Nella celeberrima località turistica svizzera Davos hanno escogitato un modo davvero singolare per conservare la neve durante l'estate.
Nell'immagine (fonte: RSI Radiotelevisione svizzera) le ruspe liberano la neve dalla coltre di segatura. Rielaborazione a cura della Redazione.
Aldo Meschiari: 30-10-2009 ore 08:04
A dir la verità l'idea è venuta per la prima volta ai Finlandesi.
Ricoprire grandi ammassi di neve con segatura assicura, ovviamente nei climi appropriati, la conservazione di quasi tutta la massa ghiacciata, con una perdita in volume di solo il 20/30 %.
Ecco quindi che gli intraprendenti gestori di piste da sci di fondo svizzeri hanno pensato di sfruttare tale tecnica anche per le loro località.
Siccome nella primavera del 2008 era rimasta inutilizzata una gran quantità di neve preparata per le piste, gli svizzeri hanno pensato di ricoprirla con circa 40 cm di segatura. In tal modo si è assicurato il quasi completo isolamento termico con l'esterno. La neve così custodita è riuscita a passare quasi indenne l'estate, pronta per essere utilizzata in caso di necessità.
E siccome quest'anno le temperature ottobrine non sono ancora sufficientemente fredde per produrre neve artificiale, ecco che l'Istituto neve e valanghe di Davos ha potuto fornire agli atleti della squadra svizzera di sci di fondo una quantità di neve pronta e sufficiente per costruire una pista larga cinque metri, profonda un metro e lunga quasi 500 metri.
Non è davvero una cattiva idea, che potrebbe essere sfruttata anche da diverse località sciistiche italiane. Il costo sembra sia paragonabile a quello della produzione di neve artificiale. Se pensiamo alle enormi quantità di neve cadute nella scorsa stagione fredda sulle nostre Alpi, qualche tonnellata di segatura avrebbero potuto assicurarne la parziale conservazione, con indubbi vantaggi per gli operatori turistici.
In tempi di Global Warming, la neve in cassaforte (anche se di segatura) potrebbe diventare più che una semplice curiosità.
http://www.meteogiornale.it/notizia/16471-1-come-ti-conservo-la-neve-sotto-la-segatura
Nell'immagine (fonte: RSI Radiotelevisione svizzera) le ruspe liberano la neve dalla coltre di segatura. Rielaborazione a cura della Redazione.
Aldo Meschiari: 30-10-2009 ore 08:04
A dir la verità l'idea è venuta per la prima volta ai Finlandesi.
Ricoprire grandi ammassi di neve con segatura assicura, ovviamente nei climi appropriati, la conservazione di quasi tutta la massa ghiacciata, con una perdita in volume di solo il 20/30 %.
Ecco quindi che gli intraprendenti gestori di piste da sci di fondo svizzeri hanno pensato di sfruttare tale tecnica anche per le loro località.
Siccome nella primavera del 2008 era rimasta inutilizzata una gran quantità di neve preparata per le piste, gli svizzeri hanno pensato di ricoprirla con circa 40 cm di segatura. In tal modo si è assicurato il quasi completo isolamento termico con l'esterno. La neve così custodita è riuscita a passare quasi indenne l'estate, pronta per essere utilizzata in caso di necessità.
E siccome quest'anno le temperature ottobrine non sono ancora sufficientemente fredde per produrre neve artificiale, ecco che l'Istituto neve e valanghe di Davos ha potuto fornire agli atleti della squadra svizzera di sci di fondo una quantità di neve pronta e sufficiente per costruire una pista larga cinque metri, profonda un metro e lunga quasi 500 metri.
Non è davvero una cattiva idea, che potrebbe essere sfruttata anche da diverse località sciistiche italiane. Il costo sembra sia paragonabile a quello della produzione di neve artificiale. Se pensiamo alle enormi quantità di neve cadute nella scorsa stagione fredda sulle nostre Alpi, qualche tonnellata di segatura avrebbero potuto assicurarne la parziale conservazione, con indubbi vantaggi per gli operatori turistici.
In tempi di Global Warming, la neve in cassaforte (anche se di segatura) potrebbe diventare più che una semplice curiosità.
http://www.meteogiornale.it/notizia/16471-1-come-ti-conservo-la-neve-sotto-la-segatura