Inserisco qui un mio pensiero su cui vorrei avere un parere da voi.
Premetto che come alcuni qui, detesto il c@lcio, oltre che per altri motivi, anche per come viene affrontato e vissuto in ambito giovanile, con esasperazione dell'agonismo in termini di confronto, lotta a tutti i costi.
Bordo campo gremito di genitori che nella vita normale sono degli onestissimi professionisti, impiegati, operai, dirigenti che improvvisamente si trasformano in belve urlanti con un bagaglio di parolacce e bestemmie da fare impallidire chiunque, sempre contro l'arbitro che è chiaramente schierato contro, l'allenatore che è un imbecille, il compagno che con il suo comportamento mette in ombra le caratteristiche del proprio figlio sicuro futuro campione, l'avversario che è sicuramente un serial killer in erba, tutti invariabilmente figli della stessa madre di facili costumi.....
Da qui la mia idiosincrasia per ogni attività "agonistica" a livello giovanile, da me vista come l'antitesi rispetto alla formazione di uno Sport praticato per la sola gioia dell'attività fisica e dello stare bene con se' stessi e con chi la stessa passione unisce.
Sport in quanto supporto alla "mens sana in corpore sano" e non l'approccio agonistico fatto di allenatori urlanti contro il ragazzino che non si sta rivelando il gioiellino che porterà lustro ed immagine alla propria carriera ed al proprio football/tennis/sci club.
Ma serve proprio l'agonismo per sapersi divertire ed imparare ?
Premetto che come alcuni qui, detesto il c@lcio, oltre che per altri motivi, anche per come viene affrontato e vissuto in ambito giovanile, con esasperazione dell'agonismo in termini di confronto, lotta a tutti i costi.
Bordo campo gremito di genitori che nella vita normale sono degli onestissimi professionisti, impiegati, operai, dirigenti che improvvisamente si trasformano in belve urlanti con un bagaglio di parolacce e bestemmie da fare impallidire chiunque, sempre contro l'arbitro che è chiaramente schierato contro, l'allenatore che è un imbecille, il compagno che con il suo comportamento mette in ombra le caratteristiche del proprio figlio sicuro futuro campione, l'avversario che è sicuramente un serial killer in erba, tutti invariabilmente figli della stessa madre di facili costumi.....
Da qui la mia idiosincrasia per ogni attività "agonistica" a livello giovanile, da me vista come l'antitesi rispetto alla formazione di uno Sport praticato per la sola gioia dell'attività fisica e dello stare bene con se' stessi e con chi la stessa passione unisce.
Sport in quanto supporto alla "mens sana in corpore sano" e non l'approccio agonistico fatto di allenatori urlanti contro il ragazzino che non si sta rivelando il gioiellino che porterà lustro ed immagine alla propria carriera ed al proprio football/tennis/sci club.
Ma serve proprio l'agonismo per sapersi divertire ed imparare ?