Come mai la società non accetta di buon grado tecnologie che portano benefici certi in termini ambientali/economici? Come mai per la protesta di pochi si limitano molti? (impianti eolici benefici che non vengono fatti per opposizione troppo dura).
Come mai non si riesce a far penetrare nelle famiglie una tecnologia evoluta che permetterebbe di risparmiare un sacco di energia? (per esempio termostati computerizzati, regolabili, con funzioni evolute, etc).
Come mai in televisione in programmi seguiti dai "capi famiglia" come porta-a-porta si lasciano parlare i politici che poco sanno e capiscono di energia mentre non si preferisce un lavoro meno "televisivo" in parlamento con consulenze di persone che sanno di cosa stanno parlando?
Perchè viene dato potere alle regioni anche in un tema così importante e strategico come l'energia?
Finisco: parliamo di "Accettabilità sociale delle nuove tecnologie"... qualsiasi cosa questa frase voglia dire. Secondo voi cosa è l'accettabilità sociale?
Proverei a dare delle risposte....
1 - Le politiche sulle energie alternative vengono troppo spesso viste come ispirate dalla sinistra,e per molti già un buon motivo per "non applicarsi"
Qualcuno ci ha detto che (per esempio) l'eolico rovina il paesaggio (...più di un impianto a carbone??) : quanti hanno visto gli impianti,dove sono,come funzionano e che impatto ambientale danno?
2 - Certe "culture" sono figlie di un seme piantato e curato negli anni : un esempio,nella mia zona si fa la raccolta differenziata dei rifiuti da 20 anni,adesso farla è la normalità;a Napoli (per esempio) lo stesso sistema non riesce a partire poichè incontra scarsa appplicazione da parte delle famiglie,magari fra 20 anni sarà automatico anche per loro.
....come dire,mai si parte,mai si comincia....
Direi cmq che ognuno fa un suo,essenziale conto economico,ovvero la convenienza e le possibilità per installare gli impianti o adottare certi materiali o sistemi costruttivi.
E anche l'obbligatorietà di farlo,da noi certi comuni impongono i pannelli per il riscaldamento dell'acqua ma di finanziamenti non se ne vedono (parlo per esperienza di famiglia).
Il fattore della spesa resta comunque il primo motivo per le quali il sistema non riesce a decollare (era stato aperto il "conto energia",poi chiuso per troppe adesioni : gli accantonamenti erano insufficenti e i fornitori storici sentivano troppa pressione concorrenziale,)
3 - Sembrano luoghi comuni,ma pare sia duro sostituire certi "monopoli",anche se le innovazioni garantirebbero posti di lavoro e ritorno economico.
4 - Seguendo il filone della precedente risposta,a livello regionale si definiscono e controllano meglio le azioni e chi le porta avanti.
In linea teorica,il decentramento sarebbe utile per controlli più capillari e la definizione di azioni d'intervento più mirate e "personalizzate",penso che un sistema nazionale sia più garantista ed equitario per i temi generali come l'energia,acqua e comunque per le risorse imporanti di una nazione.
Sempre che ci sia in carica un governo che mostri competenza ed intelligenza su certe tematiche......
Accettabilità sociale... :think: .... mi fa venire in mente un popolo consapevole dei problemi che nascono da certi temi d'interesse comune,che siano pronti ad agire in modo corale e socialmente convinti ed uniti per trovare la miglior soluzione al problema,anche tralasciando parte dei loro interessi e pronti a qualche piccolo sacrificio per un bene od interesse comune.