Non possiamo querelare "la montagna" (o la strada)... quindi vietiamo tutto a tutti

Fabio

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Staff Forum
Non possiamo querelare "la montagna" (o la strada)... quindi vietiamo tutto a tutti

In Italia, se mi faccio male sul marciapiede querelo il Comune perchè quella mattonella su cui sono inciampato era mossa. Se mi faccio male sulle scale mobili di un centro commerciale denuncio il centro commerciale o il costruttore delle scale mobili. Siamo arrivati che se mi faccio male sulle piste da sci, denuncio o chi mi ha tagliato la strada o chi gestisce le piste o le seggiovie.

Distante "da dove si riesce ancora a sentire il profumo del letame" è in voga la filosofia del "non è mai colpa mia". Se qualcosa di negativo succede c'è sempre qualcuno da querelare.

Moltissime persone hanno abbracciato questo modo di pensare che molto facilmente ci solleva dal pesante macigno della responsabilità personale.

Queste persone vanno in montagna. Fino a poco tempo fa sciavano solo in pista. Anni fa se ci si faceva male in pista non so come succedesse ma immagino che ce se la sbrigava "tra uomini", si rimaneva in contatto, ci si veniva incontro. Ora ogni incidente fornisce almeno in linea teorica la possibilità di querelare e denunciare qualcuno.

E se quella gente inizia a sciare fuoripista o a navigare laddove la montagna non ha scale mobili, riscaldamento e centri benessere? Succede quello che sta succedendo ora: seggiovie dal parcheggio alla seggiovia (una seggiovia per andare a prendere una seggiovia!!!), si stacca una valanga e si cerca qualcuno per dare la colpa. Muore qualcuno in montagna e ci si chiede come mai non sia stato bonificato il pendio e si querela qualcuno.

La responsabilità personale viene eliminata. Quest ocrea un pessimo modo di ragionare nella gente: ho pagato lo skipass, se tramite seggiovia ho raggiunto questo posto, se mi butto fuoripista sono sicuro perchè la società degli impianti è tenuta a rendermi tutto facile e sicuro. E se mi va male li denuncio.

Analogia: ogni negozio raggiungibile da una scala mobile deve essere messo in sicurezza.

E quando la colpa non è attribuibile alla scala mobile o al gestore del centro commerciale?

Inizieranno le querele "alla montagna"? Denuncio il pendio perchè era instabile ed io "umano protetto dalla società" esigo che tutto il mondo ai miei piedi sia sicuro e sottomesso alle mie regole?

Ed ecco che se qualcuno sbaglia e partendo da una funivia va a finire in un crepaccio o sotto una valanga iniziano le discussioni su "chi querelare" e di chi è la colpa. Alla fine non ne veniamo sempre fuori perchè la colpa è "della montagna" che non si può querelare (almeno fino ad ora) e appare timidamente all'orizzonte la "responsabilità personale" quel bel valore attualmente cancellato grazie alla corsa verso la massima e perfetta tutela dell'individuo. Sbagliare ed accettarne le conseguenze, porta, se usato come principio educatore a evitare di sbagliare per limitare le conseguenze. Una società nella quale le persone non hanno mai cozzato contro il muro del "hai sbagliato e paghi" porta le persone a rischiare in montagna... e lo sbaglio in questo caso ha conseguenze a volte tragiche.

Serve un cambio culturale e non un inasprimento di controlli, pene, e divieti.

Se si va in montagna, fuori dalle piste battute si accetta che vi sia del rischio. La colpa (se si può parlar di colpa) non va ricercata in istituzioni o enti. Se sto sciando in Montagna, sbaglio e mi faccio male è colpa mia.

Ed invece pare che poichè non si può querelare la montagna la legislazione si stia muovendo non sulla evidenziazione della reponsabilità personale ma sul vietare quello che non è denunciabile e che non può essere portato in tribunale o trasformato in soldi.
 
sono molto d'accordo con quanto hai scritto. il cambio culturale è necessario, sotto molti altri aspetti che non siano solo quello dell'assumersi le proprie responsabilità.
ormai ciò che si vede è un regresso continuo dell'"essere uomini", proprio nel senso da te citato.
il problema è andare a capire come nasce, da dove nasce (il perchè è comprensibile: perchè fa comodo).. per me un cambio culturale è abbastanza improbabile comunque. ormai la mentalità è questa, da parte della maggioranza, solo perchè si è completamente inghiottiti dal sistema.
nel nostro piccolo possiamo comportarci da "uomini", assolutamente sì...il fatto è che comunque dobbiamo fare i conti con una realtà che vieta e che "marcisce" sempre più. un giro di vite può essere dato? come?
 
Un esempio a cui sto pensando per capire se è applicabile.

Una persona "gioca" sui binari di una ferrovia, ci si sdraia, ci mangia, beve etc.
Disgraziatamente un giorno questa persona sbaglia qualcosa e viene travolta da un treno. Il treno frenando di colpo ferisce leggermente i passeggeri presenti in carrozza.

Eppure ci sono gli orari di tutti i treni. Però i bollettini non tengono conti dei piccoli ritardi.

La colpa a chi è imputabile?

L'esempio non calza perchè i binari sono tutti recintati mentre la montagna è ancora (forse per poco) senza reti, recinti, palizzate...

Comunque allora perchè stanno nascendo persone che dal centro commerciale cittadino vanno in montagna e giudicano "criminali" i fuoripistaioli? E perchè queste persone pretendono che il centro comerciale sia replicato in montagna? Ora apro una discussione su questo problema che sto osservando da un pochino.
 
Quello che dicevo io Fabio, ci vuole la responsabilizzazione del singolo...poi va beh, non bisogna nemmeno manlevare da responsabilità i gestori degli impianti nelle aree di loro competenza..
 

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gli impiantisti hanno la responsabilità della sicurezza delle piste. Sono contrario s qualsiasi possibilità che gli permetta di incassare skipass (impianti aperti) ma che riduca la loro responsabilità sulla sicurezza delle piste
 
gli impiantisti hanno la responsabilità della sicurezza delle piste. Sono contrario s qualsiasi possibilità che gli permetta di incassare skipass (impianti aperti) ma che riduca la loro responsabilità sulla sicurezza delle piste

appunto, responsabilità per la sicurezza "valanghiva" delle piste alle società...per il resto, responsabilità totale dello sciatore
 
oggi ho provato ad andare a campiglio ma mi hanno vivamente sconsigliato di fare lo skipass perchè era proibitivo salire. inoltre buona parte degli impianti erano chiusi per il vento e la troppa neve caduta! io sono stata contenta di non aver rischiato. altre persone si sono accanite su questa signora dello skipass perchè diceva di non salire.
sono partita alle 7 da verona e ho trovato un pista per sciare in paganella alle 14.00... se non mi sono incazzata io....
 
Stranissimo, un miracolo! In genere cercano di venderti lo skipass a prezzo pieno anche sotto una bufera con un impianto aperto. E tanto trovano sempre qualcuno che lo fa!

Ma la gente lo accende il cervello?
Per una volta che si comportano da signori i complimenti dovrebbero fargli, altro che prendersela... la macchinetta per far venire fuori il sole se la sono scordata a casa?
 
Appunto. Stranissimo che si siano comportati così bene. Io invece a quelli lo skipass lo avrei fatto il stesso a prezzo pieno se proprio ci tenevano così tanto a dare un po' di soldi alla societa impianti. I coglioni ci sono ovunque e sono sempre in compagnia!
 
Serve un cambio culturale e non un inasprimento di controlli, pene, e divieti.

Se si va in montagna, fuori dalle piste battute si accetta che vi sia del rischio. La colpa (se si può parlar di colpa) non va ricercata in istituzioni o enti. Se sto sciando in Montagna, sbaglio e mi faccio male è colpa mia.

Ed invece pare che poichè non si può querelare la montagna la legislazione si stia muovendo non sulla evidenziazione della reponsabilità personale ma sul vietare quello che non è denunciabile e che non può essere portato in tribunale o trasformato in soldi.

Non posso che condividere.

Ti stimo fratello!
 
Quoto tutto. E secondo me anche il Decalogo Fis ha contribuito a questa mentalità: un normale scontro che fino a 5 anni fa finiva con una birra oggi porta a conseguenze economiche serie. Senti dire in pista " ma tu venivi da sinistra". Cheeee? Io so sciare tu no. Dovrebbe bastare e invece il più lento ha sempre ragione (forse è anche vero). Ma così si è un po' aperta la strada alla mentalità del COlpo di frusta (riferito alla macchina). Mi è capitato qui a Roccaraso di fare una pista affollata dopo 3 ore di fuoripista: ero terrorizzato che qualcuno mi venisse addosso e iniziasse tutta la tiritera.
 
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