Siamo noi "avanti" o ci pigliano per il culo???

bibo

New member
E' da un po’ che trascuro la sezione materiali...per un motivo ben preciso.
Ho i ROSSoni nuovi che devo farmi bastare per le prossime 2 stagioni...hehhehe

Ma sbirciando la, guardando la mi sono reso conto che le case con qualche anno di ritardo stanno facendo quello che io e molti altri pensavano da tempo e qualche artigiano aveva già messo in pratica.

Scioni polivalenti

Ovvero dopo averci fatto sognare assi da stiro più o meno validi, putrelle nate male, patini (si!!! quelli da mare) da powder, scialuppe da pappa, off-shore da big-mountain, blades da crosta adesso fanno scioni ragionevoli.

Non avevano capito cosa aspettava la gente....o hanno fatto gli 'gnorri?
O non avevano abbastanza fantasia?
Non vuol essere un messaggio complottista ma la domanda che mi viene è?

Se quel coglione di Alessandro (il sottoscritto ndr) aveva percepito che certi sci si potevano fare, perché il Mr. K2, Monsieur Rossignol o Herr volkl non l'avevano capito?

Pensavano di non vendere? O non credevano al mercato?
O cosa?

La generazione di sci che abbiamo ora, diciamocelo era nei nostri pensieri da anni.....ma non osavamo dirlo.

Io ho uno sci non estremo ma se penso a quello che avevo 5 anni fa sotto ai piedi è roba da Guiness, e allora.... ci ho fatto 90 cm di fresca, canali a più di 45° , ghiaccio da far cascare la dentiera... GODENDO SEMPRE!!!!

E son certo che se non avessi problemi di budget troverei di meglio....

Lo pensate anche voi oppure mi sono bevuto il cervello e dico delle fesserie?
 
Ho i ROSSoni nuovi che devo farmi bastare per le prossime 2 stagioni...hehhehe

già questa è una cazzata colossale (scherzo, eh?:wink: )

secondo me lo sci polivalemte è un mito, o meglio, è vero che si scia con tutto piu o meno dappertutto, ma lo sci adatto NEL MOMENTO ADATTO è impagabile, anche un pippone come me se la cava e gode dappertutto :buuu:

che poi le case principali arrivino sempre dopo la puzza questo è vero e valido per quasi tutte le cose prodotte, il motivo è secondo me proprio quello che dici tu:

Pensavano di non vendere? O non credevano al mercato?

il soldo purtroppo è sempre in mezzo alle palle
 
già questa è una cazzata colossale (scherzo, eh?:wink: )

secondo me lo sci polivalemte è un mito, o meglio, è vero che si scia con tutto piu o meno dappertutto, ma lo sci adatto NEL MOMENTO ADATTO è impagabile, anche un pippone come me se la cava e gode dappertutto :buuu:

Sicuro che uno sci dedicato al posto giusto è il top...

Ma gli sci che ho oggi sono sicuramente più polivalemnte che gli atomc kammerlander con cui ho sciato 4 anni!!!!!!!
 
E' da un po’ che trascuro la sezione materiali...per un motivo ben preciso.
Ho i ROSSoni nuovi che devo farmi bastare per le prossime 2 stagioni...hehhehe

Ma sbirciando la, guardando la mi sono reso conto che le case con qualche anno di ritardo stanno facendo quello che io e molti altri pensavano da tempo e qualche artigiano aveva già messo in pratica.

Scioni polivalenti

Ovvero dopo averci fatto sognare assi da stiro più o meno validi, putrelle nate male, patini (si!!! quelli da mare) da powder, scialuppe da pappa, off-shore da big-mountain, blades da crosta adesso fanno scioni ragionevoli.

Non avevano capito cosa aspettava la gente....o hanno fatto gli 'gnorri?
O non avevano abbastanza fantasia?
Non vuol essere un messaggio complottista ma la domanda che mi viene è?

Se quel coglione di Alessandro (il sottoscritto ndr) aveva percepito che certi sci si potevano fare, perché il Mr. K2, Monsieur Rossignol o Herr volkl non l'avevano capito?

Pensavano di non vendere? O non credevano al mercato?
O cosa?

La generazione di sci che abbiamo ora, diciamocelo era nei nostri pensieri da anni.....ma non osavamo dirlo.

Io ho uno sci non estremo ma se penso a quello che avevo 5 anni fa sotto ai piedi è roba da Guiness, e allora.... ci ho fatto 90 cm di fresca, canali a più di 45° , ghiaccio da far cascare la dentiera... GODENDO SEMPRE!!!!

E son certo che se non avessi problemi di budget troverei di meglio....

Lo pensate anche voi oppure mi sono bevuto il cervello e dico delle fesserie?

Non capisco bene che vuoi dire...

Però se la domanda è : le aziende si stanno buttando su sci da fuoripista più polivalenti rispetto al trend precedente ... io rispondo : ASSOLUTAMENTE NO ... basta guardare quanti sci da fuoripista lancerà K2 per l'anno prossimo ... in pratica uno per ogni esigenza... e poi basta guardare quante nuove piccole aziende con prodotti particolari si stanno affermando sul mercato.... basta guardare come una delle piccole aziende emergenti (Moment) abbia in catalogo sci di ogni larghezza e camber....

Le aziende stanno buttando fuori sci sempre più particolari e per esigenze diverse.. e l'anno prossimo segnerà proprio questa tendenza...

Magari con l'evoluzione dei materiali, delle forme e del camber sci che una volta erano considerati estremi sono diventati più maneggevoli e più polivalenti ... tipo scioni oltre 115 in centro si lasciano portare in pista e sono diventati agili sullo stretto... ma questa è un'altra cosa rispetto a dire che le aziende si stanno buttando solo su sci polivalenti abbandonando lo sci specialistico....

Se la domanda è : le aziende fanno così per inchiappettare gli sciatori perchè non servono sci specialistici ? Io dico : solo in minima parte... è il mercato che richiede sci specialistici per esigenze diverse .... lo sci veramente polivalente per me è un mito ...
 
Mi sono spiegato male...
Non dico che le aziende non facciano sci specialistici, anzi molti forse troppi per capire bene.

Io dico che oggi esistono anche che sono assai più polivalenti di quelli che c'rano alcuni anni fa.

Prendiamo un coomba, un kuro, un bd justice, ma anche un big daddy
Ci pui fare molto di più del loro fratelli di 3 anni fa.

Ci sono sci che pur essendo di nicchi ti consentono assi più campo di utlizzo.

3-4 anni fa chi pellava un 120 sul forum?
Forse martino..ma per glia ltri era roba da folli
E non è solo cambiata la mentalità!!
 

.

bibo, secondo me la risposta è che le aziende più note sono di solito restie all'innovazione. Per una questione di costi (sviluppare uno sci diverso ha un suo costo) e visto l'andamento del mercato negli ultimi anni, ci vanno coi piedi di piombo.

Se il mercato si è evoluto, lo dobbiamo a quei pro (tipo Shane McConkey) che hanno ideato e sviluppato nuove tipologie di sci, a personaggi come Julien Regnier (cofondatore di Armada), di cui riporto un pezzo di una intervista su free.rider 21:

- Credi che il freestyle possa continuare a evolvere?
JR: spero che sia così

- Quando le aziende hanno iniziato a seguirti in questo progetto?
JR: nel 1998/1999. La Rossignol ha messo in commercio lo sci Rek, la K2 il Proacher. Anche la Salomon ha proposto un buono sci, il 1080. Per il resto, le altre aziende non hanno fatto grandi cose.

- E' stato difficile convincere le aziende a seguirti?
JR: non è stato sicuramente facile, come vi potrete immaginare. Bisognava fare grossi investimenti e non era così semplice. Avrebbero dovuto fabbricare nuovi sci e come si sa questo avrebbe influito molto sui costi.

- Tutto questo ha portato dei cambiamenti nell'industria sciistica?
JR: Sì, parecchi. E' stata data un'immagine nuova al mondo dello sci. Nel 1998, non molti bambini volevano sciare. Lo sci sembrava ormai vecchio, fuori moda. Qualcosa doveva accadere e questo qualcosa è successo, proprio insieme a noi. Le grosse aziende hanno ammesso con fatica che il freestyle poteva influenzare enormemente il mercato grazie agli sci a doppie punte. Ma soprattutto questa nuova immagine è stata arricchita dal valore della libertà, cosa che ha portato molte persone a voler tornare a sciare.

Ora, metti insieme alcune cose:

-cultura sciatoria legata al concetto di sci tradizionale

-crisi nel mercato dello sci, con molte aziende che hanno subito avvicendamenti di proprietà, ricapitalizzazioni, ecc che rendeva molto rischioso investire in nuove tecnologie

-difficoltà per le aziende artigianali a realizzare sci più larghi ma al tempo stesso più leggeri e facili da usare

Gotamart, tu e altri evidentemente ci avevano visto lungo, ma è sempre difficilissimo smuovere le aziende quando il loro core business è rivolto allo sci tradizionale

Ora invece le cose stanno cambiando, vedi Atomic che sta copiando Armada...

E comunque sono dell'idea che uno sciatore, a un certo punto della sua evoluzione, non si accontenterà più dello sci della grande azienda, gli farà sempre più schifo tutto il business commerciale dietro, la pubblicità, la produzione in nazioni dove non c'è rispetto dei diritti umani, il non sapere come è fatto uno sci... e prima o poi si farà il suo scietto artigianale, con le caratteristiche così come egli le richiede. Vedi Verbier61 e i suoi Birdos...
 
... e prima o poi si farà il suo scietto artigianale, con le caratteristiche così come egli le richiede. Vedi Verbier61 e i suoi Birdos...

Si...dell'evoluzione della sua busta paga...anche se, in fin dei conti, è sempre una questione di priorità :D :D ;)

Io penso, nel mio piccolo, che il mercato odierno degli sci è molto favorevole nei confronti del consumatore.

Forse, l'intenzione è quella di creare necessità di sci sempre più specialistici in modo da spingere ognuno di noi ad avere più paia di sci per coprire varie possibilità di utilizzo.
Riducendosi il numero di persone che acquistano sci (per la crisi, perchè lo snowboard ha rubato consistenti fette di mercato e così via) spingono a prendere più modelli.

Detto questo, la creazione di tanti modelli di dimensioni e sciancrature diverse, ha finito per favorire sia chi cercava il singolo paio da usare tutto l'anno con modelli, magari più classici ma, dalla notevole polivalenza (tipo stormrider dp, pro rider, rossi b3, snoop daddy etc ); sia chi vuole avere più sci, ognuno dei quali possa dare la massima soddisfazione se utilizzato al momento giusto. Tutto cio' unito alla concorrenza spietata, alla crisi che non consente di alzare i prezzi all'inverosimile (a parte certi modelli particolarissimi) e all'astuzia dello sciatore che magari acquista online ed a fine stagione, ci consente di utilizzare sci che fino a poco tempo fa neanche ci sognavamo.

Magari sono troppo ottimista.

Vi saluto che me ne vado una decina di giorni in ferie...destinazione Seattle e dintorni... ci si risente a Luglio a parte qualche sporadico collegamento.

Buonanotte a tutti
 
Certo ..il mio messaggio era volutamante provocatorio.
E sicuramante il discorso assai complesso, economia mercato, marketing mode e contro-mode...

Ma un dato di fatto è certo: adesso tante cose (prodotti) le aziende le fanno per seguire un trend.
Non ci erano arrivate da sole a capiere il mercato, perchè altriementi si sarebbero mosse prima ne sono sicuro.
Altrimenti adesso non avrebbero in catalogo decine di modelli....

Io parlo di fat e big-mountain, per il freeski, freestyle etc.. il discorso è forse diverso.

Non voglio meriti che non ho. Non ci avevo visto lungo, ma leggevo chi vedeva lungo...

La prima volta che ho sentito parlare di sci FAT in lingua italiana è stato su un articolo di ALP che parlava di neve fresca e dolomiti (il web ancora era cosa per pochi intimi), e credevo che fosse solo roba da mariziani artigianale.
Ma da allora il grasso è entrato nella mia testa....

Poi sono arrivati i pocke rocket...che hanno avuto almeno il merito di essere trovabili...
Si potevano vedere e toccare, ma da studente cazzone non me li potevo permettere...

Vorrei aver tempo di ricercare una rticolo dove Previtali diceva "come" si deve sciare: con il proprio stile e con sci il più larghi possibile", quella è stata la molla che mi ha fatto innamoare nuovmante di questo sport...Mi fece capire che ero pronto per il freeride....
E questo accadeva diversi anni fa......
 
la mia opinione è che i produttori di sci... come tutti i produttori di qualsiasi prodotto... cercheranno di venderci lo stesso sci... con costruzione praticamente identica...con diversi colori... e diversa marca...minimizzando i costi di sviluppo e produzione...e massimizzando i prezzi di vendita...cercando di convincerci che bisogna per forza averlo...

normali regole di mercato... e marketing...

se nel mercato auto... si alleano colossi come bmw e mercedes per sviluppare motori... credere che nello sci si sopravviva con vendite ridicole e progetti strampalati... e centinaia di produttori...è da pazzi...

per vendere un fattone specialistico in qualche centinaio di esemplari... i costi di produzione e sviluppo devono essere ridicoli... e di rimando i prezzi di vendita altissimi... con un margine enorme...

sennò i produttori di sci sarebbero delle onlus....

seconda ipotesi... i margini sul mercato poco specialistico... li usano per sviluppare quello specialistico... suddividendo le perdite...

ma chi fa sci solo specialistici... crede di rimanere in piedi per molto?
 
la mia opinione è che i produttori di sci... come tutti i produttori di qualsiasi prodotto... cercheranno di venderci lo stesso sci... con costruzione praticamente identica...con diversi colori... e diversa marca...minimizzando i costi di sviluppo e produzione...e massimizzando i prezzi di vendita...cercando di convincerci che bisogna per forza averlo...

normali regole di mercato... e marketing...

se nel mercato auto... si alleano colossi come bmw e mercedes per sviluppare motori... credere che nello sci si sopravviva con vendite ridicole e progetti strampalati... e centinaia di produttori...è da pazzi...

per vendere un fattone specialistico in qualche centinaio di esemplari... i costi di produzione e sviluppo devono essere ridicoli... e di rimando i prezzi di vendita altissimi... con un margine enorme...

sennò i produttori di sci sarebbero delle onlus....

seconda ipotesi... i margini sul mercato poco specialistico... li usano per sviluppare quello specialistico... suddividendo le perdite...

ma chi fa sci solo specialistici... crede di rimanere in piedi per molto?



Se e' piccolo forse si ....sti disgraziati m'hanno fatto ritardo tecnico e fatto perde la coincidenza....devo fa il giro del mondo pe arriva' a Seattle adesso...
 
@dao: mi dispiace per il volo perso

Quanto ai prezzi degli sci artigianali... dipende... ad esempio ho letto che gli sci Carpani serie allmountain vengono sulle 450 €, un dato assolutamente compatibile con ciò che vediamo sul mercato.

E, veniamo a un punto cardine di questa discussione: esiste, o no, uno sci "polivalente", che noi potremo utilizzare con soddisfazione per, diciamo, almeno l'80-90% delle nostre uscite?

Irebec ha dato una risposta che secondo me è molto condivisibile: no, le aziende vanno sempre più verso la specializzazione, proponendo molteplici sci, ognuno specifico in un suo specifico settore.

Quella dello "sci polivalente" è una domanda che io mi sono posto, e mi pongo fin dal giorno in cui ho comprato il mio primo sci, nel 2005. La mia curiosità e la passione mi hanno spinto, in questo lasso di tempo, a provare e testare più di una 50ina di sci, (prevalentemente sì da pista, ma mi sono sempre posto la domanda in senso più ampio), a possederne complessivamente una dozzina di ogni tipo (skialp, allround, slalom, gigante, allmountain, fat versatile, e fat specifico da neve fresca).

E, col passare del tempo, le novità, le stagioni più o meno polverose, i posti in cui solitamente si va, la compagnia con cui si fa le uscite, il concetto di "sci polivalente" invariabilmente si modifica, più o meno leggermente.

Ad esempio, alla fine della stagione 07/08, ottima annata, ma uscite in leggera preponderanza in pista, con compagnia nel complesso più pistaiola che da free, avevo determinato che lo sci polivalente era il Rossignol B3, mentre dopo questa stagione, molto polverosa e decisamente più votata all'utilizzo off, trovo il Line Prophet 100 la miglior scelta.

Allora, che si fa? Si ha pazienza, si aspetta, e si cerca di provare (quando si può) tutti gli sci che riusciamo a provare, per individuare lo sci che si confà maggiormente alle proprie caratteristiche?

Oppure, ci si rassegna ad acquistare 3/4 sci, da usare poi di volta in volta a seconda delle condizioni... salvo poi sbagliare valutazione ed imprecare dicendo "ah è meglio che mi portavo quell'altro sci!" (spendendo, quando ci va bene e troviamo lo sci on sale a 400-500 € compreso di attacchi, spendendo quindi poi 1200-1500 € per 3 paia di sci)

Oppure, comprare e rivendere poi svariati sci fino a trovare quello che ci interessa... perdendo qualcosa nel cambio...

Oppure, prendersi uno sci sulla base dei feedbacks, e accontentarsi... magari ci andrà molto bene, ma inevitabilmente ci si porrà la domanda: "ma gli altri sci come sono? Vorrei, ma non posso..."

Da parte mia, dopo aver provato e riprovato diversi tipi di sci, una certa idea di come deve essere il mio sci, me la sono fatta... ed è uno sci molto simile al Line Prophet 100, ma con coda non twintip, bensì tipo Mantra, costruzione non cap ma sandwich, punta e code morbide, centro duro ma non troppo, anima in legno, un foglio di titanal sagomato opportunamente (tipo il Metal Matrix di Line), lunghezza 181-182 cm, leggero rocker in punta. Sul mercato non esiste uno sci con queste caratteristiche (Gotama 09/10 troppo lungo o troppo corto, Black Crows Navis idem)... per cui, la conclusione è che prima o poi, tempo e denaro permettendo, dovrò farmi il mio sci su misura, a meno che non voglia accontentarmi.

Ecco qui che i 1450 franchi per un Birdos (al cambio attuale circa 965 €) sono in realtà meno inavvicinabili, se confrontati con il parco sci che ognuno di noi ha (per quel che mi riguarda, Rossignol B3, Line Prophet 100, Voelkl Sanouk).

In definitiva: meglio 3 sci che sono specifici, non sappiamo al 100% come sono fatti, sono realizzati industrialmente, e poi dobbiamo valutare di volta in volta le condizioni per decidere quale sci utilizzare, oppure avere un solo sci, che è realizzato appositamente per noi, sulla base delle nostre esigenze, tipo di sciata, peso, ecc?

@bibo: hai scritto questo:
Io parlo di fat e big-mountain, per il freeski, freestyle etc.. il discorso è forse diverso.

Sono convinto che il freestyle (che per inciso non mastico molto e non mi va troppo a genio) abbia molto influenzato l'evoluzione degli sci... tant'è che praticamente il 90% del mercato fat è twintip

@barbasma: il tuo discorso porta esattamente dove volevo arrivare io: alla fine, lo sciatore evoluto ed esigente, abbandonerà questa politica perversa, esecrabile, e lontana dall'utente finale, per rivolgersi al prodotto di nicchia, che realizzerà a sua immagine e somiglianza, per trovarsi uno sci fatto a mano, con materiali che l'utente stesso sceglierà, e che potrebbe migliorare le sue prestazioni nel tempo, anzichè degradarle, come succede coi "plasticoni" attuali.
 
@barbasma: il tuo discorso porta esattamente dove volevo arrivare io: alla fine, lo sciatore evoluto ed esigente, abbandonerà questa politica perversa, esecrabile, e lontana dall'utente finale, per rivolgersi al prodotto di nicchia, che realizzerà a sua immagine e somiglianza, per trovarsi uno sci fatto a mano, con materiali che l'utente stesso sceglierà, e che potrebbe migliorare le sue prestazioni nel tempo, anzichè degradarle, come succede coi "plasticoni" attuali.

Nel campo degli sci non sono certo in grado di esprimere un parere, ma posso fare un paragone con il mio sport principale: il tiro dinamico.

Quello che ipotizzi, è esattamente quello che avviene durante la naturale evoluzione tecnica di un tiratore dinamico.

All'inizio il tiratore sceglie il "ferro" che più si concilia con le sue disponibilità finanziarie, che appaga di più l'occhio, che è usato da questo o quel campione, etc...
I più lungimiranti e/o più fortunati provano i "ferri" di tutti i compagni di club a cui possono chiedere una mezza giornata di prova sul campo.
Con questo poi inizia ad allenarsi e gareggiare.
Mano a mano che la tecnica progredisce, che la sensibilità all'attrezzo aumenta, che si incontrano ostacoli e difficoltà, anche il "ferro" si evolve: si cambiano le molle con altre di differente rigidezza per ridurre il rinculo a livelli più gestibili, si sagoma l'impugnatura, le mire, si ritocca lo scatto, aumenti di peso qui, riduzioni là, etc. etc.
Dopo qualche anno di questa pratica, il tiratore è giunto a stabilire quale sia la configurazione di "ferro" migliore per lui, e a questo punto o si rivolge ad uno dei pochissimi "gunsmith" italiani, in grado di assemblargli una pistola esattamente rispondente alle sue specifiche, oppure cercherà di modificarne una di fabbrica.

Tutto questo per dire che, secondo me, anche nel campo degli sci come in tantissimi altri, il prodotto di massa è centrato per un target intermedio di utenti le cui esigenze sono (solitamente) il minimo insieme comune tra le esigenze di tutti, e che questo non è assolutamente sufficiente a rispondere a tutte le necessità di un singolo sciatore, il quale o si accontenta di trovare qualcosa che si avvicini alle sue esigenze, oppure dovrà rivolgersi ad un prodotto "custom".
 
Ultima modifica:
bibo, secondo me la risposta è che le aziende più note sono di solito restie all'innovazione. Per una questione di costi (sviluppare uno sci diverso ha un suo costo) e visto l'andamento del mercato negli ultimi anni, ci vanno coi piedi di piombo.

Se il mercato si è evoluto, lo dobbiamo a quei pro (tipo Shane McConkey) che hanno ideato e sviluppato nuove tipologie di sci, a personaggi come Julien Regnier (cofondatore di Armada), di cui riporto un pezzo di una intervista su free.rider 21:

- Credi che il freestyle possa continuare a evolvere?
JR: spero che sia così

- Quando le aziende hanno iniziato a seguirti in questo progetto?
JR: nel 1998/1999. La Rossignol ha messo in commercio lo sci Rek, la K2 il Proacher. Anche la Salomon ha proposto un buono sci, il 1080. Per il resto, le altre aziende non hanno fatto grandi cose.

- E' stato difficile convincere le aziende a seguirti?
JR: non è stato sicuramente facile, come vi potrete immaginare. Bisognava fare grossi investimenti e non era così semplice. Avrebbero dovuto fabbricare nuovi sci e come si sa questo avrebbe influito molto sui costi.

- Tutto questo ha portato dei cambiamenti nell'industria sciistica?
JR: Sì, parecchi. E' stata data un'immagine nuova al mondo dello sci. Nel 1998, non molti bambini volevano sciare. Lo sci sembrava ormai vecchio, fuori moda. Qualcosa doveva accadere e questo qualcosa è successo, proprio insieme a noi. Le grosse aziende hanno ammesso con fatica che il freestyle poteva influenzare enormemente il mercato grazie agli sci a doppie punte. Ma soprattutto questa nuova immagine è stata arricchita dal valore della libertà, cosa che ha portato molte persone a voler tornare a sciare.

Ora, metti insieme alcune cose:

-cultura sciatoria legata al concetto di sci tradizionale

-crisi nel mercato dello sci, con molte aziende che hanno subito avvicendamenti di proprietà, ricapitalizzazioni, ecc che rendeva molto rischioso investire in nuove tecnologie

-difficoltà per le aziende artigianali a realizzare sci più larghi ma al tempo stesso più leggeri e facili da usare

Gotamart, tu e altri evidentemente ci avevano visto lungo, ma è sempre difficilissimo smuovere le aziende quando il loro core business è rivolto allo sci tradizionale

Ora invece le cose stanno cambiando, vedi Atomic che sta copiando Armada...

E comunque sono dell'idea che uno sciatore, a un certo punto della sua evoluzione, non si accontenterà più dello sci della grande azienda, gli farà sempre più schifo tutto il business commerciale dietro, la pubblicità, la produzione in nazioni dove non c'è rispetto dei diritti umani, il non sapere come è fatto uno sci... e prima o poi si farà il suo scietto artigianale, con le caratteristiche così come egli le richiede. Vedi Verbier61 e i suoi Birdos...

100 punti al Drey che mi cita il mitico JuJu.. :D

detto questo, ma perchè cercare lo sci "tuttofare" quando il trend del mercato è appunto iperspecializzarsi? (imho)

:)

ok le ragioni strettamente economiche, ma se questo campionehttp://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=31261&highlight=sondaggio è minimamente rappresentativo, direi che lo sci polivalente è una delle TANTE soluzioni che può avere in mente una casa... no?
 
100 punti al Drey che mi cita il mitico JuJu.. :D

detto questo, ma perchè cercare lo sci "tuttofare" quando il trend del mercato è appunto iperspecializzarsi? (imho)

:)

ok le ragioni strettamente economiche, ma se questo campionehttp://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=31261&highlight=sondaggio è minimamente rappresentativo, direi che lo sci polivalente è una delle TANTE soluzioni che può avere in mente una casa... no?

Allora il punto è questo: uno sci fat-all mountain ma anche un BC Frestyle oggi è secondo me più polivalente di uno sci simile di qualche anno fan, icludento salita è pellabilità.

Questo non vuol dire che uno sci polivalrente sia il massimo: vuol dire che se uno usa un solo paio disci come faccio io (adesso ne ho 2 ma solo perrchè i vecchi sono a fine vita...) oggi ha più selta che 3/a anni fa.

O magari mi sono fatto un fil è sto dicendo un cumulo di cazzate.

Ma vedo che oggi sceglierei fra diciamo 10-12 modelli, mentre alcuni anni fa erano 3-4 al masimo e meno performanti.
 
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