Con tutti i distinguo,lo sci muove i primi passi nella modernita' intorno ai primi anni del 900.
Vengono definiti alcuni "standard"prettamente sciistici, cioe' lo scarpone inizia a differenziarsi da una calzatura di lavoro, e il contenuto stilistico dell'abbigliamento e' rivolto verso la funzionalita'.
La grande guerra fa il resto,basta osservare una divisa di Alpino,o di un Alpenjager.
A dire il vero era solo il tessuto (panno o feltro) che differenziava il povero fante dall'alpino.
In sovrappiu' l'Alpino,(spesso solo un ufficiale) aveva una pelliccia di montone o pecora.
Sulla divisa veniva indossata una cerata di tela bianca per la mimetizzazione.
Fra le due guerre tale Benito si mise in testa di fare degli Italiani un popolo sportivo.
Ha inizio l'epopea della moda, pantaloni alla zuava e maglione hand made a collo alto,le fanciulle pantaloni attillati e maglione civettuolo.
Di giacche a vento manco se ne parlava, lo sci veniva svolto solo con il bel tempo non esistevano piste solo discese naif.
Con la seconda guerra mondiale i soliti Tedeschi studiarono capi specifici per la campagna di Russia e le truppe Alpine.Iniziano a vedersi i primi giubbotti a "vento"
Noi figli del boom economico: Calze di lana,maglia di lana,maglione di lana,calzamaglia di lana.La fibra sintetica gia' nei primi anni sessanta prese piede,grazie alla riluttanza delle pecore a farsi tosare.
Mancano gli abitanti della montagna,ma fra di essi c'erano ben pochi sciatori,solo le guide alpine avevano una bella camicia a quadri,il solito pantalone alla zuava,calzettone alto.
Il resto pantaloni rammendati,e no di rado stratifigrazione (una cosa sull'altra). dell'abbigliamento.
La mia prima giacca a vento sembra che fosse una specie di Kway sopra il maglione.