole se ci vai dentro di punta) e a velocità sostenuta, ollando, le salto una a una fino alla fine della pista. All'arrivo sono stanco ma felice col sorrisone ebete di chi se l'è goduta.