e.frapporti
DURACELL
C'è chi cerca la polvere dell'Arlberg ma c'è anche chi preferisce le emozioni dell'Alta Montagna tra le vette ed i ghiacciai del gruppo del Monte Bianco.
Io, Marco (mountaiequipment) ed Emanuele (giredue) siamo tra questi ultimi e così, supportati dai preziosi consigli di Mao65, siamo andati a "scoprire" questo fantastico itinerario, il migliore che fin'ora ho percorso sulle alpi occidentali (le conosco ancora poco, intendiamoci)
All'inizio il programma prevedeva un'altra gita ma salire all'Aiguille du Midi senza prenotazione è impossibile a meno di presentarsi alla prima corsa (7.30). Abbiamo così "ripiegato" sul piano B.
Alle 8.30 eravamo alla funivia dell'Argentire ed alle 9.15 all'Aiguille des Grandes Montets.
La gita parte dal Col des Grandes Montets (3233 mt.) e prevede la discesa al ghiacciaio dell'Argentiere fino a quota 2390 mt.
Noi scegliamo il percorso più a destra, vogliamo addentrarci il più possibile nella zona più crepacciata del ghiacciaio des Rognons per "vivere" l'emozione del passaggio tra seracchi e crepacci.
tra i crepacci del Rognos
Marco tra i ghiacci del Rognons
Scendendo abbiamo una perfetta panoramica su tutto il percorso di salita, dai 2390 mt. del ghiacciao ai 3028 del Col du Passon attraverso 500 mt. "normali" e 140 mt. di ripido canale
itinerario di salita al col du Passon
La salita è semplice (a parte i primi 30 mt. "fastidiosi" per chi ha sci e pelli) e spettacolare!
Marco (a dx) sale, sullo sfondo il ghiacciaio d'Argetiere
manca poco al canale finale
finalmente la "piazzola" dove si cambia attrezzatura: da quella scialpinistica classica a quella alpinistica (picca e ramponi)
"sosta ramponi" prima del canale
Il canale è ripido (40-45°) ma siccome è esposto a sud e molto frequentato la sua risalita si presenta come una semplice scalinata (da non sottovalutare comunque)
Marco nel canale
ancora un passo ... ecco Marco al Col du Passon
altra prospettiva sul Canale di salita
Al Col du Passon (3028 mt) ci attende un vento gelido ma il panorama è appagante
io in "paradiso" (sullo sfondo Aiguille Verte e Monte Bianco in lontanaza
dopo la salita la foto di gruppo
Finalmente si scende, l'esposizione è Nord per cui speriamo in un po' di polvere
I passaggi sono ormai molti ma non troppi, capiamo che c'è ancora spazio per le nostre curve.
All'inizio c'è un po' di piattume ma si scarpina per non più di 50 mt. sappiamo però che ci attendono 1500 mt continui di ottima pendenza
la prima parte della discasa
Marco e il Glacier du Tour
dopo il "riscaldamento iniziale finalmente cominciano le danze (dalle foto sembra iper-tracciato ma vi assicuro che quasi sempre le curve erano in polvere intonsa). Fin dall'alto di vede a valle la meta finale: il paese di Le Tour.
si inzia a fare sul serio (giredue in polvere, sullo sfondo a dx Le Tour)
giredue e marco
Marco
Essendo la prima volta abbiamo deciso di seguire la via più tracciata nonostante alcune varianti ci solleticassero. Una di queste portava ad un bellissimo pendio quasi vergine (vedi foto successiva), ci siamo ripromessi di scenderlo la prossima volta.
giredue e la discesa mancata (la prossima volta non ci sfuggirà
)
Dopo la bellissima parte centrale della discesa ci aspettava l'ultima. Da affrontare con attenzione perchè gli ultimi 400 mt. si snodano tra canaloni e canalini abbastanza ripidi (35-40°) che a volte sfociano su salti rischiosi
l'ultima parte
Noi abbiamo incontrato solo un passaggio un po' ostico ma nulla di impossibile
Marco nel passaggio rognoso
Una volta arrivati in fondo lo sguardo si volge indietro per gustare ancora una volta la stupenda discesa appena fatta e per scovare possibili migliori alternative per la prossima volta.
la discesa vista da Le Tour (in rosso la nostra linea, in blu la linea forse migliore da farsi)
Ripeto: è stata una discesa bellissima, seconda solo alla discesa del Toula fino al Tunnel (il Marbrees non l'ho ancora fatto): 1578 mt. di dislivello di cui 1500 continui con ottime pendenze e praticamente senza quei piattoni tipici di tante discese del versante francese del Monte Bianco.
Un grazie ai compagni di gita e a Maurizio "mao65" che ci ha suggerito questo itinerario di cui non eravamo a conoscenza.
Io, Marco (mountaiequipment) ed Emanuele (giredue) siamo tra questi ultimi e così, supportati dai preziosi consigli di Mao65, siamo andati a "scoprire" questo fantastico itinerario, il migliore che fin'ora ho percorso sulle alpi occidentali (le conosco ancora poco, intendiamoci)
All'inizio il programma prevedeva un'altra gita ma salire all'Aiguille du Midi senza prenotazione è impossibile a meno di presentarsi alla prima corsa (7.30). Abbiamo così "ripiegato" sul piano B.
Alle 8.30 eravamo alla funivia dell'Argentire ed alle 9.15 all'Aiguille des Grandes Montets.
La gita parte dal Col des Grandes Montets (3233 mt.) e prevede la discesa al ghiacciaio dell'Argentiere fino a quota 2390 mt.
Noi scegliamo il percorso più a destra, vogliamo addentrarci il più possibile nella zona più crepacciata del ghiacciaio des Rognons per "vivere" l'emozione del passaggio tra seracchi e crepacci.
tra i crepacci del Rognos
Marco tra i ghiacci del Rognons
Scendendo abbiamo una perfetta panoramica su tutto il percorso di salita, dai 2390 mt. del ghiacciao ai 3028 del Col du Passon attraverso 500 mt. "normali" e 140 mt. di ripido canale
itinerario di salita al col du Passon
La salita è semplice (a parte i primi 30 mt. "fastidiosi" per chi ha sci e pelli) e spettacolare!
Marco (a dx) sale, sullo sfondo il ghiacciaio d'Argetiere
manca poco al canale finale
finalmente la "piazzola" dove si cambia attrezzatura: da quella scialpinistica classica a quella alpinistica (picca e ramponi)
"sosta ramponi" prima del canale
Il canale è ripido (40-45°) ma siccome è esposto a sud e molto frequentato la sua risalita si presenta come una semplice scalinata (da non sottovalutare comunque)
Marco nel canale
ancora un passo ... ecco Marco al Col du Passon
altra prospettiva sul Canale di salita
Al Col du Passon (3028 mt) ci attende un vento gelido ma il panorama è appagante
io in "paradiso" (sullo sfondo Aiguille Verte e Monte Bianco in lontanaza
dopo la salita la foto di gruppo
Finalmente si scende, l'esposizione è Nord per cui speriamo in un po' di polvere
I passaggi sono ormai molti ma non troppi, capiamo che c'è ancora spazio per le nostre curve.
All'inizio c'è un po' di piattume ma si scarpina per non più di 50 mt. sappiamo però che ci attendono 1500 mt continui di ottima pendenza
la prima parte della discasa
Marco e il Glacier du Tour
dopo il "riscaldamento iniziale finalmente cominciano le danze (dalle foto sembra iper-tracciato ma vi assicuro che quasi sempre le curve erano in polvere intonsa). Fin dall'alto di vede a valle la meta finale: il paese di Le Tour.
si inzia a fare sul serio (giredue in polvere, sullo sfondo a dx Le Tour)
giredue e marco
Marco
Essendo la prima volta abbiamo deciso di seguire la via più tracciata nonostante alcune varianti ci solleticassero. Una di queste portava ad un bellissimo pendio quasi vergine (vedi foto successiva), ci siamo ripromessi di scenderlo la prossima volta.
giredue e la discesa mancata (la prossima volta non ci sfuggirà
Dopo la bellissima parte centrale della discesa ci aspettava l'ultima. Da affrontare con attenzione perchè gli ultimi 400 mt. si snodano tra canaloni e canalini abbastanza ripidi (35-40°) che a volte sfociano su salti rischiosi
l'ultima parte
Noi abbiamo incontrato solo un passaggio un po' ostico ma nulla di impossibile
Marco nel passaggio rognoso
Una volta arrivati in fondo lo sguardo si volge indietro per gustare ancora una volta la stupenda discesa appena fatta e per scovare possibili migliori alternative per la prossima volta.
la discesa vista da Le Tour (in rosso la nostra linea, in blu la linea forse migliore da farsi)
Ripeto: è stata una discesa bellissima, seconda solo alla discesa del Toula fino al Tunnel (il Marbrees non l'ho ancora fatto): 1578 mt. di dislivello di cui 1500 continui con ottime pendenze e praticamente senza quei piattoni tipici di tante discese del versante francese del Monte Bianco.
Un grazie ai compagni di gita e a Maurizio "mao65" che ci ha suggerito questo itinerario di cui non eravamo a conoscenza.
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