La pratica dello sci è antichissima. Presso le popolazioni del continente eurasiatico l'invenzione degli sci precedette certamente quella della ruota.
La necessità indusse gli uomini della montagna ad escogitare un sistema efficace e pratico per vincere l'ostacolo della neve nel lungo inverno. Le prime testimonianze certe di attrezzi simili agli sci, usati come mezzi di locomozione, si devono a ritrovamenti fossili risalenti a più di 2500 anni A.C. in Siberia, Scandinavia e Lapponia.
L'area di diffusione dello sci antico si può dividere in quattro zone. Nella zona comprendente la Groenlandia centro-settentrionale e il Nord America fu in voga soprattutto la racchetta da neve, un attrezzo in legno di forma pressoché ovoidale con intelaiatura di corde o di vimini.
Lo sci meridionale, diffuso nel Nord Europa (esclusa la Scandinavia), nelle Alpi e nel Caucaso, era piuttosto corto, pesante, larghissimo e completamente piatto; era guidato per mezzo di funicelle fissate alla punta, e con tutta probabilità serviva solo per le discese. La zona dello sci artico comprendeva la Norvegia settentrionale, la Finlandia, la Siberia e il Giappone; l'attrezzo, lungo 150-170 cm e largo 20 cm, era diretto per mezzo di funicelle come lo sci meridionale, ma era più leggero e sottile, aveva punte ricurve alle due estremità e, nella parte inferiore, era ricoperto con pelle di renna o di foca per ottenere, in salita, una maggior presa sulla neve.
Nella Groenlandia meridionale, in Islanda, in Svezia e nella Norvegia centro-meridionale si diffuse lo sci nordico, che è la forma più vicina a quella odierna. Infatti era stretto e lungo (fino a 4 m), più leggero rispetto aglialtri tipi descritti, e non aveva funicelle; gli sciatori si servivano di una lancia o di un lungo bastone, progenitore deimoderni bastoncini.
Agli inizi del 1600 Gustav Eriksson Vasa, prigioniero dei danesi durante l’invasione della Svezia, riuscì a fuggire con gli sci, ritornò in patria dove organizzò la sommossa che diede il via alla guerra di liberazione svedese. Vasa divenne poi re di Svezia con il nome di Gustavo I. In memoria della sua impresa nel 1922 nacque la Vasaloppet, gara di granfondo che si snoda lungo il tragitto di 90 km da lui compiuto durante la fuga. Venuti a contatto con la civiltà europea, gli Scandinavi abbandonarono la pratica dello sci, per riprenderla poi verso la fine del XVIII secolo con i Norvegesi, che se ne servirono a scopo militare.
Lo sci da fondo però, perfetto per le enormi distese scandinave, non era l'ideale per le ripide discese alpine. Nella seconda metà del 1800 un falegname norvegese della regione Telemark, cominciò a sperimentare vari sistemi di curva e frenata usando un unico bastone ed attacchi con il tallone libero. Nel Telemark si avanza lo sci esterno assumendo la tipica posizione inginocchiata. In quegli anni era la tecnica migliore per l'attrezzatura disponibile. Il tallone libero permetteva una grande libertà di movimento sia in pianura che in salita, ma in discesa lo sciatore era piuttosto instabile.
Negli anni '20, grazie a nuovi attacchi che bloccavano il tallone, le curve erano ora condotte con gli sci paralleli. Era nato quello che oggi noi chiamiamo sci alpino. L'evoluzione dello sci alpino è legata strettamente all'evoluzione dei materiali: i vecchi scarponi di cuoio
con le stringhe sono stati sostituiti via via con calzature sempre più tecniche, che bloccano la caviglia permettendo un perfetto controllo degli sci. Gli sci si sono accorciati ed alleggeriti, i materiali sempre più sofisticati hanno consentito attrezzi sempre più facili da manovrare.
In Italia
Pare che il primo italiano a calzare gli sci sia stato il prelato Francesco Negri, ravennate, durante un avventuroso viaggio in Lapponia nella seconda metà del XV secolo, nel quale raggiunse Capo Nord. Nel 1890 giunse a Torino per lavoro l'ingegnere svizzero Adolf Kind, alpinista e sciatore, portando con sé un paio di sci di frassino. Le sue evoluzioni sulla neve entusiasmarono gli amici che ne seguirono ben presto l'esempio e, dopo averne imparati i rudimenti, sperimentarono le prime vere escursioni in montagna. Nel 1901 nacque il primo sci club Italiano, lo Ski Club Torino, il cui atto di nascita fu pubblicato nella rivista del CAI, sostituito pochi anni più tardi dalla Federazione Italiana dello Sci (FIS), diventata in seguito Federazione Italiana Sport Invernali,. Nel 1902 l'allora Ministro della Guerra Generale Giuseppe Ottolenghi, con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , decise di formare alcuni reparti di sciatori da inserire nei reggimenti alpini, che furono utilizzati nella Prima Guerra Mondiale e che contribuirono non poco alla diffusione della pratica dello sci di fondo. I cultori dello sci, specialmente nel secondo dopoguerra, sono divenuti innumerevoli. La costruzione di numerose seggiovie e sciovie (gli ski-lift) in suggestive plaghe montane è stato il fattore determinante per la creazione di un vero e proprio sci di massa. Questo fenomeno, che era una prerogativa dei Paesi scandinavi, si è diffuso nel resto d'Europa. In Italia gli sciatori affollano sempre più le comode piste sparse in tutta la Penisola: oltre a quelle alpine, sono molto apprezzate le piste dell'Abetone (Toscana), del Terminillo (Lazio), di Roccaraso (Abruzzo) e dell'Etna.
Lo sport
A metà dell'Ottocento, Sondre Nordheim rivoluzionò lo sci facendone uno sport. La FIS (Federazione Internazionale Sci) è nata nel 1924, mentre le prime Olimpiadi invernali si sono svolte nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen in Germania e nel 1956 a Cortina. Ogni anno, dal 1967, si tiene la Coppa del Mondo di sci, mentre i Campionati del Mondo vengono svolti ogni quattro anni in alternanza con le Olimpiadi. In Italia lo sci è gestito dalla FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) che sovrintende le seguenti discipline: biathlon, bob, freestyle, sci alpino, sci d'erba, sci nordico, slittino, snowboard, sci-alpinismo e lo sci di velocità o chilometro lanciato. A partire dagli anni Settanta, lo sci di discesa è divenuto uno sport molto seguito e praticato. In America e in Europa, sono sorte numerose stazioni sciistiche attrezzate per ospitare decine di migliaia di turisti e appassionati che, a diverso livello di capacità, praticano lo sci e seguono da tifosi gli eventi agonistici. Le località montane più famose ospitano infatti gli appuntamenti stagionali della Coppa del Mondo oppure hanno talvolta ospitato la sede delle Olimpiadi o dei Mondiali: lungo l'arco alpino celebri sono Kitzbühel, in Austria, dove, sulla ripidissima pista della Streiff, si svolge la discesa libera più antica e prestigiosa; in Svizzera, Wengen e Adelboden, celebre quest'ultima per il pendio sul quale si svolge uno dei più impegnativi slalom giganti del circuito; e poi Val-d'Isère, in Francia; Garmisch, in Germania; Kraniska Gora, in Slovenia; e in Italia, Sestrière, Bormio, Madonna di Campiglio, Val Gardena, Val Badia e Cortina. Ultimamente il circuito del cosiddetto "circo bianco" della Coppa del Mondo, ha interessato paesi extraeuropei come gli Stati Uniti, il Giappone e il Cile. L'evoluzione dello sci alpino è stata influenzata negli ultimi anni dai progressi che la ricerca tecnologica ha ottenuto nel migliorare le prestazioni di uomini e materiali. Sia nelle discipline veloci, che in quelle tecniche, le attrezzature, dagli sci agli attacchi, alle tute, hanno determinato cambiamenti sostanziali nella tecnica di sciata degli atleti: ad esempio, alla fine degli anni Settanta, il passaggio dall'uso di paletti fissi per segnare le porte del tracciato nello slalom e, in misura minore, nel gigante, ai paletti snodati ha completamente stravolto il modo di affrontare questi passaggi, un tempo aggirati dallo sciatore e da quel momento in poi più sbrigativamente abbattuti con un gesto dell'avambraccio, con un notevole vantaggio nella scelta della traiettoria più stretta e più veloce. Allo stesso modo, la composizione chimica delle scioline, le sostanze fluide che si spalmano sulle lamine degli sci prima di ogni discesa, è divenuta spesso determinante per il successo di una gara, soprattutto nelle discese libere, dove la maggiore o minore scorrevolezza dello sci sulla neve si concretizza in decimi di secondo di vantaggio o di ritardo.
Fonte:
http://digilander.libero.it/casonandrea/storia_dello_sci.htm