PRESOLANA INSIDE ME
Anche questo sabato ecco continuare il processo di condivisione delle meraviglie orobiche con i miei compagni d'avventura. Martina ha già visto questi luoghi un paio di volte lo scorso anno, e inizialmente storce un pochino il naso, lei che ancora deve vedere tanti luoghi incantati di queste terre, all'idea di tornare un'altra volta qui. Ma ben presto, con le prime luci di un mattino azzurro intenso, penso che si sia ricreduta, perché dopo un tentativo molto nevoso e un altro molto nebbioso, questa volta anche lei potrà godere appieno dell'immensità dolomitica della Presolana.
Sì, la Presolana. La regina delle Orobie è il nostro obiettivo di giornata perché gli altri due soci, Elia ed Andrea, non l'hanno mai vista. Vi presento quindi una sorta di traversata ad anello del suo versante meridionale, quello meno austero, che ci permetterà di studiarla in lungo e in largo da varie angolazioni e prospettive.
Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/LOM-090613.htm
Itinerario: P.so della Presolana (BG) - M.ga Cassinelli - Biv. Città di Clusone - Grotta dei Pagani - P.so Pozzera - Pizzo di Corzene - Rif. Olmo - C.le della Presolana - P.so della Presolana
Spazio Tabella
Dislivelli: totale m. 1289.
Difficoltà: EE. Itinerario che richiede un buon allenamento a causa delle pendenze importanti in numerosi suoi tratti, soprattutto tra M.ga Cassinelli e la Grotta dei Pagani. E' richiesto passo sicuro per superare senza patemi i lunghi tratti di ghiaia anche ripidi e i traversi, talvolta esposti. Ancora più esperienza è richiesta per affrontare la salita alla Cima Pozzera e per superare i tratti di neve ancora presenti.
Esposizione: itinerario ad anello. Si parte con esposizione S e poi si ruota verso esposizione E sul tratto più duro della salita. E' bene affrontarla nelle prime ore del mattino proprio per non subire troppo l'esposizione. Dopo P.so Pozzera si passa a esposizione O (e sempre tratti a Sud) per quasi tutta la tratta di discesa, fino al valico del Colle della Presolana, che riporta nell'esposizione iniziale.
Rifugi: Malga Cassinelli (1568m - gestori volontari), a un'oretta scarsa dall'inizio del percorso. Bivacco Città di Clusone (2050m - sempre aperto - 9 posti letto - riparo d'emergenza) nei pressi della Cappella Savina e di una colonnina del soccorso alpino. Rifugio Olmo (1819m - gestori soci del CAI di Clusone - posti letto), di fatto la nostra meta dove pranzare lasciandosi solo la discesa per rientrare.
Acqua e cibo: A M.ga Cassinelli e al Rif. Olmo.
La partenza è all'ora giusta, le 8, in una giornata che le previsioni battezzano molto calda dobbiamo cercare di prendere quota e affrontare la salita più dura a un orario accettabile. Parcheggiata la macchina all'Hotel Spampatti di Cantoniera della Presolana, cominciamo a salire in maniera decisa tra i boschi del segnavia 32, colorati dai maggiociondoli, fin verso quota 1500m, dove usciamo prepotentemente sui caldi e assolati pendii prativi sotto Malga Cassinelli (1554m). Giunti nei pressi della Malga si apre, ancora lassù in alto, la visuale sulla parte orientale della parete della Presolana, che culmina a levante sul più morbido Monte Visolo (2369m).
Marti e Robbs rifiatano appena usciti sui prati sotto M.ga Cassinelli.
Vista su Presolana Centrale (2517), Orientale (2490), divise dal Canalone Bendotti, e M. Visolo (2369).
Maggiociondoli.
Tutta la parete Sud della Presolana vista da M.ga Cassinelli (1554).
Un primo brevissimo break dopo questi 40 minuti comunque faticosi per ammirare la conca dove giace la malga e poi via, con le raccomandazioni del caso ai miei compagni d'avventura: il prossimo lungo tratto è quello più duro, si sale in un lampo ma è meglio no forzare l'andatura per godersi al meglio il resto del giro in programma. Si sale stando sul versante sotto la Presolana, per irta mulattiera sassosa e poi scavalcando il letto di qualche torrente ancora innevato, il più grande dei quali solca il famoso canalone Bendotti, via di salita verso la Presolana Orientale (2490m).
Marti sale sotto le bastionate della Presolana Centrale (2517).
Sguardo da lontano verso P.zo di Corzene (2196) e P.so Pozzera (2126), che dominano la conca della Cappella Savina.
Robbs e Elvis salgono il tratto duro sullo sfondo del M. Pora.
Canalone Bendotti.
In meno di un'ora condotta a passo regolare ma lento si percepisce di aver già raggiunto la quota della conca soprastante dominata dal già ben visibile Bivacco Città di Clusone (2050m), che raggiungiamo in mezza costa in poco. Qui un signore sembra fare la guardia, mentre l'ambiente circostante si riempie sempre più delle urla degli arrampicatori che scelgono le meno convenzionali tra le svariate decine di vie di salita alle diverse cime della Presolana. Certo senza le urla forse l'ambiente sarebbe più magico, ma è bello vedere come si possano intersecare varie specialità con un unico denominatore comune, la Presolana.
Elvis giunto al Bivacco Città di Clusone (2050m).
Presolana del Prato (2450) e Centrale (2517) divise dal Canalone Salvadori.
Vista dal bivacco verso le bastionate della Presolana Occidentale (2521m), vetta del massiccio.
Elvis alla piazzola dell'elisoccorso presso il bivacco.
Marti e la Cappella Savina (2085).
I compagni d'avventura dopo la visita alla Madonna della Presolana.
Poco sopra il bivacco, dove rifiatiamo, è posta la colonnina del Soccorso Alpino e la Cappella Savina (2085m), omaggio alla Madonna della Presolana, passaggio doveroso prima di intraprendere le vie di salita o, come noi, la breve ma intensa ascesa, su un ghiaione ripido e ancora parzialmente innevato, alla Grotta dei Pagani (2225m) ancora ingombrata esternamente da grandi cumuli di neve e internamente da sculture di ghiaccio. Da qui verso Sud l'occhio spazia dapprima verso il M. Pora, poi verso il Lago d'Iseo, quindi verso la pianura purtroppo leggermente offuscata dalle condense.
Le ultime ripide rampe verso la Grotta dei Pagani su ghiaia e neve.
Marti cerca nella neve l'ingresso della Grotta dei Pagani (2225).
Interno della grotta.
Scultura di ghiaccio.
Marti si diverte con i blocchi di ghiaccio.
Andrea all'uscita dalla grotta.
Si continua il semicerchio che in pochi minuti ci conduce verso P.so Pozzera (2126m), molto panoramico, dove si inerpica su verso meridione il sentierino di salita al P.zo di Corzene o Cima Pozzera (2196m), autentico balcone naturale sulla Sud della Presolana e sulla sua via Normale di salita, individuabilissima. Già, perché anche stavolta la tentazione di salire in vetta è stata forte, ma ancora rinviata alla prossima volta. La breve ma affilata cresta che ci porta su questa cima minore ma molto bella si percorre in 10 minuti di salita e 5 di discesa, ma ne vale la pena. Purtroppo con noi non è salito Andrea, che rifiata giù al passo maledicendo le dannate vertigini, immortalandoci sulla vetta da lontano.
Risalendo un canalino vista suggestiva verso W. Anche il M. Rosa fa capolino.
Pareti complesse nei pressi di un piccolo passo.
Vista da P.so Pozzera. A dx i monti dell'alta Valcanale, dietro ai quali ci sono i Laghi Gemelli. Sulla sinistra la cordigliera N del M. Rosa.
M. Alben (2019).
Il gruppo dell'Adamello visto dal P.zo di Corzene.
Marti si riposa sulla piccola vetta del P.zo di Corzene (2196).
Presolana Occ. (2521 - vetta del gruppo) e via normale di salita ben visibile.
Mac e Elvis in vetta al P.zo di Corzene.
Castione della Presolana dal P.zo di Corzene.
Cappella Savina e bivacco sempre dal P.zo di Corzene.
Una volta ricomposto il gruppo a P.so Pozzera cominciamo la discesa (prima per un canalino innevato, poi per ampi prati e roccette) verso il Rif. Olmo, ormai con testa e stomaco che pensano al pasto. Affrontiamo un bellissimo passaggio in canalino roccioso che ci introduce su una vastissima pietraia alla base della Presolana di Castione (2474m), che traversiamo alti raggiungendo poco dopo la Quota 2013, un piccolo cucuzzolo erboso dal quale in una ventina di minuti, puntando a occidente, si giunge alla conca prativa del Rifugio Olmo (1819m), gestito dal CAI di Clusone.
Elia e Andrea giù per un canalino verso il Rif. Olmo.
Marti nel canalino.
Andrea "Robbs".
Martina nei pressi del Rif. Olmo (1819).
Elvis nei prati indica il rifugio sullo sfondo della Presolana di Castione (2474).
Il pranzo non offre molte scelte, ma il tagliere di salumi e la lonza di maiale alla pizzaiola con la polenta vanno più che bene per asciugare il vino e la grappa, che ci viene gentilmente offerta. E' tempo per un po' di relax proprio mentre fanno capolino pian piano sempre più nubi che, forti delle previsioni di bel tempo, tendiamo a sottovalutare. Mentre gli altri riposano decido di salire verso la Cresta di Valzurio (2011m), panoramica su tutta la Valzurio e sul M. Ferrante. Seguo un tizio che pochi minuti prima ha avuto la stessa idea, ma faccio male perché ha sbagliato di pochi gradi la direzione di salita, trovandosi su un cucuzzolo che non permette di proseguire l'ascesa verso i prati più a Nord. Lui ridiscende e riprende la salita correttamente, io mi rendo conto che dopo questo ulteriore sforzo di birra in corpo (forse per la grappa!!) non ne ho più tantissima, quindi ritorno a rifugio dai miei compagni.
Marti e Robbs in pausa.
Anche un aliante sfida la Presolana...
Marti saluta dalla madonnina nei pressi del Rif. Olmo.
Il Rif. Olmo (1819) e il M. Campo (1952) visti dalla salita verso la Cresta di Valzurio.
Le nuvole sempre più intense ci suggeriscono ora di cominciare il ritorno verso casa e, seppure con calma, accettiamo il consiglio trovando con fatica le forze per scollinare poco più su seguendo i passi dell'andata. Cento metri di dislivello che mi sono sembrati interminabili, onestamente. Ora si prosegue per un lunghissimo traverso dapprima su ghiaia, poi su costa erbosa e rocciosa, bellissima, che permette di rimanere in quota fino all'ultimo arrivando al C.le della Presolana (1698m) dall'alto e non risalendolo faticosamente dalla Malga giù in valle.
Mystic Marti.
Rocce curiose sul tratto in mezza costa verso il C.le della Presolana.
Marti al C.le della Presolana (1698).
Qui l'ultima breve sosta prima di scendere quasi correndo tra prati e alberi fino all'incrocio con la mulattiera per M.ga Cornetto. Ora, con molta più calma, rientriamo pianeggianti verso il punto di partenza, stanchi e soddisfatti, con la Presolana sempre più dentro di noi.
Anche questo sabato ecco continuare il processo di condivisione delle meraviglie orobiche con i miei compagni d'avventura. Martina ha già visto questi luoghi un paio di volte lo scorso anno, e inizialmente storce un pochino il naso, lei che ancora deve vedere tanti luoghi incantati di queste terre, all'idea di tornare un'altra volta qui. Ma ben presto, con le prime luci di un mattino azzurro intenso, penso che si sia ricreduta, perché dopo un tentativo molto nevoso e un altro molto nebbioso, questa volta anche lei potrà godere appieno dell'immensità dolomitica della Presolana.
Sì, la Presolana. La regina delle Orobie è il nostro obiettivo di giornata perché gli altri due soci, Elia ed Andrea, non l'hanno mai vista. Vi presento quindi una sorta di traversata ad anello del suo versante meridionale, quello meno austero, che ci permetterà di studiarla in lungo e in largo da varie angolazioni e prospettive.
Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/LOM-090613.htm
Itinerario: P.so della Presolana (BG) - M.ga Cassinelli - Biv. Città di Clusone - Grotta dei Pagani - P.so Pozzera - Pizzo di Corzene - Rif. Olmo - C.le della Presolana - P.so della Presolana
Spazio Tabella
Dislivelli: totale m. 1289.
Difficoltà: EE. Itinerario che richiede un buon allenamento a causa delle pendenze importanti in numerosi suoi tratti, soprattutto tra M.ga Cassinelli e la Grotta dei Pagani. E' richiesto passo sicuro per superare senza patemi i lunghi tratti di ghiaia anche ripidi e i traversi, talvolta esposti. Ancora più esperienza è richiesta per affrontare la salita alla Cima Pozzera e per superare i tratti di neve ancora presenti.
Esposizione: itinerario ad anello. Si parte con esposizione S e poi si ruota verso esposizione E sul tratto più duro della salita. E' bene affrontarla nelle prime ore del mattino proprio per non subire troppo l'esposizione. Dopo P.so Pozzera si passa a esposizione O (e sempre tratti a Sud) per quasi tutta la tratta di discesa, fino al valico del Colle della Presolana, che riporta nell'esposizione iniziale.
Rifugi: Malga Cassinelli (1568m - gestori volontari), a un'oretta scarsa dall'inizio del percorso. Bivacco Città di Clusone (2050m - sempre aperto - 9 posti letto - riparo d'emergenza) nei pressi della Cappella Savina e di una colonnina del soccorso alpino. Rifugio Olmo (1819m - gestori soci del CAI di Clusone - posti letto), di fatto la nostra meta dove pranzare lasciandosi solo la discesa per rientrare.
Acqua e cibo: A M.ga Cassinelli e al Rif. Olmo.
La partenza è all'ora giusta, le 8, in una giornata che le previsioni battezzano molto calda dobbiamo cercare di prendere quota e affrontare la salita più dura a un orario accettabile. Parcheggiata la macchina all'Hotel Spampatti di Cantoniera della Presolana, cominciamo a salire in maniera decisa tra i boschi del segnavia 32, colorati dai maggiociondoli, fin verso quota 1500m, dove usciamo prepotentemente sui caldi e assolati pendii prativi sotto Malga Cassinelli (1554m). Giunti nei pressi della Malga si apre, ancora lassù in alto, la visuale sulla parte orientale della parete della Presolana, che culmina a levante sul più morbido Monte Visolo (2369m).
Marti e Robbs rifiatano appena usciti sui prati sotto M.ga Cassinelli.
Vista su Presolana Centrale (2517), Orientale (2490), divise dal Canalone Bendotti, e M. Visolo (2369).
Maggiociondoli.
Tutta la parete Sud della Presolana vista da M.ga Cassinelli (1554).
Un primo brevissimo break dopo questi 40 minuti comunque faticosi per ammirare la conca dove giace la malga e poi via, con le raccomandazioni del caso ai miei compagni d'avventura: il prossimo lungo tratto è quello più duro, si sale in un lampo ma è meglio no forzare l'andatura per godersi al meglio il resto del giro in programma. Si sale stando sul versante sotto la Presolana, per irta mulattiera sassosa e poi scavalcando il letto di qualche torrente ancora innevato, il più grande dei quali solca il famoso canalone Bendotti, via di salita verso la Presolana Orientale (2490m).
Marti sale sotto le bastionate della Presolana Centrale (2517).
Sguardo da lontano verso P.zo di Corzene (2196) e P.so Pozzera (2126), che dominano la conca della Cappella Savina.
Robbs e Elvis salgono il tratto duro sullo sfondo del M. Pora.
Canalone Bendotti.
In meno di un'ora condotta a passo regolare ma lento si percepisce di aver già raggiunto la quota della conca soprastante dominata dal già ben visibile Bivacco Città di Clusone (2050m), che raggiungiamo in mezza costa in poco. Qui un signore sembra fare la guardia, mentre l'ambiente circostante si riempie sempre più delle urla degli arrampicatori che scelgono le meno convenzionali tra le svariate decine di vie di salita alle diverse cime della Presolana. Certo senza le urla forse l'ambiente sarebbe più magico, ma è bello vedere come si possano intersecare varie specialità con un unico denominatore comune, la Presolana.
Elvis giunto al Bivacco Città di Clusone (2050m).
Presolana del Prato (2450) e Centrale (2517) divise dal Canalone Salvadori.
Vista dal bivacco verso le bastionate della Presolana Occidentale (2521m), vetta del massiccio.
Elvis alla piazzola dell'elisoccorso presso il bivacco.
Marti e la Cappella Savina (2085).
I compagni d'avventura dopo la visita alla Madonna della Presolana.
Poco sopra il bivacco, dove rifiatiamo, è posta la colonnina del Soccorso Alpino e la Cappella Savina (2085m), omaggio alla Madonna della Presolana, passaggio doveroso prima di intraprendere le vie di salita o, come noi, la breve ma intensa ascesa, su un ghiaione ripido e ancora parzialmente innevato, alla Grotta dei Pagani (2225m) ancora ingombrata esternamente da grandi cumuli di neve e internamente da sculture di ghiaccio. Da qui verso Sud l'occhio spazia dapprima verso il M. Pora, poi verso il Lago d'Iseo, quindi verso la pianura purtroppo leggermente offuscata dalle condense.
Le ultime ripide rampe verso la Grotta dei Pagani su ghiaia e neve.
Marti cerca nella neve l'ingresso della Grotta dei Pagani (2225).
Interno della grotta.
Scultura di ghiaccio.
Marti si diverte con i blocchi di ghiaccio.
Andrea all'uscita dalla grotta.
Si continua il semicerchio che in pochi minuti ci conduce verso P.so Pozzera (2126m), molto panoramico, dove si inerpica su verso meridione il sentierino di salita al P.zo di Corzene o Cima Pozzera (2196m), autentico balcone naturale sulla Sud della Presolana e sulla sua via Normale di salita, individuabilissima. Già, perché anche stavolta la tentazione di salire in vetta è stata forte, ma ancora rinviata alla prossima volta. La breve ma affilata cresta che ci porta su questa cima minore ma molto bella si percorre in 10 minuti di salita e 5 di discesa, ma ne vale la pena. Purtroppo con noi non è salito Andrea, che rifiata giù al passo maledicendo le dannate vertigini, immortalandoci sulla vetta da lontano.
Risalendo un canalino vista suggestiva verso W. Anche il M. Rosa fa capolino.
Pareti complesse nei pressi di un piccolo passo.
Vista da P.so Pozzera. A dx i monti dell'alta Valcanale, dietro ai quali ci sono i Laghi Gemelli. Sulla sinistra la cordigliera N del M. Rosa.
M. Alben (2019).
Il gruppo dell'Adamello visto dal P.zo di Corzene.
Marti si riposa sulla piccola vetta del P.zo di Corzene (2196).
Presolana Occ. (2521 - vetta del gruppo) e via normale di salita ben visibile.
Mac e Elvis in vetta al P.zo di Corzene.
Castione della Presolana dal P.zo di Corzene.
Cappella Savina e bivacco sempre dal P.zo di Corzene.
Una volta ricomposto il gruppo a P.so Pozzera cominciamo la discesa (prima per un canalino innevato, poi per ampi prati e roccette) verso il Rif. Olmo, ormai con testa e stomaco che pensano al pasto. Affrontiamo un bellissimo passaggio in canalino roccioso che ci introduce su una vastissima pietraia alla base della Presolana di Castione (2474m), che traversiamo alti raggiungendo poco dopo la Quota 2013, un piccolo cucuzzolo erboso dal quale in una ventina di minuti, puntando a occidente, si giunge alla conca prativa del Rifugio Olmo (1819m), gestito dal CAI di Clusone.
Elia e Andrea giù per un canalino verso il Rif. Olmo.
Marti nel canalino.
Andrea "Robbs".
Martina nei pressi del Rif. Olmo (1819).
Elvis nei prati indica il rifugio sullo sfondo della Presolana di Castione (2474).
Il pranzo non offre molte scelte, ma il tagliere di salumi e la lonza di maiale alla pizzaiola con la polenta vanno più che bene per asciugare il vino e la grappa, che ci viene gentilmente offerta. E' tempo per un po' di relax proprio mentre fanno capolino pian piano sempre più nubi che, forti delle previsioni di bel tempo, tendiamo a sottovalutare. Mentre gli altri riposano decido di salire verso la Cresta di Valzurio (2011m), panoramica su tutta la Valzurio e sul M. Ferrante. Seguo un tizio che pochi minuti prima ha avuto la stessa idea, ma faccio male perché ha sbagliato di pochi gradi la direzione di salita, trovandosi su un cucuzzolo che non permette di proseguire l'ascesa verso i prati più a Nord. Lui ridiscende e riprende la salita correttamente, io mi rendo conto che dopo questo ulteriore sforzo di birra in corpo (forse per la grappa!!) non ne ho più tantissima, quindi ritorno a rifugio dai miei compagni.
Marti e Robbs in pausa.
Anche un aliante sfida la Presolana...
Marti saluta dalla madonnina nei pressi del Rif. Olmo.
Il Rif. Olmo (1819) e il M. Campo (1952) visti dalla salita verso la Cresta di Valzurio.
Le nuvole sempre più intense ci suggeriscono ora di cominciare il ritorno verso casa e, seppure con calma, accettiamo il consiglio trovando con fatica le forze per scollinare poco più su seguendo i passi dell'andata. Cento metri di dislivello che mi sono sembrati interminabili, onestamente. Ora si prosegue per un lunghissimo traverso dapprima su ghiaia, poi su costa erbosa e rocciosa, bellissima, che permette di rimanere in quota fino all'ultimo arrivando al C.le della Presolana (1698m) dall'alto e non risalendolo faticosamente dalla Malga giù in valle.
Mystic Marti.
Rocce curiose sul tratto in mezza costa verso il C.le della Presolana.
Marti al C.le della Presolana (1698).
Qui l'ultima breve sosta prima di scendere quasi correndo tra prati e alberi fino all'incrocio con la mulattiera per M.ga Cornetto. Ora, con molta più calma, rientriamo pianeggianti verso il punto di partenza, stanchi e soddisfatti, con la Presolana sempre più dentro di noi.
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