"cambiamento" spunto da altro 3d

insaneski

naturalBornInsaneskier
"sarà l'età... ma anche a me è parecchio passata la voglia di ripido... a meno che non ci sia una bella sciata..."
recente risposta di whitemount ad un vecchio 3d http://www.skiforum.it/forum/newreply.php?do=newreply&noquote=1&p=393196.
una sensazione che da un paio di anni a questa parte stò vivendo anche io, e che inizialmente mi faceva riflettere sul "cambiamento" che sembrava solo motivato dall'età che avanza e da piccole o grandi "paure" vissute durante gli anni alla ricerca del canalino sempre più ripido, per non parlare della forma fisica (sopratutto fiato!) che è assolutamente richiesto per raggiungere certi "spot" e che oggi è un filo inferiore.
Oggi se possibile, preferisco campi più aperti dove concatenare una lunga serie di curvoni fluidi e veloci, insomma sciare come una danza in totale libertà, piuttosto che "scendere" rigido saltellando e spezzando il pendio con i rischi annessi.
Ma sarà un cambiamento naturale o di pochi?
 
Non credo sia una questione di attrezzi, bensì di evoluzione nel concetto di intendere lo sci.

Esattamente come quando, da principianti in pista, non si vedeva l'ora di affrontare quelle piste contrassegnate come "nere", classificate come "difficili" e "solo per sciatori esperti"... il ripido fuori è più o meno simile, ma ben presto acquisisci la consapevolezza che cadere da lì non è come cadere su una nera (a meno che non si stia scendendo a velocità spropositate), nel senso che puoi anche ammazzarti, e lì ci pensi su due volte se sia il caso affrontare ancora simili rischi... senza contare che in simili discese stai concentrato più che altro a non cadere, piuttosto che a goderti la discesa... secondo me le parole di whitemount vanno intese in questo modo.
 
Ma,anzitutto,parliamo di pista o di fuoripista?
Esprimo un pensiero in generale,ma direi che a parità di pendenza a volte si rischia di meno in FP,dove in presenza di neve "morbida" si ha qualche possibilità in più di fermarsi,mentre su certe nere se si comincia a scivolare......
Cmq quoto la teoria per la quale il timore di farsi male può impedire di godersi certi piaceri,un infortunio potrebbe portare tanti problemi (meglio farne una da leoni o continuare a sciare anche in futuro?)

Il passare degli anni porta anche ad essere più "rilassati",meno avventurosi,di solito certi pruriti interiori sono già state soddisfatti.
E certi sforzi si fanno magari pensando alle belle sensazioni che lasciano,anche se poi si pagano con dolorini qua e là.
Sono prove d'orgoglio?....mah,bisogna adeguarsi e anche prendere coscienza dei propri limiti... :wink: e cominciare a rassegnarsi! :D
 

.

Più o meno sono sulla vostra stessa linea.... o meglio...... nel tempo cambia quello che la pendenza è in grado di "regalarti".

Brivido, adrenalina, orgoglio ( "ho fatto una nera, wow " ) , che sono come avete detto obiettivi "da principiante" lasciano il posto alla corretta esecuzione dei movimenti, all'esercizio, alla capacità di gestire sempre ed in ogni condizione la velocità ed il raggio di curva desiderato.

Tutte queste cose però non puoi che provarle comunque sul ripido, cosi' come l'esecuzione di una bella serpentina tirata, ritmica, senza mai fermarsi dall'inizio alla fine, ha senso solo su una nera.
Dico questo perchè su rosse o azzurre cambiano del tutto alcuni movimenti ( penso all'appoggio del bastone appena accennato o alle mani che si avvicinano a fine curva ) e vuoi per la voglia di migliorare, vuoi per la voglia di farti un cortoraggio che abbia senso, inevitabilmente il ripido è il ripido.

Come detto dagli altri, se parliamo di fuori, è tutto un altro paio di maniche.
 
per quanto mi riguarda, non metto più piede..."sci"...in pista dal 1984, parlo quindi di chi pratica fuoripista che ha sempre cercato di affrontare canali/versanti (seppur brevi) di montagne con pendenze di 45°/50° alla ricerca del proprio limite, qualsiasi esso sia.
Sarà però forse stata una caduta (circa 9 anni orsono), sono volato (dopo appena due curve) verticale da una cresta del Terminillo per un versante, non canale, per tutta la sua lunghezza 150/200mt con salto di 3mt tra rocce e successivo sfioramento (ruzzolavo a meno di un metro dalle pareti) della parte finale incassata tra rocce.....chi casualmente mi vide e mi corse incontro era scioccato, io avevo appena un labbro sanguinante ed ero furibondo per aver impiegato 1 ora per salire per poi ritrovarmi nuovamente alla base dopo 10 secondi!!!, ma quella linea da allora l'ho ripetuta una sola volta e con estrema tensione senza quel reale appagamento che un tempo mi dava.
Ho ripetuto, e ripeto percorsi impegnativi, ma trovo maggior soddisfazione nell'affrontare con più scioltezza/fluidità e continuità linee più "sciabili" che sopratutto si possano raggiungere senza "sovrumani sforzi" che in passato mi hanno tolto il 50/60% del piacere della discesa.
In definitiva è vero che la discesa per molti scialpinisti è solo metà della gita, e non sempre quella di più soddisfazione, in tal caso mi sento sempre più trasformato in freeskier.
 
per quanto mi riguarda, non metto più piede..."sci"...in pista dal 1984, parlo quindi di chi pratica fuoripista che ha sempre cercato di affrontare canali/versanti (seppur brevi) di montagne con pendenze di 45°/50° alla ricerca del proprio limite, qualsiasi esso sia.
Sarà però forse stata una caduta (circa 9 anni orsono), sono volato (dopo appena due curve) verticale da una cresta del Terminillo per un versante, non canale, per tutta la sua lunghezza 150/200mt con salto di 3mt tra rocce e successivo sfioramento (ruzzolavo a meno di un metro dalle pareti) della parte finale incassata tra rocce.....chi casualmente mi vide e mi corse incontro era scioccato, io avevo appena un labbro sanguinante ed ero furibondo per aver impiegato 1 ora per salire per poi ritrovarmi nuovamente alla base dopo 10 secondi!!!, ma quella linea da allora l'ho ripetuta una sola volta e con estrema tensione senza quel reale appagamento che un tempo mi dava.
Ho ripetuto, e ripeto percorsi impegnativi, ma trovo maggior soddisfazione nell'affrontare con più scioltezza/fluidità e continuità linee più "sciabili" che sopratutto si possano raggiungere senza "sovrumani sforzi" che in passato mi hanno tolto il 50/60% del piacere della discesa.
In definitiva è vero che la discesa per molti scialpinisti è solo metà della gita, e non sempre quella di più soddisfazione, in tal caso mi sento sempre più trasformato in freeskier.


scusa x curiosita' da dove sei sceso sul terminillo?
:think:
 
Più o meno sono sulla vostra stessa linea.... o meglio...... nel tempo cambia quello che la pendenza è in grado di "regalarti".

Brivido, adrenalina, orgoglio ( "ho fatto una nera, wow " ) , che sono come avete detto obiettivi "da principiante" lasciano il posto alla corretta esecuzione dei movimenti, all'esercizio, alla capacità di gestire sempre ed in ogni condizione la velocità ed il raggio di curva desiderato.

Tutte queste cose però non puoi che provarle comunque sul ripido, cosi' come l'esecuzione di una bella serpentina tirata, ritmica, senza mai fermarsi dall'inizio alla fine, ha senso solo su una nera. Dico questo perchè su rosse o azzurre cambiano del tutto alcuni movimenti ( penso all'appoggio del bastone appena accennato o alle mani che si avvicinano a fine curva ) e vuoi per la voglia di migliorare, vuoi per la voglia di farti un cortoraggio che abbia senso, inevitabilmente il ripido è il ripido.

Come detto dagli altri, se parliamo di fuori, è tutto un altro paio di maniche.


anche xche' almeno x quanto mi riguarda su una rossa nn riesco a fare i cambi che faccio su una nera(tipo vertigine bianca a cortina non tipo pistone di ovindoli x capirci)
 
scusa x curiosita' da dove sei sceso sul terminillo?
:think:
ero sulla cresta della via normale che porta in vetta al Terminillo ca. 100mt prima, che affaccia a est (versante del canalone centrale). Questa foto me l'hanno scattata proprio quel giorno chi mi era venuto incontro per aiuto anche per controllare come finiva....una sci infatti era rimasto praticamente all'inizio del volo per cui sono dovuto risalire a riprenderlmelo!

37616-fall.jpg
 
mentre su certe nere se si comincia a scivolare......


Credo non sia nemmeno paragonabile una caduta su pista "nera" rispetto a una caduta su un canalino a 50/55' di pendenza...

le piste sono sempre più larghe e cmq delimitate...e sono cmq mantenute e messe in sicurezza ( reti, etc etc..)

..sciare su un 50' è già una pendenza che non si troverà Mai su nessuna pista...una delle più ripide credo sia la Piculin che arriva nel suo muro più ripido al 78%...

e poi su quelle pendenze più che caduta..è quasi un volo!

fra massi e burroni...insomma...

non mi sembra "corretto" paragonare una pista nera a...la Montagna Vera!
 
ero sulla cresta della via normale che porta in vetta al Terminillo ca. 100mt prima, che affaccia a est (versante del canalone centrale). Questa foto me l'hanno scattata proprio quel giorno chi mi era venuto incontro per aiuto anche per controllare come finiva....una sci infatti era rimasto praticamente all'inizio del volo per cui sono dovuto risalire a riprenderlmelo!

37616-fall.jpg

ah be no...io mi limito al conetto:D
 
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