Salve, sono tornato ieri sera da Alagna e volevo esternare qualche sensazione.
Tempo fa chiesi pareri sui corsi freeride che vengono pubblicizzati e ne uscì un mezzo putiferio. Ovviamente la maggior parte degli interventi fu sprezzante perchè, a detta degli "esperti", un corso freeride non ha senso, ma bisogna sciare, sciare e sciare fino a che non si diventa veri freeriders ai quali non bisogna chiedere mai... Secondo alcuni non si può insegnare il freeride e chi si vuole avvicinare è meglio che cambi idea... anche perchè, sicuramente, un "principiante" del freeride è uno di quei cialtroni della domenica (vedi post recente) e quindi da evitare, un po' come dire che quelli sono tutti ladri, quelli sono tutte :shit:, quelli sono tutti crucchi, quelli razzisti, ecc.
Ebbene, siccome penso col mio cervello, ho voluto provare uno di questi corsi e, causa rinuncia di due persone, mi sono trovato a trasformarlo in una semplice uscita insieme ad una guida di alagna.
Conclusione: ho la prova che il freeride si può insegnare e che questi corsi sono utilissimi proprio per evitare che la gente si comporti come nel suddetto post.
Si perchè se l'ignoranza si combatte con la conoscenza, questa è la soluzione.
Partiti di buon ora c'è stata una superficiale spiegazione dell arva (ovviamente da approfondire successivamente) poi, dopo qualche curva di valutazione, è cominciato il vero e proprio freeride.
Bellissimo! una persona esperta e del posto a cui chiedere qualsiasi dubbio, seguire e osservare per imparare e cominciare a piccoli passi, con decisa umiltà, la strada che porta a vivere lo sci in maniera diversa.
Ovvio che non puoi imparare tutto quello che sa la guida, ma, se non altro, capisci le cose che NON devi fare e soprattutto capisci che, quando non hai certezze, devi saper rinunciare e ripiegare sulle piste.
Per la cronaca, in una sola giornata, ho fatto il canale del Moss, la Bettolina e la valle del Bors, una cosa impensabile da affrontare senza una guida, una gioia immensa, una esperienza che sicuramente rifarò e consiglierò


PS
un salutone proprio a lui, Nicola, in arte Nik
Tempo fa chiesi pareri sui corsi freeride che vengono pubblicizzati e ne uscì un mezzo putiferio. Ovviamente la maggior parte degli interventi fu sprezzante perchè, a detta degli "esperti", un corso freeride non ha senso, ma bisogna sciare, sciare e sciare fino a che non si diventa veri freeriders ai quali non bisogna chiedere mai... Secondo alcuni non si può insegnare il freeride e chi si vuole avvicinare è meglio che cambi idea... anche perchè, sicuramente, un "principiante" del freeride è uno di quei cialtroni della domenica (vedi post recente) e quindi da evitare, un po' come dire che quelli sono tutti ladri, quelli sono tutte :shit:, quelli sono tutti crucchi, quelli razzisti, ecc.
Ebbene, siccome penso col mio cervello, ho voluto provare uno di questi corsi e, causa rinuncia di due persone, mi sono trovato a trasformarlo in una semplice uscita insieme ad una guida di alagna.
Conclusione: ho la prova che il freeride si può insegnare e che questi corsi sono utilissimi proprio per evitare che la gente si comporti come nel suddetto post.
Si perchè se l'ignoranza si combatte con la conoscenza, questa è la soluzione.
Partiti di buon ora c'è stata una superficiale spiegazione dell arva (ovviamente da approfondire successivamente) poi, dopo qualche curva di valutazione, è cominciato il vero e proprio freeride.
Bellissimo! una persona esperta e del posto a cui chiedere qualsiasi dubbio, seguire e osservare per imparare e cominciare a piccoli passi, con decisa umiltà, la strada che porta a vivere lo sci in maniera diversa.
Ovvio che non puoi imparare tutto quello che sa la guida, ma, se non altro, capisci le cose che NON devi fare e soprattutto capisci che, quando non hai certezze, devi saper rinunciare e ripiegare sulle piste.
Per la cronaca, in una sola giornata, ho fatto il canale del Moss, la Bettolina e la valle del Bors, una cosa impensabile da affrontare senza una guida, una gioia immensa, una esperienza che sicuramente rifarò e consiglierò
PS
un salutone proprio a lui, Nicola, in arte Nik