e.frapporti
DURACELL
Preludio
Mercoledì 14 Luglio
IO - buongiorno. Vorrei prenotare 3 posti al rif. Gnifetti per sabato 25 Luglio.
CENTRO PRENOTAZIONE – mi spiace il Gnifetti è tutto occupato.
IO – al Vigevano c’è posto? (il Vigevano è un rifugio vicino al col d'Olen, quota 2860, se avessimo pernottato lì non saremmo andati in vetta)
C.P. – si
IO – allora prenoto 3 posti al Vigevano ma se qualcuno dovesse disdire al Gnifetti vorrei che la mia prenotazione sia trasferita.
C.P. – va bene.
Nei primi giorni della settimana scorsa capisco che il meteo nel weekend sarà strepitoso e temo di perdere un’ottima occasione.
Ma qualcuno lassù mi vuole bene …
Giovedì 23 Luglio
C.P. – buongiorno sig. Frapporti. Si sono liberati 3 posti al Gnifetti. Sposto la prenotazione dal Vigevano?
IO – certamente!!!!!!! Grazie mille!
… e così sabato mattina, io, Petra (la mia morosa), e Marco (Mountainequipment) partiamo alla conquista del Rosa.
Tra le tante vette che ci sono lassù ho scelto Punta Zumstein perché:
1- viste le condizioni volevo fare una Skialp;
2- è la terza cima più alta del Rosa (4.563 mt. s.l.m.) e tra quelle alla mia portata è la più alta;
3- presenta un minimo di difficoltà alpinistica in più rispetto ad altre (c’è da superare una cresta affilata ed esposta, più un breve tratto di misto (diff. I grado).
Non ho messo in programma altre vette (in tanti ne fanno 2 o 3 d’infilata visto che ci sono) perché siamo tutti con poco allenamento.
Siccome non c’ero mai stato decido di partire da Alagna (paese molto bello, ambiente stupendo ma la strada per arrivarci è un calvario). Riusciamo a prendere l’ultima funivia prima della pausa pranzo così alle 13.00 circa siamo ai Salati (2980 mt.). Finalmente si fa sul serio!
Questo lo schizzo cartografico della gita
le tracce della gita
In viola la salita in blu la variante che abbiamo fatto in discesa. Fuori carta il primo tratto passo Salati-Stolemberg. (attenzione che alcune quote riportate non sono correte)
L’obbiettivo di giornata è semplicemente raggiungere il Rif. Capanna Gnifetti (3.647 mt.), sulla carta poco più di una semplice passeggiata ma con tutto il materiale (snowboard) in spalla e ai piedi gli scarponi da skialp è abbastanza faticoso.
Il meteo è perfetto, con entusiasmo iniziamo la traversata dello Stolemberg
prima "tappa" lo Stolemberg
Arrivati nel punto più alto del sentiero si apre un panorama mozzafiato verso nord (noto subito con piacere che i canali d’Indren (non so se davvero si chiamano così) sono perfettamente innevati e sciabili)
panorama dal versante nord dello Stolemberg
Ora c’è da scendere una 50ina di metri, il percorso è ripido ma attrezzato con i canaponi
Petra inizia la discesa dallo Stolemberg con l'aiuto dei canaponi
... io e Marco la seguiamo
Da punta Indren, l’arrivo della vecchia funivia, si monta sull’omonimo ghiacciaio per attraversarlo quasi in piano. La neve è ancora tanta, crepi non ce ne sono, per cui si procede senza ramponi e senza corda
ghiacciaio d'Idren, parte bassa
Marco avanza
Petra va in fuga
Si esce dal Ghiacciaio d’Indren dal suo lato ovest per proseguire su sentiero roccioso.
Marco fuori dal ghiacciaio, sullo sfondo il lago di Gabiet
Il sentiero si fa sempre più ripido ed esposto ma grazie ai soliti canaponi, senza troppi affanni, guadagniamo il ghiacciaio del Garstelet
Petra e i canaponi verso il rif. Gnifetti
Marco fuori dal sentiero attrezzato
Non ci rimangono che 100 mt. di dislivello e l’attraversamento del ghiacciaio (anche qui non c’è nessun pericolo crepacci) per raggiungere la capanna.
il ghiacciaio del Garstelet ed la capanna Gnifetti
Petra ormai arrivata alle roccette del Gnifetti
All’uscita del ghiacciaio l’ultima piccola difficoltà: una decina di metri di roccia da superare grazie a staffoni d’acciaio e canaponi
Il Rifugio Capanna Gnifetti non è niente male e ospita senza affanni oltre 170 persone, a noi spetta il secondo turno per la cena (19.45-21.00) che si dimostra essere di buona qualità e quantità.
Per l’indomani, visto che noi scenderemo con gli snowboard, decidiamo di prendercela comoda. Per goderci la discesa sappiamo che conviene partire non prima delle 12 per cui possiamo partire alle 6.30-7.00 (visto che siamo senza allenamento calcoliamo 5 ore per arrivare in vetta)
Il risveglio è incredibile: quando vado in bagno guardo fuori dalla finestra e rimango esterrefatto: centinaia di alpinisti sono già in marcia. Mi si avvicina per scattare una foto anche una dei gestori del rifugio che mi dice che non ha mai visto così tanta gente contemporaneamente sul ghiacciaio.
è il D-Day che l'invasione del Rosa abbia inizio
Noi non abbiamo fretta, facciamo colazione per ultimi e con calma partiamo … per ultimi - o quasi
Decidiamo di eleggere Petra a capo della cordata perché tanto la traccia è ben visibile e se per caso dovesse cadere in un crepo (oggi evento quasi impossibile) io e Marco riusciremmo a tirarla fuori senza problemi.
Petra aggredisce il ghiacciaio
Marco chiude la cordata
Dopo 300 mt. di salita accade l’imprevisto: Marco è assalito da un’improvviso quanto potente mal di quota con forte nausea (vomita tutta la colazione). C’è poco da fare, deve abbandonarci per tornare più in basso. Ci diamo appuntamento a Punta Indren per le 13.00.
Alle 8.30 io e Petra riprendiamo la marcia e scopriamo panorami sempre nuovi e magnifici
il sole si alza sopra il Corno Nero ed il Cristo delle vette
Alle 9.30, dopo 2 ore nette, siamo al Col del Lys (4260 mt. sul mio altimetro): finalmente la vista può spaziare a nord e subito scorgiamo il nostro obbiettivo, la Zumstein
fotoricordo al Col del Lys
Petra valica il colle
mappa svizzera con traccia
Dal colle si perdono circa 35 mt. di quota e con un lungo traverso prima sotto la punta Parrot e poi sotto la Punta Gnifetti si ricomincia a salire per gli ultimi 300 mt.
A circa 4300 mt. Petra comincia a sentire la quota, le soste per rifiatare si fanno sempre più frequenti ma ormai manca poco e non abbiamo nessuna fretta.
Dopo 2 ore dal colle (compresa pausa merenda) siamo al colle Gnifetti (4452 mt.) dopo aver abbandonato poco prima la traccia super affollata che porta alla Capanna Margherita (Punta Gnifetti). Qui lasciamo gli snowboard e qualche altra cosuccia che non ci servirà per andare in vetta.
Dal punto di sosta ci avviciniamo alla fatidica (e temuta) cresta finale. Due alpinisti stanno scendendo e dalla loro circospezione abbiamo la conferma che non è banale.
la Zumstein e la sua cresta finale
Un altro alpinista che ci precede dopo qualche metro rinuncia e torna indietro.
Ora è il nostro turno. La vista che abbiamo alla nostra destra è allo stesso tempo magnifica e terrificante: la parete est del monte Rosa, con tutti i suoi 2500 mt. di dislivello con pendenze tra i 45 e i 60° ma che visti da lì sopra sembrano verticali e più in basso ancora Macugnaga. A sinistra il versante è molto più modesto ma altrettanto ripido.
Chiedo a Petra se se la sente, siamo al punto del non ritorno. Lei stringe i denti e mi da il via.
le vette più alte del Rosa viste dalla cresta
Saliamo concentrati, sempre pronti a contrastare eventuali folate di vento che potrebbero sbilanciarci. Fortunatamente va tutto bene ed arriviamo alle roccette finali che ci accolgono come ancore di salvezza.
Petra alle roccette finali
Ora mancano solo gli ultimi 5-6 metri di misto ed è fatta! (ore 12.00)
SIAMO IN VETTA !!!!
BRAVISSIMA PETRA!!!!!
SIAMO IN VETTA !!!!
(in vetta incontriamo 2 alpinisti in arrivo dalla Dufour che ci scattano un paio di fotoricordo)
Il panorama ovviamente è fantastico
la nord del Lyskamm e la valle che scende a Zermatt
Dopo alcuni minuti di esaltazione e congratulazioni reciproche è già ora si scendere.
In poco tempo ripercorriamo a ritroso roccette e cresta nevosa e raggiungiamo la nostra amta attrezzatura per la discesa.
Finalmente è tempo di surfare!
Petra inizia la lunga discesa (alle sue spalle la Zumstein appena conquistata)
traverso sotto punta Gnifetti
Dopo 300 mt. la piccola rottura di maroni della risalita al col del Lys
la risalita al Col del Lys, breve ma faticosa
E poi altri 1000 mt. di discesa in ambiente unico e neve quasi sempre divertente
Petra al cospetto della Piramide Vincent
il pianoro sopra la capanna Gnifetti
L’ultimo obbiettivo della gita era la discesa dai ripidi canali d’Indren.
Eccoli! Dopo un’attenta ma non difficile ricerca li raggiungiamo.
l'ingresso ai canali d'Indren
Più ripidi di quanto mi aspettassi: per quanto mi riguarda meglio così ma sono un po’ preoccupato per Petra. Dopo qualche curva siamo nel tratto più ripido (45°?), le chiedo come va e lei è tranquilla.
i canali, vista frontale
Petra nella parte centrale del canale
tutto bene, anche l’ultimo punto delicato è stato superato
Dopo i canali, con un lungo traverso nella parte bassa del ghiacciaio d’Indren, raggiungiamo la traccia alpinistica. Siamo a quota 3280, si potrebbe scendere ancora 150 mt. circa ma visto che ormai la neve non è più sciabile causa troppi rivoli e visto che poi ci toccherebbe risalire un po’ decidiamo di togliere la tavola ed assettarci per il rientro ai Salati.
finita la parte sciabile ci si carica tutto in spalla
Alla stazione della vecchia funivia scorgiamo Marco che ci aspettava.
Il tratto finale, con tutto quel peso sulla schiena è molto duro ma non c’è alternativa., stringiamo i denti e via.
Alle 16.00 arriviamo alla funivia e da lì giù ad Alagna. Il sogno, uno splendido sogno, è già finito (purtroppo per Marco è stato un incubo).
P.S.- un grazie immenso a Petra che mi da la gioia di vivere assieme a lei queste esperienze magnifiche.
Mercoledì 14 Luglio
IO - buongiorno. Vorrei prenotare 3 posti al rif. Gnifetti per sabato 25 Luglio.
CENTRO PRENOTAZIONE – mi spiace il Gnifetti è tutto occupato.
IO – al Vigevano c’è posto? (il Vigevano è un rifugio vicino al col d'Olen, quota 2860, se avessimo pernottato lì non saremmo andati in vetta)
C.P. – si
IO – allora prenoto 3 posti al Vigevano ma se qualcuno dovesse disdire al Gnifetti vorrei che la mia prenotazione sia trasferita.
C.P. – va bene.
Nei primi giorni della settimana scorsa capisco che il meteo nel weekend sarà strepitoso e temo di perdere un’ottima occasione.
Ma qualcuno lassù mi vuole bene …
Giovedì 23 Luglio
C.P. – buongiorno sig. Frapporti. Si sono liberati 3 posti al Gnifetti. Sposto la prenotazione dal Vigevano?
IO – certamente!!!!!!! Grazie mille!
… e così sabato mattina, io, Petra (la mia morosa), e Marco (Mountainequipment) partiamo alla conquista del Rosa.
Tra le tante vette che ci sono lassù ho scelto Punta Zumstein perché:
1- viste le condizioni volevo fare una Skialp;
2- è la terza cima più alta del Rosa (4.563 mt. s.l.m.) e tra quelle alla mia portata è la più alta;
3- presenta un minimo di difficoltà alpinistica in più rispetto ad altre (c’è da superare una cresta affilata ed esposta, più un breve tratto di misto (diff. I grado).
Non ho messo in programma altre vette (in tanti ne fanno 2 o 3 d’infilata visto che ci sono) perché siamo tutti con poco allenamento.
Siccome non c’ero mai stato decido di partire da Alagna (paese molto bello, ambiente stupendo ma la strada per arrivarci è un calvario). Riusciamo a prendere l’ultima funivia prima della pausa pranzo così alle 13.00 circa siamo ai Salati (2980 mt.). Finalmente si fa sul serio!
Questo lo schizzo cartografico della gita
le tracce della gita
In viola la salita in blu la variante che abbiamo fatto in discesa. Fuori carta il primo tratto passo Salati-Stolemberg. (attenzione che alcune quote riportate non sono correte)
L’obbiettivo di giornata è semplicemente raggiungere il Rif. Capanna Gnifetti (3.647 mt.), sulla carta poco più di una semplice passeggiata ma con tutto il materiale (snowboard) in spalla e ai piedi gli scarponi da skialp è abbastanza faticoso.
Il meteo è perfetto, con entusiasmo iniziamo la traversata dello Stolemberg
prima "tappa" lo Stolemberg
Arrivati nel punto più alto del sentiero si apre un panorama mozzafiato verso nord (noto subito con piacere che i canali d’Indren (non so se davvero si chiamano così) sono perfettamente innevati e sciabili)
panorama dal versante nord dello Stolemberg
Ora c’è da scendere una 50ina di metri, il percorso è ripido ma attrezzato con i canaponi
Petra inizia la discesa dallo Stolemberg con l'aiuto dei canaponi
... io e Marco la seguiamo
Da punta Indren, l’arrivo della vecchia funivia, si monta sull’omonimo ghiacciaio per attraversarlo quasi in piano. La neve è ancora tanta, crepi non ce ne sono, per cui si procede senza ramponi e senza corda
ghiacciaio d'Idren, parte bassa
Marco avanza
Petra va in fuga
Si esce dal Ghiacciaio d’Indren dal suo lato ovest per proseguire su sentiero roccioso.
Marco fuori dal ghiacciaio, sullo sfondo il lago di Gabiet
Il sentiero si fa sempre più ripido ed esposto ma grazie ai soliti canaponi, senza troppi affanni, guadagniamo il ghiacciaio del Garstelet
Petra e i canaponi verso il rif. Gnifetti
Marco fuori dal sentiero attrezzato
Non ci rimangono che 100 mt. di dislivello e l’attraversamento del ghiacciaio (anche qui non c’è nessun pericolo crepacci) per raggiungere la capanna.
il ghiacciaio del Garstelet ed la capanna Gnifetti
Petra ormai arrivata alle roccette del Gnifetti
All’uscita del ghiacciaio l’ultima piccola difficoltà: una decina di metri di roccia da superare grazie a staffoni d’acciaio e canaponi
Il Rifugio Capanna Gnifetti non è niente male e ospita senza affanni oltre 170 persone, a noi spetta il secondo turno per la cena (19.45-21.00) che si dimostra essere di buona qualità e quantità.
Per l’indomani, visto che noi scenderemo con gli snowboard, decidiamo di prendercela comoda. Per goderci la discesa sappiamo che conviene partire non prima delle 12 per cui possiamo partire alle 6.30-7.00 (visto che siamo senza allenamento calcoliamo 5 ore per arrivare in vetta)
Il risveglio è incredibile: quando vado in bagno guardo fuori dalla finestra e rimango esterrefatto: centinaia di alpinisti sono già in marcia. Mi si avvicina per scattare una foto anche una dei gestori del rifugio che mi dice che non ha mai visto così tanta gente contemporaneamente sul ghiacciaio.
è il D-Day che l'invasione del Rosa abbia inizio
Noi non abbiamo fretta, facciamo colazione per ultimi e con calma partiamo … per ultimi - o quasi
Decidiamo di eleggere Petra a capo della cordata perché tanto la traccia è ben visibile e se per caso dovesse cadere in un crepo (oggi evento quasi impossibile) io e Marco riusciremmo a tirarla fuori senza problemi.
Petra aggredisce il ghiacciaio
Marco chiude la cordata
Dopo 300 mt. di salita accade l’imprevisto: Marco è assalito da un’improvviso quanto potente mal di quota con forte nausea (vomita tutta la colazione). C’è poco da fare, deve abbandonarci per tornare più in basso. Ci diamo appuntamento a Punta Indren per le 13.00.
Alle 8.30 io e Petra riprendiamo la marcia e scopriamo panorami sempre nuovi e magnifici
il sole si alza sopra il Corno Nero ed il Cristo delle vette
Alle 9.30, dopo 2 ore nette, siamo al Col del Lys (4260 mt. sul mio altimetro): finalmente la vista può spaziare a nord e subito scorgiamo il nostro obbiettivo, la Zumstein
fotoricordo al Col del Lys
Petra valica il colle
mappa svizzera con traccia
Dal colle si perdono circa 35 mt. di quota e con un lungo traverso prima sotto la punta Parrot e poi sotto la Punta Gnifetti si ricomincia a salire per gli ultimi 300 mt.
A circa 4300 mt. Petra comincia a sentire la quota, le soste per rifiatare si fanno sempre più frequenti ma ormai manca poco e non abbiamo nessuna fretta.
Dopo 2 ore dal colle (compresa pausa merenda) siamo al colle Gnifetti (4452 mt.) dopo aver abbandonato poco prima la traccia super affollata che porta alla Capanna Margherita (Punta Gnifetti). Qui lasciamo gli snowboard e qualche altra cosuccia che non ci servirà per andare in vetta.
Dal punto di sosta ci avviciniamo alla fatidica (e temuta) cresta finale. Due alpinisti stanno scendendo e dalla loro circospezione abbiamo la conferma che non è banale.
la Zumstein e la sua cresta finale
Un altro alpinista che ci precede dopo qualche metro rinuncia e torna indietro.
Ora è il nostro turno. La vista che abbiamo alla nostra destra è allo stesso tempo magnifica e terrificante: la parete est del monte Rosa, con tutti i suoi 2500 mt. di dislivello con pendenze tra i 45 e i 60° ma che visti da lì sopra sembrano verticali e più in basso ancora Macugnaga. A sinistra il versante è molto più modesto ma altrettanto ripido.
Chiedo a Petra se se la sente, siamo al punto del non ritorno. Lei stringe i denti e mi da il via.
le vette più alte del Rosa viste dalla cresta
Saliamo concentrati, sempre pronti a contrastare eventuali folate di vento che potrebbero sbilanciarci. Fortunatamente va tutto bene ed arriviamo alle roccette finali che ci accolgono come ancore di salvezza.
Petra alle roccette finali
Ora mancano solo gli ultimi 5-6 metri di misto ed è fatta! (ore 12.00)
SIAMO IN VETTA !!!!
BRAVISSIMA PETRA!!!!!
SIAMO IN VETTA !!!!
(in vetta incontriamo 2 alpinisti in arrivo dalla Dufour che ci scattano un paio di fotoricordo)
Il panorama ovviamente è fantastico
la nord del Lyskamm e la valle che scende a Zermatt
Dopo alcuni minuti di esaltazione e congratulazioni reciproche è già ora si scendere.
In poco tempo ripercorriamo a ritroso roccette e cresta nevosa e raggiungiamo la nostra amta attrezzatura per la discesa.
Finalmente è tempo di surfare!
Petra inizia la lunga discesa (alle sue spalle la Zumstein appena conquistata)
traverso sotto punta Gnifetti
Dopo 300 mt. la piccola rottura di maroni della risalita al col del Lys
la risalita al Col del Lys, breve ma faticosa
E poi altri 1000 mt. di discesa in ambiente unico e neve quasi sempre divertente
Petra al cospetto della Piramide Vincent
il pianoro sopra la capanna Gnifetti
L’ultimo obbiettivo della gita era la discesa dai ripidi canali d’Indren.
Eccoli! Dopo un’attenta ma non difficile ricerca li raggiungiamo.
l'ingresso ai canali d'Indren
Più ripidi di quanto mi aspettassi: per quanto mi riguarda meglio così ma sono un po’ preoccupato per Petra. Dopo qualche curva siamo nel tratto più ripido (45°?), le chiedo come va e lei è tranquilla.
i canali, vista frontale
Petra nella parte centrale del canale
tutto bene, anche l’ultimo punto delicato è stato superato
Dopo i canali, con un lungo traverso nella parte bassa del ghiacciaio d’Indren, raggiungiamo la traccia alpinistica. Siamo a quota 3280, si potrebbe scendere ancora 150 mt. circa ma visto che ormai la neve non è più sciabile causa troppi rivoli e visto che poi ci toccherebbe risalire un po’ decidiamo di togliere la tavola ed assettarci per il rientro ai Salati.
finita la parte sciabile ci si carica tutto in spalla
Alla stazione della vecchia funivia scorgiamo Marco che ci aspettava.
Il tratto finale, con tutto quel peso sulla schiena è molto duro ma non c’è alternativa., stringiamo i denti e via.
Alle 16.00 arriviamo alla funivia e da lì giù ad Alagna. Il sogno, uno splendido sogno, è già finito (purtroppo per Marco è stato un incubo).
P.S.- un grazie immenso a Petra che mi da la gioia di vivere assieme a lei queste esperienze magnifiche.
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