Ahahahah, ho ritrovato da pochi giorni gli sci che abbiamo usato nel ristorante alla mia festa di laurea. Sono dei bohhhh ,modello Portillo. Sono in legno con delle lastrine di acciaio (arruginito) al posto delle lamine.
Gli attacchi funzionano in questo modo: si mette lo scarpone rigido appoggiato al puntale e poi con una leva si va a premere sul tallone, si sposta il tallone in avanti verso la punta creando così la chiusura.
Sono riuscito a fare qualche metro di pista tra i carrelli delle vivande e le vetrinette piene di bottiglie.
Come bastoncini avevo due bottiglie vuote di spumante che sono riuscito a non rompere quando sono caduto io con tutta la marasma di gente sopra di me
DD
Ma la cosa più dolorosa non è stata la caduta ma è stato il metodo di fissaggio degli "scarponi" agli sci.
Come scarponi ho usato le scarpe della laurea, niente di più di un comunissimo paio di scarpe da uomo. Come potete immaginare non sono molto rigide... In definitiva mi son ritrovato il piede stretto a dismisura tra gli attacchi. I punti di appoggio degli attacchi erano, dietro il tallone, e davanti le mie dita "ragomitolate" in punta e strette tra la ganascia dell'attacco.
Mi domando come mai le ossicina dei piedi non siano partite. Riuscivo a sollevare ed a muovere gli sci senza che questi si staccassero. Probabilmente il vino in corpo anestetizzava il male ai piedi... e come lo anestetizzava
Anche se mi spingevano per il ristorante facendo strisciare le solette per terra non c'era pericolo di rovinarle...
Gli attacchi funzionano in questo modo: si mette lo scarpone rigido appoggiato al puntale e poi con una leva si va a premere sul tallone, si sposta il tallone in avanti verso la punta creando così la chiusura.
Sono riuscito a fare qualche metro di pista tra i carrelli delle vivande e le vetrinette piene di bottiglie.
Come bastoncini avevo due bottiglie vuote di spumante che sono riuscito a non rompere quando sono caduto io con tutta la marasma di gente sopra di me
Ma la cosa più dolorosa non è stata la caduta ma è stato il metodo di fissaggio degli "scarponi" agli sci.
Come scarponi ho usato le scarpe della laurea, niente di più di un comunissimo paio di scarpe da uomo. Come potete immaginare non sono molto rigide... In definitiva mi son ritrovato il piede stretto a dismisura tra gli attacchi. I punti di appoggio degli attacchi erano, dietro il tallone, e davanti le mie dita "ragomitolate" in punta e strette tra la ganascia dell'attacco.
Mi domando come mai le ossicina dei piedi non siano partite. Riuscivo a sollevare ed a muovere gli sci senza che questi si staccassero. Probabilmente il vino in corpo anestetizzava il male ai piedi... e come lo anestetizzava
Anche se mi spingevano per il ristorante facendo strisciare le solette per terra non c'era pericolo di rovinarle...
