e.frapporti
DURACELL
E’ dall’inizio della stagione che avevo promesso a Petra che l’avrei portata a surfare sul Bianco. Era una promessa un po’ azzardata, lei allora aveva appena iniziato e non sapevo se avrebbe raggiunto un livello sufficiente per scendere in mezzo ai crepacci dell’Enverse du Plan.
Per lei è stata una stagione esaltante, ricca di soddisfazioni ma anche molto dura visto che le chiedevo ogni volta di fare un gradino in più (i momenti di crisi non sono mancati), per imparare il più in fretta possibile, per vivere e condividere con me l’amore per la montagna selvaggia, fuori dalle piste e dai comprensori sciistici.
Per me è stata una stagione particolare, senza dubbio bellissima. Da una parte non ho potuto fare tutto quello che avrei voluto, non sono riuscito a godermi tutte le abbondanti nevicate che il cielo ci ha regalato ma ho investito buona parte del mio tempo per accompagnare Petra nel suo percorso di apprendimento convinto che non ci sia cosa più bella che condividere la magia e la passione della Montagna con la donna che si ama. I primi frutti di questo “investimento” sono già arrivati: sono fiero ed orgoglioso di lei che si è dimostrata all’altezza delle mie più rosee speranze.
… e così, dopo alcuni dubbi, decidiamo finalmente per Chamonix: come promesso dal bollettino meteo il sole splende nel cielo limpido e senza indugi saliamo all’Aiguille du Midi.
Non c’è molta gente … per essere l’Aiguille, ed io sono fiducioso che tutti o quasi faranno la Vallèe Blanche classica
le folle ci precedono
Non c’è fretta, lasciamo che il sole ammorbidisca la neve (la nostra discesa ha un’esposizione sud-est per cui è meglio che il ghiaccio della notte lasci il posto al firn) e che le folle si disperdano, Così saliamo alle terrazze panoramiche per godere del panorama, studiare la salita skialp al Bianco e fare qualche scatto-ricordo
fotoricordo
Per chi non c’è mai stato: l’accesso alle discese avviene attraverso una galleria scavata nella roccia prima e nel ghiacciaio dopo, da una piccola apertura si accede ad una terrazzetta protetta da un parapetto e chiusa da un cancelletto a molla
fuori dal tunnel
varcare il cancelletto è come entrare in una dimensione magica. Ma sei consapevole che a quel punto TOCCA A TE!
Prima di mettere lo snowboard c’è ancora un sentiero da percorrere
il sentiero è spettacolare
è come passeggiare nel cielo
è il momento di scendere ma prima uno sguardo verso l'Italia
si parte!
All’inizio i pendii sono dolci ed ampi, tutto è liscio, niente crepi: tutto ciò è molto invitante ma da non sottovalutare. Procediamo “a lombrico”: prima vado avanti io poi, verificato il tracciato invito Petra a raggiungermi, rimanendo “in traccia”
In generale la neve è ben sciabile, a tratti polverose a tratti firn in qualche zona ancora un po’ duretta, abbastanza tracciata ma non trifolata
La cosa più bella è che siamo SOLI, nessuno ci precede e nessuno ci segue! BELLISSIMO. Come speravo tutti sulla via classica
i primi crepacci non si fanno attendere molto
ma all'inizio si sta ancora a debita distanza
Dopo una prima parte relativamente tranquilla entriamo nel vivo della crepacciata. E’ il momento che più attendevo ma anche quello che più temevo (soprattutto perché c’è Petra con me). Per chi non lo sa l’Enverse du Plan è l’itinerario più screpacciato che si può fare scendendo dalla Anguille du Midi e per questo, forse, il più spettacolare e suggestivo (sciisticamente è meno bello rispetto al Grande Enverse)
poi però ci si addentra nel labirinto
Le varianti sono molte, spesso si vedono tracce che si inoltrano in passaggi improbabili, io scelgo quella che mi sembra la via meno ostica ma arriviamo anche noi alla resa dei conti. E’ il tratto più ripido, un seracco staccato dal resto crea una specie di passerella, in leggera salita, lunga 5-6 metri e larga 1, a sinistra un salto di 20 metri che finisce in un buco a destra un crepaccione (tappato si ma è largo e non si sa mai …). Senza indugi, con le precauzioni del caso, ci leviamo la tavola ed infiliamo le ciaspole (avevamo anche i ramponi ma ho ritenuto più utili le cispe per avere il massimo galleggiamento)
ci sono anche passaggi delicati: io vado in avanscoperta ...
Volevo quasi tirar fuori la corda ed assicurarci ma dopo un breve sopralluogo mi sono reso conto che non era necessario, bastava un po’ d’attenzione
... è tutto OK: faccio venire Petra
grazie alle ciaspe non abbiamo problemi
si riprende la discesa "sciabile"
l'ambiente è da sogno ma sempre massima attenzione, potrebbe diventare un incubo
ogni tanto qualche momento di riposo (fisico e psicologico) ci vuole
l'itinerario dell'Enverse du Plan sta per finire, sotto di noi la tracciatissima Vallèe Blanche classica
curve al cospetto della seraccata del Gigante
senza parole
le pendenze sono ormai alle spalle: è l'ora dei piattoni
ci attende ancora tutta la Mer de Glasse (la lingua del ghiacciaio del Gigante)
girarmi indietro e vedere Petra con uno sfondo del genere quasi mi commuove
Ormai siamo fuori dalle zone pericolose. Ci possiamo rilassare e festeggiare la splendida discesa fatta
Complimenti amore :skiamo:, per questa discesa e per tutta l’annata ormai alla fine!
Non so in quanti alla loro prima stagione sulla tavola possano vantare un curriculum come il tuo ed una qualità tecnica come la tua!
Per lei è stata una stagione esaltante, ricca di soddisfazioni ma anche molto dura visto che le chiedevo ogni volta di fare un gradino in più (i momenti di crisi non sono mancati), per imparare il più in fretta possibile, per vivere e condividere con me l’amore per la montagna selvaggia, fuori dalle piste e dai comprensori sciistici.
Per me è stata una stagione particolare, senza dubbio bellissima. Da una parte non ho potuto fare tutto quello che avrei voluto, non sono riuscito a godermi tutte le abbondanti nevicate che il cielo ci ha regalato ma ho investito buona parte del mio tempo per accompagnare Petra nel suo percorso di apprendimento convinto che non ci sia cosa più bella che condividere la magia e la passione della Montagna con la donna che si ama. I primi frutti di questo “investimento” sono già arrivati: sono fiero ed orgoglioso di lei che si è dimostrata all’altezza delle mie più rosee speranze.
… e così, dopo alcuni dubbi, decidiamo finalmente per Chamonix: come promesso dal bollettino meteo il sole splende nel cielo limpido e senza indugi saliamo all’Aiguille du Midi.
Non c’è molta gente … per essere l’Aiguille, ed io sono fiducioso che tutti o quasi faranno la Vallèe Blanche classica
le folle ci precedono
Non c’è fretta, lasciamo che il sole ammorbidisca la neve (la nostra discesa ha un’esposizione sud-est per cui è meglio che il ghiaccio della notte lasci il posto al firn) e che le folle si disperdano, Così saliamo alle terrazze panoramiche per godere del panorama, studiare la salita skialp al Bianco e fare qualche scatto-ricordo
fotoricordo
Per chi non c’è mai stato: l’accesso alle discese avviene attraverso una galleria scavata nella roccia prima e nel ghiacciaio dopo, da una piccola apertura si accede ad una terrazzetta protetta da un parapetto e chiusa da un cancelletto a molla
fuori dal tunnel
varcare il cancelletto è come entrare in una dimensione magica. Ma sei consapevole che a quel punto TOCCA A TE!
Prima di mettere lo snowboard c’è ancora un sentiero da percorrere
il sentiero è spettacolare
è come passeggiare nel cielo
è il momento di scendere ma prima uno sguardo verso l'Italia
si parte!
All’inizio i pendii sono dolci ed ampi, tutto è liscio, niente crepi: tutto ciò è molto invitante ma da non sottovalutare. Procediamo “a lombrico”: prima vado avanti io poi, verificato il tracciato invito Petra a raggiungermi, rimanendo “in traccia”
In generale la neve è ben sciabile, a tratti polverose a tratti firn in qualche zona ancora un po’ duretta, abbastanza tracciata ma non trifolata
La cosa più bella è che siamo SOLI, nessuno ci precede e nessuno ci segue! BELLISSIMO. Come speravo tutti sulla via classica
i primi crepacci non si fanno attendere molto
ma all'inizio si sta ancora a debita distanza
Dopo una prima parte relativamente tranquilla entriamo nel vivo della crepacciata. E’ il momento che più attendevo ma anche quello che più temevo (soprattutto perché c’è Petra con me). Per chi non lo sa l’Enverse du Plan è l’itinerario più screpacciato che si può fare scendendo dalla Anguille du Midi e per questo, forse, il più spettacolare e suggestivo (sciisticamente è meno bello rispetto al Grande Enverse)
poi però ci si addentra nel labirinto
Le varianti sono molte, spesso si vedono tracce che si inoltrano in passaggi improbabili, io scelgo quella che mi sembra la via meno ostica ma arriviamo anche noi alla resa dei conti. E’ il tratto più ripido, un seracco staccato dal resto crea una specie di passerella, in leggera salita, lunga 5-6 metri e larga 1, a sinistra un salto di 20 metri che finisce in un buco a destra un crepaccione (tappato si ma è largo e non si sa mai …). Senza indugi, con le precauzioni del caso, ci leviamo la tavola ed infiliamo le ciaspole (avevamo anche i ramponi ma ho ritenuto più utili le cispe per avere il massimo galleggiamento)
ci sono anche passaggi delicati: io vado in avanscoperta ...
Volevo quasi tirar fuori la corda ed assicurarci ma dopo un breve sopralluogo mi sono reso conto che non era necessario, bastava un po’ d’attenzione
... è tutto OK: faccio venire Petra
grazie alle ciaspe non abbiamo problemi
si riprende la discesa "sciabile"
l'ambiente è da sogno ma sempre massima attenzione, potrebbe diventare un incubo
ogni tanto qualche momento di riposo (fisico e psicologico) ci vuole
l'itinerario dell'Enverse du Plan sta per finire, sotto di noi la tracciatissima Vallèe Blanche classica
curve al cospetto della seraccata del Gigante
senza parole
le pendenze sono ormai alle spalle: è l'ora dei piattoni
ci attende ancora tutta la Mer de Glasse (la lingua del ghiacciaio del Gigante)
girarmi indietro e vedere Petra con uno sfondo del genere quasi mi commuove
Ormai siamo fuori dalle zone pericolose. Ci possiamo rilassare e festeggiare la splendida discesa fatta
Complimenti amore :skiamo:, per questa discesa e per tutta l’annata ormai alla fine!
Non so in quanti alla loro prima stagione sulla tavola possano vantare un curriculum come il tuo ed una qualità tecnica come la tua!
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