Questo weekend sono stato in uno dei posti più belli e frequentati delle Orobie passando forse per la via meno naturale. La salita ai Laghi Gemelli dal versante di Branzi lungo la Valle Scura sino al P.so del Tonale.
Si, P.so del Tonale, ma da non confondere con quello ben più noto meta di molti durante la stagione sciistica.
Nella cartina ho riportato spannometricamente il percorso.
Cartina
Profilo

Ho suddiviso in 4 parti, cioè con le 3 tappe che ho effettuato lungo il percorso.
1° parte: Chignoli – B.ta Amici Valle Scura
Tutto pronto, si parte. Lasciamo la macchina in un parcheggio a pettine sulla strada in località Cagnoli fraz. di Branzi (c.a 820m slm), di fronte alla partenza del sentiero CAI 212, che sfutteremo per la prima parte della salita; sono le 9.00, abbastanza tardi, e la strada è lunga.
Imbocchiamo il sentiero che parte in mezzo ad alcune case e sale con uno stradino di sassi e cemento prima e una strada sterrata poi; si prende quota abbastanza velocemente, finché arriviamo ad un incrocio dove ci si raccorda al sentiero che sale da Branzi, sempre CAI 212. Noi proseguiamo salendo e poco dopo arriviamo all’intersezione con un sentiero orizzontale (c.a 1000m slm) che corre restando sempre circa alla stessa quota, del quale imboccheremo il ramo alla nostra destra. Qui il sentiero, molto bello e quando la vegetazione lo permette anche panoramico, è da percorrere con un po’ di attenzione perché abbastanza esposto ed in un tratto è presente una fune metallica (psicologica) e un ponticello.
Vista su Branzi
Vista su Branzi
Sentiero assicurato
Il cavo dà più sicurezza
Ponticello metallico
...meglio non guardare giù...
Continuiamo fino ad incrociare la traccia, segnata, che sale da Gardata (fraz. di Branzi) e che prosegue poi salendo quasi dritto per dritto sul versante con un'altra traccia, sempre segnata, nelle prossimità; abbandoniamo quindi il sentiero pianeggiante per quest’ultima. [Per trovare questo sentiero abbiamo perso molto tempo, più di mezz’ora, essendo indicato sulla mia cartina piu avanti rispetto a dove si trovasse in realtà.]
Ora la salita si fa con un po’ più di fatica; raggiungiamo però una piccola “santella” con una madonnina e una lapide all’interno di un tronco d’albero e poco più avanti una sorgente d’acqua che sgorga direttamente dal pendio, che per chi non ha fiato (come me…) sono una manna dal cielo (per il morale e perché con la scusa di fare fotografie si prende fiato…).
Madonnina
La madonnina, con la lapide e il crocifisso
Fonte
La fonte sgorga direttamente dal versante
Riprendiamo il cammino ma ora il sentiero, traccia che è sempre facile da riconoscere nonostante i segni bianchi e rossi non siano evidentemente recenti, si fa molto ripido: risale direttamente il versante costeggiando a distanza il grosso torrente che scende dall’alto della Valle Scura carico d’acqua e di cui ne sentiamo costantemente la voce.
Ora il bosco sembra concederci un po’ di respiro diradandosi e ci permette di guardare il versante opposto dell’alta Val Brembana; raggiungiamo nelle vicinanze di una vecchia frana la B.ta Cornello (c.a 1500m slm) e proseguiamo nell’erba fino alle ginocchia che ormai ha nascosto la traccia del sentiero per un breve tratto.
Baita Cornello
La Baita Cornello
Baita Cornello
La Baita Cornello con il sentiero che costeggia il torrente
Qui le pendenze, seppur sostenute, si fanno più sopportabili e pure il bosco pian piano si dirada fino a mostrarci dei fantastici pascoli, divisi da una lingua di neve in scioglimento che copre per buona parte il torrente.
Pascoli Valle Scura
I pascoli della Valle Scura una volta usciti dal bosco
Pascoli Valle Scura
I pascoli della Valle Scura
Panorama Valle Scura
La Valle Scura con i pascoli e le Casere
Valle Scura
Lo sguardo verso la strada percorsa
Finalmente iniziamo a vedere l’imbocco del vallone per il P.so Tonale, nostra tappa. La traccia è molto difficile da seguire, decidiamo quindi di salire direttamente sulla massima pendenza; la “vicinanza” del passo, o almeno il pensiero che lo fosse, ci ridà energia.
Attraversiamo la lingua di neve nel punto dove ci sembra più solida e raggiungiamo il versante opposto nel quale sono presenti alcune baite e casere.
Lingua di neve
La neve non ancora sciolta copre il torrente
Neve in scioglimento
Sotto la neve...
Per prati e rocce risaliamo (dopo un incontro ravvicinato con una vipera…) la valle fino a che il mio socio di risalita, poco piu avanti di me, mi dice: “C’è uno col cappello da cowboy che mi guarda da lontano…”: io credevo che fossero allucinazioni data l’ora e il sole a picco, e invece una volta raggiunta la baita Amici Valle Scura (c.a 1800/1900m slm) vediamo che è abitata da un ragazzo e una ragazza. Le prime persone che abbiamo incontrato dalla partenza (e le ultime che vedremo fino ai Gemelli…)!
Baita Amici Valle Scura
Ecco la Baita Amici della Valle Scura
Dopo essersi stupiti di vedere qualcuno da quelle parti e dopo aver dubitato delle nostre condizioni psichiche nel momento in cui gli abbiamo detto dove volevamo andare con un bel “Otèr si macc’!” (ndr: voi siete matti!), ci han detto che avevano passato sù la notte e sarebbero ri-discesi alla sera.
Parlando con il ragazzo della nostra intenzione di risalire per dritto la Valle Scura fino al P.so Tonale (2276m slm) , lui ci ha consigliato (non avendo noi le ciaspole ed essendo probabile che ci sarebbe stata molta neve) di risalire per la valle parallela, la Val Vegia, aggiarando un costone roccioso e guadagnando quota su una traccia di sentiero delle capre, per poi immetterci in ultimo nuovamente sulla valle per il P.so Tonale. In questo modo avremmo dovuto fare meno strada sulla neve. Poi una volta al passo, per scendere al Rif. Laghi Gemelli, ci ha consigliato di prendere la traccia verso il P.so di Mezzeno e prendere da lì il sentiero che costeggia i laghi e scende al rifugio.
Valle Scura
Verso la Valle Scura
Costone
Il costone che separa la Valle Scura dalla Val Vegia
2° parte: B.ta Amici Valle Scura – P.so Tonale
Scatto qualche foto e ripartiamo, dopo aver salutato i gentilissimi amici (che ci avevano pure offerto un bicchiere di vino).
Risaliamo qualche decina di metri di dislivello fino a prendere la traccia di cui parlava e ci incamminiamo. Inizialmente questa attraversa la valle in modo agevole, ma dopo avere guadato un ruscello dal quale abbiamo riempito le bottiglie ormai vuote di acqua gelida (si, acqua in abbondanza su tutto il percorso a causa dello scioglimento della neve) il “sentiero” diventa abbastanza impervio ed esposto. Si sale a mezza costa tra erba e roccia ed in alcuni punti ci si deve arrampicare aiutandosi con le mani; bisogna prestare attenzione ed avere un passo sicuro. Volgendoci indietro vediamo la piccola baita lasciata alla spalle; il panorama è fantastico: sotto di noi si vede tutta la strada percorsa sui pascoli, alla nostra sinistra il gruppo della Pietra Quadra e alla nostra destra le pendici del P.zo dell’Orto (2276m slm).
Pascoli delle casere
Prendendo quota, sguardo verso i pascoli delle casere
Valle Scura e casere
La Valle Scura sale sopra i pascoli delle casere
Sentiero delle capre
La traccia da seguire con attenzione per aggirare il costone verso la Val Vegia
Aggirato il costone ci troviamo di fronte ad un ripido canalino di roccia e ciuffi d’erba nel quale la neve ormai sciolta a lasciato a ricordo l’erba schiacciata verso valle e una certa viscidità, che una volta risalito ci mostra un altro spettacolo: la Val Vegia innevata. Noi in realtà risaliamo tenendoci più in quota possibile seguendo un percorso su rocce e neve.
Canalino
Il primo canalino da risalire
Canalino innevato
Il secondo canalino innevato da risalire
Risalendo 1
Risalendo in Val Vegia
Dopo la risalita dell’ultimo ampio canale per dritto “gradinando” sulla neve, arriviamo finalmente a vedere la Valle Scura dall’alto; di fronte a noi si stagliano il Monte Tonale, il Monte Spondone e la Cima Pietra Quadra (2356m slm) con le sue imponenti rocce, dietro di noi vediamo il P.zo dell’Orto e il P.so di Val Vegia (2164m slm) che porta sul versante verso il Lago Piano Casere, e alla nostra sinistra il tanto sudato P.so Tonale.
Risalendo 2
Risalendo la parte finale della Val Vegia, sopra si scende in Valle Scura
Valle Scura
Finita la risalita, panorama sulla Valle Scura ancora innevata
In effetti la risalita attraverso la Vale Scura avremmo dovuto farla completamente su neve, ed il tratto finale non è banale: un errore e ci si ritrova molti metri sotto. Certo magari con ciaspole o ramponi…
Il tempo, fin’ora soleggiato (e che sole tra l’altro…), sembra abbia intenzione di cambiare: qualche nuvolone nasconde a tratti il sole e si sente un venticello fresco. Il meteo dava possibilità di pioggia verso sera in effetti.
Non resta che proseguire sulla sinistra attraversando le lingue di neve con attenzione e percorrere un ultimo tratto su traccia bella esposta su roccia non molto stabile: siamo arrivati al P.so Tonale! (2274m slm). Sono circa le 13.30, dalla macchina 4 ore e mezza, ma togliendo la sosta alla Baita e le numerose mie soste fotografiche si potrebbe limare un ora circa. Io personalmente preferisco impiegare un ora di più ma godermi la salita a pieno.
Da qui si gode di una bella vista sulle vette che costeggiano i Laghi Gemelli (1953m slm): di fronte a noi il P.zo Farno (2506m slm) tra la Valle del Farno alla destra e la valle del Lago Colombo a sinistra; alla nostra sinistra in lontananza il P.so dei Laghi Gemelli (2139m slm), mentre piu vicino il Monte Tonale (2425m slm) e il Monte Spondone (2445m slm), che svetta con una lingua di neve spettacolare che scende dalla cima; alla nostra destra in lontananza il Lago Marcio (1841m slm) e poco sopra il Lago del Becco 1872m slm).
Sotto di noi si stende un ampio pendio di neve e roccia quasi in piano che nasconde la vista dei Laghi Gemelli, mostrando solamente un breve tratto vicino alla diga e la diga stessa. Verso destra parte la traccia per il P.so di Mezzeno (2142m slm).
Dietro di noi invece la Valle Scura innevata: uno spettacolo!
Passo Tonale verso Valle Scura
La vista sulla Valle Scura dal Passo Tonale
Diga Laghi Gemelli
L'unico scorcio dei Laghi Gemelli dal P.so Tonale
Monte Spondone
Il M.te Spondone e le pendici del M.te Tonale
Qui restiamo per una buona mezz’ora, anche di più, per fare rifornimento con dei panini e scattare un po’ di foto. E il sole intanto si è di nuovo stabilizzato in cielo.
3° parte: P.so Tonale – Rif. Laghi Gemelli
Da ora sarà per lo più tutta discesa! (forse…)
Partiamo e decidiamo di dirigerci direttamente verso il rifugio, scendendo per dritto, e se riusciamo vorremmo passare per il Laghetto della Paura (1973m slm). Ci teniamo quindi verso sinistra.
La prima parte della discesa è molto veloce scivolando sulla neve
, sul pendio con poca pendenza quasi fosse un piccolo altopiano.
M.te Spondone, M.te Tonale, P.so Tonale
Da sinistra il M.te Spondone, il M.te Tonale e il P.so Tonale
Lago Marcio, Lago del Becco
Il Lago Marcio e poco sopra il Lago del Becco
Laghi Gemelli
Spunta una parte dei Laghi Gemelli
P.so Tonale
Il P.so Tonale scendendo verso i Laghi Gemelli
Valle verso il Lago Colombo
La valle che porta al Lago Colombo e al P.so di Aviasco
Verso Carona
Panorama verso Carona, al centro il Lago Marcio
Neve in scioglimento
La neve sciogliendosi crea numerosi laghetti
P.so Laghi Gemelli
Il P.so dei Laghi Gemelli
P.so Laghi Gemelli
Il P.so dei Laghi Gemelli e un laghetto
Diga Laghi Gemelli
Scendendo verso i Laghi Gemelli
Ma poi la pendenza aumenta parecchio e la neve lascia spazio a erba viscida e roccia. Gli ultimi metri di dislivello sono parecchio strapiombanti ed è meglio non rischiare.
Laghetto della Paura
Il Laghetto della Paura nascosto nella neve
Lagi Gemelli
Difficile scendere verso i Laghi Gemelli
Giunti alla conclusione che per di qua è meglio non scendere :shock:, ritorniamo sui nostri passi per un centinaio di metri e andiamo verso destra scendendo di quota seguendo delle piccole cascatelle su roccia e infine per prati.
Arriviamo finalmente sul sentiero CAI 215/216 che costeggia i laghi; da qui vediamo pure la parete nella quale ci eravamo imbattuti poco fa (e dalla quale abbiamo fatto bene a non scendere).
Prati attorno ai Laghi Gemelli
Percorso fatto verso i Laghi Gemelli, Il P.so Tonale è nascosto
Laghi Gemelli
I Laghi Gemelli, la Valle del Farno e il M.te Corte
Iceberg
Un iceberg
Giungiamo poi in pochi minuti al Rif. Laghi Gemelli (1961m slm), dove possiamo finalmente riposarci un po’, e io finisco l’ultimo panino rimasto.
Rif. Laghi Gemelli
Il Rifugio Laghi Gemelli
4° parte: Rif. Laghi Gemelli - Chignoli
E’ gia ora di scendere, sono le 16.30, e quindi imbocchiamo il sentiero 212 che dal rifugio scende verso Branzi. La prima parte di questo sentiero scende con debole pendenza, è molto panoramica e costeggia il Lago Piano Casere (1816m slm).
Verso Branzi, semtiero CAI 212
Scendenso verso Branzi, sul sentiero CAI 212
Dopo aver superato il bivio per la discesa verso Carona CAI 212 (http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=13169&highlight=carona+gemelli) ed aver attraversato la diga del lago, ci inoltriamo di nuovo nel bosco per scendere gli ultimi ripidi 1000m di dislivello fino a Branzi senza nulla da segnalare, se non il fatto che verso la fine una grossa frana di quest’ultimo inverno ha ostruito parte del sentiero e obbligandoci ad una piccola variante.
Lago Piano Casere
Il Lago Piano Casere e il P.zo del Farno
Val Borleggia verso Branzi
La Val Borleggia che scende verso Branzi
La discesa è però la parte più noiosa (e dolorosa per ginocchia e piedi) di tutto il tragitto. Arriveremo ala macchina a pezzi… ma felici!

Arrivo
Finalmente arrivati
E’ stata un’escursione impegnativa, circa 1500m di dislivello non sono pochi, ma solo il fatto di incontrare 2 sole persone fino ai laghi basta a che il gioco valga la candela! Per non parlare dei paesaggi. E anche solo per la soddisfazione di non aver seguito sentieri “convenzionali” (che paroloni…).
Diciamo anche che, sì, me la aspettavo difficile, ma non così… Il passo non arrivava più, ogni piccolo canale creava suspance per l’arrivo e la delusione, poco dopo, di non essere arrivati e soprattutto non vedere l’arrivo.
Alla prossima.

Si, P.so del Tonale, ma da non confondere con quello ben più noto meta di molti durante la stagione sciistica.
Nella cartina ho riportato spannometricamente il percorso.
Cartina
Profilo

Ho suddiviso in 4 parti, cioè con le 3 tappe che ho effettuato lungo il percorso.
1° parte: Chignoli – B.ta Amici Valle Scura
Tutto pronto, si parte. Lasciamo la macchina in un parcheggio a pettine sulla strada in località Cagnoli fraz. di Branzi (c.a 820m slm), di fronte alla partenza del sentiero CAI 212, che sfutteremo per la prima parte della salita; sono le 9.00, abbastanza tardi, e la strada è lunga.
Imbocchiamo il sentiero che parte in mezzo ad alcune case e sale con uno stradino di sassi e cemento prima e una strada sterrata poi; si prende quota abbastanza velocemente, finché arriviamo ad un incrocio dove ci si raccorda al sentiero che sale da Branzi, sempre CAI 212. Noi proseguiamo salendo e poco dopo arriviamo all’intersezione con un sentiero orizzontale (c.a 1000m slm) che corre restando sempre circa alla stessa quota, del quale imboccheremo il ramo alla nostra destra. Qui il sentiero, molto bello e quando la vegetazione lo permette anche panoramico, è da percorrere con un po’ di attenzione perché abbastanza esposto ed in un tratto è presente una fune metallica (psicologica) e un ponticello.
Vista su Branzi
Vista su Branzi
Sentiero assicurato
Il cavo dà più sicurezza
Ponticello metallico
...meglio non guardare giù...
Continuiamo fino ad incrociare la traccia, segnata, che sale da Gardata (fraz. di Branzi) e che prosegue poi salendo quasi dritto per dritto sul versante con un'altra traccia, sempre segnata, nelle prossimità; abbandoniamo quindi il sentiero pianeggiante per quest’ultima. [Per trovare questo sentiero abbiamo perso molto tempo, più di mezz’ora, essendo indicato sulla mia cartina piu avanti rispetto a dove si trovasse in realtà.]
Ora la salita si fa con un po’ più di fatica; raggiungiamo però una piccola “santella” con una madonnina e una lapide all’interno di un tronco d’albero e poco più avanti una sorgente d’acqua che sgorga direttamente dal pendio, che per chi non ha fiato (come me…) sono una manna dal cielo (per il morale e perché con la scusa di fare fotografie si prende fiato…).
Madonnina
La madonnina, con la lapide e il crocifisso
Fonte
La fonte sgorga direttamente dal versante
Riprendiamo il cammino ma ora il sentiero, traccia che è sempre facile da riconoscere nonostante i segni bianchi e rossi non siano evidentemente recenti, si fa molto ripido: risale direttamente il versante costeggiando a distanza il grosso torrente che scende dall’alto della Valle Scura carico d’acqua e di cui ne sentiamo costantemente la voce.
Ora il bosco sembra concederci un po’ di respiro diradandosi e ci permette di guardare il versante opposto dell’alta Val Brembana; raggiungiamo nelle vicinanze di una vecchia frana la B.ta Cornello (c.a 1500m slm) e proseguiamo nell’erba fino alle ginocchia che ormai ha nascosto la traccia del sentiero per un breve tratto.
Baita Cornello
La Baita Cornello
Baita Cornello
La Baita Cornello con il sentiero che costeggia il torrente
Qui le pendenze, seppur sostenute, si fanno più sopportabili e pure il bosco pian piano si dirada fino a mostrarci dei fantastici pascoli, divisi da una lingua di neve in scioglimento che copre per buona parte il torrente.
Pascoli Valle Scura
I pascoli della Valle Scura una volta usciti dal bosco
Pascoli Valle Scura
I pascoli della Valle Scura
Panorama Valle Scura
La Valle Scura con i pascoli e le Casere
Valle Scura
Lo sguardo verso la strada percorsa
Finalmente iniziamo a vedere l’imbocco del vallone per il P.so Tonale, nostra tappa. La traccia è molto difficile da seguire, decidiamo quindi di salire direttamente sulla massima pendenza; la “vicinanza” del passo, o almeno il pensiero che lo fosse, ci ridà energia.
Attraversiamo la lingua di neve nel punto dove ci sembra più solida e raggiungiamo il versante opposto nel quale sono presenti alcune baite e casere.
Lingua di neve
La neve non ancora sciolta copre il torrente
Neve in scioglimento
Sotto la neve...
Per prati e rocce risaliamo (dopo un incontro ravvicinato con una vipera…) la valle fino a che il mio socio di risalita, poco piu avanti di me, mi dice: “C’è uno col cappello da cowboy che mi guarda da lontano…”: io credevo che fossero allucinazioni data l’ora e il sole a picco, e invece una volta raggiunta la baita Amici Valle Scura (c.a 1800/1900m slm) vediamo che è abitata da un ragazzo e una ragazza. Le prime persone che abbiamo incontrato dalla partenza (e le ultime che vedremo fino ai Gemelli…)!
Baita Amici Valle Scura
Ecco la Baita Amici della Valle Scura
Dopo essersi stupiti di vedere qualcuno da quelle parti e dopo aver dubitato delle nostre condizioni psichiche nel momento in cui gli abbiamo detto dove volevamo andare con un bel “Otèr si macc’!” (ndr: voi siete matti!), ci han detto che avevano passato sù la notte e sarebbero ri-discesi alla sera.
Parlando con il ragazzo della nostra intenzione di risalire per dritto la Valle Scura fino al P.so Tonale (2276m slm) , lui ci ha consigliato (non avendo noi le ciaspole ed essendo probabile che ci sarebbe stata molta neve) di risalire per la valle parallela, la Val Vegia, aggiarando un costone roccioso e guadagnando quota su una traccia di sentiero delle capre, per poi immetterci in ultimo nuovamente sulla valle per il P.so Tonale. In questo modo avremmo dovuto fare meno strada sulla neve. Poi una volta al passo, per scendere al Rif. Laghi Gemelli, ci ha consigliato di prendere la traccia verso il P.so di Mezzeno e prendere da lì il sentiero che costeggia i laghi e scende al rifugio.
Valle Scura
Verso la Valle Scura
Costone
Il costone che separa la Valle Scura dalla Val Vegia
2° parte: B.ta Amici Valle Scura – P.so Tonale
Scatto qualche foto e ripartiamo, dopo aver salutato i gentilissimi amici (che ci avevano pure offerto un bicchiere di vino).
Risaliamo qualche decina di metri di dislivello fino a prendere la traccia di cui parlava e ci incamminiamo. Inizialmente questa attraversa la valle in modo agevole, ma dopo avere guadato un ruscello dal quale abbiamo riempito le bottiglie ormai vuote di acqua gelida (si, acqua in abbondanza su tutto il percorso a causa dello scioglimento della neve) il “sentiero” diventa abbastanza impervio ed esposto. Si sale a mezza costa tra erba e roccia ed in alcuni punti ci si deve arrampicare aiutandosi con le mani; bisogna prestare attenzione ed avere un passo sicuro. Volgendoci indietro vediamo la piccola baita lasciata alla spalle; il panorama è fantastico: sotto di noi si vede tutta la strada percorsa sui pascoli, alla nostra sinistra il gruppo della Pietra Quadra e alla nostra destra le pendici del P.zo dell’Orto (2276m slm).
Pascoli delle casere
Prendendo quota, sguardo verso i pascoli delle casere
Valle Scura e casere
La Valle Scura sale sopra i pascoli delle casere
Sentiero delle capre
La traccia da seguire con attenzione per aggirare il costone verso la Val Vegia
Aggirato il costone ci troviamo di fronte ad un ripido canalino di roccia e ciuffi d’erba nel quale la neve ormai sciolta a lasciato a ricordo l’erba schiacciata verso valle e una certa viscidità, che una volta risalito ci mostra un altro spettacolo: la Val Vegia innevata. Noi in realtà risaliamo tenendoci più in quota possibile seguendo un percorso su rocce e neve.
Canalino
Il primo canalino da risalire
Canalino innevato
Il secondo canalino innevato da risalire
Risalendo 1
Risalendo in Val Vegia
Dopo la risalita dell’ultimo ampio canale per dritto “gradinando” sulla neve, arriviamo finalmente a vedere la Valle Scura dall’alto; di fronte a noi si stagliano il Monte Tonale, il Monte Spondone e la Cima Pietra Quadra (2356m slm) con le sue imponenti rocce, dietro di noi vediamo il P.zo dell’Orto e il P.so di Val Vegia (2164m slm) che porta sul versante verso il Lago Piano Casere, e alla nostra sinistra il tanto sudato P.so Tonale.
Risalendo 2
Risalendo la parte finale della Val Vegia, sopra si scende in Valle Scura
Valle Scura
Finita la risalita, panorama sulla Valle Scura ancora innevata
In effetti la risalita attraverso la Vale Scura avremmo dovuto farla completamente su neve, ed il tratto finale non è banale: un errore e ci si ritrova molti metri sotto. Certo magari con ciaspole o ramponi…
Il tempo, fin’ora soleggiato (e che sole tra l’altro…), sembra abbia intenzione di cambiare: qualche nuvolone nasconde a tratti il sole e si sente un venticello fresco. Il meteo dava possibilità di pioggia verso sera in effetti.
Non resta che proseguire sulla sinistra attraversando le lingue di neve con attenzione e percorrere un ultimo tratto su traccia bella esposta su roccia non molto stabile: siamo arrivati al P.so Tonale! (2274m slm). Sono circa le 13.30, dalla macchina 4 ore e mezza, ma togliendo la sosta alla Baita e le numerose mie soste fotografiche si potrebbe limare un ora circa. Io personalmente preferisco impiegare un ora di più ma godermi la salita a pieno.
Da qui si gode di una bella vista sulle vette che costeggiano i Laghi Gemelli (1953m slm): di fronte a noi il P.zo Farno (2506m slm) tra la Valle del Farno alla destra e la valle del Lago Colombo a sinistra; alla nostra sinistra in lontananza il P.so dei Laghi Gemelli (2139m slm), mentre piu vicino il Monte Tonale (2425m slm) e il Monte Spondone (2445m slm), che svetta con una lingua di neve spettacolare che scende dalla cima; alla nostra destra in lontananza il Lago Marcio (1841m slm) e poco sopra il Lago del Becco 1872m slm).
Sotto di noi si stende un ampio pendio di neve e roccia quasi in piano che nasconde la vista dei Laghi Gemelli, mostrando solamente un breve tratto vicino alla diga e la diga stessa. Verso destra parte la traccia per il P.so di Mezzeno (2142m slm).
Dietro di noi invece la Valle Scura innevata: uno spettacolo!
Passo Tonale verso Valle Scura
La vista sulla Valle Scura dal Passo Tonale
Diga Laghi Gemelli
L'unico scorcio dei Laghi Gemelli dal P.so Tonale
Monte Spondone
Il M.te Spondone e le pendici del M.te Tonale
Qui restiamo per una buona mezz’ora, anche di più, per fare rifornimento con dei panini e scattare un po’ di foto. E il sole intanto si è di nuovo stabilizzato in cielo.
3° parte: P.so Tonale – Rif. Laghi Gemelli
Da ora sarà per lo più tutta discesa! (forse…)
Partiamo e decidiamo di dirigerci direttamente verso il rifugio, scendendo per dritto, e se riusciamo vorremmo passare per il Laghetto della Paura (1973m slm). Ci teniamo quindi verso sinistra.
La prima parte della discesa è molto veloce scivolando sulla neve
, sul pendio con poca pendenza quasi fosse un piccolo altopiano.M.te Spondone, M.te Tonale, P.so Tonale
Da sinistra il M.te Spondone, il M.te Tonale e il P.so Tonale
Lago Marcio, Lago del Becco
Il Lago Marcio e poco sopra il Lago del Becco
Laghi Gemelli
Spunta una parte dei Laghi Gemelli
P.so Tonale
Il P.so Tonale scendendo verso i Laghi Gemelli
Valle verso il Lago Colombo
La valle che porta al Lago Colombo e al P.so di Aviasco
Verso Carona
Panorama verso Carona, al centro il Lago Marcio
Neve in scioglimento
La neve sciogliendosi crea numerosi laghetti
P.so Laghi Gemelli
Il P.so dei Laghi Gemelli
P.so Laghi Gemelli
Il P.so dei Laghi Gemelli e un laghetto
Diga Laghi Gemelli
Scendendo verso i Laghi Gemelli
Ma poi la pendenza aumenta parecchio e la neve lascia spazio a erba viscida e roccia. Gli ultimi metri di dislivello sono parecchio strapiombanti ed è meglio non rischiare.
Laghetto della Paura
Il Laghetto della Paura nascosto nella neve
Lagi Gemelli
Difficile scendere verso i Laghi Gemelli
Giunti alla conclusione che per di qua è meglio non scendere :shock:, ritorniamo sui nostri passi per un centinaio di metri e andiamo verso destra scendendo di quota seguendo delle piccole cascatelle su roccia e infine per prati.
Arriviamo finalmente sul sentiero CAI 215/216 che costeggia i laghi; da qui vediamo pure la parete nella quale ci eravamo imbattuti poco fa (e dalla quale abbiamo fatto bene a non scendere).
Prati attorno ai Laghi Gemelli
Percorso fatto verso i Laghi Gemelli, Il P.so Tonale è nascosto
Laghi Gemelli
I Laghi Gemelli, la Valle del Farno e il M.te Corte
Iceberg
Un iceberg
Giungiamo poi in pochi minuti al Rif. Laghi Gemelli (1961m slm), dove possiamo finalmente riposarci un po’, e io finisco l’ultimo panino rimasto.
Rif. Laghi Gemelli
Il Rifugio Laghi Gemelli
4° parte: Rif. Laghi Gemelli - Chignoli
E’ gia ora di scendere, sono le 16.30, e quindi imbocchiamo il sentiero 212 che dal rifugio scende verso Branzi. La prima parte di questo sentiero scende con debole pendenza, è molto panoramica e costeggia il Lago Piano Casere (1816m slm).
Verso Branzi, semtiero CAI 212
Scendenso verso Branzi, sul sentiero CAI 212
Dopo aver superato il bivio per la discesa verso Carona CAI 212 (http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=13169&highlight=carona+gemelli) ed aver attraversato la diga del lago, ci inoltriamo di nuovo nel bosco per scendere gli ultimi ripidi 1000m di dislivello fino a Branzi senza nulla da segnalare, se non il fatto che verso la fine una grossa frana di quest’ultimo inverno ha ostruito parte del sentiero e obbligandoci ad una piccola variante.
Lago Piano Casere
Il Lago Piano Casere e il P.zo del Farno
Val Borleggia verso Branzi
La Val Borleggia che scende verso Branzi
La discesa è però la parte più noiosa (e dolorosa per ginocchia e piedi) di tutto il tragitto. Arriveremo ala macchina a pezzi… ma felici!
Arrivo
Finalmente arrivati
E’ stata un’escursione impegnativa, circa 1500m di dislivello non sono pochi, ma solo il fatto di incontrare 2 sole persone fino ai laghi basta a che il gioco valga la candela! Per non parlare dei paesaggi. E anche solo per la soddisfazione di non aver seguito sentieri “convenzionali” (che paroloni…).
Diciamo anche che, sì, me la aspettavo difficile, ma non così… Il passo non arrivava più, ogni piccolo canale creava suspance per l’arrivo e la delusione, poco dopo, di non essere arrivati e soprattutto non vedere l’arrivo.
Alla prossima.

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