Un monito semplice, un "viaggio nel tempo"... [thread lungo]

helix

Mod(ern)
Ciao a tutti,

l'argomento a mio avviso più "caldo" in questi giorni non è forse tanto l'emergenza valanghe, o l'annata particolarmente nevosa, quanto piuttosto la questione della pubblicazione dei resoconti delle uscite, delle "guide", etc...

Ho già espresso altrove la mia opinione, forse un pò pessimistica in merito, per quanto sia di norma un sognatore, idealista, e ottimista...

Apro quindi questo topic come monito, una sorta di "gogna" per farvi vedere uno scorcio di mondo che vive le stesse problematiche seppur con una filosofia differente (spesso ne condivide anche gli spazi ed ambienti peraltro)...

La grossa differenza è che qui il processo è già molto più avanzato, ed è quindi indirettamente utile per capire (imvho) quali strade intraprendere, quali no, e soprattutto quali sono i veri pericoli che dipendono dalle nostre ed altrui scelte..

Riporto direttamente un thread da un altro forum (spero si possa fare, altrimenti cassatelo), un pò lungo ma a mio avviso un bel pigiare sul tasto "avanti veloce" rispetto a quello che stiamo vivendo qui:

http://www.soloenduro.it/ubbthreads1/showflat.php?Cat=&Number=758355&page=&view=&sb=5&o=&fpart=all&vc=1&nohead=1

Chi avrà voglia e tempo di dare un'attenta letta al topic (spero sia visibile a tutti, nel caso segnalatemelo), noterà alcune affinità rispetto a quanto stiamo vivendo qui oggi, più alcune "perle" che da noi si stanno solo configurando, sono appena accennate, come nubi minacciose all'orizzonte...

Noterete infatti il localismo (la "mia" zona) ed un protezionismo di fondo, noterete chi parla di pericolo nei giri e chi sostiene l'assoluta casualità degli avvenimenti, noterete che c’è chi parla di “moda” e chi di “cultura”, noterete poi il fatto che la comunità in questione, non solo sta cercando di autoregolamentarsi (senza successo, peraltro) e trovare una "quadra", ma cerca anche di difendersi da elementi esterni, che spesso possono aver ragione nei principi, ma parimenti sbagliano nei metodi (corde tese nei boschi, multe salate, confische, etc.)...

Sì, perchè la comunità in questione è una delle prime al centro di una "caccia alle streghe" senza precedenti, dovuta principalmente a diversi fattori:
1) aumento geometrico degli appassionati, statisticamente con minor "cultura" e pazienza nell'approccio rispetto ai predecessori
2) facilità e reperibilità dell'attrezzatura, che rende fattibili anche da mediocri cose un tempo appannaggio dei campioni, ma con ovvia e relativa conseguenza di aumentare i rischi
3) mentalità diffusa del "tutto e subito", con scarso rispetto di stagioni, ambiente, altri utenti degli stessi spazi

Morale, per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno...
Riconoscete i tratti di uno scenario qui più pertinente dell'enduro? Siamo tanto lontani da questa situazione?

Con l’enduro siamo solo un passo avanti (ahimè), semplicemente perché il fenomeno è partito prima o cresciuto più in fretta, ma certi elementi (soprattutto quest’anno) dovrebbero far capire che l’andazzo è questo, ovvero dove ci si ritroverà in tanti (forse troppi direbbe qualcuno), peraltro “braccati” da chi in teoria dovrebbe tutelarci ed invece ostacola, imbastarditi come pochi…

Questo è il momento secondo me più difficile per una comunità (ndr, per “comunità” intendo il fatto di sentirmi parte di un gruppo con il quale condivido una passione, che si trasmette in forma di forum/mail/telefonate e contatti in genere con persone che inevitabilmente diventano amiche), perché da un lato alcune regole sono (temo) oramai necessarie, anche se abbiamo l’illusione che solo perché lo si chiama Freeride di fatto sia libero, in più è parimenti necessario definire che “piega” prendere, come forum, come comunità ma in primis come individuo…

Protezionisti, locals, autarchici? Bene, allora però (come dice giustamente Fabio) tanto vale che parliamo di spiagge o non scriviamo comunque sul forum se non per parlare di modelli di sci o simili.. Se però non condividiamo in primis le emozioni, le esperienze, le passioni che abbiamo, tanto vale non scriverci su sto forum, no?

Vogliamo invece aprirci e comportarci realmente come in una comunità? Ottimo, ma ricordiamoci che implicitamente questo significa condividere almeno dei valori e delle idee di massima, pur dovendo mantenere ovviamente tutti la propria identità e “peculiarità” di singolo, altrimenti il valore aggiunto di tante teste viene meno…

Quando parlo di valori intendo, in primis, capire che la mia libertà finisce dove inizia la tua, che non esiste un posto “mio” né tantomeno pensare che la mia opinione valga meno della tua, etc..

Se democraticamente siamo in grado di sposare l’idea di mettere a nudo la nostra passione, con tutti i pro e i contro del caso, allora forse possiamo evitare di riscrivere un thread triste come quello che vi ho riportato.

Scusate per lo sfogo e la lunghezza del thread, ma è solo perché ci sono passato una volta ed ho trovato una comunità sopita, incompleta, abbrutita… almeno qui mi piacerebbe trovare persone più illuminate e per le quali la passione per quello che fanno ha la meglio su scaramucce, incomprensioni, etc…

ps. xspac non mi picchiate... :D
 
TROVO che sia attuale come discussione... come te ho già visto succedere cose simili in altri sport.... in primis la pesca subacquea, mia passione estiva e non. Anni fa era caduta nell'oblio, e nessuno si curava di noi pazzi che rischiavamo le eliche dei diportisti della domenica... eravamo pochi! ora è tornata di moda... tanti ragazzi che si improvvisano, con attrezzatura inadeguate e ahime preparazione zero! e il mare come la montagna non perdona. nessuno preparzione sull'apnea, sulla immersione, prima che sulle tecniche di pesca. Per non parlare della totale ignoranza delle legge umane e del buon senso... ho visto gente armare il fucile (che per la lege è al pari di una pistola!) in mezzo ai bagnanti, ed uscire dall'acqua con appesi in cintura 4 pescetti nani, appena natii che non hanno compiuto nemmeno un ciclo riproduttivo... questo è genocidio! risultato i verdi ci danno addosso e l'unico sistema per sopravvivere sarà, come sucesse per la caccia, obbligare tutti a seguire corsi, tesseramenti, esami, così il numero crollerà, e solo i veri puristi continueranno... non è giusto, perchè quando si è pochi non si ha potere e peso... e questi in italia vuol dire che ti fanno sparire.... la via giusta sarebbe che alcuni enti, tipo il cai facessero campagne per incentivare la informazione e corsi seri a costi accessibili, per creare una cultura della montagna, e d evitare fai da te che fan più morti del vaiolo..ma siamo in italia! ogni morto è un capro espiatorio per vietare e negare, mai per prevenire ed educare.... sic transeat gloria mundi!

Doc

P.S.
come stanno i miei (forse) futuri legni??
 
Ahimè, è un discorso veramente attuale.
Io ho vissuto da vicino le vicende dell'enduro, sebbene solo per un paio d'anni, e ora mi sono costretto ad abbandonarlo, sebbene fosse una mia grande passione per due motivi:
-sempre più tempo a sciare e con la moto sotto al telo
-secondo ma non meno importante: totale criminalizzazione nella mia zona con rischi davvero elevati, dovuto forse proprio alla moda.

Spero solo che lo sci fuoripista non faccia la stessa fine. Altro non voglio dire.
 
è che non basta sperare, purtroppo, e non lo dico con polemica...

Bisogna essere duri con le "mele marce", accondiscendenti con chi si avvicina con spirito giusto, clementi con chi riconosce i propri errori, umili con chi ha esperienza... ma più che altro bisogna essere uniti, per quanto possibile, e muoversi a volte prima che lo faccia chi ha altri interessi, perchè quando si organizza il gioco è finito ed è troppo tardi per correre ai ripari...

(manca il sottofondo Gospel... :D)...

p.s. x Dot: i legni son fermi in attesa di powder!
 
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