Mauro||oruaM
*Perditempo*
Venerdi’ 17 Aprile, i monti bianchi piu’ che mai per la nevicata della notte, c’e’ da preoccuparsi?
La superstizione in una giornata Jolly non puo’ aver voce... :twisted:
Balistici alle casse dove, con beneamata sorpresa mi accorgo che la stagione sta veramente terminando,
ci si ritrova tra i soliti fondamentalisti ma la ressa a cui ormai ci eravamo abituati latita...
Qualche solito ritardo nell’apertura a Staffal per le bonifiche del caso. Tra una detonazione e l’altra ci scappano
Un paio di valloni del MOS completamente intonsi poi finalmente aprono i Salati e per non perdere il colpo
ci si fionda giu’ per un Cimalegna ancora ‘untraked’.
Sono le 12, la tentazione di continuare e’ forte ma la mia determinazione e’ ferrea, oggi si cammina e lo si fa seriamente.
Stolemgerg a razzo (vergine pure quello) ma non c’e’ tempo di arare nulla perche’ il canale dell’aquila ci attende.
Non avrei mai immaginato di percorrerlo al contrario... tutto avrei pensato fuorche’ risalirlo con la tavola a spalle..
Complice il trofeo Mezzalama la traccia a salire e’ battutissima, una fortuna per noi che altrimenti dubito ce
l’avremmo fatta.
Subito sotto al Mantova butto l’occhio ad una selletta che ci fa montare la gola ma, dopo un traverso nella fresca,
una bella cornice e alcune barre rocciose nel canale ci rispediscono mesti verso la traccia appena abbandonata.
Qualche condensa fa salire ulteriormente la tensione, se la visibilita’ cala saranno guai a trovare l’ingresso giusto..
Sono passate piu’ di tre ore e mezza e ci troviamo proprio sotto il rifugio...
Dobbiamo nuovamente abbandonarele tracce per andare a guardare giu’ nel baratro...
La tensione e’ massima ma le gite estive e quelle invernali dal versante
opposto danno i loro frutti... Il passaggio non e’ banale e il dislivello tutt’altro che modesto ma almeno c’e’ continuita’
di linea, nessuna barra o balza ad interrompere la discesa verso il ghiacciao del Lys.
Attendiamo la schiarita nel treno di condense che ciclicamente ci avvolge e appena la finestra si palesa giu’ cauti.
La parete e’ carica ma a parte una colata, da noi prodotta per tirar fuori le rocce sotto la superficie, regge bene
ed in un momento che ci pare eterno ci troviamo ai piedi delle enormi cornici rocciose.
Il sole va e viene in un gioco di chiaroscuri ammalianti, davanti a noi solo neve e ghiacciaio ed un immenso
silenzio rotto solamente da qualche crollo dalle seraccate di fronte.
La discesa sembra non finire mai, dopo gli interminabili piani alti affrontiamo la bellissima morena alta
che sinuosa ci accompagna verso le Sorgenti del Lys .
Poi ancora giu’ verso le piane glaciali del Lys fino ad incrociare i primi larici, poi il torrente ed il sentiero di rientro...
Le gambe sono cotte ma il cuore batte lento e potente piu’ che mai, la valle perduta e’ ormai dentro di noi.
SCiauuuuuuuuuuuuuu
Mauro
Tutte le FOTO
La superstizione in una giornata Jolly non puo’ aver voce... :twisted:
Balistici alle casse dove, con beneamata sorpresa mi accorgo che la stagione sta veramente terminando,
ci si ritrova tra i soliti fondamentalisti ma la ressa a cui ormai ci eravamo abituati latita...
Qualche solito ritardo nell’apertura a Staffal per le bonifiche del caso. Tra una detonazione e l’altra ci scappano
Un paio di valloni del MOS completamente intonsi poi finalmente aprono i Salati e per non perdere il colpo
ci si fionda giu’ per un Cimalegna ancora ‘untraked’.
Sono le 12, la tentazione di continuare e’ forte ma la mia determinazione e’ ferrea, oggi si cammina e lo si fa seriamente.
Stolemgerg a razzo (vergine pure quello) ma non c’e’ tempo di arare nulla perche’ il canale dell’aquila ci attende.
Non avrei mai immaginato di percorrerlo al contrario... tutto avrei pensato fuorche’ risalirlo con la tavola a spalle..
Complice il trofeo Mezzalama la traccia a salire e’ battutissima, una fortuna per noi che altrimenti dubito ce
l’avremmo fatta.
Subito sotto al Mantova butto l’occhio ad una selletta che ci fa montare la gola ma, dopo un traverso nella fresca,
una bella cornice e alcune barre rocciose nel canale ci rispediscono mesti verso la traccia appena abbandonata.
Qualche condensa fa salire ulteriormente la tensione, se la visibilita’ cala saranno guai a trovare l’ingresso giusto..
Sono passate piu’ di tre ore e mezza e ci troviamo proprio sotto il rifugio...
Dobbiamo nuovamente abbandonarele tracce per andare a guardare giu’ nel baratro...
La tensione e’ massima ma le gite estive e quelle invernali dal versante
opposto danno i loro frutti... Il passaggio non e’ banale e il dislivello tutt’altro che modesto ma almeno c’e’ continuita’
di linea, nessuna barra o balza ad interrompere la discesa verso il ghiacciao del Lys.
Attendiamo la schiarita nel treno di condense che ciclicamente ci avvolge e appena la finestra si palesa giu’ cauti.
La parete e’ carica ma a parte una colata, da noi prodotta per tirar fuori le rocce sotto la superficie, regge bene
ed in un momento che ci pare eterno ci troviamo ai piedi delle enormi cornici rocciose.
Il sole va e viene in un gioco di chiaroscuri ammalianti, davanti a noi solo neve e ghiacciaio ed un immenso
silenzio rotto solamente da qualche crollo dalle seraccate di fronte.
La discesa sembra non finire mai, dopo gli interminabili piani alti affrontiamo la bellissima morena alta
che sinuosa ci accompagna verso le Sorgenti del Lys .
Poi ancora giu’ verso le piane glaciali del Lys fino ad incrociare i primi larici, poi il torrente ed il sentiero di rientro...
Le gambe sono cotte ma il cuore batte lento e potente piu’ che mai, la valle perduta e’ ormai dentro di noi.
SCiauuuuuuuuuuuuuu
Mauro
Tutte le FOTO
:tuttook: