Giunge provvidenziale la chiamata organizzatrice del Seba a toglierci dall'infernale pigrizia che stava avvolgendo il nostro weekend friulano. Nulla di estramamente faticoso è alle porte, ma una sgambatella verso Sella Ursic in questo che è il posto che le statistiche indicano come più nevoso d'Italia il nostro proseguio di stagione la deve includere.
Approfittiamo come molti, ma non come tutti, dell'onestà del prezzo di risalita verso il Rif. Gilberti (6.5€) arrivando quindi sul posto con mezzora d'anticipo, il tempo di un saluto al mckenzie che preferisce tornare verso casa anche soddisfatto dei venti centimetri di morbido e leggero colti il giorno prima oltralpe.
In un cielo decisamente poco invitante a crederci siamo quindi io, martina, il seba e andrea.
Arrivati su il vento ci ricorda che non sarà una passeggiata nonostante i 500m scarsi di dislivello previsti, e a rincarare la dose ci si mette anche l'istantanea presa di coscienza che oggi senza i rampanti non si va su.
Il canalino iniziale è un inferno costellato di decine di inversioni continue e di scialpinisti in difficoltà, me compreso, per la neve dura dura sotto i piedi.
Certo qui avere qualche chiletto e centimetro in meno da girare farebbe comodo, ma mi forzo brutalmente e decido di andare incontro alle difficoltà e non togliere gli sci come altri comodamente fanno. Martina invece con le ciaspe va alla grande, è il suo terreno, anche se non lo sarà dopo.
Si entra nell'ampio vallone di Ursic, dove i primi raggi solari filtrano con voglia tra le nubi ora meno fitte. Qui si capisce molto bene che sarà una gita "comunitaria" con altre svariate decine di persone che hanno pensato alla nostra stessa gita, un paio di simpatici cagnetti compresi.
Con ampie svolte tendiamo poi verso destra e verso una selletta che introdurrà a una spalla insidiosa ora soprattutto per la marti, costretta dopo poco a togliere le ciaspole per qualche metro. Infatti qui il sole sta ammorbidendo il primo strato di neve, con somma gioia nostra per la discesa.
Durante l'ultimo tratto di salita alla nostra sinistra ammiriamo gli ultimi metri di salita, la sosta e poi la discesa per la forcella Tedesca di un solitario ripidista. In realtà non ho idea che sia così ripido il canalino, o comunque lo è solo nei primi metri, in ogni caso un plauso per la dedizione di risalirlo.
Arriviamo quindi su nel vento ancora consistente, si è fatta l'ora di prepararci per la discesa, che ormai ha smollato un pochino. Ci accarezza per un attimo l'idea di valicare la sella e scendere subito dietro, un bellissimo pendio che però tende più a nord, e alla fine optiamo per scendere nella zona di salita, sicuramente in neve ben trasformata.
Stiamo a destra scendendo per affrontare un piccolo canalino, rimanendo però inizialmente in una zona più ombrosa sotto le pareti, quindi meno piacevole. Dal canalino in poi belle curve che ci portano velocemente giù, dove incontriamo tom e skinka.
Ora si riprende la pista ancora aperta e discretamente godibile fino al parcheggio (quota 1100m circa), dopodichè solo affettati, salsicce, frico e birra!
In primo piano il Bila Pec, dietro superbi Jof di Montasio e Jof Fuart.
Seba e Andrea (entrambi a telemark) salgono verso Sella Ursic.
Marti risale il pendio dopo le tribolazioni con le ciaspole (prima del problema era sempre ampiamente avanti!!).
Uno sguardo indietro verso Sella Prevala e il Monte Forato.
Seba, Andrea e la cresta che culmina nel M. Canin.
Forcella Tedesca, il puntino in alto è lo sciatore che sta iniziando la discesa del canale.
Prime curve impegnative.
Zoomatina nel canale.
Martina scende sotto le imponenti pareti nord del gruppo del Canin.
Il Seba doma la crosticina del tratto alto.
Purtroppo vi devo privare di foto della parte bassa perchè ero impegnato a godermi le curve, me le sono sudate!
Approfittiamo come molti, ma non come tutti, dell'onestà del prezzo di risalita verso il Rif. Gilberti (6.5€) arrivando quindi sul posto con mezzora d'anticipo, il tempo di un saluto al mckenzie che preferisce tornare verso casa anche soddisfatto dei venti centimetri di morbido e leggero colti il giorno prima oltralpe.
In un cielo decisamente poco invitante a crederci siamo quindi io, martina, il seba e andrea.
Arrivati su il vento ci ricorda che non sarà una passeggiata nonostante i 500m scarsi di dislivello previsti, e a rincarare la dose ci si mette anche l'istantanea presa di coscienza che oggi senza i rampanti non si va su.
Il canalino iniziale è un inferno costellato di decine di inversioni continue e di scialpinisti in difficoltà, me compreso, per la neve dura dura sotto i piedi.
Certo qui avere qualche chiletto e centimetro in meno da girare farebbe comodo, ma mi forzo brutalmente e decido di andare incontro alle difficoltà e non togliere gli sci come altri comodamente fanno. Martina invece con le ciaspe va alla grande, è il suo terreno, anche se non lo sarà dopo.
Si entra nell'ampio vallone di Ursic, dove i primi raggi solari filtrano con voglia tra le nubi ora meno fitte. Qui si capisce molto bene che sarà una gita "comunitaria" con altre svariate decine di persone che hanno pensato alla nostra stessa gita, un paio di simpatici cagnetti compresi.
Con ampie svolte tendiamo poi verso destra e verso una selletta che introdurrà a una spalla insidiosa ora soprattutto per la marti, costretta dopo poco a togliere le ciaspole per qualche metro. Infatti qui il sole sta ammorbidendo il primo strato di neve, con somma gioia nostra per la discesa.
Durante l'ultimo tratto di salita alla nostra sinistra ammiriamo gli ultimi metri di salita, la sosta e poi la discesa per la forcella Tedesca di un solitario ripidista. In realtà non ho idea che sia così ripido il canalino, o comunque lo è solo nei primi metri, in ogni caso un plauso per la dedizione di risalirlo.
Arriviamo quindi su nel vento ancora consistente, si è fatta l'ora di prepararci per la discesa, che ormai ha smollato un pochino. Ci accarezza per un attimo l'idea di valicare la sella e scendere subito dietro, un bellissimo pendio che però tende più a nord, e alla fine optiamo per scendere nella zona di salita, sicuramente in neve ben trasformata.
Stiamo a destra scendendo per affrontare un piccolo canalino, rimanendo però inizialmente in una zona più ombrosa sotto le pareti, quindi meno piacevole. Dal canalino in poi belle curve che ci portano velocemente giù, dove incontriamo tom e skinka.
Ora si riprende la pista ancora aperta e discretamente godibile fino al parcheggio (quota 1100m circa), dopodichè solo affettati, salsicce, frico e birra!
In primo piano il Bila Pec, dietro superbi Jof di Montasio e Jof Fuart.
Seba e Andrea (entrambi a telemark) salgono verso Sella Ursic.
Marti risale il pendio dopo le tribolazioni con le ciaspole (prima del problema era sempre ampiamente avanti!!).
Uno sguardo indietro verso Sella Prevala e il Monte Forato.
Seba, Andrea e la cresta che culmina nel M. Canin.
Forcella Tedesca, il puntino in alto è lo sciatore che sta iniziando la discesa del canale.
Prime curve impegnative.
Zoomatina nel canale.
Martina scende sotto le imponenti pareti nord del gruppo del Canin.
Il Seba doma la crosticina del tratto alto.
Purtroppo vi devo privare di foto della parte bassa perchè ero impegnato a godermi le curve, me le sono sudate!