Prima di incominciare devo ringraziare Andrea81 che mi ha suggerito questo giro, arrivando al Mondeval dalla Val Fiorentina, anziché da Passo Giau (come avevo intenzione all'inizio).
Giro molto bello e solitario. Non ci sono difficoltà tecniche, ma è un po' lunghetto e senza punti di sosta presidiati (rifugi) il che si traduce in pochissimi escursionisti in giro.
Il giro completo si dovrebbe fare in circa 6 ore. Io tra soste contemplative, foto e filmati, ho impiegato 8 ore.
Partenza da Toffol, frazione di S. Fosca (1.450 m.) seguendo il sentiero 465. Talvolta un po' ripido, inizialmente lungo una forestale, regala alle proprie spalle dei bei panorami che risultano man mano più visibili quando il bosco si fa più rado. Pelmo, Civetta e Marmolada. Poi la gola si restringe fino a chiudere la vista sulla Nord-Ovest del Civetta e sul Fertazza con le sue piste.
A 2.115 m. c'è una possibile deviazione per girare intorno al Piz del Corvo e accorciare il giro (raccordandosi al sentiero 466 poco sopra la Casera de Mondeval di Sotto). Percorrendo questo sentiero per poche decine di metri si arriva al Ponte di Sassi, piccola formazione naturale sotto cui scorre una cascatella formata dal rio delle Baste.
Ritorno poi sui miei passi, proseguendo in direzione di Forcella Giau. Ancora poca strada e la vista si apre su una verde vallata tra M. Mondeval e Piz del Corvo, chiusa alle spalle dal M. Cernera: spettacolare; con il Formin che appare da sopra e pare aspettarti.
Ancora un piccolo strappo e si arriva ai piedi di forcella Giau (qui sono a circa 2.300 m.), con la vista che spazia sull'alpeggio che corre sotto il Formin, fino a forcella Ambrizola e il Beco de Mezodì.
L'imponenza del Formin, i vasti prati e l'assenza completa di persone danno un'emozione forte, unica.
Non seguo il sentiero 436 ma mi mantengo più basso sotto costa (in realtà secondo le cartine più vecchie era questo il 436, poi probabilmente in seguito ai ritrovamenti archeologici hanno modificato la via segnata, ma questa è una mia ipotesi).
Una lunga passeggiata mi porta poi al piccolo laghetto delle Baste, circondato da un'acquitrino (tecnicamente credo si definisca "torbiera"), poi la Casera de Mondeval di Sopra (che ho scoperto far parte delle regole di San Vito di Cadore) ed il sito dell'uomo di Mondeval (con l'area di scavo circondato da uno steccato crollato forse da tempo, o forse a causa della neve che non oso pensare quest'inverno qui quanti metri avrà raggiunto), il silenzio interrotto solo dai fischi delle marmotte.
Il ritorno poi avviene attraverso la bella ed anch'essa solitaria valle del Rio Cordon (sentiero 466) fino alla Casera de Mondeval di sotto (apparentemente in cattive condizioni). Poco oltre il sentiero termina e gli ultimi 5 km circa sono su strada forestale asfaltata, a partire dalla stazione di misura dei deflussi dell'Arpav, in località Piera dell'Autà a 1.759 m.
Sentiero ideale per chi voglia ritovare un po' di tranquillità, a volte difficile anche in montagna.
Ora, io sono un animale sociale e non concepisco attività solitarie. Il piacere della condivisione di un'emozione per me è fondamentale.
Eppure ogni tanto qualcosa di diverso ci vuole. Mi sento di consigliare questo giro a chi volesse stare un po' solo con se stesso, giocando con le pause ed i propri ritmi di camminata.
Occhio solo all'acqua da portarsi dietro e prestare comunque attenzione: non ci sono passaggi difficili, ma anche solo una storta su un banale sentiero pochissimo battuto e senza copertura di rete mobile, se si è soli, potrebbe essere un problema.
Ponte di Sassi
Fertazza (Cima dei Viai)
Formin
Tra Monte Mondeval e Piz del Corvo
Laghetto delle Baste
Bastioni del Formin
Lago delle Baste e Monte Cernera
Casera Mondeval di Sopra e Beco de Mezzodi
Sito Uomo Mondeval
Mondeval
Valle del Rio Cordon
Rio d'Ambrizola
Giro molto bello e solitario. Non ci sono difficoltà tecniche, ma è un po' lunghetto e senza punti di sosta presidiati (rifugi) il che si traduce in pochissimi escursionisti in giro.
Il giro completo si dovrebbe fare in circa 6 ore. Io tra soste contemplative, foto e filmati, ho impiegato 8 ore.
Partenza da Toffol, frazione di S. Fosca (1.450 m.) seguendo il sentiero 465. Talvolta un po' ripido, inizialmente lungo una forestale, regala alle proprie spalle dei bei panorami che risultano man mano più visibili quando il bosco si fa più rado. Pelmo, Civetta e Marmolada. Poi la gola si restringe fino a chiudere la vista sulla Nord-Ovest del Civetta e sul Fertazza con le sue piste.
A 2.115 m. c'è una possibile deviazione per girare intorno al Piz del Corvo e accorciare il giro (raccordandosi al sentiero 466 poco sopra la Casera de Mondeval di Sotto). Percorrendo questo sentiero per poche decine di metri si arriva al Ponte di Sassi, piccola formazione naturale sotto cui scorre una cascatella formata dal rio delle Baste.
Ritorno poi sui miei passi, proseguendo in direzione di Forcella Giau. Ancora poca strada e la vista si apre su una verde vallata tra M. Mondeval e Piz del Corvo, chiusa alle spalle dal M. Cernera: spettacolare; con il Formin che appare da sopra e pare aspettarti.
Ancora un piccolo strappo e si arriva ai piedi di forcella Giau (qui sono a circa 2.300 m.), con la vista che spazia sull'alpeggio che corre sotto il Formin, fino a forcella Ambrizola e il Beco de Mezodì.
L'imponenza del Formin, i vasti prati e l'assenza completa di persone danno un'emozione forte, unica.
Non seguo il sentiero 436 ma mi mantengo più basso sotto costa (in realtà secondo le cartine più vecchie era questo il 436, poi probabilmente in seguito ai ritrovamenti archeologici hanno modificato la via segnata, ma questa è una mia ipotesi).
Una lunga passeggiata mi porta poi al piccolo laghetto delle Baste, circondato da un'acquitrino (tecnicamente credo si definisca "torbiera"), poi la Casera de Mondeval di Sopra (che ho scoperto far parte delle regole di San Vito di Cadore) ed il sito dell'uomo di Mondeval (con l'area di scavo circondato da uno steccato crollato forse da tempo, o forse a causa della neve che non oso pensare quest'inverno qui quanti metri avrà raggiunto), il silenzio interrotto solo dai fischi delle marmotte.
Il ritorno poi avviene attraverso la bella ed anch'essa solitaria valle del Rio Cordon (sentiero 466) fino alla Casera de Mondeval di sotto (apparentemente in cattive condizioni). Poco oltre il sentiero termina e gli ultimi 5 km circa sono su strada forestale asfaltata, a partire dalla stazione di misura dei deflussi dell'Arpav, in località Piera dell'Autà a 1.759 m.
Sentiero ideale per chi voglia ritovare un po' di tranquillità, a volte difficile anche in montagna.
Ora, io sono un animale sociale e non concepisco attività solitarie. Il piacere della condivisione di un'emozione per me è fondamentale.
Eppure ogni tanto qualcosa di diverso ci vuole. Mi sento di consigliare questo giro a chi volesse stare un po' solo con se stesso, giocando con le pause ed i propri ritmi di camminata.
Occhio solo all'acqua da portarsi dietro e prestare comunque attenzione: non ci sono passaggi difficili, ma anche solo una storta su un banale sentiero pochissimo battuto e senza copertura di rete mobile, se si è soli, potrebbe essere un problema.
Ponte di Sassi
Fertazza (Cima dei Viai)
Formin
Tra Monte Mondeval e Piz del Corvo
Laghetto delle Baste
Bastioni del Formin
Lago delle Baste e Monte Cernera
Casera Mondeval di Sopra e Beco de Mezzodi
Sito Uomo Mondeval
Mondeval
Valle del Rio Cordon
Rio d'Ambrizola