Questa è la storia di una delusione, l'ennesima!
Per chi vive alle falde dell'appennino la neve è una cosa fuggevole. Arriva, magari copiosa, ma poi in un paio di giorni se ne va... o sparisce in una notte, spazzata dallo scirocco caldo che arriva in un attimo.
Così capita che una bella montagna, pelata dal vento e ben coperta di prati, nella tua immaginazione frustrata di freerider diventi l'unica possibilità locale di una bella discesa... non lunga, con pendenza sufficiente per una decina di curve veloci e magari gustose... poi boschi fitti e impenetrabili, una sola strada bellissima che scende a valle e che con la giusta neve potresti anche goderti sciando, magari quasi fino al paese. Una visione insomma. E' come aspettare una vita per qualcosa che puntualmente non si avvera. Devono collimare troppe incognite. La neve, per prima. Deve arrivare e tanta. Non esiste fondo da queste parti, quasi mai, nemmeno negli inverni migliori come questo. E deve arrivare magari in due o tre giorni. e a ridosso del weekend. E poi la domenica non devo lavorare...capita spesso. E se proprio volesse baciarmi fortuna, dovrebbe splendere un bel sole e spirare una leggera brezza da nord, che mantenga la neve alla temperatura giusta, senza rovinarla.
Statisticamente sarebbe più facile che vincessi al superenalotto e mi comprassi una bella baita nelle dolomiti. Peccato che non giochi mai. Capita che dopo anni di attese deluse, un sabato di marzo, il primo giorno di primavera, arrivi una bella perturbazione, densa di nubi. Te la senti nel ginocchio, e puntuale arriva. Sabato fiocca che è una bellezza, qui a fondovalle, figurati, su in cima al Pratomagno ne farà un bel po'! così accarezzi quell'idea di nuovo. Certo è marzo, è pieno di fiori sbocciati, tutto dice che non sarà possibile, ma crederci non costa niente, anche se quel mandorlo in fiore bellissimo insiste che ormai non nevicherà più.
Sabato pomeriggio, sul tardi, fiocca ancora... sul raccordo di ritorno a casa le nubi per un attimo si aprono lasciando vedere che tutta la montagna è imbiancata. La perturbazione vine da nord est, il versante nord sarà ben innevato! un sorriso appare sull'angolo della bocca... forse...
Sabato sera... in fretta prepari le poche cose... pelli, trekker, gli sci li lascio nel loro angolo, li prendo domani mattina, portasse male.
Lo zaino con dentro il guscio, il binocolo, la fotocamera, pala arva e sonda.... e poi acqua barrette...che manca... boh... basta così, la strada non è poi molto lunga!
Se sono fortunato riesco ad avvicinarmi con l'auto fin quasi ai prati, così risalgo fino alla croce, scatto le foto mi godo il paesaggio e poi scendo come il vento, missione compiuta, stavolta ho vinto Io. Anche salire fin dal basso non sarebbe male...però ci vogliono due tre ore... e rischio di non avere neve per il rientro... boh..vedremo domani.... va bene tutto.
Vado a letto speranzoso. Bei sogni. Alle sei suona la sveglia... un balzo e sono in bagno. Apro la finestra sul tetto e spunto fuori rimanendo in equilibrio, i piedi spenzolanti nel vuoto.
Nulla. cielo terso, aria freddina, pendici verdi e primaverili. Nulla! Solo in vetta una timida striscia bianchina... Pessimismo e fastidio. Rimango inebetito, i piedi a penzolare, il viso contratto in una smorfia. Chiudo la finestra, torno a letto. Mi addormento subito. Anche stavolta il colpo di mano è fallito. Dormo un po' agitato.
Missione fallita.
Doc.
Per chi vive alle falde dell'appennino la neve è una cosa fuggevole. Arriva, magari copiosa, ma poi in un paio di giorni se ne va... o sparisce in una notte, spazzata dallo scirocco caldo che arriva in un attimo.
Così capita che una bella montagna, pelata dal vento e ben coperta di prati, nella tua immaginazione frustrata di freerider diventi l'unica possibilità locale di una bella discesa... non lunga, con pendenza sufficiente per una decina di curve veloci e magari gustose... poi boschi fitti e impenetrabili, una sola strada bellissima che scende a valle e che con la giusta neve potresti anche goderti sciando, magari quasi fino al paese. Una visione insomma. E' come aspettare una vita per qualcosa che puntualmente non si avvera. Devono collimare troppe incognite. La neve, per prima. Deve arrivare e tanta. Non esiste fondo da queste parti, quasi mai, nemmeno negli inverni migliori come questo. E deve arrivare magari in due o tre giorni. e a ridosso del weekend. E poi la domenica non devo lavorare...capita spesso. E se proprio volesse baciarmi fortuna, dovrebbe splendere un bel sole e spirare una leggera brezza da nord, che mantenga la neve alla temperatura giusta, senza rovinarla.
Statisticamente sarebbe più facile che vincessi al superenalotto e mi comprassi una bella baita nelle dolomiti. Peccato che non giochi mai. Capita che dopo anni di attese deluse, un sabato di marzo, il primo giorno di primavera, arrivi una bella perturbazione, densa di nubi. Te la senti nel ginocchio, e puntuale arriva. Sabato fiocca che è una bellezza, qui a fondovalle, figurati, su in cima al Pratomagno ne farà un bel po'! così accarezzi quell'idea di nuovo. Certo è marzo, è pieno di fiori sbocciati, tutto dice che non sarà possibile, ma crederci non costa niente, anche se quel mandorlo in fiore bellissimo insiste che ormai non nevicherà più.
Sabato pomeriggio, sul tardi, fiocca ancora... sul raccordo di ritorno a casa le nubi per un attimo si aprono lasciando vedere che tutta la montagna è imbiancata. La perturbazione vine da nord est, il versante nord sarà ben innevato! un sorriso appare sull'angolo della bocca... forse...
Sabato sera... in fretta prepari le poche cose... pelli, trekker, gli sci li lascio nel loro angolo, li prendo domani mattina, portasse male.
Lo zaino con dentro il guscio, il binocolo, la fotocamera, pala arva e sonda.... e poi acqua barrette...che manca... boh... basta così, la strada non è poi molto lunga!
Se sono fortunato riesco ad avvicinarmi con l'auto fin quasi ai prati, così risalgo fino alla croce, scatto le foto mi godo il paesaggio e poi scendo come il vento, missione compiuta, stavolta ho vinto Io. Anche salire fin dal basso non sarebbe male...però ci vogliono due tre ore... e rischio di non avere neve per il rientro... boh..vedremo domani.... va bene tutto.
Vado a letto speranzoso. Bei sogni. Alle sei suona la sveglia... un balzo e sono in bagno. Apro la finestra sul tetto e spunto fuori rimanendo in equilibrio, i piedi spenzolanti nel vuoto.
Nulla. cielo terso, aria freddina, pendici verdi e primaverili. Nulla! Solo in vetta una timida striscia bianchina... Pessimismo e fastidio. Rimango inebetito, i piedi a penzolare, il viso contratto in una smorfia. Chiudo la finestra, torno a letto. Mi addormento subito. Anche stavolta il colpo di mano è fallito. Dormo un po' agitato.
Missione fallita.
Doc.