Organizziamo un quartetto per questa prima giornata del ponte e nel mio intento di far conoscere le mie montagne bergamasche opto per portare martina, andrea ed elia in uno dei miei classici itinerari di inizio stagione, che ricalca fedelmente anche la prima tappa del mitico "Sentiero delle Orobie", da Valcanale al Rifugio Laghi Gemelli, passando per il Rifugio Alpe Corte e il passo dei Laghi Gemelli, che rappresenta il culmine del nostro percorso.
2 anni fa postai lo stesso itinerario effettuato il 30 Aprile (2007, quindi), incredibile il saldo positivo di neve di questo 30 Maggio 2009. Vi invito al confonto. 30 Apr 07 --> http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=12549
L'escursione, di media difficoltà per dislivello, tecnica e lunghezza, si è trasformata a cavallo del Passo Laghi Gemelli in un piccolo contesto invernale, con traversi delicati, piccole discese su misto, al rientro risalita di pendio nevoso a 35° in prima traccia, modificandone decisamente l'indicazione E (escursionisti) attribuitole dal C.A.I. Bergamo.
Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/LOM-090530.htm
Itinerario: Valcanale (BG) - Rif. Alpe Corte - P.so Laghi Gemelli - Rif. Laghi Gemelli
Dislivelli: totale m. 1288. 1024 da Valcanale al passo + 171 di risalita del passo al ritorno + leggeri saliscendi.
Difficoltà: generalmente E. Itinerario di medio escursionismo, ma grande attenzione ai numerosi tratti innevati, in particolare la discesa dal Passo Laghi Gemelli sul versante N (e la successiva risalita), da considerarsi al momento alpinistica (AF). Nelle attuali condizioni è buona norma dotarsi di ramponi per maggiore sicurezza.
Esposizione: da S a SE fino al Passo Laghi Gemelli, poi N.
Rifugi: Rifugio Alpe Corte (1410m) poco oltre la partenza, molto comodo. Rifugio Laghi Gemelli (1968m), con 80 posti letto, la nostra meta, ideale per pranzare lungo questo itinerario. Garantisce un'apertura stagionale piuttosto prolungata, consentendo di effettuare l'escursione per un lungo periodo.
Acqua e cibo: Nei rifugi.
Ritrovo come di consueto in leggero ritardo in quel di Nembro e approdo dopo una buona colazione a Valcanale alle 8.30, comunque di buon'ora per questa stagione e queste temperature frizzantine che hanno caratterizzato il lungo weekend. Ci prepariamo e partiamo alla volta del Rifugio Alpe Corte, consueta base alta per il giro, piuttosto frequentato anche oggi.
Elvis e Robbs verso il rifugio Alpe Corte.
Anche Marti sullo sfondo del rifugio.
Passato il rifugio si risale dapprima in maniera tenue fino a un ponticello, poi via via sempre più decisamente evitando nel modo migliore i passaggi complicati dai danni causati dalle numerose valanghe primaverili.
In non troppo tempo e con passo regolare arriviamo alla zona delle baite, incastonate sotto le pendici meridionali del Monte Corte, dal quale mai ho visto scendere così tanti e pieni corsi d'acqua. Un altro effetto dirompente derivato dall'eccezionalità dell'inverno appena passato.
Mentre saliamo la valle della Corte le nubi ci privano della vista del Pizzo Arera (2512).
Marti a Baita Corte di mezzo (1669).
Elvis e Robbs raggiungono la baita.
Il riposo dei guerrieri /1.
Il riposo dei guerrieri /2.
Baita Corte alta (1885).
Sopra Baita Corte alta l'elemento dominante è bianco, sempre più bianco fin verso il passo e nonostante questo sia un versante meridionale e neanche a quota duemila metri.
Andrea e Elia accanto alle prime nevi sopra Baita Corte alta.
Marti guida sempre il gruppo su per il Sentiero delle Orobie.
Sempre in coppia su per nevai.
Elvis sembra comparire dalla neve dopo un tratto ripido.
Marti verso il passo, al fianco della cima E di Mezzeno.
Robbs guida il duo sullo sfondo del M. Secco (2267).
Eccoci, il Passo dei Laghi Gemelli, spartiacque tra la valle Seriana, dalla quale arriviamo, e la valle Brembana, nella quale sconfineremo per raggiungere il rifugio. Qui ci si volta a nord e, come a questo punto ampiamente previsto, immancabilmente l'ambiente si tinge ancor più di bianco, rivelando anche le difficoltà tecniche che incontreremo nel proseguio, giù verso il ripido balzo che ci separa dal lago e le sue rive. Vediamo ancora cornici e fenomeni tipicamente invernali qui attorno a noi, è magnifico.
Al Passo Laghi Gemelli la vista su tutta la cresta E che conduce al Pizzo Arera.
Marti alla tavola panoramica del passo.
Voltiamoci verso Nord. I Laghi Gemelli e la vista che spazia fino al Pizzo Badile.
Pizzo Farno (2506).
La cima regina della zona, Pizzo del Becco (2507).
Marti e il lago.
Qui individuare la linea da seguire in discesa non appare per nulla banale, sebbene l'abbia affrontata già numerose volte. E infatti dopo i primi ripidi metri una piccola incertezza ci porta verso una linea diversa, sebbene vicina, dal sentiero estivo, quasi completamente nascosto dalla neve. Poco male, solo dobbiamo fare attenzione in un paio di corti traversi su neve e perdiamo un po' di tempo a scavare una traccia che sia sicura per chi ci segue, ben incastonata nel pendio.
Robbs quasi incredulo osserva il tratto appena percorso per scendere i primi metri dal passo.
Marti in traverso verso il rifugio, superato il punto critico.
Robbs difende, Elvis studia la linea di attacco sciistico per questi metri.
Una volta raggiunta la costa finale la percorriamo sempre increduli per la quantità di neve attorno a noi e sul percorso. Approdiamo al rifugio con un'oretta di ritardo sui tempi che fino al passo sembravano profilarsi, con una fame conseguentemente ingigantita e di cui si fa carico Maurizio, il gestore, con importanti taglieri di salumi, cinghiale alla cacciatora, polenta e vino a volontà.
Marti approda al Rifugio Laghi Gemelli (1968).
Anche un chiacchierata con Maurizio, che ci presta il binocolo per individuare la via, ci chiarisce le idee sul rientro, che non tardiamo ad affrontare vista la difficoltà da superare e il cielo a questo punto sempre più coperto.
Ho poche foto di questa fase e anche della prima parte del ritorno, in quanto per lo più impegnato a impostare la giusta via di ritorno puntellando la salita per pendio nevoso a 35°, che senza ramponi ha necessitato di un buon dispendio. Elvis contribuisce dando il meglio sul traverso, qui meno insidioso perchè giustamente affrontato dove il pendio è poco ripido. Arriviamo sempre in un'oretta e mezzo, nuovamente al passo.
Elvis punta dritto e scava la traccia su verso il passo Laghi Gemelli (2139).
Ora la discesa è meno problematica, per me ed elia addirittura molto divertente perchè ci consente di "sciare" sulla neve, in pratica facendo precipitare i nostri tempi di discesa.
Anche la snowboarder prova a sciare su questi ripidi nevai.
Elvis studia la tecnica di discesa su neve del robbs...
Ultima neve verso valle.
L'ultima parte della giornata viene ravvivata dal colpo di fulmine di elvis che come d'incanto viene abbagliato da una visione che compare imprevista alla fine dell'ultimo ripido nevaio. Una ragazza, da sola, si è avventurata lasciando ben più giù il suo "uomo" stanco. Per un'oretta con lei si è parlato, ci siamo inseguiti a vicenda giù verso il rifugio Alpe Corte, convinti che debba urgentemente sostituire il suo uomo con il prode elvis.
Sarà amore vero???...
...Marti osserva e se la ride!!!
Ragazzi, ora tocca a voi integrare!
Bye bye
2 anni fa postai lo stesso itinerario effettuato il 30 Aprile (2007, quindi), incredibile il saldo positivo di neve di questo 30 Maggio 2009. Vi invito al confonto. 30 Apr 07 --> http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=12549
L'escursione, di media difficoltà per dislivello, tecnica e lunghezza, si è trasformata a cavallo del Passo Laghi Gemelli in un piccolo contesto invernale, con traversi delicati, piccole discese su misto, al rientro risalita di pendio nevoso a 35° in prima traccia, modificandone decisamente l'indicazione E (escursionisti) attribuitole dal C.A.I. Bergamo.
Link originario: http://www.sport2k.net/trekking/LOM-090530.htm
Itinerario: Valcanale (BG) - Rif. Alpe Corte - P.so Laghi Gemelli - Rif. Laghi Gemelli
Dislivelli: totale m. 1288. 1024 da Valcanale al passo + 171 di risalita del passo al ritorno + leggeri saliscendi.
Difficoltà: generalmente E. Itinerario di medio escursionismo, ma grande attenzione ai numerosi tratti innevati, in particolare la discesa dal Passo Laghi Gemelli sul versante N (e la successiva risalita), da considerarsi al momento alpinistica (AF). Nelle attuali condizioni è buona norma dotarsi di ramponi per maggiore sicurezza.
Esposizione: da S a SE fino al Passo Laghi Gemelli, poi N.
Rifugi: Rifugio Alpe Corte (1410m) poco oltre la partenza, molto comodo. Rifugio Laghi Gemelli (1968m), con 80 posti letto, la nostra meta, ideale per pranzare lungo questo itinerario. Garantisce un'apertura stagionale piuttosto prolungata, consentendo di effettuare l'escursione per un lungo periodo.
Acqua e cibo: Nei rifugi.
Ritrovo come di consueto in leggero ritardo in quel di Nembro e approdo dopo una buona colazione a Valcanale alle 8.30, comunque di buon'ora per questa stagione e queste temperature frizzantine che hanno caratterizzato il lungo weekend. Ci prepariamo e partiamo alla volta del Rifugio Alpe Corte, consueta base alta per il giro, piuttosto frequentato anche oggi.
Elvis e Robbs verso il rifugio Alpe Corte.
Anche Marti sullo sfondo del rifugio.
Passato il rifugio si risale dapprima in maniera tenue fino a un ponticello, poi via via sempre più decisamente evitando nel modo migliore i passaggi complicati dai danni causati dalle numerose valanghe primaverili.
In non troppo tempo e con passo regolare arriviamo alla zona delle baite, incastonate sotto le pendici meridionali del Monte Corte, dal quale mai ho visto scendere così tanti e pieni corsi d'acqua. Un altro effetto dirompente derivato dall'eccezionalità dell'inverno appena passato.
Mentre saliamo la valle della Corte le nubi ci privano della vista del Pizzo Arera (2512).
Marti a Baita Corte di mezzo (1669).
Elvis e Robbs raggiungono la baita.
Il riposo dei guerrieri /1.
Il riposo dei guerrieri /2.
Baita Corte alta (1885).
Sopra Baita Corte alta l'elemento dominante è bianco, sempre più bianco fin verso il passo e nonostante questo sia un versante meridionale e neanche a quota duemila metri.
Andrea e Elia accanto alle prime nevi sopra Baita Corte alta.
Marti guida sempre il gruppo su per il Sentiero delle Orobie.
Sempre in coppia su per nevai.
Elvis sembra comparire dalla neve dopo un tratto ripido.
Marti verso il passo, al fianco della cima E di Mezzeno.
Robbs guida il duo sullo sfondo del M. Secco (2267).
Eccoci, il Passo dei Laghi Gemelli, spartiacque tra la valle Seriana, dalla quale arriviamo, e la valle Brembana, nella quale sconfineremo per raggiungere il rifugio. Qui ci si volta a nord e, come a questo punto ampiamente previsto, immancabilmente l'ambiente si tinge ancor più di bianco, rivelando anche le difficoltà tecniche che incontreremo nel proseguio, giù verso il ripido balzo che ci separa dal lago e le sue rive. Vediamo ancora cornici e fenomeni tipicamente invernali qui attorno a noi, è magnifico.
Al Passo Laghi Gemelli la vista su tutta la cresta E che conduce al Pizzo Arera.
Marti alla tavola panoramica del passo.
Voltiamoci verso Nord. I Laghi Gemelli e la vista che spazia fino al Pizzo Badile.
Pizzo Farno (2506).
La cima regina della zona, Pizzo del Becco (2507).
Marti e il lago.
Qui individuare la linea da seguire in discesa non appare per nulla banale, sebbene l'abbia affrontata già numerose volte. E infatti dopo i primi ripidi metri una piccola incertezza ci porta verso una linea diversa, sebbene vicina, dal sentiero estivo, quasi completamente nascosto dalla neve. Poco male, solo dobbiamo fare attenzione in un paio di corti traversi su neve e perdiamo un po' di tempo a scavare una traccia che sia sicura per chi ci segue, ben incastonata nel pendio.
Robbs quasi incredulo osserva il tratto appena percorso per scendere i primi metri dal passo.
Marti in traverso verso il rifugio, superato il punto critico.
Robbs difende, Elvis studia la linea di attacco sciistico per questi metri.
Una volta raggiunta la costa finale la percorriamo sempre increduli per la quantità di neve attorno a noi e sul percorso. Approdiamo al rifugio con un'oretta di ritardo sui tempi che fino al passo sembravano profilarsi, con una fame conseguentemente ingigantita e di cui si fa carico Maurizio, il gestore, con importanti taglieri di salumi, cinghiale alla cacciatora, polenta e vino a volontà.
Marti approda al Rifugio Laghi Gemelli (1968).
Anche un chiacchierata con Maurizio, che ci presta il binocolo per individuare la via, ci chiarisce le idee sul rientro, che non tardiamo ad affrontare vista la difficoltà da superare e il cielo a questo punto sempre più coperto.
Ho poche foto di questa fase e anche della prima parte del ritorno, in quanto per lo più impegnato a impostare la giusta via di ritorno puntellando la salita per pendio nevoso a 35°, che senza ramponi ha necessitato di un buon dispendio. Elvis contribuisce dando il meglio sul traverso, qui meno insidioso perchè giustamente affrontato dove il pendio è poco ripido. Arriviamo sempre in un'oretta e mezzo, nuovamente al passo.
Elvis punta dritto e scava la traccia su verso il passo Laghi Gemelli (2139).
Ora la discesa è meno problematica, per me ed elia addirittura molto divertente perchè ci consente di "sciare" sulla neve, in pratica facendo precipitare i nostri tempi di discesa.
Anche la snowboarder prova a sciare su questi ripidi nevai.
Elvis studia la tecnica di discesa su neve del robbs...
Ultima neve verso valle.
L'ultima parte della giornata viene ravvivata dal colpo di fulmine di elvis che come d'incanto viene abbagliato da una visione che compare imprevista alla fine dell'ultimo ripido nevaio. Una ragazza, da sola, si è avventurata lasciando ben più giù il suo "uomo" stanco. Per un'oretta con lei si è parlato, ci siamo inseguiti a vicenda giù verso il rifugio Alpe Corte, convinti che debba urgentemente sostituire il suo uomo con il prode elvis.
Sarà amore vero???...
...Marti osserva e se la ride!!!
Ragazzi, ora tocca a voi integrare!
Bye bye

Y elvis sei un mito!!!! anche l'sms che hai mandato a marco domenica... sei troppo un idolo! 