sciata da favola allo Stelvio e trekking in Valfurva

pat

Well-known member
Ieri ho sfiorato il "grande slam dell'Alta Valtellina" cioè unire sci estivo allo Stelvio , trekking (in Valfurva) con pranzo al rifugio, terme di Bormio (che in realtà mi son saltate per poco) e giro a Livigno (fatto).

Iniziamo con ordine

Sabato mattina, dopo una notte quasi insonne in attesa della "tempesta perfetta" (che in realtà si è fermata a 30 km da casa mia e non ha prodotto neanche una gocccia) , una sveglia all'alba per vento forte e un rapido giro di webcam già alle 8 , vedo quota neve a 1800-1900 , in particolare zona Retica . "Bolam6.5" e "Ukmo3b" (da www.westwind.ch) mi davano certezza di assenza nubi per domenica sicuramente dalle 6 alle 12 , e appena nuvoloso con ampie schiarite dopo le 12, in zona Livigno-Stelvio ... in zona Cervinia invece la nuvolosità, per quanto poco estesa, sarebbe arrivata molto prima, con evidenti tracce già alle 9; il Plateau non è il massimo in caso di dubbio per nuvole, poi c'era il dubbio del vento forte... rimanevano Stelvio e Valsenales. Il bollettino del traffico autostradale segnalava problemi tra Bolzano e Vipiteno, e tra Trento e Affi a scendere... rimane lo Stelvio.
Skiforum per un annuncio al volo... mezz'oretta per valigie, zaini ... prenoto a bruciapelo al primo albergo di Bormio che mi ricordavo a memoria (per la buona cucina)... alle 17 parto.

Una parolina dolce alla Subby (Legacy sw) per dirle di portarmi ovunque senza problemi... direzione Edolo->Aprica-> Stazzona -> Bormio. Valcamonica spettacolare, visibilità sulle cime nitidissima... segnalo un bel nevaio o ghiacciaio che si vedeva appena dietro il Pizzo Badile Camuno (2900 circa) e due nevai ancora presenti sulla parete est della bellissima e dolomitica Concarena. Traffico scorrevole. Alle 20 in punto, dopo 3 ore , sono a Bormio ... 9 gradi. Ceno (tanto, bene e tipico) all'hotel Daniela, peraltro decisamente spartano, ma comodo per uno come me che bada al sodo, e con camerieri e proprietari giovani e simpatici. Giretto serale a Bormio paese (sempre bellissima) per digerire (6 gradi) e alle undici a nanna.

Sveglia alle 7 della domenica... mi affaccio... giornata tersissima, ventosa (l'hotel è proprio a fianco del torrente Frodolfo, e dalla Valfurva tirava giù un'arietta da battere i denti), tutta le neve del giorno prima ancora presente appena sopra i 2000m.

Neve continua dai 2300 in su , solo io per strada (e qualche infreddolito ciclista mattiniero) , tutto bianco alla malga Stelvio (Zimmer frei... lo sapevate? proprio nel vallone dove c'è un bel pezzo di rettlineo, a circa 2500-2600)... al Pirovano una spanna abbondante sui mitici e pluriguardati tavolini ; idem nulle macchine parcheggiate. Dal versante bolzanino la quota neve sembrava ancora più bassa. Alle 8 e mezza ero già sulle piste... foto (macchina tradizionale e cellulare) e riprese video per immortalare la perfezione del momento: . Giornaliero 34 euro. Io e altre 10 persone. Trincerone e hotel Thoeni 3000 candidi e con 20 cm di neve sul tetto... Livrio... si apre al funivia... si scende... uno sguardo verso valle... splendore a perdita d'occhio ... uno al termometro: -2 vento sostenuto. Windchill stimato a pelle -10, senza guanti non si poteva stare ! Sguardo verso le ancore del Geister : ampie piste battute in un mare di zucchero a velo, Ortles e cime a sinistra coperte, Cristallo , Bernina e panorama a destra apertissimo e infinito. Godo.
 
seconda parte

Scendo la scaletta del Livrio, appena posso mi metto a sinistra sulle neve fresca, lo scarpone affonda fino a metà stinco, per me 20-30 cm di nuova neve fresca ci son tutti. Per questa sciata ho portato i Dynastar omecarve 7 perchè sono gli sci più morbidi che ho... e tra neve fresca (se andava bene) o marcia ( nel pomeriggio, se fosse andata male) se la sarebbero cavata alla grande; ai piedi i vecchi Dynafit 3f , più morbidi e fascianti rispetto agli scarponi Atomic biancorossi che cmq mi son portato nel bagagliaio. In realtà gli sci, per quanto facili e maneggevoli, erano molto carenti di sciolina e nel lungo pianoro da metà pista al Livrio l'effetto freno su una neve così fredda, fine e zuccherina era evidente e decisamente poco gradito. Per fortuna esiste una seconda ripartenza di skilift a metà strada rispetto all'originale Livrio-Geisterspitze, così ci si può divertire nei tratti di pendenza a destra e a sinistra senza "assupparsi" il pianetto. Con la neve invernale che c'era , col senno di poi, dico che sarebbe stato meglio portare i veloci e classici Elan Mbx da 1.83 non sciancrati. Stante le condizioni eccezionali , alla partenza dello skilift "ammezzato" l'omino degli impianti comunica a tutti quelli che vi si fermavano che anche gli skilift sarebbero rimasti aperti fino alle 4 (e non fino all'una come era di programma ufficiale); scene di giubilo degli astanti (pochi). La neve era effettivamente invernale, perfetta come lo può essere quella di Colere a gennaio o quella del Presena nelle fresche giornate di marzo. Sapete... quella che non ti fa sentire rumore nè "di piatto" nè "di lamina" , quella che col vento si solleva a formare mille invisibili rivoli che risalgono la pista , che si impennano sui grumi lasciati ai bordi del passaggio dello skilift, che si volatilizzano nell'azzurro più terso e si dissolvono come poesie pensate e mai scritte.

Come detto, la prima discesa è quella da webcam , dai 3450 al Livrio , guardando la webcam sarebbe la pista a sinistra ... bella la prima metà ... sracchettata la seconda metà o poco meno. Va be' , non mi frega più. La seconda pista è quella di destra, classificata blu ma un filino più pendente e divertente; in poche curve (rispetto ai 3750-3400 di Zermatt-Cervinia in costante pendenza delle sole ancorette) si riprende lo skilift "ammezzato" che credo parti a quota 3200-3250. La presa di spigolo su questa neve è progressiva ma incisiva, dopo 3-4 curve si prende quella velocità che permette di assaporare l'essenza del carving. Bello. Mi compiaccio della scelta fatta e di come si sta menifestando. Il vento cala un po' e le nuvole di condensa che offuscavano i primi metri alti del ghiacciaio e la parte del Cristallo spariscono del tutto; si apre quasi integralmente l'Ortles... il contrasto con le verdi valli sottostante è appena attenuato dalla quota neve insolitamente bassa, ma sempre da lasciare stupefatti. Il Cristallo, con i suoi scivoli di ghiaccio, attrae gli sguardi... rispetto all'ultima volta (oltre 10 anni fa) mi stupisco di non notare crepacci nè in alto nè in basso, neanche nella parte di ghiaccio... ho delle foto vecchie dallo skilift cristallo che passava letteralmente "sotto" una grossa protuberanza seraccata. Non esiste più chissà da quanto tempo. O forse è sommersa. Quando prendo lo skilift cristallo scopro che c'è una vecchia casetta di rinvio in quota spostata di 3-4 mt a destra (verso la montagna) rispetto all'arrivo attuale; forse "ai miei tempi" la linea dello skilift era veramente più vicina alla parete di cristallo.
Per arrivarci prendo la breve ma molto bella pista Payer: assomiglia un po' alla pista che scende dalle ancore del Presena: la parte più vicina allo skilift Payer e all'arrivo dello skilift sul Geister è bella ripida, divertente, un dossetto centrale e poi un cambio di pendenza più accentuato; spesso ci sono pali per allenamento, ma ora è libera, allo stato brado, perfettamente battuta, da tirare in 10-15 curve ma fatte con energia, spianati, vento in faccia e sorriso stampato; la parte a sinistra della pista (risalendo lo skilift Payer) è invece più omogenea , senza cambio di pendenza e senza muretto iniziale, ma è comunque molto bella e divertente e arriva dritta dritta alla partenza dello skilift cristallo; la pista è classificata rossa.
 
Ultima modifica:
terza parte

La pista del cristallo era la mia preferita dello Stelvio; ora preferisco Payer perchè è più pendente, comunque rimane sempre una pista mediamente lunga (per esser su ghiacciaio) dalla pendenza gradevole, seppur limitata, e con un'ottima esposizione in caso di condizioni critiche. Su questa pista si scia sempre bene, in ogni caso. La novità di quest'anno è che , dall'arrivo dello skilift, ho lasciato gli sci e mi sono "affacciato" sul bordo del crinale, per vedere cosa c'era dall'altra parte. Cazzo, anche se c'erano due metri tra i miei piedi e la fine del roccione, mi è venuto un senso di verigine mai provato prima, mi è mancato letteralmente il fiato; infatti si capive che finiti quei due metri (ma forse meno) la montagna andava giù verticale in val Zebrù. Per riprendere con la videocamere un tale spettacolo della antura ho indietreggiato ulteriormente, anche se il posto era sicurissimo. All'estrema destra c'era sicuramente Cima Piazzi ( forse anche il bernina, ma era coperto) con le piste di Oga, il fondovalle di Oga e parte della Valdisotto , c'erano appena a sinistra le piste alte di Bormio (il paese di Bormio invece non si vedeva, era "troppo sotto"), la pista Valbella da 2600 a 3000 perfettamente innevata, e poi spostando l'inquadratura a sinistra, c'erano il Sobretta di Santa Caterina e tutte le cime che fan da corona all'immenso e stupendo ghiacciaio dei Forni, quindi , non so in che ordine, credo ci fossero il Tresero, il Palon de la Mare, il Cevedale e altre sconosciute, moltissimi crepacci tormentati, creste a sbalzo , meringhe e seracchi. Un ambiente quasi Hymalaiano. Riguardando le immagini alla tv oggi, ho distinto nettamente, in lontananza, la coppia orobica Pizzo del Diavolo e Diavolino , e mi sembra anche l'Adamello e la Presanella. Meraviglioso. A questo punto mi è venuta l'idea del trekking in Valfurva. Ancora un paio di piste "alte" e poi mi son buttato giù, quanto più velocemente possibile si possa fare mantenendo un buon controllo con sci "easy carving" non avvezzi a tale uso, verso l' hotel Thoeni3000 (col pistone centrale dello Stelvio che porta al Trincerone in ottime condizioni a mezzogiorno) e quindi con la stradina , ancora battuta, fino al parcheggio del passso, ormai affollato di motociclisti multicolore e qualche supercar; per ultimo saluto, dal Tibet (che ho raggiunto in macchina) , l'Ortles in tutto il suo splendore. Era solo metà giornata, ma le mie gambe poco allenate (e la neccessità di passare a Bormio in farmacia) mi han cosigliato di fermare lì la mia avventura sciistica e iniziarne un'altra... gastronomica e scarponata !
 

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quarta parte: il trekking

Il numero di Orobie preso qualche giorno fa, con il suo articolo speciale sulla zona del ghiacciaio dei Forni , e il panorama meraviglioso visto sul crinale adiacente il Cristallo, mi hanno tentato e, per la prima volta in vita mia, ho abbandonato lo sci per qualcos'altro (tento mi aveva già regalato bellissime emozioni); perchè scegliere tra una cosa e l'altra quando puoi averle tutt'e due? E se non fossi andato in quell'occasione a vedere il Branca e il rif. Albergo dei Forni , quando avrei fatto ancora 3h e mezzo di maccchina in giornata (x2 = 7 ore totali) per un "semplice trekking" , per quanto remunerativo?

Dopo aver perso un po' di tempo a Bormio paese, alle due mi trovo con la fida Subby al parcheggio del Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni; già da lì il panorama è bello , ma la strada (asfaltata) per arrivarci è tra le più strette e tortuose che abbia mai fatto (saran 5 km da Santa Caterina). Priorità alla panza, dato l'orario... polenta con due costatine di cervo, buonissimo e tenerissimo, ma una era così al sangue che praticamente sambrava di mangiarlo vivo; nonostante la quantità tuttosommato piccola di carne, e la mia golosità per ogni tipo di costina e braciola, anche poco cotta, ho dovuto lasciarne una parte perchè il calore del fuoco non l'aveva proprio visto (se volete mangiare ottimi spiedini di cervo, andate all'agriturismo La Campagnola a Gordona, 2 km sotto Chiavenna n.d.a.); polentina, vinello sfuso, strudele via, senza pausa di digestione. Il sentiero per il Branca è percorribile dalle Jeep (Defender) e dai 2200 del rif dei Forni partono con le jeep anche per il rif. Pizzini ( e forse altri) ; comunque , data l'ora (quasi le tre) , di jeep non ne ho viste passare... anzi salivo solo io. Il sentiero è molto facile e largo, non presenta alcun tipo di pericolo, nè di perdersi nè di volare giù , solo che alla fine tira come un dannato (per essere "turistico"): sarà stata la stanchezza della mattinata di sci, sarà stata la polenta col cervo digerita in (lento) cammino , ma io ci sono arrivato con la lingua di fuori, chiedendomi come fanno i defender a rampare glu ultmi 50-70mt di dislivello. Poi ho visto una famigliola scendere con due bambini, di circa 12 e 8 anni, e mi son chiesto come abbiano fatto i bambini a rampare quell'ultima parte ; "scusate... ma loro son saliti da qui e sono io che son troppo scarso o c'è un'altra strada?" ho chiesto trafelato e incredulo ai genitori. Con uno sguardo di compassione mi han fatto capire che ero abbastanza scarso per il loro target, ma in effetti con i bambini loro eran saliti dalla strada "bassa" (1h e 30 min stimati contro 1h della jeepabile) che passa in mezzo alal valle e non a fianco della montagna; anzi mi han consigliato di fare proprio quella in discesa perchè più bella , più facile e più varia. Al rif Branca (bello) mi prendo un thè al limone che mai mi è sembrato così buono... esco sul terrazzo e ammiro il ghiacciaio e le maestose vette che lo alimentano; degni di nota sono un paio di grotte di ghiaccio che si vedono sul fronte del ghiacciaio (col binocolo sembraava di esser lì) proprio appena inizia la spianata del rifugio (pochi metri oltre invece la seconda grotta viene nascosta da una roccia) , e una seraccata tutta sulla sinistra, molto tormentata, alta e seraccatissima, a filo della roccia, come una coppola bianca messa di traverso . Se mi oriento bene con la cartina che trovate nel link sottostante, credo sia quella che scende dal Vioz e si appoggia al costone di roccia tra i 3561m e i 3443m a nord ovest della cima principale.
A questo punto , esaurito il rullino, si esauriscono anche le litio della videocamera, appena in tempo per riprendere l'arena bianca costruita dalla natura , e la platea verde e ammantata di pinetti e fiori multicolori che sta alle mie spalle; aggiungo che in questa valle sono belle sia le cascatelle che scendono dalla morena centrale che chiude il ghiacciaio più basso, sia, quella più gratificante, che passa sotto il ponticello che porta al Branca, con un fragore quasi assordante e mille goccioline nebulizzate e impazzite per il vento e per la corrente d'aria (fredda) che scende insieme all'acqua.

Alle 5 e mezza sono di nuovo alla macchina... faccio conto di arrivare per le 6 1/2 a Livigno per godere dei negozi free tax e di una buona cena; al parcheggio conosco il mio "vicino di macchina" , un ragazzo di origini romane che si è trasferito in Valfurva per amore della montagna , e lavora per il Parco Nazionale . Ha attrezzatura da alta montagna (si è fatto una scammelalta di quasi 6 ore... e sembra fresco come una rosa sigh) e una belal reflex sulla capote della macchina. Rompo un po' le balle anche a lui sul discorso digitale/bridge/reflex analogica , mi fa vedere alcune delle sue foto e mi dice che le metterà presto sul suo Blog http://brigatamontanara.spaces.live.com/ , e mi dice che conosce anche skiforum , ma più spesso guarda on ice . Si lamentava un po' che spesso sia da solo, quindi se qualcuno ha voglia di fare alpinismo ad alto livello in zona ora sa chi contattare.

Alla sera girretto a Livigno, con negozi ormai in chiusura, e una ottima cena al ristorante dell'hotel La baita, un tre stelle centrale con luci soft e atmosfera calda e accogliente. Piatto del ghiottone: tagliatelle con funghi porcini + mezzo stinco di maiale + una buona dose di polenta 11 euro + acqua e caffè, totale 15 euro e grande soddifazione del gargarozzo.

Rientro dalle 21 via Forcola-Bernina-Maloja (bellissimo il Palù con il crepuscolo) , tappo immancabile fantozziano da Mandello del Lario a Lecco (a mezzanotte !) e arrivo a casa all'una di notte. 513 km in un weekend .

Una pacca di benevolenza al cruscotto della macchina, un ringraziamento a mio papà che mi ha guardato dall'alto e via a nanna, pronto per riprendere in sogno quello che avevo appena lasciato

Ho ancora indolenzimenti ....





Nota di attenzione tratta da http://www.montagna.tv/?q=node/5467

"Ghiacciaio Forni: un accesso da evitare
Alpinismo Inserito da montagnatv il Gio, 2007-07-05 16:06

Fino a qualche anno fa esisteva un accesso al ghiacciaio dei Forni che oggi è diventato impraticabile e pericoloso, anche se ancora segnato su molte carte. Tale accesso (indicato nella cartina con una "X" verde) si trova a Sud del rifugio Branca ed era molto utilizzato da chi voleva fare la traversata del ghiacciaio oppure dirigersi al San Matteo e al Colle degli orsi.


Segnalazione ricevuta da Giampietro Verza, Guida Alpina e assiduo frequentatore del Ghiacciaio dei Forni e della zona dell'Ortles Cevedale.

Per dare qualche indicazione geografica, il Ghiacciaio dei Forni è nel gruppo montuoso dell'Ortles Cevedale, nelle Alpi Centrali, nel Parco Nazionale dello Stelvio. L'accesso di cui parliamo si trova sul territorio del comune di Santa Caterina Valfurva, provincia di Sondrio.

Il rifugio più vicino alla zona che stiamo segnalando è il Rifugio Branca. La zona è una delle più frequentate d'Italia anche per l'interesse turistico che il ghiacciaio riveste.

Con l'abbassarsi del ghiacciaio si sono evidenziate sui fianchi alcune zone moreniche che sotto contengono del ghiaccio fossile. Il caldo che penetra nel terreno ha iniziato a scioglierlo, e su questi pendii si sono formate delle frane di morena e fango che nascondono delle placche di ghiaccio vivo.

Questo fenomeno ha reso impraticabile l'accesso indicato con la "X": il rischio è di essere investiti da continue frane e smottamenti, a qualsiasi ora del giorno.

In alternativa, sono suggeriti due accessi alternativi - sicuri e praticabili - al ghiacciaio dei Forni, per quanto riguarda il suo lato orografico destro.

Uno (più alpinistico) parte dal Branca e resta sulla morena, proseguendo a destra verso il Palon dela Mare e il Vioz. L'accesso al ghiacciaio si trova dove c'è l'angolo tra il corpo centrale del ghiacciaio e la colata che scende dal Vioz (sulla cartina è segnato con i puntini rossi e il numero 1).

Il sentierino non è ben segnato, per questo è più "alpinistico". Bisogna fare attenzione: quando il sentiero inizia a salirein maniera molto ripida verso il Palon dela Mare, bisogna individuare un sentierino che traversa e poi scende.

Ma dal punto di vista della sicurezza, qui non ci sono problemi. L'unica nota negativa è che se una volta questo itinerario era comodo e molto usato, oggi con l'abbassamento del ghiacciaio è diventato più faticoso, perchè bisogna salire fino all'accesso e poi scendere perdendo un po' di quota.

Negli ultimi anni, poi, è stato segnato un altro accesso, nuovo e più basso (indicato nella cartina con il tratteggio giallo e verde e il numero 2). Si parte sempre dal Branca, si passa per il laghetto di Rosole e si rimane grossomodo in quota, intorno ai 2.500 metri. E' segnato con ometti in pietra e porta alla lingua inferiore del ghiacciaio. Anche questo accesso è praticabile in sicurezza, almeno per come sono le condizioni attualmente (maggio - giugno 2007).

Se si sceglie quest'ultimo accesso, bisogna però stare attenti al torrente glaciale che bisogna superare per montare sul ghiacciaio. Se la lingua di ghiaccio si assottiglia per il caldo, con l'avanzare dell'estate, il torrente potrebbe ingrossarsi rendendo difficile il passaggio."
 
ciao pat!dai anche te eri su quindi, però noi solo domenica.
Comunque complimenti per il report su certe cose completamente d'accordo, su altre dall'alto della mia ignoranza:D non posso giudicare la tua esperienza e conoscenza..mi limito a dire..bravo bel report!e dettagliatissimo!:D
 
foto da internet

42641-fiori-di-montagna.jpg


Forse questa è la seraccata del Vioz che vi dicevo prima, ma vista da "sopra" invece che da "sotto"
42640-seraccata.jpg


Ghiacciaio dei Forni dal Branca
42639-ghiacciaio-dei-forni.jpg
 
Il confronto delle foto attuali (anch'io ho letto Orobie di questo mese) con le mie del '93 (o '94, dovrei andare a controllare) è impietoso....
Dal Branca sembrava di essere decisamente più dentro al ghiacciaio.
 
Il confronto delle foto attuali (anch'io ho letto Orobie di questo mese) con le mie del '93 (o '94, dovrei andare a controllare) è impietoso....
Dal Branca sembrava di essere decisamente più dentro al ghiacciaio.[/QUOTE]

E' andato in dietro un casino, come tutti del resto... :(
 
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