Ho notato che in questo forum non ci sono tanti report dal mio “home spot” e la cosa, conoscendo la realtà attuale e le tristi vicissitudini di questa stazione, non mi stupisce affatto. Inoltre mi sembra che si parli sempre troppo poco delle possibilità di freeride in Appennino. Così prendo la palla al balzo ed ecco qualche scatto del weekend appena trascorso sul Monte Terminillo.
Mt Terminillo visto dal fondo valle.
Sabato, le condizioni meteo non erano granché; nuvole alte e vento teso ma tutto sommato la giornata ha tenuto. (Perdonatemi x la scarsa qualità delle foto ma la visibilità era quella che era!)
La cresta Sassetelli vista da mt. Cardito
In programma non avevamo niente di particolare, se non come al solito macinare più neve fresca possibile, ma il mio “socio”(tavolaro, sic!) aveva appena comprato i ramponi nuovi e moriva dalla voglia di provarli. Poi alcune “vocine” ci sussurrano di una Valle dell’Inferno in condizioni fantastiche. Così dopo un paio di giri in seggiovia decidiamo di andare a vedere com’è la situazione “la sù” e cominciamo a salire sci in spalla x la Nordica (un vecchio tracciato in disuso che s’inerpica sul Terminilletto).
Il monte Terminilletto coi suoi 2105 metri slm è, dopo la rocciosa vetta del Terminillo(2216m) cui è collegato a da uno stretto crinale, la cima più alta della località. Sebbene sia sormontato da un bivacco del CAI e da una preistorica seggiovia monoposto giunta al termine della sua vita tecnica, è abbandonato ormai da molti anni al solo vantaggio degli scialpinisti. Eppure i versanti Sud ed Est, proprio quelli rivolti verso l’attuale estensione della skiarea, declinano abbastanza progressivamente, al punto tale che il Terminilletto è anche comunemente chiamato “il Conetto”, x via del suo profilo.
Ma sul versante NordOvest la storia cambia; sono questi i pendii col più alto potenziale freeride della montagna. Quì si aprono due ampi valloni che scendono direttamente dalla cima del Conetto, x circa 650metri di dislivello spegnendosi poi nei boschi a Nord. Si tratta rispettivamente della Valle dell’Inferno e della Valle degli Angeli. L’accesso si effettua attraverso una serie di ripidi canalini rocciosi degni di un paesaggio dolomitico.
La gola dell’Inferno
Carichi incombenti!!
:hahaha:
Il Terminiluccio(1870m).
La pista Carbonaie, la valle di Rieti e le nuvole
Un'imponente galaverna di ghiaccio.
Tracce
Valle del Sole dalla terrazza del rifugio Rinaldi
Valle dell’Inferno in tutta la sua magnificenza.
(Le foto appiattiscono sempre le prospettive, vi assicuro che si tratta di pendenze di tutto rispetto!)
Dal basso.
Zig-zag!
Presenze aliene
Spolverando
Curva in backside
Fermati maledetto!!
Rocks
L’itinerario finisce nei boschi a pochi metri dalla parte bassa della (ex)pista Cardito Nord. Da qui, fino ad un paio di anni fa si poteva “comodamente” risalire con un vecchio skilift e ricollegarsi al resto delle piste. Soltanto l’inettitudine del gestore ed una serie infinita diatribe burocratiche hanno potuto permettere la dismissione e l’abbandono di questo impianto e della relativa pista prima della necessaria sostituzione.
Ad ogni passo che affondiamo nella polvere fino alle ginocchia comprendiamo l’immensità di questo spreco!:mann::MM:XX:WHY
Risalendo x la Nord
Domenica, solo il cielo blu cobalto e la neve abbondante hanno alleviato la delusione x l’ennesima vana promessa d'apertura della seggiovia monoposto. Ma in fondo anche questo è il Terminillo..
L’Elefante e la seggiovia fantasma.
Zoom sul Monte Elefante
Un mare di nuvole ci separa dall’Abruzzo.
Nonostante le ingombranti infrastrutture, il Terminilluccio risplende sotto il sole.
Vista sulla cresta Sassetelli all’arrivo della Cardito Sud
Altri impianti in disuso sul versante Est del Terminilluccio
Scorcio del piccolo ma mitico Brutal’s Park che, sebbene fortemente ostacolati dalla gestione degli impianti, alcuni volenterosi locals stanno tirando sù.
photo courtesy and info:
terminillo.org
Mt Terminillo visto dal fondo valle.
Sabato, le condizioni meteo non erano granché; nuvole alte e vento teso ma tutto sommato la giornata ha tenuto. (Perdonatemi x la scarsa qualità delle foto ma la visibilità era quella che era!)
La cresta Sassetelli vista da mt. Cardito
In programma non avevamo niente di particolare, se non come al solito macinare più neve fresca possibile, ma il mio “socio”(tavolaro, sic!) aveva appena comprato i ramponi nuovi e moriva dalla voglia di provarli. Poi alcune “vocine” ci sussurrano di una Valle dell’Inferno in condizioni fantastiche. Così dopo un paio di giri in seggiovia decidiamo di andare a vedere com’è la situazione “la sù” e cominciamo a salire sci in spalla x la Nordica (un vecchio tracciato in disuso che s’inerpica sul Terminilletto).
Il monte Terminilletto coi suoi 2105 metri slm è, dopo la rocciosa vetta del Terminillo(2216m) cui è collegato a da uno stretto crinale, la cima più alta della località. Sebbene sia sormontato da un bivacco del CAI e da una preistorica seggiovia monoposto giunta al termine della sua vita tecnica, è abbandonato ormai da molti anni al solo vantaggio degli scialpinisti. Eppure i versanti Sud ed Est, proprio quelli rivolti verso l’attuale estensione della skiarea, declinano abbastanza progressivamente, al punto tale che il Terminilletto è anche comunemente chiamato “il Conetto”, x via del suo profilo.
Ma sul versante NordOvest la storia cambia; sono questi i pendii col più alto potenziale freeride della montagna. Quì si aprono due ampi valloni che scendono direttamente dalla cima del Conetto, x circa 650metri di dislivello spegnendosi poi nei boschi a Nord. Si tratta rispettivamente della Valle dell’Inferno e della Valle degli Angeli. L’accesso si effettua attraverso una serie di ripidi canalini rocciosi degni di un paesaggio dolomitico.
La gola dell’Inferno
Carichi incombenti!!
Il Terminiluccio(1870m).
La pista Carbonaie, la valle di Rieti e le nuvole
Un'imponente galaverna di ghiaccio.
Tracce
Valle del Sole dalla terrazza del rifugio Rinaldi
Valle dell’Inferno in tutta la sua magnificenza.
(Le foto appiattiscono sempre le prospettive, vi assicuro che si tratta di pendenze di tutto rispetto!)
Dal basso.
Zig-zag!
Presenze aliene
Spolverando
Curva in backside
Fermati maledetto!!
Rocks
L’itinerario finisce nei boschi a pochi metri dalla parte bassa della (ex)pista Cardito Nord. Da qui, fino ad un paio di anni fa si poteva “comodamente” risalire con un vecchio skilift e ricollegarsi al resto delle piste. Soltanto l’inettitudine del gestore ed una serie infinita diatribe burocratiche hanno potuto permettere la dismissione e l’abbandono di questo impianto e della relativa pista prima della necessaria sostituzione.
Ad ogni passo che affondiamo nella polvere fino alle ginocchia comprendiamo l’immensità di questo spreco!:mann::MM:XX:WHY
Risalendo x la Nord
Domenica, solo il cielo blu cobalto e la neve abbondante hanno alleviato la delusione x l’ennesima vana promessa d'apertura della seggiovia monoposto. Ma in fondo anche questo è il Terminillo..
L’Elefante e la seggiovia fantasma.
Zoom sul Monte Elefante
Un mare di nuvole ci separa dall’Abruzzo.
Nonostante le ingombranti infrastrutture, il Terminilluccio risplende sotto il sole.
Vista sulla cresta Sassetelli all’arrivo della Cardito Sud
Altri impianti in disuso sul versante Est del Terminilluccio
Scorcio del piccolo ma mitico Brutal’s Park che, sebbene fortemente ostacolati dalla gestione degli impianti, alcuni volenterosi locals stanno tirando sù.
photo courtesy and info:
terminillo.org
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