Ciao a tutti,
sono un nuovo iscritto del forum e vi scrivo per raccontarvi la mia storia “sciistica”, e le mie incredibili difficolta’ nell’apprendimento di questo sport, sperando di trovare qualche suggerimento.
Ora ho 36 anni (classe ’72): misi ai piedi gli sci per la prima volta nell’inverno 1992-1993 (quindi a 20 anni), facendo un corso collettivo a Bardonecchia. A quei tempi c’erano ancora i vecchi sci lunghissimi (io sono alto 1.78, e mi si proponevano sempre tra 1.90 e 1.95). Dal corso uscii con i primi rudimenti (spazzaneve, tentativo di diagonale a sci uniti, ), ovviamente senza particolari pretese.
L’anno successivo (inverno 1993-1994), durante le vacanze di Natale, andai con degli amici a sciare in Piemonte, dove ripresi a sciare cercando di perfezionarmi. Purtroppo, pero’, uno sfortunato incontro con una lastra di ghiaccio di neve artificiale mi procuro’ una brutta caduta con lussazione alla spalla destra, che mi fecero concludere la stagione anzitempo.
L’anno ancora seguente, 1994-1995, feci una puntata a Courmayeur in primavera, ma un’altra caduta (per la verita’, non troppo forte) mi procuro’ una nuova botta alla spalla che mi indusse ad appendere gli sci al chiodo. Questa fu l’ultima volta che negli anni ’90 misi gli sci ai piedi.
E’ importante sottolineare che io sono sempre stato una persona dotata di scarsissima coordinazione e attitudine agli sport: tanto per intenderci, non sono mai riuscito ad imparare cose semplici come la respirazione dello stile libero o il salto della corda. Ciononostante, soprattutto dopo i 25 anni, ho scoperto la simpatia e il piacere di fare sport in compagnia e quindi ci metto buona volonta’ accontentandomi di essere in grado di fare le cose in sicurezza.
Passano gli anni, e mi dedico ad altro, tra cui il calcio, a causa del quale mi devo fare operare di menisco.
Arriviamo ora a gennaio 2008 (15 anni dopo!). Durante una gita in montagna di quelle collettive fra amici, tutti fanno un tentativo e mettono gli sci ai piedi (anche i completi neofiti), e allora decido di rimetterli anche io. Con mia grande sorpresa, scopro di ricordarmi quel poco (anzi, pochissimo) che avevo imparato cosi’ tanto tempo prima, e cosi’ decido di riprovare. Passa l’inverno, vado a sciare almeno una dozzina di giorni, prendendo ogni volta da una a due ore di lezione individuale con un maestro. Nonostante il tempo e i soldi spesi, non c’e’ verso di "affrancarmi" dallo spazzaneve imparando nemmeno in modo grossolano l’ABC dei movimenti corretti, cioe’ la curva a sci uniti.
Nel frattempo, nell’estate del 2008 riesco anche a lussarmi la spalla sinistra, lasciamo perdere in che modo.
Arriviamo quindi a gennaio 2009: ricomincio a sciare, ricominciano le mie difficolta’ nell’apprendimento. Sicuramente pesa molto il timore di cadere: d’altra parte devo assolutamente evitare cadute, perche’ mi hanno detto che la prossima volta che la spalla mi esce mi tocchera’ andare sotto i ferri. Due considerazioni:
• Mi basterebbe sapere fare quella dannata curva a sci uniti, e scendere in sicurezza le piste facili (blu) o medie (rosse), magari quelle non troppo complicate.
• In ogni caso faccio sempre un po’ di esercizio (nuoto + presciistica)
Insomma: non chiedo tanto da me stesso (o, almeno, non credo): eppure questo poco, che riesce facilmente a tantissime persone, sta diventando veramente un assillo. A parziale giustificazione mettiamo pure l’eta’, i miei altri incidenti e la mia scarsa coordinazione, ma santo cielo, a me sembra davvero cosi’ strano.
A me basterebbe, dopo tanti soldi e tanto tempo spesi, vedere anche solo qualche lieve miglioramento: e invece niente di niente. Vi assicuro che sono molto demoralizzato e che in certi momenti mi verrebbe voglia di lasciare perdere
(, e di farmi una ragione del fatto che forse non sono proprio tagliato per lo sci alpino.
A voi, che siete sicuramente esperti, chiedo: posso avere qualche speranza e, se si’, come potrei impostare una risoluzione? Oppure data la situazione farei forse meglio a tranquillizzarmi e a dedicarmi ad altro?
Grazie
Emanuele
sono un nuovo iscritto del forum e vi scrivo per raccontarvi la mia storia “sciistica”, e le mie incredibili difficolta’ nell’apprendimento di questo sport, sperando di trovare qualche suggerimento.
Ora ho 36 anni (classe ’72): misi ai piedi gli sci per la prima volta nell’inverno 1992-1993 (quindi a 20 anni), facendo un corso collettivo a Bardonecchia. A quei tempi c’erano ancora i vecchi sci lunghissimi (io sono alto 1.78, e mi si proponevano sempre tra 1.90 e 1.95). Dal corso uscii con i primi rudimenti (spazzaneve, tentativo di diagonale a sci uniti, ), ovviamente senza particolari pretese.
L’anno successivo (inverno 1993-1994), durante le vacanze di Natale, andai con degli amici a sciare in Piemonte, dove ripresi a sciare cercando di perfezionarmi. Purtroppo, pero’, uno sfortunato incontro con una lastra di ghiaccio di neve artificiale mi procuro’ una brutta caduta con lussazione alla spalla destra, che mi fecero concludere la stagione anzitempo.
L’anno ancora seguente, 1994-1995, feci una puntata a Courmayeur in primavera, ma un’altra caduta (per la verita’, non troppo forte) mi procuro’ una nuova botta alla spalla che mi indusse ad appendere gli sci al chiodo. Questa fu l’ultima volta che negli anni ’90 misi gli sci ai piedi.
E’ importante sottolineare che io sono sempre stato una persona dotata di scarsissima coordinazione e attitudine agli sport: tanto per intenderci, non sono mai riuscito ad imparare cose semplici come la respirazione dello stile libero o il salto della corda. Ciononostante, soprattutto dopo i 25 anni, ho scoperto la simpatia e il piacere di fare sport in compagnia e quindi ci metto buona volonta’ accontentandomi di essere in grado di fare le cose in sicurezza.
Passano gli anni, e mi dedico ad altro, tra cui il calcio, a causa del quale mi devo fare operare di menisco.
Arriviamo ora a gennaio 2008 (15 anni dopo!). Durante una gita in montagna di quelle collettive fra amici, tutti fanno un tentativo e mettono gli sci ai piedi (anche i completi neofiti), e allora decido di rimetterli anche io. Con mia grande sorpresa, scopro di ricordarmi quel poco (anzi, pochissimo) che avevo imparato cosi’ tanto tempo prima, e cosi’ decido di riprovare. Passa l’inverno, vado a sciare almeno una dozzina di giorni, prendendo ogni volta da una a due ore di lezione individuale con un maestro. Nonostante il tempo e i soldi spesi, non c’e’ verso di "affrancarmi" dallo spazzaneve imparando nemmeno in modo grossolano l’ABC dei movimenti corretti, cioe’ la curva a sci uniti.
Nel frattempo, nell’estate del 2008 riesco anche a lussarmi la spalla sinistra, lasciamo perdere in che modo.
Arriviamo quindi a gennaio 2009: ricomincio a sciare, ricominciano le mie difficolta’ nell’apprendimento. Sicuramente pesa molto il timore di cadere: d’altra parte devo assolutamente evitare cadute, perche’ mi hanno detto che la prossima volta che la spalla mi esce mi tocchera’ andare sotto i ferri. Due considerazioni:
• Mi basterebbe sapere fare quella dannata curva a sci uniti, e scendere in sicurezza le piste facili (blu) o medie (rosse), magari quelle non troppo complicate.
• In ogni caso faccio sempre un po’ di esercizio (nuoto + presciistica)
Insomma: non chiedo tanto da me stesso (o, almeno, non credo): eppure questo poco, che riesce facilmente a tantissime persone, sta diventando veramente un assillo. A parziale giustificazione mettiamo pure l’eta’, i miei altri incidenti e la mia scarsa coordinazione, ma santo cielo, a me sembra davvero cosi’ strano.
A me basterebbe, dopo tanti soldi e tanto tempo spesi, vedere anche solo qualche lieve miglioramento: e invece niente di niente. Vi assicuro che sono molto demoralizzato e che in certi momenti mi verrebbe voglia di lasciare perdere
A voi, che siete sicuramente esperti, chiedo: posso avere qualche speranza e, se si’, come potrei impostare una risoluzione? Oppure data la situazione farei forse meglio a tranquillizzarmi e a dedicarmi ad altro?
Grazie
Emanuele