Si arriva in bici mtb al rifugio Sassopiatto?

Fabio

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Staff Forum
Secondo voi partendo da Campitello e salendo fino al Passo Duron si arriva con la mountain bike fino al rifugio Sassopiatto? O questo sentiero è troppo non pedalabile? Ci sono altre vie per arrivare in bici (anche spingendo per un bel po') al Rifugio Sassopiatto in biciletta?

Cartina rifugio Sassopiatto
42962-cartina-sassopiatto.jpg


Mi sembra che la pagina per scrivere i nuovi messaggi sia spostata verso destra:-?
 
Qualcuno lo ha raggiunto per il sentiero Frederich August: http://www.catsystem.it/Bici/Giri/Sassolungo/sassolungosolotesto.htm ma mi pare troppo faticoso, forse per la Val Duron "xè mejo".

:YYY Trovata risposta:
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/614 dice:
Il percorso, abbastanza semplice ci porta da Santa Cristina in Val Gardena al Rifugio Sasso Piatto passando dall'Alpe di Siusi, Rifugio Tierler, Rifugio Dialer, ed un fantastico sentiero/singletrack che parte dal Passo Duron fino al rifugio Sasso Piatto (sentiero 4/594 nelle Kompass)
Grazie internet.
 
Fabio, se passi dal Passo duron ci arrivi senza problemi...sentiero pianeggiante, l'unica cosa è che non è larghissimo e il prato a dx è pendente..però se fai attenzione non ci sono problemi (a parte una buona dose di fango/merda di mucca sulla strada soprattutto dopo qualche temporale).

Altrimenti passando dal Friedrich August ci arrivi uguale ma hai un passaggio da fare con bigi in spalla (gradoni rocciosi ora attrezzati con scalini di legno)..anche qui il sentiero non è larhissimo e, a differenza dell'altro, è sempre strapieno di gente..ergo l'altro mi sembra un po' più semplice..

salire dal micheluzzi in mtb non te lo dico nemmeno perchè a mio avviso è terribile (per la pendenza nel primo tratto)

altrimenti una volta arrivato al Passo Duron puoi andare allo Zalinger (pianeggiante e largo) e da lì salire con uno strappettino di circa 200m su strada sterrata fino al sasso piatto
 
salire dal micheluzzi in mtb non te lo dico nemmeno perchè a mio avviso è terribile (per la pendenza nel primo tratto)
Grazie Robbs! Se ci andrò farò Val Duron e Passo Duron per l'andata.
E per la discesa? E' fattibile il 533?

http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=22058 Però calcola che se lo fai dal Passo Sella, il sentiero è parecchio affollato e in certi punti un po' stretto non sempre pedalabile quindi :wink:
No no, mi imbarazzo a pedalare in sentieri con molti pedoni.:-?

Usare la bici serve per diminuire i tratti da fare a piedi in discesa ;)
 

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E per la discesa? E' fattibile il 533?

mah..io non lo farei!!!:D ti dico, la prima metà è bella, sutto su sentierino nei prati senza troppa pendenza...poi c'è un pezzetto che sicuramente farai a bici in mano perchè ci sono roccioni e qualche scalino..dopodichè si entra nel bosco..in alcuni tratti si fa senza problemi ma ci sono un paio di rampe davvero pendenti e infide (ghiaino e terriccio che danno fastidio anche a piedi)..magari se ti fai pure quelle a piedi...
 
Ciao Fabio.
L'anno scorso Io e altri due amici partendo da Alba siamo saliti per la pista fino al lupo bianco poi sentiero 655 molto ripido che ci ha portati sul versante della cabinovia della cresta del Saleis(fuoripista), da li siamo arrivati al rifugio Valentini, poi rif. Salei e coninuando verso il sasso piatto rifugio Friedrich August e poi rif. Pertini.Tutto abbastanza pedalabile e se te lo dico io non ci sono problemi per la tua gamba!
Qui sosta e pausa per rifocillarci.
Per scendere abbiamo preso il sentierino che parte sotto il rif. pertini, senza segnavia ma segnato sulla cartina della Tabacco, molto bello e impegnativo, da affrontare con calma e a freni tirati; alla fine sbuchi in val duron e in pochi minuti ti ritrovi a Campitello.
Il giro è molto bello e mi ricordo di aver fatto anche una bella faticata per i miei gusti.

Mo ti metto la cartina super bella!!!:helpme::helpme::helpme::SSS




Scusami per la cartina ma è solo per renderti l'idea del tratto di discesa.

Se vieni da quelle parti ricordati che io, Simone e Iacopo siamo su.
Una pedalata si potrebbe fare......o una ferrata!
 
Per scendere abbiamo preso il sentierino che parte sotto il rif. pertini,

STIKA!!!:shock: quello è un signor sentiero con una signora pendenza (praticamete costante da inizio a fine)..complimenti!!
 
Ho fatto un bellissimo giro l'anno scorso in zona. Non ho una cartina sottomano, quindi ti dico a memoria e a grosse linee il giro (scusa ma ci possono essere errori). Sono partito da Santa Cristina e prima su asfalto e poi su sterrato in direzione alpe di siusi, svoltato a sx su sterrato sent.7 (?) che passa vicino al rif Zallinger, da li il 9 (tra lo zallinger e il sassopiatto, sterrato ripido e faticoso, pezzi a spinta). Dal rif. Sassopiatto parte verso ovest il sentiero 4,molto bello che in costa e in discesa ti porta verso il rif Tires (?), da lì sali per ripida sterrata verso il rifugio(?) , da lì scendi per 300/500m lineari su single track facile fino a un ripido sentiero che ti obbliga a portare la bici in spalla per 30/40 min. usciti sulla cresta, si scende al rifugio Bolzano.Possibilità di arrivare in cima allo scilliar con la bici!!! fine delle fatiche di salita, inizia una lunghissima, tecnica e entusiasmante discesa del sentiero n1 Prunnenweg e rientri a siusi dopo esser passato per 2 laghi balneabili con spiaggia e relativo bordello di gente.

Può essere utile partire da Siusi invece che da Santa Cristina per fare un giro ad anello.
 
Lo sapete vero che ci sono delle limitazioni della MTB in provincia di TRENTO
ecco la legge:
Di seguito riporto il testo della legge in vigore in Trentino:

L’articolo 22 della legge provinciale 15 marzo 1993, n. 8 e s.m. (Ordinamento dei rifugi alpini, bivacchi, sentieri e vie ferrate) regola l’accesso ai tracciati alpini e ad altri sentieri di montagna da parte di chi li percorre con mezzi meccanici e, in particolare, con l’utilizzo di mountain bike. Tale disciplina è stata recentemente riformata dall’articolo 31 della legge provinciale 15 novembre 2007, n. 20, con l’intento, rispetto alla precedente formulazione, di stabilire che la finalità prima del divieto di circolazione è di tutela ambientale e di assegnare direttamente alle Amministrazioni comunali la facoltà di disporre deroghe a tale divieto.
Al fine di favorire la corretta applicazione di queste nuove disposizioni, il primo comma del citato articolo 22 demanda alla Giunta provinciale sia il compito di individuare i casi in cui è vietata la circolazione sui sentieri con l’ausilio di mezzi meccanici in ragione del possibile impatto ambientale, sia quello di stabilire i casi e le modalità con le quali i Comuni territorialmente competenti possono autorizzare in deroga la circolazione dei predetti mezzi.

Quanto al primo aspetto si ritiene di confermare i criteri già adottati con la delibera n. 2083 del 30 settembre 2005 individuati a seguito di un proficuo confronto tra i soggetti interessati quali i rappresentanti della SAT, del Consorzio dei Comuni trentini, delle Aziende per il turismo, della Federazione ciclistica italiana e del Dipartimento risorse forestali e montane della Provincia Autonoma di Trento, in quanto ancora attuali: si tratta di criteri oggettivi che favoriscono un’applicazione agevole e comune della disposizione normativa poiché riconducono il divieto di circolazione alle caratteristiche tecniche del sentiero. In particolare, la circolazione con l’ausilio di mezzi meccanici (tra cui le mountain bike) viene vietata sui sentieri di montagna aventi pendenze superiori al 20% e larghezze mediamente inferiori all’ingombro trasversale della bicicletta sul terreno; di regola, in tali situazioni di pendenza e di larghezza contenuta del sentiero, si realizza una condizione di incompatibilità con la tutela del territorio interessato per il frequente passaggio di mountain bike che crea possibili erosioni del terreno.

Si propone pertanto di applicare – riconfermandolo - il divieto di circolazione con l'ausilio di mezzi meccanici, in considerazione della rilevanza del danno ambientale, nei seguenti casi:

- tracciati alpini ed altri sentieri di montagna con pendenza superiore al 20%;

- tracciati alpini ed altri sentieri di montagna con larghezze mediamente inferiore all’ingombro trasversale della bicicletta sul terreno.

All’individuazione, con il presente provvedimento, dei casi di divieto di circolazione farà seguito una campagna di informazione rivolta ai fruitori della montagna in Trentino; l’aspetto divulgativo circa il possibile utilizzo del patrimonio alpinistico appare infatti di non secondaria importanza tenuto conto che una carente informazione potrebbe generare condotte inconsapevolmente contrarie alle norme provinciali. Proprio per limitare tale inconveniente, il Comune territorialmente competente o il soggetto responsabile della manutenzione del tracciato alpino, sono tenuti, ai sensi dell’articolo 22, comma 1, della legge provinciale n. 8 del 1993, ad esporre una specifica segnaletica di divieto nel caso rilevino accessi non autorizzati. E’ comunque chiaro che la posa della segnaletica di divieto va limitata ai casi in cui i costi, in termini di impatto paesaggistico, siano compensati da altrettanti benefici - quali l’annullamento del fenomeno di accesso con mezzi meccanici – e va rimossa ove si ravvisi nel tempo un mutamento delle condizioni di frequentazione. La segnaletica da utilizzare per rendere esplicito il divieto di accesso al singolo sentiero è quella già definita dalla Giunta provinciale con delibera n. 1133 del 24 maggio 2002; per finalità di tutela paesaggistica si ritiene comunque utile stabilire che il medesimo segnale possa risultare riprodotto anche in scala ridotta del 50% rispetto alle misure stabilite nella citata deliberazione, nel rispetto delle medesime proporzioni.

Il secondo aspetto che l’articolo 22, comma 1, della legge provinciale n. 8 del 1993 rimette alla regolamentazione della Giunta provinciale riguarda l’individuazione dei casi in cui le amministrazioni comunali possono riconoscere percorribili con mezzi meccanici alcuni sentieri di norma non transitabili in base alle proprie caratteristiche tecniche (pendenza e larghezza), come sopra rappresentate. A tale riguardo, si ritiene utile circoscrivere le possibilità di deroga concedibili dai Comuni ai seguenti casi:

-per garantire un collegamento tra itinerari di media distanza, consentire la realizzazione di circuiti ciclabili, assicurare la percorribilità dell’intero sentiero di montagna ove presenti solo a tratti caratteristiche tecniche di non percorribilità;

-per permettere la realizzazione di singole manifestazioni turistiche o agonistiche ovvero favorire la realizzazione di progetti di valorizzazione turistica del territorio.

Con riferimento alla procedura di concessione della deroga si richiama quanto già disposto nella citata deliberazione n. 2083 del 30 settembre 2005. In particolare l’Amministrazione comunale competente, per iniziativa diretta o su indicazione di altro ente, in accordo con le eventuali altre amministrazioni comunali interessate al tratto, è tenuta a realizzare un confronto tecnico con il Servizio provinciale competente in materia di foreste, anche tramite gli uffici distrettuali forestali territorialmente competenti, con i soggetti responsabili del controllo e della manutenzione dei sentieri e con le organizzazioni interessate all’utilizzo ed alla promozione del sentiero. La deroga è comunque condizionata al nulla osta dell’Ente Parco nell’eventualità di tratti di propria competenza. Il confronto tecnico è finalizzato a verificare che la deroga per l’accesso con mountain bike al tracciato sia compatibile con gli obiettivi di salvaguardia ambientale e rientri nei casi sopra elencati; il provvedimento di deroga al divieto -emesso dal Sindaco- potrà prevedere eventuali misure per mitigare o compensare l’impatto sull’ambiente, anche attraverso obblighi di monitoraggio e relativa costante o frequente manutenzione del percorso.

Una volta individuato in modo preciso l’itinerario autorizzato e quindi accessibile con mountain bike in deroga al divieto generico, l’accessibilità all’itinerario è resa esplicita da specifica segnaletica finalizzata a comunicare all’escursionista la percorribilità in mountain bike. Tale segnaletica di percorribilità del sentiero è quella riportata nell’allegato al presente provvedimento, che ne costituisce parte integrante e sostanziale.

Attenzione quindi a rispettare le regole !!
Quindi il sentiero che parte dal Rifugio Friedrich August che arriva al Rifugio Sasso Piatto è vietato :MU:pOL:
Buone gite
Gudy
 
I divieti alla MTB in trentino dimostrano come a livello culturale siamo un paese vecchio. Io divieti simili li infrango volentieri, e se mi fermasserò pagherò di buon grado la multa.
Anche perchè basta guardare i dati forniti dalle associazioni USA di mountain bike per vedere come le argomentazioni per i divieti basati sull'impatto ambientale della MTB siano facilissimamente confutabili e spesso pretenziosamente addotte dalle storiche associazioni di camminatori per mantenere per se il territorio.
Ciao ciao,

P.S.:
Fabio se vai io vengo.
 
e entusiasmante discesa del sentiero n1 Prunnenweg e rientri a siusi dopo esser passato per 2 laghi balneabili con spiaggia e relativo bordello di gente.

Può essere utile partire da Siusi invece che da Santa Cristina per fare un giro ad anello.
Il giro dello Sciliar con discesa su quell'infinito sentiero l'ho fatto lo scorso anno e devo ancora mettere foto e reportage. L'ho fatto partendo da Campitello di Fassa, mi ricordo 11 ore di fatica anche perchè da Fiè non sono salito con la cabinovia ma tramite i 10 km di asflalto. Mi son ritrovato a fare la Val Duron con il quasi buio e minaccia di pioggia.
Lo devo rifare con il bel tempo!

Domani invece penso che provo il Sassopiatto mtb + a piedi. Non sono mai salito sul Sassopiatto. Arriverò al rif. sassopiatto passando per il passo Duron. Speriamo ci sia poca gente.
:RRR
 
Fatto. Salita fino al Micheluzzi che non mi ricordavo così spaccagambe, poi in Val Duron ci si perde nei pascoli, baite e rocce, si ritorna a salire fino al Passo Duron.
Poi parte una traccia da "eccitazione" a dir poco fino al Rifugio Sassopiatto. E da qui altra perla di sentiero, il 533, ti riporta in Micheluzzi e poi per strada ghiaiosa zeppa di gente si torna a Campitello. Giro molto bello e tutto sommato non eccessivamente duro per le salite mentre per la discesa un po' di attenzione è necessaria in 2 brevi tratti del 533, appena dopo la malga e prima di entrare nel bosco, anzi nel magnificerrimo bosco (terra battuta con radici degli alberi, lascio a voi immaginare...).

Metterò meglio impressioni ed informazioni qui: giro della Val Duron per il rifugio Sassopiatto.

1308-mountain-bike-free.jpg


1302-mtb-in-val-duron.jpg

Mountain bike in Val Duron, zona della Val di Fassa (Dolomiti).
 
Non so ancora come funziona. Forse la traccia completa della gita la si può vedere qui:
http://maps.google.it/maps/ms?hl=it...5051,11.713464&spn=0.008756,0.022724&t=h&z=16

Mentre se non ho sbagliato tutto questa è la traccia del solo giro in mountain bike. Ho modificato la traccia precedente togliendo dei punti. Devo prender mano con questi aggeggi ma già si vede che le cose che si potranno fare sono wow
:Y
http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&hl=it&msa=0&msid=118237385705757773281.0004711d9792f9092d9c5&t=h&z=14
 
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