CrasHBoneS
Moderatore patacca
Buongiorno Forum, di seguito è descritta l'escursione al Rif. Pisciadù (mt. 2585 s.l.m.)
Punto di partenza: Passo Gardena mt. 2121
Punto di arrivo: Colfosco mt. 1646
Condizioni meteo: cielo limpido fino alle 15.30, in peggioramento nel tardo pomeriggio.
Lasciando il paese di Corvara, prima di arrivare a Colfosco, sulla sinistra si trova il Camping Colfosco (punto di partenza per ammirare le cascate generate dal Rio Pisciadù) dove abbiamo lasciato una delle due macchine, con l'altra vettura siamo saliti fino al Passo Gardena.
Di qui, subito dietro al rifugio sul passo, comincia una ripida ma breve salita alla gobba erbosa del Col de Frea (mt. 2234). Poi il sentiero corre in costa attraverso leggerissimi saliscendi sotto le rocce del Sas dla Luesa fino all'imbocco della Val Setus (se non si imbocca la Val Setus verso destra ma si prosegue diritto, si arriva sotto una parete rocciosa dove si trova l'attacco per la via ferrata Brigata Tridentina).
Salendo a zig-zag per una buona traccia, di pendenza non ripidissima ma costante, si sale nella valletta circondata da rocce e ghiaia; sulla sinistra in lontananza, sul masso "baciato" dal sole, ha inizio la via attrezzata
e sulla destra più avanti si arriverà ad un nevaio perenne;

l'unica attenzione da prestare è quella di stare molto attenti dove si cammina onde evitare di far muovere verso valle i sassi di ghiaia più grossi.
Girandosi indietro si può veder la strada che da Colfosco sale al Passo Gardena ed il Sass da Ciampac.
Arrivati alla parte superiore della gola, sulla sinistra comincia la via attrezzata (molto ripida in alcuni tratti ed in altri anche bagnata) con corde metalliche e gradini di ferro, è giunta l'ora di chiudere i bastonicini da trekking per avere le mani libere ed un paio di guanti sarebbero di aiuto sia per una presa migliore sia perchè le corde sono davvero fredde.

La salita non è difficile e riesco a strappare un sorriso alla mia ragazza,

anche se in alcuni tratti molto ripidi non mi sono trovato le sue unghie sul collo solamente perchè teneva la corda metallica con entrambe le mani. La cosa più "fastidiosa" è trovare gente che già scende alle 10.30 del mattino in quanto alcuni passaggi sono molto stretti e vanno affrontati con prudenza.
Dopo un'ora e 50 minuti (le guide indicano 1h e 30 min. per la salita) ci troviamo ad ammirare il laghetto Pisciadù e l'omonimo rifugio;


ai bordi del laghetto scegliamo una zona poco ventilata dove "bivacchiamo" e ci fermiamo a prendere un po' di sole fino alle 13.30.
Dalla "terrazza" è possibile ammirare il Sassongher;
il ponte sospeso fra il massiccio Pisciadù e la torre Exner (che viene percorso da chi effettua la salita al rifugio attraverso la via ferrata Tridentina)
e la vallata sottostante dove sorgono Colfosco e più in basso Corvara;
sulla sinistra, nella foto, si vede il ponte che scendendo dalla Val Stella Alpina permette di attraversare Colfosco e di arrivare al punto di partenza dell'ovovia Colfosco (chiusa in estate).
Ma è giunta l'ora di scendere, non ripercorrendo il sentiero dell'andata, ma dirigendosi verso est, oltre la grande terrazza, poi per il fianco roccioso a balze della Val de Bosli, il sentiero ad un certo punto diventa abbastanza ripido ed è attrezzato con cavi d'acciaio,

(la difficoltà è simile a quella della via attrezzata dell'andata con la differenza che tale pasaggio va affrontato all'indietro, cosa che rimane più difficile per la mia ragazza) proseguendo la facile discesa
ci troviamo nella Val de Mesdì dove possiamo ammirare nuovamente il Sassongher da un'altra angolazione

e voltandoci indietro si vede il sentiero percorso.
Terminato il sentiero in costa si percorre il sentiero accanto al Rio Pisciadù e successivamente per una largo sentiero si giunge dopo ormai due ore al Camping Colfosco dove avevamo lasciato una delle vetture con la quale ritorniamo su al Passo Gardenna a prendere l'altra. Se non è troppo tardi una volta imboccato il largo sentiero, anzichè andare a destra verso Colfosco si può andare verso sinistra (10 minuti di passeggiata) per vedere le cascate generate dal Rio Pisciadù.
A parte alcuni passaggi un po' difficoltosi, è una escursione di media difficoltà che permette di ammirare panorami mozzafiato purchè le condizioni meteo lo consentano.
Punto di partenza: Passo Gardena mt. 2121
Punto di arrivo: Colfosco mt. 1646
Condizioni meteo: cielo limpido fino alle 15.30, in peggioramento nel tardo pomeriggio.
Lasciando il paese di Corvara, prima di arrivare a Colfosco, sulla sinistra si trova il Camping Colfosco (punto di partenza per ammirare le cascate generate dal Rio Pisciadù) dove abbiamo lasciato una delle due macchine, con l'altra vettura siamo saliti fino al Passo Gardena.
Di qui, subito dietro al rifugio sul passo, comincia una ripida ma breve salita alla gobba erbosa del Col de Frea (mt. 2234). Poi il sentiero corre in costa attraverso leggerissimi saliscendi sotto le rocce del Sas dla Luesa fino all'imbocco della Val Setus (se non si imbocca la Val Setus verso destra ma si prosegue diritto, si arriva sotto una parete rocciosa dove si trova l'attacco per la via ferrata Brigata Tridentina).
Salendo a zig-zag per una buona traccia, di pendenza non ripidissima ma costante, si sale nella valletta circondata da rocce e ghiaia; sulla sinistra in lontananza, sul masso "baciato" dal sole, ha inizio la via attrezzata
e sulla destra più avanti si arriverà ad un nevaio perenne;

l'unica attenzione da prestare è quella di stare molto attenti dove si cammina onde evitare di far muovere verso valle i sassi di ghiaia più grossi.
Girandosi indietro si può veder la strada che da Colfosco sale al Passo Gardena ed il Sass da Ciampac.
Arrivati alla parte superiore della gola, sulla sinistra comincia la via attrezzata (molto ripida in alcuni tratti ed in altri anche bagnata) con corde metalliche e gradini di ferro, è giunta l'ora di chiudere i bastonicini da trekking per avere le mani libere ed un paio di guanti sarebbero di aiuto sia per una presa migliore sia perchè le corde sono davvero fredde.

La salita non è difficile e riesco a strappare un sorriso alla mia ragazza,

anche se in alcuni tratti molto ripidi non mi sono trovato le sue unghie sul collo solamente perchè teneva la corda metallica con entrambe le mani. La cosa più "fastidiosa" è trovare gente che già scende alle 10.30 del mattino in quanto alcuni passaggi sono molto stretti e vanno affrontati con prudenza.
Dopo un'ora e 50 minuti (le guide indicano 1h e 30 min. per la salita) ci troviamo ad ammirare il laghetto Pisciadù e l'omonimo rifugio;


ai bordi del laghetto scegliamo una zona poco ventilata dove "bivacchiamo" e ci fermiamo a prendere un po' di sole fino alle 13.30.
Dalla "terrazza" è possibile ammirare il Sassongher;
il ponte sospeso fra il massiccio Pisciadù e la torre Exner (che viene percorso da chi effettua la salita al rifugio attraverso la via ferrata Tridentina)
e la vallata sottostante dove sorgono Colfosco e più in basso Corvara;
sulla sinistra, nella foto, si vede il ponte che scendendo dalla Val Stella Alpina permette di attraversare Colfosco e di arrivare al punto di partenza dell'ovovia Colfosco (chiusa in estate).
Ma è giunta l'ora di scendere, non ripercorrendo il sentiero dell'andata, ma dirigendosi verso est, oltre la grande terrazza, poi per il fianco roccioso a balze della Val de Bosli, il sentiero ad un certo punto diventa abbastanza ripido ed è attrezzato con cavi d'acciaio,

(la difficoltà è simile a quella della via attrezzata dell'andata con la differenza che tale pasaggio va affrontato all'indietro, cosa che rimane più difficile per la mia ragazza) proseguendo la facile discesa
ci troviamo nella Val de Mesdì dove possiamo ammirare nuovamente il Sassongher da un'altra angolazione

e voltandoci indietro si vede il sentiero percorso.
Terminato il sentiero in costa si percorre il sentiero accanto al Rio Pisciadù e successivamente per una largo sentiero si giunge dopo ormai due ore al Camping Colfosco dove avevamo lasciato una delle vetture con la quale ritorniamo su al Passo Gardenna a prendere l'altra. Se non è troppo tardi una volta imboccato il largo sentiero, anzichè andare a destra verso Colfosco si può andare verso sinistra (10 minuti di passeggiata) per vedere le cascate generate dal Rio Pisciadù.
A parte alcuni passaggi un po' difficoltosi, è una escursione di media difficoltà che permette di ammirare panorami mozzafiato purchè le condizioni meteo lo consentano.
