La scorsa settimana sfuttando il tempo dalle 11 alle 14 dove non ero impegnato e tutte le sere dalle 15 in poi (settimana magra a livello di lavoro...)sono riuscito ad andare con le pelli sei giorni su sei...quasi sempre unendo a belle salite qualche bella linea di discesa...
Giovedì però c'era nell'aria qualcosa di diverso,avevo un mattoncino nello stomaco,ero stanco...
mentre salivo sull'ultimo impianto utile per iniziare la mia gita,non riuscivo a decifrare quella strana sensazione che invece conosco e che già in passato mi ha fatto tornare più di una volta sui miei passi...quel giorno invece imputai questa sgradevole sensazione alla quantità smisurata di brindisi della sera prima.
Percorsi un itinerario già fatto giorni prima,comunicai a Lei che avrei percorso un pezzo di cresta per poi ntornare indietro e discendere da una linea già sciata gli scorsi giorni e nel frattempo continuai a zittire quella vocina fastidiosa...
la giornata era splendida,un pò più calda...ma i versanti in ombra, tutti polverosi,la cresta nel frattempo diventava sempre più aerea ed affascinante,anche un passaggio apparentemente delicato scivolò alle mie spalle senza intoppi,andavo veloce e non avevo voglia di tornare indietro...volevo starmene lì ancora un pò quando abbuffandomi di quel bello notai vigliacco un versante che appeso per la collottola scendeva per un 200 metri fino ad un dosso per poi finire su un ampio e facile vallone...Nonostante la mia sirena suonasse in modo insistente,mi ritrovai in sosta su quei 50 cm mentre toglievo le pelli e agganciavo gli attacchi per scendere da quel canale...
feci tre passi a scaletta per sondare la presenza di pietre nascoste,notai una smagliatura cristallina alla mia sinistra che imputai erroneamente al vento e mentre la montagna compatendomi mi lanciava ogni genere di segnale amico io lanciavo la mia prima curva...
Il colpo sordo fu quello delle grandi occasioni ,sotto i miei piedi per 150 metri il pendio si trasformò in una ragnatela,mentre un rumore assordante come di macerie che si infrangono mi scosse,mantre i miei piedi venivano catturati dal gorgo riuscii a saltare una curva verso destra ed a spostarmi di tre metri per raggiungere un terrazzino di roccia,la mia salvezza...da lì vidi la valanga impattare sul dosso sottostante e con un fungo di fumo ,saltarlo e terminare la sua corsa 200 metri più in basso,lasciando dietro di se un crostone pieno di pietre...che percorsi fino alla base...non era il mio giorno.
Mi sono odiato,non per la valanga cosa che in montagna anche se non deve succedere è un pericolo reale che si può nascondere anche in un versante in ombra apparentemente in condizione,ma per non aver ascoltato tutti i segnali che quel giorno mi erano stati regalati in modo gratuito...per non aver ascoltato la mia vocina interiore...
Giovedì però c'era nell'aria qualcosa di diverso,avevo un mattoncino nello stomaco,ero stanco...
mentre salivo sull'ultimo impianto utile per iniziare la mia gita,non riuscivo a decifrare quella strana sensazione che invece conosco e che già in passato mi ha fatto tornare più di una volta sui miei passi...quel giorno invece imputai questa sgradevole sensazione alla quantità smisurata di brindisi della sera prima.
Percorsi un itinerario già fatto giorni prima,comunicai a Lei che avrei percorso un pezzo di cresta per poi ntornare indietro e discendere da una linea già sciata gli scorsi giorni e nel frattempo continuai a zittire quella vocina fastidiosa...
la giornata era splendida,un pò più calda...ma i versanti in ombra, tutti polverosi,la cresta nel frattempo diventava sempre più aerea ed affascinante,anche un passaggio apparentemente delicato scivolò alle mie spalle senza intoppi,andavo veloce e non avevo voglia di tornare indietro...volevo starmene lì ancora un pò quando abbuffandomi di quel bello notai vigliacco un versante che appeso per la collottola scendeva per un 200 metri fino ad un dosso per poi finire su un ampio e facile vallone...Nonostante la mia sirena suonasse in modo insistente,mi ritrovai in sosta su quei 50 cm mentre toglievo le pelli e agganciavo gli attacchi per scendere da quel canale...
feci tre passi a scaletta per sondare la presenza di pietre nascoste,notai una smagliatura cristallina alla mia sinistra che imputai erroneamente al vento e mentre la montagna compatendomi mi lanciava ogni genere di segnale amico io lanciavo la mia prima curva...
Il colpo sordo fu quello delle grandi occasioni ,sotto i miei piedi per 150 metri il pendio si trasformò in una ragnatela,mentre un rumore assordante come di macerie che si infrangono mi scosse,mantre i miei piedi venivano catturati dal gorgo riuscii a saltare una curva verso destra ed a spostarmi di tre metri per raggiungere un terrazzino di roccia,la mia salvezza...da lì vidi la valanga impattare sul dosso sottostante e con un fungo di fumo ,saltarlo e terminare la sua corsa 200 metri più in basso,lasciando dietro di se un crostone pieno di pietre...che percorsi fino alla base...non era il mio giorno.
Mi sono odiato,non per la valanga cosa che in montagna anche se non deve succedere è un pericolo reale che si può nascondere anche in un versante in ombra apparentemente in condizione,ma per non aver ascoltato tutti i segnali che quel giorno mi erano stati regalati in modo gratuito...per non aver ascoltato la mia vocina interiore...