[TRK] 12 Lug 09 // M. Lastroni dalla Val Visdende (BL)

Mac751

Old school supporter
Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/FVG-090712.htm

Itinerario: Val Visdende (BL) - Val Popera - P.so del Mulo - Laghi d'Olbe - M. Lastroni - Val Visdende

tabella.jpg


Dislivelli: totale 1507m. Dopo P.so del Mulo si perdono esattamente 200m di quota, da recuperare al ritorno, aggiungendo quindi 400m ai circa 1100 di dislivello complessivo tra la vetta e il punto di partenza.

Difficoltà: EE. La tratta "per esperti" è solamente quella che dalla Val Popera permette, su ghiaione infido soprattutto in discesa, di accedere al P.so del Mulo. Viene segnata come EE dalle carte la parte terminale dell'ascesa al M. Lastroni, in realtà agevole a meno che non si abbiano vertigini sulla non affilata cresta conclusiva.

Esposizione: N generalmente, salvo valicare a S nella tratta tra P.so del Mulo e la vetta.

Rifugi: Nessun rifugio sul percorso, che nella parte alta presenta numerosi bivacchi di guerra, riparo in caso di intemperie (attenzione ai fulmini per i numerosi spezzoni di ferro presenti).

Acqua e cibo: Scarse possibilità di attingere acqua sul percorso, prevedere ottime scorte.

Per questa gita di luglio abbiamo il piacere della compagnia di Alessia e David, sperando che possa diventare col tempo una bella consuetudine, lei sciatrice di fondo e lui corridore con interesse crescente per lo skyrunning e le ultra-maratone. E se il buongiorno si vedesse dal mattino, potremmo pure bastare questo a fermarci al simpatico baretto di fondovalle a meditare sulle nostre attività preparatorie al trekking. Invece, dopo qualche momento di assestamento per livellare i ritmi d'ascesa troviamo il giusto compromesso per salire piacevolmente sotto l'ormai esperto impulso di capogruppo della Marti, che ci conduce su per i ripidi e continui tornanti d'accesso all'invisibile (da sotto) Val Popera, una magnifica conca lungo la direttrice est-ovest dominata a meridione dai bellissimi pinnacoli dei Campanili del Rinaldo. Qui il camminamento si fa agevole e molto piacevole, in continua ma blanda salita fino in fondo alla valle, nei pressi di Sella Franza, dalla quale torna ad essere il M. Peralba il vero dominatore della zona.

Il M. Peralba (2694) e il suo spallone W, continua cornice del nostro itinerario.
P7120137.jpg


Marti scherza sui duri tornantini d'accesso alla Val Popera.
P7120140.jpg


Martina e Alessia guidano il gruppo sotto i Campanili del Rinaldo.
P7120143.jpg


La bellissima e quasi pianeggiante Val Popera si estende fino a Sella Franza, già visibile
P7120145.jpg


Verso valle la Croda dell'Oregion (2443) e il M. Rinaldo (2473).
P7120148.jpg


Di qui svoltiamo decisamente verso Sud, e con un ripido ma breve ghiaione in pochi minuti intensi si giunge all'insellatura di P.so del Mulo (2356m), dove termina in effetti l'idea di solitudine che caratterizza la prima parte del percorso, vuoi per la vista dei frequentati Laghi d'Olbe poco sotto, vuoi per la presenza non troppo lontana degli impianti di risalita di Sappada, vuoi forse per il fiorire uno dopo l'altro, da qui in poi, dei numerosi resti di trincee e grotte risalenti alla prima guerra mondiale. Già, essi sono di qui in avanti il vero elemento caratterizzante e utile alla memoria, che mai dimentichi di quali fatti siano state teatro queste belle montagne.
Arrivare da qui ai Laghi d'Olbe è davvero un attimo, discesa che può trasformarsi in vera insidia poi sulla via del ritorno, quando l'affronteremo nel senso opposto. I 3 laghetti, con la piccola cappella posta poco sopra le rive a farne da cornice, sono davvero belli e in forte contrasto con le aguzze pendici del M. Rinaldo e dei suoi campanili poco distanti.

Da Sella Franza (2161) il breve ma ripido ghiaione verso P.so del Mulo (2356)
P7120151.jpg


Alessia e Marti a P.so del Mulo.
P7120155.jpg


Verso N Sella Franza e dietro il M. Franza (2329).
P7120157.jpg


Verso i Laghi d'Olbe (2156) e le piste di Sappada.
P7120159.jpg


Marti comincia ad esplorare questo ex crinale di guerra, popolato da ricoveri e trincee.
P7120161.jpg


Un ampio ricovero di guerra.
P7120162.jpg


Laghi d'Olbe sullo sfondo del Gruppo dei Clap.
P7120163.jpg


Finestra previlegiata sul Peralba.
P7120167.jpg


Martina in trincea, sullo sfondo del Rif. Calvi.
P7120168.jpg


Anche Alessia in posa "di guerra"!
P7120169.jpg


Cappelletta ai Laghi d'Olbe, piuttosto frequentati.
P7120171.jpg


Decidiamo come da programma di proseguire per la vetta del M. Lastroni, avvolto però da qualche nube più fastidiosa che minacciosa, giungendone sulla vetta in poco grazie al comodo sentiero che lo incide forse anche troppo visivamente. La vetta con la croce è laggiù in fondo, di fatto al termine di una cresta non troppo affilata, sempre comoda da camminare. Noi nello spazio più utile ci accampiamo, ormai decisamente desiderosi di rifocillarci con i panini che avevamo preparato.
Non abbiamo fretta, sostiamo con calma turbati solamente da quelle nubi che vanno e vengono e che sulla via del ritorno ci regaleranno anche qualche lievissima goccia di pioggia.

Il gruppetto, chiuso da David, in marcia verso la vetta del M. Lastroni (2449).
P7120172.jpg


David e Alessia affrontano qualche roccetta sotto la supervisione della Marti.
P7120176.jpg


Siamo in cima, il primo spiazzo comodo è il luogo dove rifocillarsi e scherzare.
P7120177.jpg


La croce, quasi accerchiata dalle nubi, è poco più in là.
P7120178.jpg


Martina in vetta al M. Lastroni.
P7120180.jpg


E anche Mac in vetta!
P7120181.jpg


Scendendo visitiamo ancora qualche resto di trincea prima di faticare - io in particolar modo - sui duecento metri di dislivello che ci riportano a P.so del Mulo, dove riprendiamo fiato prima del ghiaione insidioso dell'andata. Alessia è un po' tesa qui, ma scherzandoci su e dandole le giuste indicazioni migliora metro dopo metro venendone a capo in veramente poco. David di contro "testa" la sua tenuta in discesa quasi correndo su questo tratto, ma forse se ne pentirà poco più avanti ritrovandosi gli scarponcini completamente divelti nelle suole.
Ora la discesa più morbida si condisce di tante parole che ne limano la lunghezza e la fatica, ed è bene così visto che siamo già cucinati a puntino.

Alessia "trema" per questo tratto insidioso. David, dietro, si sbellica dalle risate! :)
P7120183.jpg


Ancora Martina in una caverna scavata nella roccia.
P7120184.jpg


Anche Alessia e David (di corsa) arrivano a vedere le ultime trincee.
P7120185.jpg


David e il M. Peralba, semicoperto dalle nubi.
P7120187.jpg


Tutto questo crinale a Nord precipita così.
P7120189.jpg


Questa marmotta ci dà una certa confidenza...
P7120190.jpg


Alessia comincia a rilassarsi dopo il ghiaione affrontato in discesa da P.so del Mulo.
P7120193.jpg


Ancora qualche piccola pozza di neve nella verdeggiante Val Popera.
P7120197.jpg


Funghetti in Val Popera.
P7120198.jpg
 
Vi concedete sempre dei bei trekking!!!:D
Che bel profilo il Monte Peralba...ma ci sn delle vie di salita su quel paretone? devo dire che fa la sua figura!!!!!!
 
bel giro, e belle foto. io ero sul peralba, domenica e lunedi' sul chiadenis.
Scusa ma con che programma fai la schermata iniziale? Hai percaso il garmin 305?

ciao

Stefano
 
Vi concedete sempre dei bei trekking!!!:D
Che bel profilo il Monte Peralba...ma ci sn delle vie di salita su quel paretone? devo dire che fa la sua figura!!!!!!

Guarda io l'ho salito la scorsa estate. Le opzioni sono 3.
- Raggiungere il comodo Rif. Calvi e salire per la breve via Ferrata Sartor, non difficile.
- Sempre dal Calvi proseguire in direzione di P.so dell'Oregone e salirlo da un bel sentiero in parte attrezzato (molto pubblicizzato sul posto per la salita effettuata anche da Papa Giovanni Paolo II), che ne costituisce la Via Normale. Comunque assolutamente per escursionisti esperti, visto soprattutto l'ultimo pezzetto in cresta.
- Dal suo spallone W, raggiungibile alla base dal Rif. Sorgenti del Piave, dove arriva la strada della Val Sesis. Sentiero ai limiti dell'alpinistico, da affrontarsi solo con assenza di vertigini vista l'esposizione costante.

Noi abbiamo scelto in salita questa terza opzione, bellissima (non ne ho mai pubblicato il report, ho poche foto ma potrei farlo a breve se ho tempo) scendendo poi per la normale. Il profilo è proprio quello della spalla che vedi a sinistra nella montagna. ;)
 

.

bel giro, e belle foto. io ero sul peralba, domenica e lunedi' sul chiadenis.
Scusa ma con che programma fai la schermata iniziale? Hai percaso il garmin 305?

ciao

Stefano

Il Peralba e il Chiadenis erano troppo affollati domenica, credo tu sappia il perchè...

Cmq la paginetta, tratta dal mio sito, la compilo io a mano, stavolta soprattutto grazie ai dati del Garmin di David. Peccato che i CAI di qui non abbiano tutte le informazioni alle quali mi ha abituato il CAI Bergamo, dovrebbero evolversi visto il numero di tesserati e praticanti altissimo!
 
Guarda io l'ho salito la scorsa estate. Le opzioni sono 3.
- Raggiungere il comodo Rif. Calvi e salire per la breve via Ferrata Sartor, non difficile.
- Sempre dal Calvi proseguire in direzione di P.so dell'Oregone e salirlo da un bel sentiero in parte attrezzato (molto pubblicizzato sul posto per la salita effettuata anche da Papa Giovanni Paolo II), che ne costituisce la Via Normale. Comunque assolutamente per escursionisti esperti, visto soprattutto l'ultimo pezzetto in cresta.
- Dal suo spallone W, raggiungibile alla base dal Rif. Sorgenti del Piave, dove arriva la strada della Val Sesis. Sentiero ai limiti dell'alpinistico, da affrontarsi solo con assenza di vertigini vista l'esposizione costante.

Noi abbiamo scelto in salita questa terza opzione, bellissima (non ne ho mai pubblicato il report, ho poche foto ma potrei farlo a breve se ho tempo) scendendo poi per la normale. Il profilo è proprio quello della spalla che vedi a sinistra nella montagna. ;)
Grazie mille!!!!!! ci farò un pensierino allora!!!!!:D
 
Il Peralba e il Chiadenis erano troppo affollati domenica, credo tu sappia il perchè...

Cmq la paginetta, tratta dal mio sito, la compilo io a mano, stavolta soprattutto grazie ai dati del Garmin di David. Peccato che i CAI di qui non abbiano tutte le informazioni alle quali mi ha abituato il CAI Bergamo, dovrebbero evolversi visto il numero di tesserati e praticanti altissimo!

...capisco. in ogni caso io sono salito sul peralba per la sartor (nella nebbia totale) solo come un cane domenica alle 15.30.
Ho dormito al calvi e lunedi' mattina fatto la ferrata al chiadenis, senza incontrare altro che marmotte.
Confermo ferrata sartor facile ma bisogna farla con l' attrezzatura. Occhio a chi volesse scendere per la normale (la via del Papa) il primo tratto è attrezzato con una corda fissa e residuo di nevaio infido e scivoloso.

ciao
 
che bello!!!
figata le trincee... gli sbarramenti... o quel che erano... mi affascinano un sacco queste cose!
ho approfittato dell'uscita per provare gli scarponi nuovi... strabene in salita... ma la discesa i miei piedi non l'hanno retta molto! son proprio duretti x il trekking "tranquillo" e le camminate lunghe...
che altro.......... anche per stavolta l'abbiamo scampata con la pioggia! :D
 
Top