Visto che ero in Valle per il w/e, e visto che la famiglia è al mare, domenica ne ho approfittato per passare una bella giornata sul Bianco.
Con una guida alpina siamo saliti a a Punta Helbronner per poi dirigerci all'Aguille d'Entreves.
Il tempo era variabile (ad un certo bunto ha anche iniziato a nevicare) e con molto vento.
Anche se c'era molta gente abbiamo viaggiato abbastanza fluidi e il misto dell'attraversata della cresta è stato davvero bello con dei passaggi davvero divertenti.
All'attacco dell'ultimo torrione prima della discesa avevamo davanti tre cordate di un corso CAI di Treviso.
La prima con l'istruttore e le altre due con (presumo) aiuto istruttore e allievi.
La seconda cordata al posto di salire diretta lungo la traccia normale si è spostata leggermente sulla destra.
A un certo punto abbiamo sentito un urlo ed abbiamo visto il primo della seconda cordata farsi un volo di 7/8 metri e finire a testa con la corda agganciata ad un solo friend che quando l'ha visto la mia guida come era fissato gli sono venuti i capelli bianchi.
Li abbiamo raggiunti rapidamente per verificare le condizioni del ragazzo e fortunatamente anche se molto dolorante era ancora cosciente.
In particolare aveva pestato violentemente un ginocchio e le mani erano in uno stato pietoso, mentre i suoi compagni di cordata ed in particolare la ragazza che gli faceva sicurezza sembravano sull'impanicato andante anche perchè il loro istruttore aveva già passato la cresta e non li poteva sentire quando questi lo chiamavano per farsi soccorrere.
La guida con cui ero in parete ha chiamato subito l'elicottero che è arrivato dopo meno di dieci minuti.
Dopo aver fatto un giro di perlustrazione si è piazzato sopra di noi ed ha calato il soccorritore che ha agganciato il ragazzo infortunato e per poi issarlo sull'elicottero.
Devo dire che è stato incredibile vedere la sicurezza e tranquillità del soccorritore durante il suo intervento oltre che alla capacità del piolota nel tenere fermo il mezzo sopra una cresta molto ventata (almeno a me sembrava tale).
Una volta che l'elicottero è ripartito abbiamo completato la nostra arrampicata ed abbiamo aiutato l'istruttore a riportare al rifugio Torino due dei suoi allievi.
L'Aguille d'Entreves è tutto fuorchè una scalata difficile ma per me, arrampicare in quota attorniato da un panorama assolutamente incredibile (Aguille Noir, Dente del Gigante, Giacciaio del Miage) è sata un'esperienza davvero indimenticabile.
Il mio pensiero e ringraziamento va poi a quei professionisti della montagna che rischiano la pelle tutti i giorni per soccorrere chi è in difficoltà.
Per questo motivo penso che chiunque vada in montagna debba farsi un esame di coscienza prima di partire e valutare se è in grado o meno di fare in modo autonomo un determinato itinerario.
Io con l'aiuto di una guida mi sono davvero divertito ed ho imparato moltissimo sulla progressione in conserva sul misto.
Vi allego alcune foto della giornata di ieri.
Ciao
Luca
Aguille Noir de Peuterey
"Rush hour" sull'Aguille d'Entreves
Dente del Gigante e Garnd Jourasse, sulla destra si vede il Rifugio Torino nuove e vecchio ed in Canale del Cesso versione estiva.
Pilone centrale dell'Aguille d'Entreves
La serie "I Nostri Eroi"
Con una guida alpina siamo saliti a a Punta Helbronner per poi dirigerci all'Aguille d'Entreves.
Il tempo era variabile (ad un certo bunto ha anche iniziato a nevicare) e con molto vento.
Anche se c'era molta gente abbiamo viaggiato abbastanza fluidi e il misto dell'attraversata della cresta è stato davvero bello con dei passaggi davvero divertenti.
All'attacco dell'ultimo torrione prima della discesa avevamo davanti tre cordate di un corso CAI di Treviso.
La prima con l'istruttore e le altre due con (presumo) aiuto istruttore e allievi.
La seconda cordata al posto di salire diretta lungo la traccia normale si è spostata leggermente sulla destra.
A un certo punto abbiamo sentito un urlo ed abbiamo visto il primo della seconda cordata farsi un volo di 7/8 metri e finire a testa con la corda agganciata ad un solo friend che quando l'ha visto la mia guida come era fissato gli sono venuti i capelli bianchi.
Li abbiamo raggiunti rapidamente per verificare le condizioni del ragazzo e fortunatamente anche se molto dolorante era ancora cosciente.
In particolare aveva pestato violentemente un ginocchio e le mani erano in uno stato pietoso, mentre i suoi compagni di cordata ed in particolare la ragazza che gli faceva sicurezza sembravano sull'impanicato andante anche perchè il loro istruttore aveva già passato la cresta e non li poteva sentire quando questi lo chiamavano per farsi soccorrere.
La guida con cui ero in parete ha chiamato subito l'elicottero che è arrivato dopo meno di dieci minuti.
Dopo aver fatto un giro di perlustrazione si è piazzato sopra di noi ed ha calato il soccorritore che ha agganciato il ragazzo infortunato e per poi issarlo sull'elicottero.
Devo dire che è stato incredibile vedere la sicurezza e tranquillità del soccorritore durante il suo intervento oltre che alla capacità del piolota nel tenere fermo il mezzo sopra una cresta molto ventata (almeno a me sembrava tale).
Una volta che l'elicottero è ripartito abbiamo completato la nostra arrampicata ed abbiamo aiutato l'istruttore a riportare al rifugio Torino due dei suoi allievi.
L'Aguille d'Entreves è tutto fuorchè una scalata difficile ma per me, arrampicare in quota attorniato da un panorama assolutamente incredibile (Aguille Noir, Dente del Gigante, Giacciaio del Miage) è sata un'esperienza davvero indimenticabile.
Il mio pensiero e ringraziamento va poi a quei professionisti della montagna che rischiano la pelle tutti i giorni per soccorrere chi è in difficoltà.
Per questo motivo penso che chiunque vada in montagna debba farsi un esame di coscienza prima di partire e valutare se è in grado o meno di fare in modo autonomo un determinato itinerario.
Io con l'aiuto di una guida mi sono davvero divertito ed ho imparato moltissimo sulla progressione in conserva sul misto.
Vi allego alcune foto della giornata di ieri.
Ciao
Luca
Aguille Noir de Peuterey
"Rush hour" sull'Aguille d'Entreves
Dente del Gigante e Garnd Jourasse, sulla destra si vede il Rifugio Torino nuove e vecchio ed in Canale del Cesso versione estiva.
Pilone centrale dell'Aguille d'Entreves
La serie "I Nostri Eroi"