Da Ansa di oggi: L'ARTICO E' AL RECORD MINIMO :-(

Coccoluto

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ROMA - Sale la febbre del Pianeta ed è nuovo allarme per i ghiacci del Polo Nord: l'Artico ha raggiunto il suo record minimo con un tasso di regressione dell'8,5% l' anno negli ultimi quattro anni e una perdita di un terzo di superficie in 27 anni. Roventi anche i mari artici con tre gradi sopra la media. E' il grande caldo del 2005, il secondo anno più rovente dal 1880. Stesso record anche a settembre. Intanto imperversano gli uragani, sempre più violenti e sempre più a nord dell' emisfero, 21 quest'anno, come il record del 1933. Ma la stagione non è ancora finita. E dagli scienziati il richiamo a rallentare "altrimenti la situazione sfugge di mano".

Un quadro in cui l'Italia, afferma il climatologo dell' Enea, Vincenzo Ferrara, "deve entrare con forza con una presenza compatta nella ricerca sul clima e una capacità di essere presenti, anche con finanziamenti adeguati". Puntando allo specifico dei mutamenti climatici, "in Italia non ce ne siamo accorti ma nel 2005 - spiega Ferrara - si è assistito a un rapido precipitare degli eventi a livello climatico. Si è avuto molto riscaldamento a ritmi molto elevati nei mari artici, nell' Atlantico del nord e nel Mar dei Caraibi". "Per quanto riguarda l'Europa - rileva Ferrara - è stata spaccata in due lungo la verticale, da una parte siccità e incendi in Spagna, Portogallo e sud della Francia, dall'altra, a est, alluvioni. Noi ci siamo trovati in mezzo". A risaltare, in questa situazione di clima impazzito, la riduzione del ghiaccio artico: nel 2005 - secondo l'ultimo bollettino della National Oceanographic and Atmospheric Administration (Noaa) in cui si fa il punto della situazione - la coltre bianca ha raggiunto un valore minimo record di 5,3 milioni di km quadrati (a partire dal 1978, da quando sono cominciati i monitoraggi da satellite e quando i km2 erano 7,2 mln). In questi ultimi quattro anni, inoltre, vi è stata un'accelerazione molto marcata nella riduzione del ghiaccio artico, tanto che il tasso di riduzione di questi ultimi 4 anni - afferma la Noaa - ha raggiunto il valore record di 8,5% per anno, rispetto al valore medio di riduzione del 2,8% per anno relativo al periodo precedente al 2001. Il ghiaccio artico, quest'anno è praticamente pari a circa il 33% di quello che vi era nel 1978. Ma il 2005 è solo la punta dell'iceberg dei guasti del clima. "Gli ultimi 10 anni - riferisce l'esperto dell'Enea, Ferrara - sono tutti anni record per il caldo, escluso il '96. Gli anni 2000, invece, sono tutti in testa alla classifica, dal 4/o posto in su''. Elementi, afferma Ferrara, "di cui i Governi dovranno assolutamente tenere conto nella prossima Conferenza sul clima a Montreal, sia in termini di tagli alle emissioni che in quelli di adattamento all'accelerazione dei cambiamenti climatici". Guardando nel dettaglio il bilancio tracciato dalla Noaa, si nota che il settembre 2005 è stato, per l'emisfero nord, il mese più caldo dal 1880 e, per l'emisfero sud, il quinto mese più caldo dal 1880. Temperature superiori fino 4 gradi oltre la media in Alaska, Usa e Canada centro orientali, Europa centro orientale, Asia centro settentrionale. Temperature fino a -3 gradi sotto la media, invece, in Canada occidentale, Francia, Algeria e Australia occidentale. Il mese di settembre 2005 è stato, inoltre, particolarmente piovoso, con precipitazioni oltre il 100% della norma, o precipitazioni alluvionali, in Alaska, Canada del nord, nel medio oriente e nel sud est asiatico (in particolare India, Tailandia e Taiwan) e nell' Australia centro meridionale; particolarmente siccitoso (fino a -100% al di sotto della norma) o con assenza di precipitazioni negli Usa orientali e nel Messico, in Brasile e gran parte dell' area settentrionale dell'America del sud, in Spagna e Portogallo, nell'Europa orientale e nell'Asia centrale continentale (in particolare Kazakhstan, Mongolia, Nepal). Per quanto riguarda la previsione annua, secondo la Noaa, la tendenza in atto fa posizionare, per ora, il 2005 come il secondo anno più caldo dal 1880.
 
io al posto di portarli attaccherei una luga prolunga da casa mia al polo con attaccato uno sforna ghiaccio..... :D :lol: :pAZ
 
Michela,
il problema e' serio e io lo seguo molto frequentemente attraverso i siti web.
Anche se io possiedo un SUV, lo uso molto poco e anche negli USA andavo a lavorare a piedi tutti i giorni o, in estate, usando i pattini.

Il problema e' che purtroppo non abbiamo tutti i dati per poter mostrare a chi non crede all'effetto serra che le cose stanno deteriorandosi. C'e' chi dice: "Ma come sappiamo che non si tratta di un ciclo gia' ripetutosi in passato? Come per le glaciazioni..." Purtroppo, citare i dati solo dal 1880 ad oggi o anche dal 1500 ad oggi, e' una prova insufficiente.

Negli USA forse cominceranno a vedere le cose in un'ottica diversa, dopo i recenti uragani e non sembra sia ancora finito. Io vivo a Londra dove sono "tutti verdi" a parole, poi li vedi tutti incolonnati a inquinare con macchine di lusso. Negli USA, a Minneapolis, malgrado tutti gli SUV l'aria era molto piu' buona da respirare.

In Italia avremmo anche macchine piu' piccole, ma passiamo tanto di quel tempo in colonna a muoverci come lumache e anche quello inquina e crea effetto serra. O che dire del riscaldamento nelle case sempre acceso e intenso anziche' indossare maglioni piu' grossi anche se non e' troppo sexy?
Quindi in bicicletta, sui pattini, a piedi, in autobus, meno riscaldamento..

Esistono casi dove l'energia dal vento o dal sole si sta' diffondendo. In California per esempio. Ma in posti come il centro Europa dove le giornate sono spesso grigie per 6 mesi l'anno e' piu' difficile sostituire forme di energia piu' tradizionali.
L'energia nucleare e' molto piu' pulita. Noi l'abbiamo votata fuori e altri hanno fatto lo stesso. Abbiamo fatto bene? Chissa'? Niente scorie, ma tanto effetto serra.

Io temo moltissimo cosa succedera' quando in Cina cominceranno a consumare come noi Occidentali e magari usando vecchia tecnologia inquinante. Immagina il doppio dell'inquinamento attuale :wall:

E' facile dire di voler rimediare, farlo e' difficile. Ognuno deve fare la sua parte, ma si rischiano tanti posti di lavoro. E chi resta senza lavoro sarebbe contento? Anche se i ghiacci polari non si sciolgono piu', ammettiamo per ipotesi, dove trovano costoro le risorse economiche per andarli a vedere o anche solamente per avere una vita decente?

Sono problemi grossi, anzi grossissimi. :think:
 
Mt. T per poter creare posti di lavoro alternativi bisogna prima di tutto investire sulla ricerca, cosa che in Italia non viene mai fatta.
Sono d'accordo con te che è importante salvaguardare i posti di lavoro attuali, però senza guardare al futuro probabilmente le generazioni future si ritroveranno un mondo invivibile.
 
Hai certamente ragione Afma. Come ho scritto sul forum di Sciare su un tema diverso, in Italia nessuno vuole mai mettersi a tirare il carro, tutti vogliono seguire. E la ricerca viene lasciata in uno stato miserabile. Io me ne andai dall'Italia circa 13 anni fa proprio per andare a studiare all'estero.

Sul futuro invivibile temo che hai ragione anche li, ma certi bambini oggi se i genitori perdessero il lavoro rischierebbero di trovare un mondo difficile da vivere gia' da subito.

Io non ho la soluzione, mi limito ad andare a piedi, in bicicletta o sui pattini. (Tra l'altro Londra al mattino presto sui pattini in estate e' assai spettacolare prima che arrivino gli "zombie" con le auto) e non ho ancora acceso il riscaldamento neanche per un minuto nel mio appartamento e metto invece una coperta in piu' sul letto. Ma e' solo una goccia in un mare di inquinamento.
 
Io spero solo che la natura si incazzi di brutto e si rivolti... :perlaneve:

VOGLIO L'ERA GLACIALE!!! :uuue:
 
Per tenere lo stile di vita attuale l'unica (unica) soluzione possibile è la Fusione Nucleare. Purtroppo stime parlano di altri 40-100 anni di ricerca per poterla fare funzionare "bene". Resta da vedere però se il quantitativo di energia rilasciata all'atmosfera dalla fusione nucleare riesce ad essere smaltito dalla terra. In pratica verrà eliminato il problema della CO2 rilasciata in atmosfera (ma tanto ce n'è già talmente tanta che il casino è fatto) ma non viene attenuato il problema del rilascio di "caldo" verso acque di fiumi ed aria.
La richiesta di energia sarà talmente elevata che per soddisfarla senza fare guerra e stermini di massa sarà necessario costruire un sacco di centrali a fusione. Queste però rilasceranno tantissima energia di basso livello (inutilizzabile, cioè "caldo a bassa temperatura") e non si sa se ciò sarà ben visto dalla terra.

La soluzione è di tornare ad 1,2 miliardi di persone.
Si prevedono con certezza guerra disastrose, a meno che non si arrivi a colonizzare lo spazio prima. Energetica applicata.
 
Teo ha detto:
Io spero solo che la natura si incazzi di brutto e si rivolti... :perlaneve:

VOGLIO L'ERA GLACIALE!!! :uuue:
La natura lo sta già facendo :uuue: :uuue:
Guarda cosa succede con gli uragani !!!!
 
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