La pubblicità è l'anima del commercio: è una regola non scritta sempre valida.
Quindi, chi paga, ha diritto di avere il miglior spot pubblicitario possibile. Anche con frasi altisonanti che vengono magistralmente "distorte" senza cattiveria (come le pubblicità che ti promettono, a caratteri cubitali, sconti eccezionali, e poi si scopre che, nelle righe piccole e poco leggibili, gli sconti vengono effettuati solo per alcuni articoli ed in certe condizioni...).
Ed in tutte le trasmissioni televisive dove si parla di turismo, le località devono pagare il dazio della diffusione via etere delle loro realtà, come succede anche nel ciclismo dove, i comuni, per poter ospitare una tappa del giro d'Italia, devono pagare agli organizzatori la loro "visibilità" nell'elenco delle tappe.
Purtroppo senza pubblicità non si fa promozione, senza promozione non ci si fa conoscere, senza essere conosciuti la gente non va, se la gente non va i soldi non entrano, senza soldi non si campa. E' la realtà ed il Dolomiti Superski lo sa benissimo. Nel loro bilancio annuale è già preventivata la spesa per la pubblicità perchè sanno benissimo che sono soldi ben spesi.
In Italia si va principalmente sulle Dolomiti. A Capodanno credevo di trovare tantissima gente in Val Venosta: invece ho sciato divinamente senza folla e ressa, mentre sentivo per radio del caos per le varie località dolomitiche. Mi direte che anche la Val Venosta (tanto per citare un esempio!!!) paga per la pubblicità? E' vero ma la diffusione a livello nazionale è più importante di quella di aree più ristrette. Canazei è conosciuta in tutta Italia, San Valentino alla Muta no.
Però per me è meglio così: io mi sono goduto il comprensorio di San Valentino alla Muta con una tranquillità assoluta.
Comunque, questo è solo un mio parere, chiunque può non condividere il mio stesso pensiero.


