La Lunga Marcia della Val Nure 7/06/09

robbs

Il Grande Insubrico
Bellissima parentesi appenninica per il gruppo insubro/piacentino: Robbs, Elvis, Genepy e Alesrep.
L'occasione è una manifestazione che ormai si ripete da 39 anni, ovvero la "Lunga Marcia della Val Nure", organizzata dal Gaep (Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini).

La marcia, nella sua versione completa, misura 33.4km (3km considerando anche il rientro al paese di Selva), con un dislivello di quasi 2000m in salita, percorrendo l'intero crinale che separa la Val Nure dalla Val Trebbia, spingendosi fino ai Crinali della val d'Aveto, ai confini con la Liguria.
Punto di partenza il Passo del Cerro (766m), raggiungibile da Bettola con servizio autobus. Da qui si procede dapprima su carrozzabile e poi su sentiero verso la cima del Monte Osero (1235m), con alcuni tratti particolarmente impegnativi data la pendenza.
La discesa sul versante opposto è nolto dolce e paesaggistica, tra ampi prati e boschi di castagni e noccioli, alternati, a tratti, con pini e qualche abete. Si scende così al Passo della Cappelletta (1036m), dove si oltrepassa la statale per Pradovera, spingendosi verso sud su ampio sentiero. La pendenza ora è piuttosto dolce, tra campi coltivati e vegetazione bassa, ma si continua a prendere quota fino alla Fontana del faggio (1300m), da cui il panorama spazia su tutta la val Nure, fino ai crinali meridionali dove terminerà il percorso, ma che sono ancora molto lontani! Scendendo dal colle si attraversa il piccolo paese di Ciregna (1125m) e da qui, oltrepassando il ripido colle dei Groppi di Lovezzera (1260m), raggiungibile con ripido sentiero, si scende piuttosto decisi verso il Passo del Mercatello (m 1058), dove si incrocia la strada proveniente da Ferriere. Ora inizia la parte più impegnativa ma allo stesso tempo più spettacolare della marcia: la salita del Monte Carevolo. Dapprima il sentiero risale dolce nel bosco, portandosi alla base della motta erbosa. Poi, all'improvviso il sentiiero tende a scomparire tra le radici e le foglie umide, obbligandoci a fare attenzione ai segnavia sugli alberi, e la pendenza aumenta di botto.
Il tratto finale dell'ascesa è davvero molto impegnativo, con tratti talmente pendenti da rendere necessario l'utilizzo di una corda per facilitare l'ascesa.
Si sbuca infine sui prati sommitali del monte e, con un'ultima ripida rampa, si raggiunge la croce di vetta (1520m), da cui si può ammirare un panorama spettacolare a 360° su val Nure, Val Trebbia, val d'Aveto, Monte Lesima e Monte Penice.

Dalla cima, si scende fino a Pian del Lupo tramide sentiero tracciato o tramite la ripida traccia rettilinea utilizzata dagli appassionati di moto cross, e da qui in leggera salita si raggiunge la Sella del Cantone (1480m), valico erboso molto panoramico. Siamo quasi alla fine e ci si porta quindi verso gli ampi pascoli dela sella del Crociglia (1465m), nei pressi dell'omonima cima, da cui una ripida discesa nel bosca conduce al termine della marcia, nei pressi della vecchia Dogana ducale del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, dove oggi sorge il rifugio GAEP V. Stoto.

In realtà non finisce qui, in quanto il servizio pullman verso Bettola parte dal paese sottostante, Selva di Ferriere (1107m), per cui è necessario percorrere altri 4km di strada (o circa 2km di sentiero) per poter effettivamente considerare conclusa la camminata.

Impressione personale: d-e-v-a-s-t-a-n-t-e!! la distanza e il dislivello sono stati i più alti che avevo mai fatto, la salita del Carevolo posta alla fine è veramente una mazzata.
Però bellisismo posto, un po' anomalo per uno abituato all'ambiente alpino, ma comunque molto affascinante. E complimenti ai 3 soci di marcia, che si sono degnamente difesi anche in questa prestazione veramente impegnativa!!


Altimetria
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Bettola, uno dei principali centri della Val Nure
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Oltrepassato il Passo del Cerro, sguardo verso la Val Trebbia
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Piccoli agglomerati sui versanti della Val Nure
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Incroci di colori
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La lunga marcia procede..l'arrivo è nei pressi dei monti sullo sfondo
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Il Passo della Cappelletta
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Paesaggio arcadico
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Scorci appenninici
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Paesaggio dalla Fontana del Faggio: sullo sfondo a sx il Carevolo
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Colori
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Le luci del bosco, in salita verso il Carevolo
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L'ultima micidiale rampa verso la cima del Carevolo
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La croce di vetta del Carevolo
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Panorama dal Carevolo verso il Pian del Lupo e la Sella del cantone (a sx)
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Elvis tenta di resistere alle raffiche violentissime sulla vetta del Carevolo
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Vista verso il Crociglia
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TRacciato Gps della marcia
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All'inizio del percorso ho sofferto un pò, devo dirlo (e il buon Robbs mi è testimone) ma poi più mi avvicinavo alla fine più mi sentivo in forma.
In ogni caso devo dire che è stato bellissimo poi la compagnia direi eccezzionale.
 
mamma mia!!!!Complimenti!!!!!37 km!!!!!!.....che bello vedere foto della terra piacentina!....a Bettola ci sono andato in "gita enogastronomica" col liceo!....ebbene si, mentre le altre classi le portavano all'estero o in città italiane, a noi ci portavano a mangiare e a cavalcare a Bettola....a un passo da casa!
 
il mio dubbio principale, all'inizio, era costituito dal fatto di non saper dare un peso reale a cosa significhi camminare per 33km (poi diventati 37); in montagna mi baso sempre sul tempo e/o sul dislivello, mai sul chilometraggio. Così provavo ad immaginarmi di andare a piedi da casa mia fino a Milano, ma non riuscivo mai a superare il secondo chilometro di superstrada perché arrivava sempre qualcuno che mi stirava, allora mi vedevo alle prese con un'andata e ritorno a Como (meglio...) e mi dicevo "mah...mi pare un po' tanto da fare a piedi, ci sono altri modi di passare il tempo".
Ma mi serviva una scusa per rivedere degli amici e per tornare sul luogo della stroppolata a fare il pieno di gnocco fritto, pisarei e tortelli, e così...pronti, partenza, via!
Tento di prendere tempo sulla prima rampa, ma il mio tentativo di cazzeggio fallisce subito, mi stanno già distanziando. Provo la tattica opposta, tirare dibbbbestia ma dopo dieci metri mi rendo conto che mancano ancora 32 chilometri...
poi il gruppetto si assesta, ci si sgrana poi ci si ricompatta e i chilometri iniziano a scorrere sotto i piedi. Primo punto di ristoro, poi il secondo, due risate con i simpaticissimi ragazzi della scopa, l'incontro con i ragazzi in moto da cross (che mi hanno pure omaggiato di una salita dimostrativa sulla rampa del Carevolo) e altri punti di ristoro e altri chilometri sfilano alle nostre spalle.
finito il giro ho capito che 37 chilometri a piedi sono tanti, ma veramente! :D
Ai miei piedi non ho fatto domande per paura delle risposte, le gambe alla fine erano piuttosto di legno, ma tutte le uscite con le pelli hanno fatto si che il giorno dopo non avessi dolori. meno male... :D
Ultima cosa, il meteo perfetto: sempre ventilato (a volte anche troppo :D) e cielo azzurro, pochissimo sudore versato.
Resterà per sempre il ricordo di un gran weekend, per compagnia, cibo e luoghi.
 
E'stata una bella esperienza,nemmeno io avevo mai fatto escursioni così lunghe!
Peccato essere partito già malconcio,poi un crampetto all'8°km che mi sono trascinato fino alla fine e oltre,e un allenamento scarso che mi hanno fatto soffrire all'ultima rampata.
Ma mi conosco bene,la volontà di arrivare in fondo c'era e ce l'ho fatta!! :xaaa

Il mio vero rammarico è l'aver visto troppo in fretta tanti bei posti,che sono passati come il panorama dal treno....dall'alto dei crinali l'Appennino è davvero bello!
Restano negli occhi tante belle immagini e anche una maggior conoscenza della zona nel suo complesso,ci saranno occasioni per approfondire per bene certi bei posticini!!

La vera delusione me l'ha data Elvis,che ha fatto finta di avere il mio passo malfermo e invece fingeva spudoratamente,infatti ad un certo punto mi ha abbandonato....la delusione del vecio!! :D

Un Grazie al gruppo Tartarughi,alla prossima! :ad:
 
:D Max il problema è che quando inizio ad essere "cotto" non mi devo fermare, altrimenti non riparto più. Oltre una certa soglia vado per inerzia, non per volontà :DDD
 
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