Incidenti valanga dal 1 gennaio 2009

dal 1 gennaio 2009
100 travolti
15 deceduti
23 feriti
riferito a che stao/località/zona???non mi stupisce, e comunque vai a dare un occhio alle statistiche di incidenti mortali a Cham. la gente va, sempre di più (spesso anche alla caxxo), rischia,e quando poi fa tutta la neve che ha fatto quest'anno...un unico dubbio su uan cosa che è stata evidenziata: non sono così sicuro che tutti, quel giorno, avessero accettato così coscientemente il rischio annidato in quella zona.
giusto per la cronaca con Albatros tutto chiarito. ne sono felice.
 
riferito a che stao/località/zona???non mi stupisce, e comunque vai a dare un occhio alle statistiche di incidenti mortali a Cham. la gente va, sempre di più (spesso anche alla caxxo), rischia,e quando poi fa tutta la neve che ha fatto quest'anno...un unico dubbio su uan cosa che è stata evidenziata: non sono così sicuro che tutti, quel giorno, avessero accettato così coscientemente il rischio annidato in quella zona.
giusto per la cronaca con Albatros tutto chiarito. ne sono felice.

Italia fonte Aineva (www.aineva.it - categoria incidenti)
 
Italia fonte Aineva (www.aineva.it - categoria incidenti)

Francamente, anche se dispiace per i morti e i feriti, non e' un bilancio catastrofico. Anzi' . . . considerando l' innevamento eccezionale sul versante sud delle Alpi e' da considerarsi molto contenuto. E la conferma che, fortunatamente, le condizioni neve per la maggior parte del tempo erano piuttosto favorevoli.

Generalmente, nella stessa direzione i numeri per la Svizzera (fino a questo momento - qui il bilancio definitivo si fa alla fine d' agosto):

23 morti (di cui, nell' incidente di per se piu' grave, 3 ciaspolari in un colpo al Lac de Cleuson, e 2 cascatisti);
1 disperso (in valanga; Oldenhorn);

In Isvizzera in media per anno muoiono 25 pers in valanghe nel giro degli ultimi anni.

Inoltre, l' SLF (www.slf.ch) sottolinea che, ovviamente, grazie al lavoro di illuminazione e di formazione, le capacita' della gente di praticare l' autosalvataggio sono molto aumentate. E quindi il numero di morti tendenzialmente scende addirittura nonostante la pratica della neve fresca sia per aiuti d' impianti, sia per ski randonnee aumenta.
 
Grazie per la segnalazione.
Però cerchiamo di dire qualcosa, argomentare, tentare di "dare" qualcosa a chi sa meno... I "flash" vanno bene ma non su discussioni "importanti". Ho spezzato e sposta gli interventi qui.
 

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Quando si cerca di "dare" poi vi sono troppe polemiche :-?

Cmq la tabella sul sito dell'Aineva riporta anche le località, la tipologia dei travolti ed il dettaglio illesi feriti morti.
Io ho estrapolato un dato che per essere preciso:

travolti - illesi - feriti - morti
stagione 2008/2009 TOTALI 119 57 42 20
stagione 2007/2008 TOTALI 65 30 19 16
stagione 2006/2007 TOTALI 81 63 16 6
stagione 2005/2006 TOTALI 118 86 31 21
stagione 2004/2005 TOTALI 60 36 14 10

ora questa è solo statistica

sempre sul sito vi sono ottime pubblicazioni, tra i quali un pdf scaricabile che non so allegare.

Questo è un sito che già parecchie volte ho segnalato anche come ACERRI.

un pò di bibliografia

AA.VV. - 1981- Avalanche Atlas. UNESCO CH
AINEVA 1989- Glossario dei termini nivologici e meteorologici in uso
nei bollettini valanghe - Rivista Neve e Valanghe n° 7, pagg.44-51
AA.VV. - 1999- La Neve.AINEVA Trento
AA.VV. - 2000- Guida all’utilizzo dei bollettini nivometeorologici.
AINEVA Trento
AA.VV. -2001- Gli incidenti da valanga nel fuoripista. AINEVA - Rivista
Neve e Valanghe n° 42, pagg.18-23
AA.VV. -2001- Previsione e Prevenzione: utilità e limiti dell’informazione.
AINEVA - Rivista Neve e Valanghe n° 42, pagg.24-27
CAGNATI A. -1993- La nuova scala unificata per la classificazione del
pericolo da valanga. AINEVA - Rivista Neve e Valanghe n° 19,
pagg. 26-31
CAGNATI A. - 1999- La valutazione della stabilità del manto nevoso.
Tamari (BO)
CRESTA R. -1993- La neve e le valanghe. Mulatero (TO)
DAFFERN T. -1992- Avalanche Safety for skiers and climber. Roky
Mountain Boocks, Calgary
FRASER C. -1970- L’enigma delle valanghe. Zanichelli (BO)
GREGORI P. -1987- Appunti di nivologia.
Tipografia Commerciale Trentina (TN)
McCLUNG D.,SCHAERER S.- 1996- Manuale delle valanghe. Ed. italiana
Zanichelli (BO)
MUNTER W. - 1992- Il rischio di valanghe. C.A.I.-C.A.S. Milano
ROCH A. -1980- Neve e valanghe. Ed. C.A.I. Milano
SALM B. - 1987- Guida pratica sulle valanghe.
Ed. C.A.I-C.A.S. Milano
BRUGGER H., FALK M. - Rivista Neve e Valanghe n° 49,
pagg. 20-27
CAGNATI A., VALT M. - La neve e le valanghe -
Cd-Rom Ed.Centro Valanghe Arabba


p.s.
Come avrai notato, caro Fabio; non ho postato nessun commento, idealmente mi sono stretto alle famiglie dei deceduti e basta.
I "ragazzi" che erano sopra sono gli unici che possono sapere cosa è realmente successo, e sono loro che vivranno con la propria coscienza.

Noi a tavolino non possiamo arrogarci il diritto di dare una spiegazione all'evento, non abbiamo ne conoscenza ne esperienza in materia.
 
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Come avrai notato, caro Fabio; non ho postato nessun commento, idealmente mi sono stretto alle famiglie dei deceduti e basta.
I "ragazzi" che erano sopra sono gli unici che possono sapere cosa è realmente successo, e sono loro che vivranno con la propria coscienza.

Noi a tavolino non possiamo arrogarci il diritto di dare una spiegazione all'evento, non abbiamo ne conoscenza ne esperienza in materia.

Sai, su questo mi discosto - sebbene spesso condivido cosa e quanto scrivi.

Se dobbiamo ammutolirci davanti al dolore, allora non si puo' imparare niente. Per es. sono certo che pure tu, ma senza dirlo, ti fai i tuoi pensieri quando vieni a sapere che in quella situazione ed in quelle condizioni qualcuno e' uscito senza arva e collegato.

Ma, dico, perche' non dirlo allora? Perche' sopportare che qualcosa che, in futuro, forse, potrebbe salvare vite, non venga detto, ma sommerso da condoglianze pure un po', scusa, gratuite e incolpevolazioni a buon mercato? Non riesco proprio a concepire cio' . . .
 
Sai, su questo mi discosto - sebbene spesso condivido cosa e quanto scrivi.

Se dobbiamo ammutolirci davanti al dolore, allora non si puo' imparare niente. Per es. sono certo che pure tu, ma senza dirlo, ti fai i tuoi pensieri quando vieni a sapere che in quella situazione ed in quelle condizioni qualcuno e' uscito senza arva e collegato.

Ma, dico, perche' non dirlo allora? Perche' sopportare che qualcosa che, in futuro, forse, potrebbe salvare vite, non venga detto, ma sommerso da condoglianze pure un po', scusa, gratuite e incolpevolazioni a buon mercato? Non riesco proprio a concepire cio' . . .

Forse non mi sono ben spiegato, non ho voluto commentare l'accaduto in quanto troppo spesso si entra in una polemica arida poco costruttiva, poi non ho l'esperienza,per giudicare da una foto l'accaduto.
Inoltre vi sono troppe persone emotivamente coinvolte nel Topic e non essendo psicologo avrei sicuramente sbagliato l'approccio.
Io la penso come te, ovvero, gli incidenti in montagna sono sempre causati da un errore o da una sequenza di errori.
Si cerca di limitare il danno con l'attrezzatura, la pianificazione, con gli ultimi ritrovati tecnologici, ma la MONTAGNA non fa distinzioni tu sbagli la valutazione perchè sei un UOMO e lei ti prende.
Sto accarezzando un progetto, la frequentazione di un "CORSO PER OSSERVATORE NIVOLOGICO" ti farò sapere
Ciao Uli
 
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Sto accarezzando un progetto, la frequentazione di un "CORSO PER OSSERVATORE NIVOLOGICO" ti farò sapere . . .

Questo me lo spieghi poi meglio. Ad ogni modo, suona interessante: Imparare a leggere la neve ed il terreno. E' una cosa che non si suo' mai saper fare abbastanza. Sempre migliorabile . . . :D
 
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