Economia di un comprensorio sciistico

cinghio77

New member
Fabio: discussione spezzata da qui: http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=22268

Ho letto tutti gli interventi e consiglio a tutti voi di non pensare nemmeno lontanamente a partecipare (ove possibile) con delle quote societarie su soc.gestione impianti.
Questo perche negli ultimi 10 anni sono divenute quasi tutte cronicamente deficitarie.
Le ragioni vanno ricercate nei costi che sono aumentati in maniera esorbitante,mi riferisco soprattutto a quelli di impianti di risalita,e nondimeno innevamento e battitura piste,due voci che spesso fanno capo alla medesima societa'.

Non conosco il costo della funivia del pordoi anche perche e' stata fatta da un pezzo,ma vi posso dare i costi aggiornati di alcuni impianti.
  • Ovovia agg. Automatico abetone 16ml (montata da 5 anni)
  • Seggiovia agg autom cimoncino 9ml, gentilmente finanziata anche con fondi del tenore di modena Pavarotti.
  • Un gatto leitwolf 400000 euro
  • Un cannone sufag ventola 15000
  • Il costo enrgetico per la copertura totale di una stazione come sestola (60 km di piste nel 2003) era di 80000 euro
Capite da soli che equipaggiare una stazione con 20 gatti(che non durano 20 anni) e 150 cannoni o più significa sostenere costi inammortizzabili per quasi tutte le stazioni.

Non si spiegerebbe allora l intervento di regione,provincia,comunita montana,non ultimo quello di privati e albergatori,finalizzati a appianare i deficit che queste societa' generano di anno in anno.

Inoltre non tutti gli impianti hanno lo stesso flusso (a essi viene pagata una 'ripartizione' dello ski pas e non il biglietto intero)
Il giornaliero viene spezzettato su tutti gli impianti e i 40 euri diventano non più di un paio al passaggio!!
 
Certamente. Il fatto che i contributi erogati dagli enti pubblici siano sempre più vitali per le società concessionarie è talmente evidente che ogni altro commento sarebbe certamente superfluo.

Mi permetto però di fare una considerazione personale. La situazione dei conti di molte realtà è però certamente aggravata da una mancanza di organizzazione, razionalizzazione, politiche di accentramento.

Mi spiego meglio.

Spesso all'interno di un comprensorio convivono (per mezzo di un consorzio) troppe realtà eterogenee... Costituite a loro volta da micro-imprese (in mano a più fratelli o soci talvolta in contrasto tra loro) che hanno in gestione un singolo impianto o poco più.

Ebbene queste società consorziate ragionano all'unisono quando si tratta di spartirsi gli introiti... Quando si tratta di fare investimenti ognuno pensa ai propri impianti e segue la propria strada... Tutto questo si traduce in un aumento della conflittualità sia interna che verso le amministrazioni (conflittualità che spesso finisce in tribunale), in una perdita di opportunità, in un allungamento della vita media degli impianti, in una perdita di consenso da parte dei clienti, insomma... in definitiva in uno spreco di denaro. E ciò è inaccettabile se pensiamo che tutto ciò è alimentato (in grossa parte) da contributi pubblici.

Da troppo tempo ormai assistiamo a situazioni di questo tipo.
Per questo ritengo necessario che le amministrazioni non si limitino ad erogare contributi ma che quanto meno si facciano carico di alimentare l'indispensabile processo di integrazione ed accentramento, nel quale le stesse possano svolgere un ruolo decisionale. Trovo assurdo che ad esempio sotto al tetto del dolomitisuperski convivano tutte queste società. Sono davvero troppe. Solo razionalizzando il numero delle stesse è possibile orientarsi verso obiettivi comuni, a partire proprio dalla razionalizzazione della spesa.

Non dimentichiamo inoltre che il mercato mondiale della costruzione di impianti è un mercato in cui vige un duopolio di fatto. Queste due società godono di grande potere contrattuale... Solo se si è interlocutori forti si può dar vita ad un rapporto di collaborazione e si possono spuntare condizioni migliori. Finché sarà la singola micro-impresa sostenuta solamente dal comune della valle a dover interloquire con questi due costruttori in un ottica esclusivamente di breve periodo, basata sulla singola transizione, certamente non si potrà pretendere una riduzione dei costi di realizzazione dell'opera.

Sono convinto che una riduzione del numero delle società, dirette dall'azione della pubblica amministrazione verso obiettivi comuni garantirebbe il conseguimento di risultati migliori a fronte di investimenti pubblici più contenuti.

Tutto questo lo ha capito bene la regione FVG. Ovviamente il loro operato non è esente da critiche, ma la strada da seguire ritengo sia certamente quella...
 
Ultima modifica:
non potrebbe intervenire direttamente lo stato, magari, che so, rapportando i contributi al deficit di bilancio che ogni anno ha il consorzio o a qualche parametro che possa misurare l'efficienza delle società impiantistiche?
 
Oddio, che adesso lo stato si metta a sovvenzionare in maniera continuativa gli impianti mi sembra ssurdo.. con tuto quello che avrebbe bisogno di soldi statali è un po' egocentrico pensare agli impianti.

Son società private.. regolino costi, prezzi e accordi in modo da averne un utile, come ovvio.. se poi i soldi al posto che dagli skipass gli ricevono dagli alberghi benissimo, accordi loro che hanno un senso e sonbo comprensibilissimi, ma non penso certo debba intervenire lo stato per saldare i debiti dei poveretti proprietari di impianti..
 
non potrebbe intervenire direttamente lo stato, magari, che so, rapportando i contributi al deficit di bilancio che ogni anno ha il consorzio o a qualche parametro che possa misurare l'efficienza delle società impiantistiche?
Se il comprensorio ha una bassa latitudine, sotto i 43° - 44° sì!

Lo sci se è considerato un servizio --> ok stato
Se lo sci è considerato uno sfizio --> no, prima mangiamo e poi sciamo.
 

.

Oddio, che adesso lo stato si metta a sovvenzionare in maniera continuativa gli impianti mi sembra ssurdo.. con tuto quello che avrebbe bisogno di soldi statali è un po' egocentrico pensare agli impianti.

però zoidberg diceva un'altra cosa penso..ovvero che lo Stato imponga dei limiti ai finanziamenti rapportati al deficit della società...non che lo stato faccia ulteriori finanziamenti...giusto?
 
Lo sci se è considerato un servizio --> ok stato
Se lo sci è considerato uno sfizio --> no, prima mangiamo e poi sciamo.

E' il solito problema "politico", ovvero di scelta. Si vive anche senza sport, chiaro, però l'obiettivo della politica è far vivere meglio i cittadini. Si vive meglio svendendo le nostre terre all'edilizia selvaggia, che finanzia le solite mafie, o investendo nello sport, attività che permette alla società di evolversi "positivamente"? Però lo sport porta con sé valori completamente diversi da quelli del liberismo economico sfrenato, perciò la tendenza è a privilegiare le solite attività arraffatorie, con buona pace di quei tanti cittadini che da bravi italiani si lamentano di tutto e allo stesso tempo sognano di poter un giorno anche loro essere dei magnaccia.
 
Che le stazioni sciistiche vengano finanziate statalmente perchè servizi e perchè utili alla comunità mi sembrerebbe ingiusto.. se si vuole promuovere lo sport ci son tanti sport molto più economici che cmq sviluppano gli stessi valori o lo stesso spirito.. Non si puo' pensare che lo stato ti paghi parte dello skipass, quando non ti paga neanche il 100% delle spese sanitarie quando si sta male o l'università, ma dai.. allora dovrebbe anche finanziare l'acquisto di racchette da tennis, di barche a vela ect ect.. tutte attività che fanno bene... C'e' una precedenza chiara di certe cose rispetto ad altre..alcune sono "essenziali" o quasi, altre "sfizi"

E poi cosa centra la mafia e affini? Non è che a dare i soldi alle società degli impianti sarebbe tutto pulito e in tutti gli altri casi tutto sporco..il discorso sarebbe sempre lo stesso.
 
Che le stazioni sciistiche vengano finanziate statalmente perchè servizi e perchè utili alla comunità mi sembrerebbe ingiusto.. se si vuole promuovere lo sport ci son tanti sport molto più economici che cmq sviluppano gli stessi valori o lo stesso spirito.. Non si puo' pensare che lo stato ti paghi parte dello skipass, quando non ti paga neanche il 100% delle spese sanitarie quando si sta male o l'università, ma dai.. allora dovrebbe anche finanziare l'acquisto di racchette da tennis, di barche a vela ect ect.. tutte attività che fanno bene... C'e' una precedenza chiara di certe cose rispetto ad altre..alcune sono "essenziali" o quasi, altre "sfizi"

E poi cosa centra la mafia e affini? Non è che a dare i soldi alle società degli impianti sarebbe tutto pulito e in tutti gli altri casi tutto sporco..il discorso sarebbe sempre lo stesso.


Non confondiamo gli aiuti di stato con i contributi erogati dagli enti territoriali.

E poi attenzione... la finalità di questi contributi non è certo la promozione dello sport, bensì lo sviluppo turistico del territorio montano.

Le situazioni che si prospettano sono solamente due.

1) O si crea un meccanismo nel quale gli enti locali possano supportare gli ingenti investimenti privati necessari alla realizzazione e all'esercizio degli impianti mantenendo però l'attuale livello dei prezzi;

2) oppure si chiude di punto in bianco il rubinetto e si lasciano le concessionarie al proprio destino visto che in fondo si tratta di società private. Insomma che si arrangino loro tramite un adeguamento dei prezzi ad aggiustare i propri bilanci.

Ebbene se si seguisse questa logica vedresti lievitare esponenzialmente i prezzi degli skipass (altro che 40 euro), lo sci diverrebbe ancor più uno sport d'elite, rimarrebbero in vita solo poche località esclusive come Cortina. E la montagna diventerebbe sempre più parco giochi per sceicchi e petrolieri Russi (come in parte sta già avvenendo) anziché essere valorizzata per quello che è e cioè patrimonio di tutti. Purtroppo però non finisce qui... Verrebbero a mancare migliaia di posti di lavoro, daremo un'enorme spinta alla già grave tendenza di spopolamento della montagna, crollerebbe l'intero sistema turistico e via dicendo.
Non si tratta di problemi esclusivamente economici, ma anche di etica.

Detto questo è evidente come la soluzione più favorevole sia certamente la prima. Comunque anche se volete ragionare in termini monetari.. il contributo pubblico è necessario, ed aggiungo doveroso in quanto le prime beneficiarie di uno sviluppo turistico fiorente sono proprio le casse dell'erario territoriale.
Ritenendo pertanto ormai imprescindibili i contributi pubblici ritengo però criticabile il criterio assolutamente confusionale mediante il quale vengono erogati. Trattandosi di denaro pubblico dovrebbero essere erogati con parsimonia subordinandoli a piani di ristrutturazione innanzitutto societaria. Come ho già detto serve a mio avviso accentramento ed orientamento ad obiettivi comuni. Altrimenti parte dei soldi erogati finisce tra gli sprechi.

In friuli hanno fatto di più... Sono andati ben oltre questa logica. L'accentramento è massimo. Per mezzo di promotur hanno rilevato tutti gli impianti fallimentari esistenti. Ora la regione investe e gestisce direttamente gli impianti in regime di monopolio, si è prefissata degli obiettivi coerenti, e i risultati già si vedono.
 
Che le stazioni sciistiche vengano finanziate statalmente perchè servizi e perchè utili alla comunità mi sembrerebbe ingiusto.. se si vuole promuovere lo sport ci son tanti sport molto più economici che cmq sviluppano gli stessi valori o lo stesso spirito.. Non si puo' pensare che lo stato ti paghi parte dello skipass, quando non ti paga neanche il 100% delle spese sanitarie quando si sta male o l'università, ma dai.. allora dovrebbe anche finanziare l'acquisto di racchette da tennis, di barche a vela ect ect.. tutte attività che fanno bene... C'e' una precedenza chiara di certe cose rispetto ad altre..alcune sono "essenziali" o quasi, altre "sfizi"

E poi cosa centra la mafia e affini? Non è che a dare i soldi alle società degli impianti sarebbe tutto pulito e in tutti gli altri casi tutto sporco..il discorso sarebbe sempre lo stesso.

Non hai ben interpretato ciò che ho scritto. L'intervento dello stato non è certo sugli skipass o sulle tue vacanze. Lo stato si occupa di strutture, che esse siano palasport o seggiovie. Ed il mio discorso è: meglio un palasport, una seggiovia, un velodromo, che altri investimenti, più redditizi per le grandi famiglie di imprenditori italiani ma come al solito a scapito del cittadino "medio".
 
Se il comprensorio ha una bassa latitudine, sotto i 43° - 44° sì!

Lo sci se è considerato un servizio --> ok stato
Se lo sci è considerato uno sfizio --> no, prima mangiamo e poi sciamo.

Lo sci NON è un servizio ma lo è mantenere la montagna popolata: se porti il LAVORO in montagna la gente non se ne va anzi dalla bassa valle salgono su; questo è salvaguardia e presidio del territorio e NON HA PREZZO!!!!
Anche se la società di impianti ha un decifit da ripianare avrà comunque creato un indotto e una economia intorno ad essa che nel complesso risulta sicuramente maggiore se non ci fosse stato niente.
 
Se il comprensorio ha una bassa latitudine, sotto i 43° - 44° sì!

Lo sci se è considerato un servizio --> ok stato
Se lo sci è considerato uno sfizio --> no, prima mangiamo e poi sciamo.

Mi tiro fuori dalla discussione, ma preferirei che eventualmente il limite fosse di 41...visto che l'Abruzzo è sui 42 e qui altro che sfizio...bisogno primario altrochè :ghiacciato:
 
L'indotto degli skipass è circa 7 volte il fatturato da vendita skipass. Se una località chiude semplicemente i turisti e gli investimenti andranno in un'altra località lasciando la località chiusa con alberghi, negozi e quant'altro chiusi e la disoccupazione. Quindi la gente abbandonerebbe le vallate in cerca di lavoro.
Ci sono località che non necessitano di aiuti, ed infatti non li ricevono, per esempio le stazioni altoatesine del Dolomiti Superski. Altre ne ricevono pochi. Altre ancora molti. per questo è necessario differenziare gli aiuti in rapporto al reale bisogno. Una società impiantistica che fa dividendi sicuramente non merita particolari attenzioni. ma la maggior parte di esse senza gli aiuti non riuscirebbe a rinnovare in continuazione il proprio parco impianti restando al passo col mercato. Ciò non significa che il complesso del turismo invernale sia in passivo, anzi, ma l'anello più importante e finanziariamente più delicato, per via degli ingentissimi investimenti necessari, sono gli impianti.
 
L'indotto degli skipass è circa 7 volte il fatturato da vendita skipass. Se una località chiude semplicemente i turisti e gli investimenti andranno in un'altra località lasciando la località chiusa con alberghi, negozi e quant'altro chiusi e la disoccupazione. Quindi la gente abbandonerebbe le vallate in cerca di lavoro.
Ci sono località che non necessitano di aiuti, ed infatti non li ricevono, per esempio le stazioni altoatesine del Dolomiti Superski. Altre ne ricevono pochi. Altre ancora molti. per questo è necessario differenziare gli aiuti in rapporto al reale bisogno. Una società impiantistica che fa dividendi sicuramente non merita particolari attenzioni. ma la maggior parte di esse senza gli aiuti non riuscirebbe a rinnovare in continuazione il proprio parco impianti restando al passo col mercato. Ciò non significa che il complesso del turismo invernale sia in passivo, anzi, ma l'anello più importante e finanziariamente più delicato, per via degli ingentissimi investimenti necessari, sono gli impianti.

non si possono avere indicazioni più precise riguardo alle singole località? cioè, sarei curioso di vedere dove si hanno finanziamenti maggiori e dove minori (in TTAA)..esiste qualche sito o banca dati? oppure sono informazioni "segrete" per qualche motivo?
 
L'indotto degli skipass è circa 7 volte il fatturato da vendita skipass. Se una località chiude semplicemente i turisti e gli investimenti andranno in un'altra località lasciando la località chiusa con alberghi, negozi e quant'altro chiusi e la disoccupazione. Quindi la gente abbandonerebbe le vallate in cerca di lavoro.
Ci sono località che non necessitano di aiuti, ed infatti non li ricevono, per esempio le stazioni altoatesine del Dolomiti Superski. Altre ne ricevono pochi. Altre ancora molti. per questo è necessario differenziare gli aiuti in rapporto al reale bisogno. Una società impiantistica che fa dividendi sicuramente non merita particolari attenzioni. ma la maggior parte di esse senza gli aiuti non riuscirebbe a rinnovare in continuazione il proprio parco impianti restando al passo col mercato. Ciò non significa che il complesso del turismo invernale sia in passivo, anzi, ma l'anello più importante e finanziariamente più delicato, per via degli ingentissimi investimenti necessari, sono gli impianti.

Affermare che le società concessionarie altoatesine aderenti al Dolomitisuperski non ricevano contributi mi sembra quanto meno inopportuno...
 
Top