Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/FVG-090712.htm
Itinerario: Val Visdende (BL) - Val Popera - P.so del Mulo - Laghi d'Olbe - M. Lastroni - Val Visdende
Dislivelli: totale 1507m. Dopo P.so del Mulo si perdono esattamente 200m di quota, da recuperare al ritorno, aggiungendo quindi 400m ai circa 1100 di dislivello complessivo tra la vetta e il punto di partenza.
Difficoltà: EE. La tratta "per esperti" è solamente quella che dalla Val Popera permette, su ghiaione infido soprattutto in discesa, di accedere al P.so del Mulo. Viene segnata come EE dalle carte la parte terminale dell'ascesa al M. Lastroni, in realtà agevole a meno che non si abbiano vertigini sulla non affilata cresta conclusiva.
Esposizione: N generalmente, salvo valicare a S nella tratta tra P.so del Mulo e la vetta.
Rifugi: Nessun rifugio sul percorso, che nella parte alta presenta numerosi bivacchi di guerra, riparo in caso di intemperie (attenzione ai fulmini per i numerosi spezzoni di ferro presenti).
Acqua e cibo: Scarse possibilità di attingere acqua sul percorso, prevedere ottime scorte.
Per questa gita di luglio abbiamo il piacere della compagnia di Alessia e David, sperando che possa diventare col tempo una bella consuetudine, lei sciatrice di fondo e lui corridore con interesse crescente per lo skyrunning e le ultra-maratone. E se il buongiorno si vedesse dal mattino, potremmo pure bastare questo a fermarci al simpatico baretto di fondovalle a meditare sulle nostre attività preparatorie al trekking. Invece, dopo qualche momento di assestamento per livellare i ritmi d'ascesa troviamo il giusto compromesso per salire piacevolmente sotto l'ormai esperto impulso di capogruppo della Marti, che ci conduce su per i ripidi e continui tornanti d'accesso all'invisibile (da sotto) Val Popera, una magnifica conca lungo la direttrice est-ovest dominata a meridione dai bellissimi pinnacoli dei Campanili del Rinaldo. Qui il camminamento si fa agevole e molto piacevole, in continua ma blanda salita fino in fondo alla valle, nei pressi di Sella Franza, dalla quale torna ad essere il M. Peralba il vero dominatore della zona.
Il M. Peralba (2694) e il suo spallone W, continua cornice del nostro itinerario.
Marti scherza sui duri tornantini d'accesso alla Val Popera.
Martina e Alessia guidano il gruppo sotto i Campanili del Rinaldo.
La bellissima e quasi pianeggiante Val Popera si estende fino a Sella Franza, già visibile
Verso valle la Croda dell'Oregion (2443) e il M. Rinaldo (2473).
Di qui svoltiamo decisamente verso Sud, e con un ripido ma breve ghiaione in pochi minuti intensi si giunge all'insellatura di P.so del Mulo (2356m), dove termina in effetti l'idea di solitudine che caratterizza la prima parte del percorso, vuoi per la vista dei frequentati Laghi d'Olbe poco sotto, vuoi per la presenza non troppo lontana degli impianti di risalita di Sappada, vuoi forse per il fiorire uno dopo l'altro, da qui in poi, dei numerosi resti di trincee e grotte risalenti alla prima guerra mondiale. Già, essi sono di qui in avanti il vero elemento caratterizzante e utile alla memoria, che mai dimentichi di quali fatti siano state teatro queste belle montagne.
Arrivare da qui ai Laghi d'Olbe è davvero un attimo, discesa che può trasformarsi in vera insidia poi sulla via del ritorno, quando l'affronteremo nel senso opposto. I 3 laghetti, con la piccola cappella posta poco sopra le rive a farne da cornice, sono davvero belli e in forte contrasto con le aguzze pendici del M. Rinaldo e dei suoi campanili poco distanti.
Da Sella Franza (2161) il breve ma ripido ghiaione verso P.so del Mulo (2356)
Alessia e Marti a P.so del Mulo.
Verso N Sella Franza e dietro il M. Franza (2329).
Verso i Laghi d'Olbe (2156) e le piste di Sappada.
Marti comincia ad esplorare questo ex crinale di guerra, popolato da ricoveri e trincee.
Un ampio ricovero di guerra.
Laghi d'Olbe sullo sfondo del Gruppo dei Clap.
Finestra previlegiata sul Peralba.
Martina in trincea, sullo sfondo del Rif. Calvi.
Anche Alessia in posa "di guerra"!
Cappelletta ai Laghi d'Olbe, piuttosto frequentati.
Decidiamo come da programma di proseguire per la vetta del M. Lastroni, avvolto però da qualche nube più fastidiosa che minacciosa, giungendone sulla vetta in poco grazie al comodo sentiero che lo incide forse anche troppo visivamente. La vetta con la croce è laggiù in fondo, di fatto al termine di una cresta non troppo affilata, sempre comoda da camminare. Noi nello spazio più utile ci accampiamo, ormai decisamente desiderosi di rifocillarci con i panini che avevamo preparato.
Non abbiamo fretta, sostiamo con calma turbati solamente da quelle nubi che vanno e vengono e che sulla via del ritorno ci regaleranno anche qualche lievissima goccia di pioggia.
Il gruppetto, chiuso da David, in marcia verso la vetta del M. Lastroni (2449).
David e Alessia affrontano qualche roccetta sotto la supervisione della Marti.
Siamo in cima, il primo spiazzo comodo è il luogo dove rifocillarsi e scherzare.
La croce, quasi accerchiata dalle nubi, è poco più in là.
Martina in vetta al M. Lastroni.
E anche Mac in vetta!
Scendendo visitiamo ancora qualche resto di trincea prima di faticare - io in particolar modo - sui duecento metri di dislivello che ci riportano a P.so del Mulo, dove riprendiamo fiato prima del ghiaione insidioso dell'andata. Alessia è un po' tesa qui, ma scherzandoci su e dandole le giuste indicazioni migliora metro dopo metro venendone a capo in veramente poco. David di contro "testa" la sua tenuta in discesa quasi correndo su questo tratto, ma forse se ne pentirà poco più avanti ritrovandosi gli scarponcini completamente divelti nelle suole.
Ora la discesa più morbida si condisce di tante parole che ne limano la lunghezza e la fatica, ed è bene così visto che siamo già cucinati a puntino.
Alessia "trema" per questo tratto insidioso. David, dietro, si sbellica dalle risate!
Ancora Martina in una caverna scavata nella roccia.
Anche Alessia e David (di corsa) arrivano a vedere le ultime trincee.
David e il M. Peralba, semicoperto dalle nubi.
Tutto questo crinale a Nord precipita così.
Questa marmotta ci dà una certa confidenza...
Alessia comincia a rilassarsi dopo il ghiaione affrontato in discesa da P.so del Mulo.
Ancora qualche piccola pozza di neve nella verdeggiante Val Popera.
Funghetti in Val Popera.
Itinerario: Val Visdende (BL) - Val Popera - P.so del Mulo - Laghi d'Olbe - M. Lastroni - Val Visdende
Dislivelli: totale 1507m. Dopo P.so del Mulo si perdono esattamente 200m di quota, da recuperare al ritorno, aggiungendo quindi 400m ai circa 1100 di dislivello complessivo tra la vetta e il punto di partenza.
Difficoltà: EE. La tratta "per esperti" è solamente quella che dalla Val Popera permette, su ghiaione infido soprattutto in discesa, di accedere al P.so del Mulo. Viene segnata come EE dalle carte la parte terminale dell'ascesa al M. Lastroni, in realtà agevole a meno che non si abbiano vertigini sulla non affilata cresta conclusiva.
Esposizione: N generalmente, salvo valicare a S nella tratta tra P.so del Mulo e la vetta.
Rifugi: Nessun rifugio sul percorso, che nella parte alta presenta numerosi bivacchi di guerra, riparo in caso di intemperie (attenzione ai fulmini per i numerosi spezzoni di ferro presenti).
Acqua e cibo: Scarse possibilità di attingere acqua sul percorso, prevedere ottime scorte.
Per questa gita di luglio abbiamo il piacere della compagnia di Alessia e David, sperando che possa diventare col tempo una bella consuetudine, lei sciatrice di fondo e lui corridore con interesse crescente per lo skyrunning e le ultra-maratone. E se il buongiorno si vedesse dal mattino, potremmo pure bastare questo a fermarci al simpatico baretto di fondovalle a meditare sulle nostre attività preparatorie al trekking. Invece, dopo qualche momento di assestamento per livellare i ritmi d'ascesa troviamo il giusto compromesso per salire piacevolmente sotto l'ormai esperto impulso di capogruppo della Marti, che ci conduce su per i ripidi e continui tornanti d'accesso all'invisibile (da sotto) Val Popera, una magnifica conca lungo la direttrice est-ovest dominata a meridione dai bellissimi pinnacoli dei Campanili del Rinaldo. Qui il camminamento si fa agevole e molto piacevole, in continua ma blanda salita fino in fondo alla valle, nei pressi di Sella Franza, dalla quale torna ad essere il M. Peralba il vero dominatore della zona.
Il M. Peralba (2694) e il suo spallone W, continua cornice del nostro itinerario.
Marti scherza sui duri tornantini d'accesso alla Val Popera.
Martina e Alessia guidano il gruppo sotto i Campanili del Rinaldo.
La bellissima e quasi pianeggiante Val Popera si estende fino a Sella Franza, già visibile
Verso valle la Croda dell'Oregion (2443) e il M. Rinaldo (2473).
Di qui svoltiamo decisamente verso Sud, e con un ripido ma breve ghiaione in pochi minuti intensi si giunge all'insellatura di P.so del Mulo (2356m), dove termina in effetti l'idea di solitudine che caratterizza la prima parte del percorso, vuoi per la vista dei frequentati Laghi d'Olbe poco sotto, vuoi per la presenza non troppo lontana degli impianti di risalita di Sappada, vuoi forse per il fiorire uno dopo l'altro, da qui in poi, dei numerosi resti di trincee e grotte risalenti alla prima guerra mondiale. Già, essi sono di qui in avanti il vero elemento caratterizzante e utile alla memoria, che mai dimentichi di quali fatti siano state teatro queste belle montagne.
Arrivare da qui ai Laghi d'Olbe è davvero un attimo, discesa che può trasformarsi in vera insidia poi sulla via del ritorno, quando l'affronteremo nel senso opposto. I 3 laghetti, con la piccola cappella posta poco sopra le rive a farne da cornice, sono davvero belli e in forte contrasto con le aguzze pendici del M. Rinaldo e dei suoi campanili poco distanti.
Da Sella Franza (2161) il breve ma ripido ghiaione verso P.so del Mulo (2356)
Alessia e Marti a P.so del Mulo.
Verso N Sella Franza e dietro il M. Franza (2329).
Verso i Laghi d'Olbe (2156) e le piste di Sappada.
Marti comincia ad esplorare questo ex crinale di guerra, popolato da ricoveri e trincee.
Un ampio ricovero di guerra.
Laghi d'Olbe sullo sfondo del Gruppo dei Clap.
Finestra previlegiata sul Peralba.
Martina in trincea, sullo sfondo del Rif. Calvi.
Anche Alessia in posa "di guerra"!
Cappelletta ai Laghi d'Olbe, piuttosto frequentati.
Decidiamo come da programma di proseguire per la vetta del M. Lastroni, avvolto però da qualche nube più fastidiosa che minacciosa, giungendone sulla vetta in poco grazie al comodo sentiero che lo incide forse anche troppo visivamente. La vetta con la croce è laggiù in fondo, di fatto al termine di una cresta non troppo affilata, sempre comoda da camminare. Noi nello spazio più utile ci accampiamo, ormai decisamente desiderosi di rifocillarci con i panini che avevamo preparato.
Non abbiamo fretta, sostiamo con calma turbati solamente da quelle nubi che vanno e vengono e che sulla via del ritorno ci regaleranno anche qualche lievissima goccia di pioggia.
Il gruppetto, chiuso da David, in marcia verso la vetta del M. Lastroni (2449).
David e Alessia affrontano qualche roccetta sotto la supervisione della Marti.
Siamo in cima, il primo spiazzo comodo è il luogo dove rifocillarsi e scherzare.
La croce, quasi accerchiata dalle nubi, è poco più in là.
Martina in vetta al M. Lastroni.
E anche Mac in vetta!
Scendendo visitiamo ancora qualche resto di trincea prima di faticare - io in particolar modo - sui duecento metri di dislivello che ci riportano a P.so del Mulo, dove riprendiamo fiato prima del ghiaione insidioso dell'andata. Alessia è un po' tesa qui, ma scherzandoci su e dandole le giuste indicazioni migliora metro dopo metro venendone a capo in veramente poco. David di contro "testa" la sua tenuta in discesa quasi correndo su questo tratto, ma forse se ne pentirà poco più avanti ritrovandosi gli scarponcini completamente divelti nelle suole.
Ora la discesa più morbida si condisce di tante parole che ne limano la lunghezza e la fatica, ed è bene così visto che siamo già cucinati a puntino.
Alessia "trema" per questo tratto insidioso. David, dietro, si sbellica dalle risate!
Ancora Martina in una caverna scavata nella roccia.
Anche Alessia e David (di corsa) arrivano a vedere le ultime trincee.
David e il M. Peralba, semicoperto dalle nubi.
Tutto questo crinale a Nord precipita così.
Questa marmotta ci dà una certa confidenza...
Alessia comincia a rilassarsi dopo il ghiaione affrontato in discesa da P.so del Mulo.
Ancora qualche piccola pozza di neve nella verdeggiante Val Popera.
Funghetti in Val Popera.